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CATTOCOMUNISTI CANCRENA DELL’ ITALIA !!!!

Il Comune di Udine, amministrato dal Sindaco Honsell, ha deciso di patrocinare la festa del comunismo e poco importa se ha fatto tanti milioni di morti e anche se Udine, a causa della scellerata accoglienza selvaggia, è diventata un letamaio a cielo aperto . Il Prefetto di Udine, ha voluto vederci chiaro sull’efferato attacco subito dal centro culturale (moschea) di Tarcento (UD), un duro attacco non fatto a suon di fucilate bensì a suon di cotechini……..
Naturalmente, il Prefetto non ha ricevuto gli italiani picchiati e rapinati dalle “risorse” muslim, ma ha ricevuto il presidente dell’associazione islamica (tutto il minuscolo voluto e dovuto) .
Continuiamo pure a mantenere negri cani e porci mentre gli italiani fanno la fame e continuiamo pure a regalare pensioni a cialtroni che non hanno mai versato un contributo, tanto, la tolgono agli italiani la pensione per regalarla agli stranieri!!!!

VERGOGNATEVI !!!!!

Patrick di Majan

In Calabria, ricomincia la farsa degli sbarchi, ossia degli accordi criminali tra Stato e soggetti privati che praticano il traffico umano.
Nuove risorse pubbliche, nuova ricchezza prodotta dagli italiani col sudore della fronte, saranno impiegate per mantenere a sbafo giovani nullafacenti, per consentir loro di creare bivacchi, assembramenti, enclavi d’illegalità e parassitismo sul territorio nazionale, per aumentare ulteriormente il numero di sbandati dediti all’accattonaggio, alle molestie, al delitto, che funestano le nostre città.
Ebbene, tra i cittadini italiani traditi dal proprio governo, umiliati, privati della libertà di camminare per strada, vessati e angariati da continue richieste di denaro da parte di una moltitudine di inquietanti girovaghi, vi sono anche quelli ripresi nel filmato che oggi vi propongo.
Vi prego di guardarlo e porvi una domanda.
Possiamo stare ancora con le mani in mano?
Possiamo permettere, ai traditori al potere, di continuare a martoriare impunemente il nostro popolo, senza incorrere in alcuna punizione?
Un abbraccio a tutti dal Sofista

da DIARIO DI UDINE

Foto Notizia

Abdennabi El Karz ricevuto dal prefetto di Udine

Zappalorto ha voluto conoscere la situazione dopo i recenti casi di cronaca che hanno coinvolto la co,unità islamica tarcentina. L’ultimo episodio della serie, il rinvenimento di cotechini e zampe di maiale davanti alla sede dell’associazione

Redazione Udine giovedì 2 novembre 2017

Abdennabi El Karz ricevuto dal prefetto di Udine (© Diario di Udine)

UDINE – Il referente dell’Associazione sociale tarcentina, El Karz Abdennabi, è stato ricevuto giovedì sera dal prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto. Un incontro voluto dal rappresentante dello Stato a Udine per capire quanto accaduto nelle ultime settimane a Tarcento, dove la comunità islamica è stata al centro di alcuni episodi di cronaca. «Ho voluto questo incontro – si è limitato a dire il prefetto in avvio di chiacchierata – per sapere quello che è successo».

Prima il litigio con il consigliere comunale Riccardo Prisciano, poi, mercoledì 31 ottobre, il rinvenimento di cotechini e zampe di maiale davanti alla sede dell’associazione, luogo di preghiera per la comunità islamica di Tarcento.

El Karz Abdennabi ha ribadito come la comunità islamica di Tarcento si sia ben integrata nel paese friulano e come non abbia mai avuto problemi di alcun tipo. Detto questo, si è augurato che la situazione torni alla normalità in breve tempo, ribadendo la propria disponibilità al dialogo e al confronto con tutti.

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da IL GIORNALE.IT

Ma la De Micheli precisa: “A imprese terremotate mutuo gratuito”

La commissaria per la Ricostruzione precisa: “Le imposte saranno rateizzate e le imprese potranno accedere a un mutuo gratuito”

Chiara Sarra – Ven, 03/11/2017 – 12:54

“In situazioni emergenziali come quelle che hanno caratterizzato il centro Italia con il sisma 2016 è facile che le informazioni si confondano”.

Lo dice Paola De Micheli dopo il caos creato dalla lettera che ha inviato ai sindaci del cratere sismico a un anno esatto dal terremoto.

“Abbiamo invitato gli amministratori locali a informare le imprese sui provvedimenti utili alla ripartenza socio economica”, spiega oggi la commissaria per la Ricostruzione, “Sostanzialmente, le imprese potranno rateizzare a partire dal primo gennaio 2020 le imposte sospese nel 2016 e nel 2017, accedendo ad un mutuo completamente gratuito, da contrarre subito, le cui garanzie sono a carico dello Stato. Tali imposte andranno pagate, detratta l’esenzione in de minimis (200.000 euro circa) e si verseranno solo per il differenziale anche per il 2018, come avvenuto per il 2017”.

Poi ha fatto anche un esempio: “L’impresa Mario Rossi che rientra nelle condizioni della zona franca urbana, con sede a Norcia, nel 2017 avrebbe dovuto pagare 70mila euro tra imposte erariali, regionali, comunali e contributi dei lavoratori”, dice De Micheli, “Siccome la soglia del de minimis è di 200mila euro, l’impresa non dovrà versare nulla per il 2017 e quindi potrà anche non accedere al mutuo. Se, però, il totale delle imposte dell’impresa invece che di 70mila fosse di 210mila euro, ci sarà la possibilità per l’impresa di accedere a un mutuo di 10mila euro che verrà pagato a partire dal primo gennaio 2020, senza interessi e con garanzie dello Stato (questo significa che non si vanno a toccare gli impegni bancari delle imprese). Per il 2018, se la medesima impresa rimane sotto il de minimis continuerà a non pagare nulla. Se, invece, lo supera dovrà riconoscere agli enti coinvolti (Stato, Regione, Comuni, Inps e Inail) il differenziale oltre i 200mila euro”.

La “zona franca urbana”, ricorda la commissaria, “rientrano tutte le imprese che hanno subito danni al fatturato”, anche se ci sono imprese “che non hanno subito questo genere di danni ma che fanno parte del cratere sismico”. Anche per queste è previsto l’accesso al mutuo alle stesse condizioni.

“L’intervento prevede la concessione di agevolazioni sotto forma di esenzioni fiscali e contributive in favore di imprese e titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono la propria attività o che la avviano entro il 31 dicembre 2017 nella Zfu Sisma Centro Italia”, sottolinea de Micheli, “La busta paga pesante vale per i cittadini che percepiscono reddito fisso, lavoratori dipendenti e pensionati. Prevede una rateizzazione fino a 24 mesi (rispetto ai 9 inizialmente stabiliti) e rinvio a maggio 2018 (anziché a febbraio 2018 come inizialmente stabilito) delle imposte sospese dal 24 agosto 2016”.

Inoltre la sospensione del pagamento dei mutui per i privati “verrà prorogata con un emendamento governativo” al dl fiscale in discussione al Senato. “L’esigenza di fare chiarezza è quanto mai urgente, non per evitare, come qualcuno potrebbe pensare, che si facciano strada critiche di stampo politico e da toni elettorali”, conclude De Micheli, “Ma per avere la certezza che i cittadini e le imprese conoscano appieno i propri diritti, per poter ripartire con la ricostruzione. Questi territori si riprenderanno solo se tutti – imprenditori, amministratori locali e governo – remeremo nella stessa direzione”.

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Così i soldati italiani scivolarono all’inferno: nei lager di Stalin

A Piacenza un incontro con filmanti inediti per riscoprire la storia dei reduci dell’Armir

Matteo Sacchi – Ven, 03/11/2017 – 08:22

Non sono molte le persone che possono raccontare con testimonianze dirette l’orrore dei gulag staliniani.

Men che meno gli italiani. Può farlo però Pietro Amani che fu uno dei molti soldati italiani presi prigionieri dai sovietici durante la disfatta dell’Armir nel terribile inverno ’42-43. Amani, che ha anche un Diario di prigionia – di cui in questa pagina presentiamo un estratto per gentile concessione di Banca di Piacenza che l’ha appena pubblicato – sarà presente questa sera per raccontare la sua storia, a Piacenza all’incontro «Un piacentino reduce dai gulag» dove sarà presentato il libro. All’incontro, moderato dal giornalista Stefano Mensurati, saranno presenti anche due studiosi dell’universo concentrazionario sovietico: Francesco Bigazzi (autore di Il primo gulag: le isole Solovki) e Dario Fertilio. Saranno mostrati durante la serata (dalle 17,30 a Palazzo Galli, sala Panini) anche due filmati inediti che mostrano i prigionieri italiani sottoposti a rieducazione alla «pace» da parte dei carcerieri russi e costretti a marciare nella neve o accanto ai cadaveri di altri soldati meno fortunati di loro.

A spiegare come sia nata l’opportunità di ristampare le memorie di Amani e quale sia il loro valore è proprio Stefano Mensurati. «Io stavo portando avanti un progetto per indagare il destino degli italiani di Crimea finiti nei gulag, durante la seconda guerra mondiale, solamente perché di origine italiana. Erano in Crimea dall’Ottocento, ma durante la guerra vennero perseguitati e rinchiusi. Durante questa indagine, finanziata da Assopopolari e commissionata a tre ricercatori, ci siamo accorti che nello stesso gulag, il numero 99, in Kazakistan erano stati rinchiusi anche 940 soldati italiani. Il dramma di questi militari, come quello degli italiani di Crimea, non è mai stato compiutamente indagato». Così, oltre a organizzare una mostra itinerante sugli italiani di Crimea Mensurati ha aggiunto una appendice sui militari che nessuno era mai andato a cercare: «È incredibile. I russi ci hanno spiegato che da quando la documentazione è disponibile altri Paesi hanno iniziato a fare il possibile per rintracciare i propri connazionali, ma l’Italia no». E questo ha consentito di rintracciare alcuni dei superstiti, come Amani.

La vicenda di Amani, catturato il giorno di Natale del 1942, liberato, dopo privazioni a non finire e lavori forzati, nel settembre del ’45 e il cui viaggio di ritorno a casa durò circa tre mesi, in treno, via Berlino, Francoforte e il Brennero, è solo l’esemplificazione del destino in buona parte ancora ignoto di migliaia di soldati. Basta però qualche passaggio di questo diario per rendersi conto di quanto fosse atroce: «eravamo terribilmente dimagriti… Le gambe erano grosse solo nelle giunture, non c’era più spessore di carne e la pelle era come arrugginita, con grandi chiazze scure nelle parti del corpo ove le ossa erano maggiormente a contatto con il pavimento».

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da LA VOCE DEL TRENTINO

Solo un mese fa scoperti 479 casi di truffa.

55.930 stranieri ultra 65enni godono in Italia dell’assegno sociale senza nemmeno aver lavorato un giorno.

Andrea Tumiotto | novembre 2, 2017

Purtroppo il caso del 79enne originario del Marocco, indagato per truffa dalla Guardia di Finanza di Trento, dopo aver percepito per sei anni un assegno sociale di 580 euro al mese dichiarando di vivere in città, mentre invece era già tornato nel suo paese natale non è isolato in Italia.

In totale il marocchino avrebbe indebitamente incassato dall’Inps, dal 2010 al 2016, 49 mila euro. Ill caso è stato portato alla luce da una indagine della GdF sui falsi residenti stranieri che, vivendo in condizioni disagiate, fanno richiesta di assegno sociale che viene concesso previa verifica dello stato patrimoniale.
Purtroppo il caso emerso in Trentino dopo l’indagine della guardia di Finanza non è certo isolato.
Solo un mese fa sempre la guardia di finanza ha scoperto una truffa da 10 milioni di euro ai danni dell’Inps. In questo caso sono state denunciate 370 persone straniere per aver incassato l’assegno sociale dell’istituto previdenziale nonostante fossero residenti all’estero. Ricordiamo che il beneficio, di circa 450 euro al mese per 13 mensilità, spetta solo a chi è indigente e risiede in Italia. L’Inps ha subito sospeso i pagamenti, prevedendo un risparmio annuo di oltre 2,6 milioni di euro.

L’assegno sociale è uno dei cosiddetti “strumenti di protezione” erogati dall’Istituto di previdenza. È destinato ai cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari (con permesso di soggiorno di lungo periodo), che abbiano compiuto 65 anni e si trovino in condizioni economiche disagiate. Le 370 persone denunciate dalle Fiamme gialle per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato avevano ottenuto l’assegno, ma una volta trasferiti all’estero – prevalentemente in Sud America e nell’Est Europa – non l’hanno comunicato e hanno anzi certificato falsi redditi, in modo da farli risultare sempre inferiori alla soglia prevista dalla legge per il conseguimento del beneficio.

Spicca il caso di una coppia di anziani coniugi di origine tunisina, residenti per finta nella provincia di Firenze: non solo i due hanno incassato in totale 120mila euro, ma gli inquirenti hanno accertato movimenti di capitali verso il Principato di Monaco per 370mila euro. Un altro caso accertato dalle Fiamme gialle è quello di due coniugi italiani, ottantenni, che risultavano abitare nella provincia di Potenza ma che in realtà si erano trasferiti in Venezuela dal 1955: i due hanno beneficiato indebitamente di assegni per 156mila euro

Tra le persone denunciate c’è anche un’altra coppia formata da marito e moglie italiani di 73 e 72 anni, residenti fittiziamente nella zona di Frosinone, che dopo il trasferimento definitivo all’estero ha continuato a percepire l’emolumento per 55mila euro. L’operazione della Guardia di finanza, chiamata “People out“, ha permesso di accertare complessivamente 479 casi irregolari. Oltre a sospendere gli assegni, l’Inps ha anche avviato il recupero di quanto indebitamente percepito dai responsabili. In alcuni casi è stato scoperto che chi godeva dell’assegno sociale possedeva nel proprio paese anche 3 o 4 appartamenti intestati.

Insomma, italiani brava gente verrebbe da dire, visti i regali confezionati fatti di assegni sociali mensili a stranieri over 65 che non hanno mai lavorato nel nostro Paese e neanche ci hanno abitato se non per breve tempo. In Italia sono ben 55.930 gli stranieri ultra 65enni che godono dell’assegno sociale. Ogni immigrato, che ha ottenuto la residenza con l’istituto del ricongiungimento familiare, proprio perché in età avanzata per lavorare, ha diritto a vedersi versato dall’Inps un sussidio di cinquemilaottocentottanta euro l’anno. Il che si traduce in 327.190.500 euro che ogni anno l’Italia spende per garantire la pensione agli stranieri troppo in avanti con gli anni per lavorare: è la legge.

La truffa, diffusa tra gli stranieri soprattutto albanesi, marocchini e cubani grazie al passaparola, è stata già smascherata da poliziotti, carabinieri e guardia di finanza in varie regioni da quattro anni a questa parte. In Italia, infatti, di 4.700.000 stranieri con regolare permesso di soggiorno, il 17 per cento – e cioè 799.000 – hanno superato i 65 anni. Tanti, ed in costante aumento, quanti arrivano in Italia in età pensionabile con la scusa dell’istituto del ricongiungimento familiare.

Di questi 799.000, il 7% (e cioè 55930) gode di una pensione che si aggira intorno ai 487euro al mese. Un’entrata di un certo peso per uno straniero, se si considera che in Albania un professore guadagna in media 200euro al mese. L’immigrato – così come prevede la normativa – gode della pensione versata dall’Istituto di Previdenza Sociale pur non avendo mai lavorato né versato contributi nel nostro Paese. Uno specchietto per le allodole che ha attirato tanti furbetti improvvisamente malati di nostalgia per i parenti residenti in Italia. Sono già tanti gli immigrati sorpresi ad intascarsi la pensione sociale dal loro paese d’origine.

L’unico requisito richiesto dalla legge per ottenere l’assegno è infatti la residenza effettiva e abituale in Italia: basta così farsi accreditare i soldi ogni mese in un conto corrente cointestato con parenti o amici e ripartire senza comunicare nulla allo Stato, continuando a percepire la pensione dall’estero. Eppure la normativa, consultabile su internet al sito: http://www.laleggepertutti.it, è chiara: «Qualora lo straniero abbia ottenuto la misura assistenziale e fuoriesca dall’Italia per un periodo superiore a un mese, l’erogazione dell’assegno è sospesa, salvo che dimostri che la sua assenza dal territorio italiano è dipesa da gravi motivi di salute.Dopo un anno di sospensione, se l’interessato è ancora all’estero, l’assegno viene revocato definitivamente». Ma come si dice: fatta la legge, trovato l’inganno. Ed ed ecco le residenze fittizie, i permessi di soggiorno contraffatti,le utenze fantasma, insomma tutti gli escamotage per far credere alle autotirà che il «vecchietto» furbetto vive nel nostro Paese. Indagini, felicemente e puntualmente andate a segno, sono state fatte a Camerino – dove i finanzieri hanno denunciato venticinque immigrati – a Novara, a Salerno, a Terni, in Toscana, in Friuli, nel Veneto e in Emilia.

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da VOX NEWS

Talebani Pd iniziano a demolire i monumenti fascisti, martellati via i fregi fascisti – VIDEO

ottobre 31, 2017

Il PD, in una delirio iconoclasta, inizia ad abbattere i monumenti fascisti. Come ISIS a Raqqa.

Imbarazzante. Il sindaco PD di Lanciano, Mario Pupillo, ha fatto rimuovere tre fasci littori dalla facciata del teatro comunale Fedele Fenaroli di Lanciano. Fasci littori presenti nel Parlamento francese, tanto per citare un luogo a caso.

I Fasci, in attesa del via libera arrivato ora della Sovrintendenza, erano stati coperti con dei drappi, come usa in Arabia Saudita o come fece Renzi con le statue durante la visita di un qualche emiro.

“Riteniamo incredibile – aveva affermato in una nota Marco Pasquini, responsabile lancianese di CasaPound Italia – che il primo cittadino dia il suo appoggio ad una simile iniziativa, paragonabile per la volontà di rimuovere la storia della nostra città per finalità ideologiche alle demolizioni dei siti archeologici siriani ed iracheni da parte dell’Isis”.

Aggiunti nel 1938 alla facciata del teatro, edificato a metà Ottocento, vengono tolti per la prima volta il 25 aprile del ‘43, spazzati via dalla furia iconoclasta del dopo regime. L’8 febbraio del 1998 ricompaiono con l’amministrazione Fosco. Oggi i manufatti spariscono di nuovo, grazie ad un cavillo, con il placet della Sovrintendenza. Se si considera la data della loro ultima apparizione, infatti, non hanno più di 50 anni e quindi non sono sottoposti a tutela.

La Storia non si cancella, si insegna. Anche per non ripetere gli errori.

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PIU’ CHE CATTIVERIA SI TRATTA DI IGNORANZA……..!!!!

Avete mai discusso con un pentastellato? Provateci, vi accorgerete che quando non sanno rispondere (e succede spessissimo), cominciano ad insultare……. poverini, mi fanno più pena che rabbia!!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE D’ ITALIA

L’editoriale di Francesco Storace

01/11/2017 06:00

LA FECCIA

Campagna elettorale pessima da parte del Movimento Cinque stelle, i cui esponenti stanno letteralmente perdendo la testa .


Grillini in Sicilia disperati e ricoprono di insulti tutti quelli che denunciano le loro magagne. Vergognose contumelie pubbliche di un senatore contro una blogger di Catania .

Ma che gente è quella dei Cinque stelle? E’ sufficiente una patente di onestà che si danno da soli per poter governare la Sicilia e l’Italia? Fanno schifo, invece, ma fanno la morale agli altri.

Questa feccia volgare sta perdendo la testa.

Ieri si è esibito un certo Angelo Parisi, che il pretendente governatore Cancelleri vorrebbe addirittura assessore regionale ai rifiuti. In discarica dovrebbero gettare lui, assieme al computer dove ha promesso al capogruppo Pd alla Camera, Rosato, di bruciarlo vivo. Delirio. Magari potrebbe aiutarlo nell’impresa la sorella di Cancelleri, che di mestiere fa la deputata a Roma, con 60 voti…

Cinismo. Solo cinismo e cattiveria. Del resto, il pesce puzza dalla testa e lo ha testimoniato in prima persona proprio il candidato presidente, con un’orrenda dichiarazione che avrebbe dovuto essere sbattuta sulle prime pagine. Se Nello Musumeci e’ stato nominato a inizio legislatura presidente dell’antimafia – ha sibilato il lestofante a Cinque stelle – fu per il gravissimo lutto che lo colpì in famiglia con la scomparsa del figlio Giuseppe. In pratica, facendo intendere che fosse una specie di risarcimento politico. Semplicemente vergognoso.

Ma non è finita.

Questi grillini senza testa che vorrebbero conquistate la Sicilia e poi l’Italia, accusano gli altri partiti di aver messo in lista gli impresentabili, persino se sono imparentati con qualche poco di buono. Peccato che nella loro lista palermitana figuri tale Giacomo Li Destri, che a dispetto del cognome appare assolutamente sinistro, visto il vincolo parentale che lo lega a un suo cugino che rischia quindici anni di galera per i rapporti intessuti con le cosche mafiose. Dice il candidato: “Non ho rapporti con mio cugino”. E quelli che accusi, li hanno? Ve lo siete mai chiesto nelle vostre riunioni mistiche?

Poi, c’è quell’altro, il senatore di Catania, lo statista Giarrusso, che addita come una specie di libidinosa una ragazza che è stata attivista del Movimento Cinque stelle a Catania e ne è dovuta uscire, raccontando in rete fatti e misfatti dell’esercito di Beppe Grillo. Pensando di fare lo spiritoso su Facebook, questo senatore si è preso il lusso di maramaldeggiare su Debora Borgese – questo il nome della coraggiosa blogger etnea – per aver osato mettere sotto accusa la parentopoli pentastellata con personaggi di fama criminale.

L’animale di palazzo Madama ha bombardato la ragazza in questione come discendente di Madame Pompadour, facendo sganasciare quei derelitti dei suoi follower, giustamente più disperati di lui. Nessuno lo accuserà neppure di sessismo, non è di destra, quindi e’ innocente. O indecente?

Gentaglia, che non merita proprio nulla. Sono dediti solo all’offesa, e si fanno fare scudo da centinaia di invasati che ululano sulla rete contro il nemico che li svergogna pubblicamente. In realtà, devono nascondere le loro magagne, che poi sono già visibili nei luoghi dove governano, seppelliti da avvisi di garanzia. Ma basta avere pazienza, e lunedì in Sicilia di loro resterà solo un pessimo ricordo.

Francesco Storace

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SIA MALEDETTO SATANA SOROS E TUTTO IL P D !!!!

14 i parlamentari italiani che George Soros considera amici……. guarda caso,ben 13 sono del Partito Democratico!!!!

MALEDETTI TRADITORI DEL POPOLO ITALIANO !!!!

Patrick di Majan

da DAGOSPIA

SOROS FATTO A MAGLIE – OLTRE IL COMPLOTTISMO: SVELATA LA LISTA DEI 226 PARLAMENTARI EUROPEI CONSIDERATI ‘AFFIDABILI’ DAL MILIARDARIO. GLI ITALIANI SONO 14, DI CUI 13 DEL PD, E NESSUN GRILLINO O DI FORZA ITALIA – IL GOVERNO UNGHERESE, GRAN NEMICO DI SOROS, USERÀ QUESTI ‘LEAK’ NELLA SUA FURIBONDA BATTAGLIA CONTRO I PROGETTI DELLA OPEN SOCIETY DI RIEMPIRE DI PROFUGHI E DI IMMIGRATI TUTTI I PAESI EUROPEI

31.10.2017 20:23 di Maria Giovanna Maglie per Dagospia

SOROS

Affidabili perché? Amichetti di chi? I parlamentari italiani affidabili per George Soros e la sua Open Society, ma soprattutto per i suoi progetti di diffusione di immigrati e profughi in tutta Europa, sono 14, dei quali 13 del Partito Democratico, che a Bruxelles e Strasburgo sta nel gruppo che ora si chiama “alleanza progressista democratici e socialisti”, e 1 della lista Tsipras, che è Barbara Spinelli.

Gli altri sono Brando Maria Benifei, Sergio Cofferati, Cecilia Kyenge, Alessia Mosca, Andrea Cozzolino, Elena Gentile, Roberto Gualtieri, Isabella De Monte, Luigi Morgano, Pier Antonio Panzeri, Gianni Pittella, Elena Schlein, Daniele Viotti.

GEORGE SOROS E TAMIKO BOLTON

I loro nomi compaiono in un documento interno della Open Society che è una mappa dettagliata fino alla maniacalità sul Parlamento Europeo e la sua struttura, le sue ramificazioni, al centro della quale ci sono 226 parlamentari sui 751 dell’intero Parlamento, 7 vicepresidenti, decine di coordinatori e di questori, i membri di 11 commissioni e 26 delegazioni, tutti definiti affidabili alleati già dimostratisi tali o che tali possono diventare, assieme al gruppo dei loro assistenti, collaboratori, funzionari e portaborse a titolo vario.

La maggioranza, 82, è nel partito dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici, ma ci sono circa 38 del Partito Popolare Europeo e 36 del gruppo Liberale, 34 della Sinistra Nordica, fino a 7 conservatori e conservatori e riformisti europei. Un appoggio trasversale.

Gianni Pittella

Per carità, le grandi compagnie nell’organizzare attività di lobby così fanno, individuano le persone avvicinabili in una istituzione per disponibilità e per competenza. Ma se si trattasse solamente di individuare chi è vicino a certe opinioni, certe battaglie, a certe campagne in modo ideale, per appartenenza politica e sentimento, perché solo 226 presi nell’intera area progressista del Parlamento, e non solo? Perché solo 14 italiani, quando si suppone che tutti e 31 gli eletti del Partito Democratico dovrebbero condividere le stesse opinioni? Perché nessuno dei 17 eletti dei 5 stelle? Nessuno sensibilizzabile fra I 13 di Forza Italia?

BARBARA SPINELLI

È un bel malloppo quello preparato dalla Open Society che DCleaks ha reso noto, e che il governo ungherese, gran nemico di George Soros, ora ritiene di poter utilizzare nella sua furibonda battaglia contro i progetti della Open Society di riempire di profughi e di immigrati tutti i Paesi europei.

I 226 parlamentari sono elencati per incarichi, competenze, interessi, background, appartenenza politica, Paesi di provenienza, ruoli nelle varie commissioni passati presenti e futuri; c’è Martin Schulz, non più presidente perché si è candidato nel partito socialdemocratico tedesco e ha sfidato la Merkel portando il suddetto partito al suo minimo storico. C’è l’italiano Gianni Pittella, che del gruppo Socialista è il presidente. Ci sono nomi famosi come Sergio Cofferati e Barbara Spinelli, e meno noti al pubblico, ma segnalati come influenti nel loro partito e nel Parlamento europeo, come Roberto Gualtieri.

Sull’autenticità del rapporto non c’è il minimo dubbio; su reazioni, annunci e speculazioni che fanno gli ungheresi alcune premesse sono necessarie perché il rapporto tra governo di Budapest e George Soros e’ di guerra. A dir la verità siamo prossimi alla guerra anche tra gli organismi che dirigono l’Unione Europea e Budapest, ma anche Varsavia, Bratislava e Praga, a cui aggiungere Vienna.

ORBAN SOROS

Lo scontro ruota intorno alla politica di accoglienza indiscriminata, causa principale anche dell’uscita dell’Inghilterra, sarà bene ricordarlo. Con Soros, Budapest e il governo nazionalista di Viktor Orban hanno un conto doppio, perché George Soros è nato in Ungheria, nel 1930, da ebreo del ghetto di Budapest ai nazisti, imparando magistralmente fin da bambino l’arte della sopravvivenza a modo suo, denunciando ai nazisti i luoghi nei quali altri ebrei erano rifugiati. Da lì è partita la sua straordinaria avventura di finanziere e speculatore, con pelo sullo stomaco come pochi, basta ricordare la svalutazione della Sterlina e della Lira nel 1992.

martin Schulz

La Open Society e la filantropia sono venute dopo, ma non sono meno aggressive nei metodi e nei finanziamenti di certi partiti e di certi candidati piuttosto che di altri. Open Society Foundation si propone di “far accettare agli europei i migranti e la scomparsa delle frontiere”,cito il titolo di un progetto. Progetto finanziato di recente per 18 miliardi di dollari con il passaggio di una parte del patrimonio di Soros a Open society.

Sara’ complottismo, impazza anche negli Stati Uniti, visti i rapporti strettissimi tra Barack Obama e Hillary Clinton e Soros, e lo smacco subito con l’elezione di Donald Trump che proprio non era prevista visto il fiume di soldi profusi, ma l’idea è che per raggiungere l’obiettivo basterebbe negli Stati europei un milione di migranti l’anno, con la collaborazione attiva della sinistra “no borders”, della finanza apolide, dei neoguelfi al potere in Vaticano. Tutte colonie.

MANIFESTI ANTI SOROS

Nelle parole di Viktor Orban, giudicato pericoloso autocrate nelle capitali dell’Europa occidentale ma estremamente popolare nel suo Paese, l’Europa potrebbe diventare presto ostaggio di “un impero finanziario e speculativo che promuove l’invasione orchestrata di nuovi immigrati”.

Magari Orban è pazzo, ma come mai senza un appuntamento prestabilito né un argomento dichiarato, George Soros può incontrare Jean Claude Juncker? Se è per questo, ha lungamente incontrato anche il premier italiano, Gentiloni, l’estate scorsa, in piena crisi di barconi. Insomma, a 87 anni compiuti, ma evidentemente ancora sostenuto da un’energia indomabile, il vecchio speculatore si muove come un leader politico mondiale. E liste come questa del Parlamento Europeo aiutano lui ma non aiutano la considerazione e la fiducia degli elettori.

jean claude juncker

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UNA VERGOGNA DI STATO !!!!

I pidocchiosi rossi continuano a farci mantenere negri, cani e porci negli alberghi italiani mentre i terremotati del centro Italia sono ancora nelle tende davanti alle loro macerie……. in FVG, nel 1976, i prefabbricati erano pronti dopo soli 5 mesi .

MALEDETTI TRADITORI DEL POPOLO ITALIANO !!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE.IT

Dal sistema Consip-coop beffa per i terremotati: macerie e niente casette

Beffa per i terremotati: macerie e niente casette. E gli italiani colpiti dal sisma passeranno un altro inverno senza alloggio

Antonella Aldrighetti – Lun, 30/10/2017 – 19:21

Chissà se basterà la consapevolezza di aver avuto salva la vita per infondere la rassegnazione necessaria ai cittadini terremotati che, nel centro Italia, sanno fin d’ora che passeranno il secondo inverno nelle roulotte e nelle stanze d’albergo.

Privati ormai della propria intimità e individualità, perché nemmeno le casette tanto desiderate arriveranno in tempo. E all’indolenza burocratica del management commissariale che ha impiegato oltre un anno a scrivere norme e precetti, avvitandosi su stesso, si somma il ritardo nel dare il via ai progetti per la ricostruzione dei borghi e degli agglomerati urbani.

Tutto è inesorabilmente fermo. Esattamente come gli ininterrotti cumuli di macerie, stanziali ai lati delle strade di quei centri una volta abitati. Già, il quadro è desolante considerando che entro il 31 dicembre prossimo stando alla direttiva ogni cittadino, residente o no, che ha subito danni alla propria abitazione nelle aree del cosiddetto cratere del sisma del 2016, dovrà presentare al Comune la richiesta per ottenere il finanziamento necessario alla ricostruzione. Peccato però che solo il 30 per cento di costoro ha ricevuto la cosiddetta certificazione del danno con tanto di classe assegnata. E negli agglomerati urbani anche i lavori di recupero non possono iniziare a meno che tutte le costruzioni non abbiano ricevuto la certificazione. Inevitabile aggiungere che anche questa procedura va a rilento: sono 100mila le famiglie che hanno diritto al contributo per risanare la propria abitazione, tra queste 40mila i fabbricati che dovranno essere riedificati tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Ed è proprio l’eco della parola ricostruzione a perdere consistenza soprattutto quando si è obbligati a tenere conto dei dettati del decreto 19 del 7 aprile scorso, firmato dall’ex commissario Vasco Errani. Gli articoli di legge parlano chiaro: dai lavori di ricostruzione sono di fatto escluse tutte le piccole e micro imprese del tessuto locale, quelle che avrebbero potuto iniziare le opere più agevolmente. E invece no, Errani e consulenti hanno voluto complicare l’intero processo. Queste piccole aziende potranno accollarsi l’onere di edificare costruzioni isolate per un massimo di 150mila euro di spesa complessiva, fuori dai centri urbani. Certo non potranno partecipare a ricostruire i cosiddetti aggregati, composti da almeno 3 edifici omologhi. Il boccone più ghiotto spetterà alle imprese certificate Consip e Invitalia. Alle altre, le briciole. Così ha imposto il commissario. Si tratta di 200 aziende in maggioranza cooperative, suddivise in 7 grandi consorzi. E comunque nessuna di esse ha fatto ancora capolino nel cratere. Ci sono le macerie da togliere. Fino a oggi la cifra impegnata per la rimozione è intorno ai 20 milioni che, stando ai costi correnti, basterà a smaltire solo 307mila delle 2,4 milioni di tonnellate presenti. E a fare questo ci stanno pensando, a rilento, le amministrazioni regionali.

E sempre a passo di lumaca procede anche l’altro filone della ricostruzione: quello delle scuole e delle casette Sae (Soluzioni abitative di emergenza). La neo commissaria Paola De Micheli, si è impegnata personalmente sul fronte scolastico. Di scuola però ne è stata completata una sola, di Sae ne sono state posizionate 995 su 3.570. Un numero irrisorio contando addirittura che il bando per l’acquisto di queste abitazioni (18mila in totale) risale a maggio 2014. Eppure la solerte macchina Consip ci ha messo due anni ad affidare la commessa. Discriminante è stata la garanzia temporale. Chi si è aggiudicata l’appalto, la Rti Ncs Cogeco7 cooperativa, ha garantito 850 case in 6 mesi. Peccato però che a oggi i tempi non sembrano essere stati rispettati. Sono trascorsi 14 mesi da quel lontano 24 agosto 2016 e un anno esatto dal 30 ottobre. Chissà se Consip, che ha sottoscritto il contratto con la coop vorrà imporle la penale sui ritardi di consegna come recita il capitolato d’appalto. Chissà. Forse avrà un occhio di riguardo.

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COS’ E’ CHE HA FINITO…….. LA MATERNITA’ OPPURE I SOLDI ????

Chi non muore si rivede…….. ci mancava solo lui!!!!

Patrick di Majan

da ImolaOggi

Vendola: “torno in politica”

NEWS, POLITICA lunedì, 30, ottobre, 2017

BARI, 30 OTT – “Io non sono mai fuggito dalla politica. La politica è una malattia da cui non si guarisce. Torno, anche se resto in seconda linea”.

Lo ha dichiarato l’ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, intervistato dal direttore del TgNorba, Enzo Magistà, per la puntata del programma ‘Il Graffio’ che andrà in onda stasera, su Telenorba, poco dopo le 23. (ANSA)

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ANGELO ZAMPINI NON E’ PIU’ L’ EROE SENZA MEDAGLIA !!!!

Angelo (Angiolo) ZAMPINI, era un sergente della 999esima Compagnia mitraglieri che come oggi di cento anni fa, verso le ore 11.00, moriva nel tentativo di bloccare l’avanzata dell’esercito austro-ungarigo . Da solo, a Farla di Majano con la sua mitragliatrice St.Etienne, piazzandosi in un luogo strategico, sventagliava con raffiche di mitragliatrice tutti quelli che osavano mettere il naso in quella strada, bloccando un intero battaglione di nemici che volevano a tutti i costi raggiungere il ponte di Pinzano per evitare che l’Esercito Italiano ripiegasse sulle sponde del fiume Piave . Di fatto, ritardò l’avanzata del nemico per ben due ore, permettendo ai suoi commilitoni di ripiegare . Il suo eroismo, fù apprezzato anche dai nemici, infatti, gli intimarono più volte di arrendersi e c’è chi dice, che anche i cecchini che nel frattempo lo avevano accerchiato, prima di sparargli un colpo mortale alla nuca, gli rinnovarono l’invito ad arrendersi . Il parroco del paese che gli aveva gridato “scappa scappa”, si sentì rispondere “da qui, fin che sono in vita, non passano” . I cittadini di Farla (Farlatti) che lo videro, se lo ricordavano con gli occhi spiritati che sparava mini raffiche (la mitragliatrice St.Etienne era raffreddata ad aria e per non surriscaldare la canna, non si poteva sparare lunghe raffiche) a tutti quelli che vedeva . Fu sepolto nel cimitero locale, e quando l’Esercito Italiano, a guerra finita, provvedeva a raccogliere i resti dei suoi soldati morti per trasferirli negli ossari, il Podestà di allora, tale Leonarduzzi, mentì agli addetti militari dicendo loro che era volontà dei familiari di Zampini di traslare la salma nel suo paese natale . Non era vero e successivamente, con collette fatte esclusivamente da privati cittadini, gli fu costruito il monumento cimiteriale che è ancora presente . Nell’occasione del centenario della morte a soli 23 anni del sergente Angelo Zampini, fra il Comune di Majano (UD) e la città natale di Zampini, Città di Castello (PG), si è firmato un patto di gemellaggio . Il tutto si è svolto in due giorni, sabato 28, nella suggestiva sala dell’antico Hospitale di San Giovanni nella frazione di San Tomaso, si è svolta la cerimonia di firma del patto di gemellaggio, mentre ieri, si è ricordato l’eroe Zampini . Angelo Zampini, veniva chiamato l’eroe senza medaglia perchè pur se richiesto decine di volte, l’Esercito non aveva mai voluto conferirgli una medaglia perchè non c’era nessun ufficiale che certificava le sue eroiche gesta e le testimonianze dei civili non bastavano . Solo la tenacia del Presidente ANA della Provincia di Udine, Dante Soravito, ha permesso di far sì che cento anni dopo, alla presenza di Autorità civili e militari, alla fanfara e al picchetto armato della Julia, gli venisse conferita una medaglia al valore, medaglia che è stata ritirata dal nipote di Zampini e che in occasione della cerimonia di gemellaggio che sarà fatta a Città di Castello il 25 e 26 novembre, verrà donata al Comune . Sia sabato che ieri, tutto si è svolto magnificamente e organizzato nei minimi dettagli, anche il pranzo preparato e offerto dal comitato dei Farlatti, è stato ottimo…….. sono stati bravissimi . Secondo il mio modo di pensare, sono state tre le cose andate storte, la prima è stata la mancanza di un prete, la seconda è stato il discorso da zecca del Vice Presidente nazionale dell’ANA e la terza, è stata vedere un funzionario del Comune di Majano, che forse temeva di non essere sufficientemente notato , salire e scendere continuamente dal palco delle Autorità come se fosse una pista da ballo .
NOBIS Angelo Zampini .

Patrick di Majan

Monumeto cimiteriale del Serg. Angelo Zampini .

Targa posta nel luogo dove morì il Serg. Angelo Zampini .

Murales realizzato dall’artista majanese Monica Zumino nel centro sociale di Farla di Majano . Sotto, in piedi, il Sindaco di Majano Raffaella Paladin .

Firma del patto di gemellaggio fra il Sindaco di Majano e il Presidente del Consiglio di Città di Castello .

Medaglia conferita al Serg. mitragliere Angelo Zampini .

Il Serg. Angelo (Angiolo) Zampini

Momenti della cerimonia di consegna della medaglia al valore a Zampini :

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SIAMO GOVERNATI DA INCAPACI PATENTATI !!!!

Nessuno pretende che i governanti siano delle aquile e dei pozzo di sapienza, ma almeno che non siano degli idioti che non si rendono conto delle cazzate che sparano…….!!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE.IT

La Fedeli alle mamme italiane: “A prendere i figli pure alle medie”

Il ministro dell’Istruzione Fedeli conferma la sentenza della Cassazione: i genitori devono andare a prendere i figli a scuola fino ai 14 anni di età

Ivan Francese – Gio, 26/10/2017 – 16:51

I ragazzini delle medie potranno utilizzare il telefono cellulare durante le lezioni, ma non potranno tornare a casa da soli.

Sembra questa la sintesi del pensiero del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che intervenendo a Tagadà ha commentato la sentenza di Cassazione con cui una scuola e il Miur erano stati condannati per un incidente accaduto a un bambino al di fuori dell’edificio scolastico.

E’ responsabilità della scuola, hanno stabilito i supremi giudici, assicurarsi che i minori siano presi in consegna dai genitori o dal bus, anche aspettando oltre l’orario scolastico. Una linea sposata anche dalla titolare dell’Istruzione che parlando in televisione ha ricordato che “anche i genitori devono essere consapevoli che questa è la legge”.

Dopo la sentenza del Palazzaccio, agli insegnanti non basterà più la dichiarazione di esonero di responsabilità che solitamente i genitori firmano all’inizio dell’anno scolastico per sollevare la scuola da eventuali conseguenze. Tutto questo fino al compimento del 14esimo anno di età, a meno che una nuova legge non intervenga a cambiare le cose.

Secondo la Fedeli i presidi non possono che attuare le leggi in vigore e pertanto il ministero non emetterà alcuna circolare in merito, perché “non ha questa funzione nè questa responsabilità”, poiché che si tratta di leggi a tutela “dell’incolumità dei minori”.