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ECCO PERHE’ C’ E’ UN GRAN BISOGNO DI DESTRA IN ITALIA !!!!

Martedí scorso al Parlamento europeo con voto favorevole del PD e dei 5 stelle é stata introdotta una nuova figura quella del migrante climatico, ovvero quelle persone costrette a fuggire dal loro paese a causa di fenomeni climatici estremi per chiedere asilo politico in un altro paese. Dato che secondo la rivista Lancet entro il 2050 i cosiddetti migranti climatici saranno 1 miliardo, nella maggior parte dei casi provenienti da paesi del terzo mondo, possiamo ben immaginare la bomba sociale ed economica che potrebbe abbattersi sui paesi piú ricchi con ripercussioni anche sul piano igienico-sanitario con l’ avvento di malattie finora confinate nei paesi tropicali.

SE NON VOLETE VEDERE LA FECCIA DI MEZZO MONDO IN ITALIA, IL 04 MARZO PROSSIMO VOTATE LA DESTRA!!!!

Patrick di Majan

da LA STAMPA Pubblicato il 06/11/2017

“Un miliardo di rifugiati climatici entro il 2050”

L’allarme al G7 Salute di Milano: i cambiamenti affliggono soprattutto i Paesi poveri

Roberto Giovannini – Roma

Il cambiamento climatico è già una realtà, purtroppo. Possiamo ancora – se ci daremo da fare molto velocemente – limitare i danni, ma gli effetti del riscaldamento globale sono già visibilissimi. Basti pensare, guardando a casa nostra, all’alternarsi di siccità e bombe d’acqua; lo vediamo – e lo vedremo sempre più spesso – nel boom dei fenomeni migratori legati al cambiamento climatico o ai suoi effetti. Flussi di centinaia di migliaia di persone, forse più, spinte a cercare un rifugio e un riparo da eventi meteorologici catastrofici. Lo attesta il documento con cui il ministero della Salute italiano ha preparato il G7 dei ministri della Salute che si è aperto ieri a Milano. Lo dicono anche molti studi e ricerche di recente pubblicazione, compreso il rapporto Lancet Countdown che parla di un miliardo di rifugiati climatici entro il 2050.

Dunque, il buon senso suggerisce che il miglior modo di «aiutarli a casa loro» è ridurre le emissioni climalteranti, favorire adattamento e mitigazione degli effetti del climate change, e spingere sul pedale dello sviluppo sostenibile della parte più povera del mondo. Che, come è ovvio, è quella maggiormente esposta all’effetto di tifoni, siccità, alluvioni e quant’altro. Tra gennaio e settembre del 2017, si legge in un rapporto di Oxfam International, ben 15 milioni di persone hanno dovuto abbandonare le loro case per fuggire un evento meteo estremo: di questi, in 14 milioni provenivano da Paesi a basso reddito. Tra il 2008 e il 2016, in media, i rifugiati climatici sono stati 21,8 milioni l’anno. Tra i Paesi più colpiti il Bangladesh, l’India e il Nepal, che lo scorso agosto hanno subìto rovinose inondazioni, che hanno colpito 43 milioni di persone e prodotto oltre 1200 vittime. Ma anche le piccole isole del Pacifico, con i cicloni Pape e Winston del 2015, che nelle Isole Fiji hanno messo in fuga 55 mila persone, e ridotto del 20% il prodotto interno lordo nazionale.

Non sono solo Ong e ambientalisti a lanciare l’allarme per il pericolo di massicce migrazioni climatiche: ne parlano anche esponenti delle Forze armate degli Stati Uniti ed esperti di sicurezza globale, le cui considerazioni sono riportate nel recente rapporto di Environmental Justice Foundation. Lo studio afferma che il boom dei flussi migratori darà vita a forti tensioni politiche, sociali ed economiche. E riporta le parole del generale (da poco in pensione) Stephen A. Cheney, secondo cui «se l’Europa pensa di avere oggi un problema di migranti, immagini quel che succederà tra venti anni se il cambiamento climatico obbligherà le popolazioni del Sahel a scappare dalla desertificazione. Oggi il problema riguarda 1 o 2 milioni di rifugiati l’anno; se le cose andranno male, saranno 10 o 20 milioni coloro che cercheranno di attraversare il Mediterraneo». Parole inquietanti. Anche perché secondo la ricerca anche la rovinosa guerra in Siria è stata spinta e «avvelenata» da una serie di fenomeni di siccità, che tra il 2006 e il 2011 hanno costretto 1,5 milioni di siriani ad abbandonare le campagne per migrare nelle sovraffollate città.

Ancora più cupa – un miliardo di rifugiati climatici in giro per il pianeta entro il 2050 – è la previsione contenuta nell’annuale rapporto del «Lancet Countdown», pubblicato sull’autorevole rivista scientifica. A parte gli effetti economici e sociali, lo studio sottolinea che ci saranno anche effetti sulla salute globale: per colpa delle ondate di calore, per l’inquinamento dell’aria, ma anche per la diffusione di malattie finora presenti solo nelle aree tropicali, come Chikungunya, febbri Westnile, Dengue, malaria e Zika. In Italia già ne sappiamo qualcosa.

Ci sono alternative a questo futuro così inquietante? Certamente sì, dice la scienza. Intanto, appunto, combattendo il cambiamento climatico con una drastica e profonda decarbonizzazione dell’economia. Secondo, spendendo – soprattutto nei Paesi più poveri – in sviluppo e misure di adattamento e mitigazione. Terzo – se ne parlerà all’imminente Cop sul clima che sta per cominciare a Bonn, in Germania – ragionando su un sistema di protezione legale dei rifugiati climatici. E infine, creando un sistema generalizzato di protezione assicurativa dal rischio climatico. Una specie di polizza globale per permettere alle persone colpiti da catastrofi climatiche di non diventare migranti, e di poter ripartire col piede giusto.

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IL P D HA ARRICCHITO L’ ITALIA……. SI’, DI MISERIA E DI EPIDEMIE !!!!

RICORDATE ANCHE QUESTO……. IL 04 MARZO!!!!

Patrick di Majan

da VOX NEWS

L’Aids sbarca in Sicilia: è boom grazie ai migranti

gennaio 21, 2018 Vox

Due delle più temute infezioni o malattie sessualmente trasmissibili tornano con prepotenza nel panorama italiano. Grazie ai migranti.

I casi di Aids e sifilide, intatti, tornano ad aumentare in diverse regioni italiane e, in particolare (sorpresona) in Sicilia. Dopo alcuni anni di decremento, a partire dal 2012, la curva dei nuovi contagi è tornata a essere in crescita.


SBARCHI, GRAFICO

Nel corso del 2017 all’ospedale Civico di Palermo, centro di riferimento regionale per la Sicilia per le malattie sessualmente trasmissibili, sono stati 65 i nuovi casi di Aids riscontrati. Un dato in incremento rispetto agli scorsi anni: nel 2016 erano stati 53, 42 nel 2015, 34 nel 2014, 20 nel 2013. E in ogni caso un dato come quello dell’anno appena concluso non ha precedenti almeno dal 2009. Un trend in linea con quello siciliano. I numeri, in questo caso, si riferiscono al 2016, ultimo aggiornamento del registro regionale. In quell’anno le nuove diagnosi di infezione da HIV in Sicilia furono 274. Quasi il doppio di quelle di appena sei anni prima: nel 2010, infatti, i nuovi casi riscontrati erano stati 143 con una crescita praticamente costante anno dopo anno.

L’identikit del contagiato
L’identikit di chi contrae l’HIV e poi l’Aids abbraccia tre grandi categorie: nel 40% dei casi si tratta di omosessuali maschi fra i 20 ed i 35 anni; un’altra fascia altrettanto ampia riguarda donne eterosessuali migranti, in questo caso l’età si abbassa ai 18-25 anni. Il restante 20% dei contagi riguarda eterosessuali, uomini e donne in egual misura, che hanno un’età fra i 40 e i 60 anni.

La questione sifilide
Dati preoccupanti anche sulla sifilide. In questo caso le nuove diagnosi, nel 2017, sono state 44, contro le 31 del 2016, le 19 del 2015 e le 14 del 2014. A essere più colpiti sono i giovani uomini, l’età media è di 37 anni, e il rapporto maschi/femmine è di 8 a 1.

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Tubercolosi sbarca in Lombardia: è boom grazie ai profughi, 304 casi sospetti a dicembre

gennaio 21, 2018 Vox

Nel mese di dicembre, nella sola Lombardia, 304 test, quasi 200 le malattie accertate. Il che dimostra come i controlli agli sbarchi non esistano. La Regione: «Cure ai clandestini, lo Stato ci deve 80 milioni»

Lombardia a rischio tubercolosi e scabbia. L’allarme, scoppiato la scorsa estate con l’aumento degli sbarchi di profughi poi inviati in regione, è reale e coinvolge tutte le Ats della Lombardia.

La mappa delle malattie “sbarcate” assieme ai profughi a dicembre ha confermato come ogni giorno ci sono stati almeno dieci casi sospetti di Tbc e due trattamenti anti scabbia ogni 24 ore. Dati allarmanti se si considera che i vaccini somministrati dalla regione sono rimasti “costanti”.

Secondo il report lombardo, una delle poche regioni che lo pubblica, a dicembre 2017 sono state effettuate 586 vaccinazioni, 304 test di Mantoux (tubercolosi), 187 controlli di secondo livello per la tubercolosi e 45 trattamenti anti scabbia. II numero di prestazioni sanitarie erogate dalle Ats lombarde nel corso dello stesso mese ha superato quota 480 con altri 380 accessi per visite mediche al presidio allestito alla stazione Como San Giovanni dove l’allarme si chiama scabbia.

Come dire che ogni giorno ospedali e Ats del territorio nell’ultimo mese hanno accudito in media almeno 30 profughi accolti nei centri della regione. In questo senso la Ats di Brescia (8) dopo Milano (29) è quella con la maggior percentuale di interventi per scabbia seguita da Bergamo (4) e Pavia (3). Quella dell’Insubria è prima per sospetta tubercolosi (95 casi sospetti)) mentre le vaccinazioni rappresentano il 48% delle prestazioni erogate a Sondrio e in Valcamonica.

«II fatto che possano arrivare sul territorio lombardo dei clandestini portatori di malattie conferma come il governo italiano sia totalmente allo sbando nel gestire, o meglio non gestire, la questione relativa all’immigrazione – ha rimarcato l’assessore regionale alla sicurezza Simona Bordonali – . Purtroppo i problemi si riversano poi sul territorio. La Regione Lombardia in materia di immigrazione fa tutto quanto di propria competenza. Anzi, è lo Stato centrale che ci deve ancora 80 milioni di euro».

«Garantiamo controlli igienico sanitari agli immigrati che arrivano, nell’ottica di tutelare la salute dei lombardi, e all’interno delle strutture di accoglienza -ha ricordato l’assessore-. Grazie al lavoro dell’assessore Gallera e di tutti gli operatori delle Ats, l’attività si è sempre svolta in maniera puntuale con tutte le visite necessarie per verificare la presenza di patologie infettive come la Tbc o la scabbia».

A dicembre sono state 1.122 in tutta la Lombardia ma nei mesi di maggiori flussi si è arrivati fino alle 4.000 di luglio.

Sono risorse. E sono tra noi.

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LA DESTRA E’ L’ UNICA SPERANZA PER L’ ITALIA !!!!

La Destra ripulirà ben bene l’Italia da tutta la feccia che non ha alcun titolo per rimanere!!!!

Patrick di Majan

da SECOLO D’ ITALIA

La Kyenge s’inventa la protesta contro l’afrofobia. «L’Africa è il futuro dell’Europa»

di Redazione
lunedì 22 gennaio 2018 – 16:14

L’ispirazione le è arrivata dal candidato del centrodestra alla Regione Lombardia Attilio Fontana, con quella definizione di “razza bianca” sulla quale si erano scatenate polemiche infinite. Cecile Kyenge, però, vuole andare oltre, e in nome del presunto razzismo “delle destre”, dice lei, vuole organizzare al Parlamento europeo, dove siede grazie al Pd, una bella manifestazione in difesa dell’Africa. «A giugno – spiega – organizzerò una settimana sull’afrofobia al Parlamento europeo – le cui date sono ancora da definire – per ragionare sul problema del razzismo nell’Unione e promuovere un’immagine nuova e corretta degli africani», dice al convegno a Roma Africa, futuro dell’Europa? – La visione della Diaspora Africana Nera d’Italia’, organizzata dalle Rete per le diaspore in Italia Redani. Kyenge prosegue a spiegare l’importanza della sua iniziativa: “Fontana non è stato il primo a parlare di razza bianca, lo ha preceduto tempo fa una deputata del Front nationale di Marine Le Pen». Meglio, secondo la Kyenge, investire quelli che l’europarlamentare congolese definisce gli Stati Uniti d’Europa. «Il problema coinvolge molti paesi europei, pertanto è utile invitarli al confronto con gli afrodiscendenti, per ribadire il loro ruolo nell’arricchire l’Ue. Mi chiedete se l’Africa è il futuro dell’Europa? Vi rispondo di sì». Se lo dice lei…

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da ImolaOggi

Noi lo diciamo da anni.
Gli immigrofili (schiavisti, razzisti, bugiardi e ignoranti) lo negavano.
Ora lo dice apertamente anche la Bundesbank.

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SIETE PROPRIO DEI VERI “DEMOCRATICI”…….. MERDE !!!!

GUAI A RACCONTARE LA VERITA’……… VOGLIONO CONTINUARE A FARSI PASSARE PER EROI!!!!

Patrick di Majan

da MONZATODAY

Monza Polizia al Binario7 per la presentazione del libro di estrema destra

Cronaca

Tensione in centro Monza per la presentazione del libro di estrema destra: polizia fuori dall’Urban Center

Non si sono registrati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine

Redazione MonzaToday 20 gennaio 2018 09:40 “

Tensione in centro Monza venerdì sera. Fuori dall’Urban Center dove era in programma la presentazione del libro di Gianfranco Stella “I grandi killer della Liberazione”, un testo revisionista sulla Resistenza, grande schieramento di forze dell’ordine e polizia in tenuta antisommossa per evitare scontri tra sostenitori e manifestanti dei centri sociali in corteo di protesta contro la concessione degli spazi.“

Poliziotti e carabinieri hanno cintato tutta l’area del teatro dove all’interno era in corso la presentazione. Fuori gli sbarramenti delle forze dell’ordine hanno evitato che i contestatori potessero avvicinarsi all’area, sventando disordini e scontri. Il corteo poi ha cercato di aggirare il percorso e ha attraversato Largo Mazzini dove i manifestanti, in corteo con uno striscione con lo slogan “No spazi ai fascisti”, hanno nuovamente trovato davanti a loro la polizia“

Durante la serata non si sono registrati scontri ma non sono mancati i disordini e vandalismi: in corso Milano diversi cestini della spazzatura sono stati ribaltati. Per rintracciare i responsabili e identificare gli autori, forse proprio gli stessi contestatori ma ancora non è possibile stabilirlo, sono in corso le indagini delle forze dell’ordine.

Nel pomeriggio invece in centro Monza, come annunciato da Anpi e Aned, è andata in scena la manifestazione pacifica di dissenso organizzata in piazza Centemero e Paleari .

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SONO PREVISTE ANCHE FUCILAZIONI ???? AHAHAHAHAH !!!!

Riprenderete anche a mangiare i bambini…….????

Patrick di Majan

da UFFPOST in collaborazione con GEDI

POLITICA

Marco Ferrando, della lista “Per una sinistra rivoluzionaria”: “Vogliamo realizzare la Rivoluzione d’Ottobre

Il portavoce del partito dei comunisti dei lavoratori: “Liberi e Uguali ha distrutto la credibilità della sinistra italiana”

19/01/2018 09:31 CET | Aggiornato 19/01/2018 09:36 CET

La rivoluzione oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente. Marco Ferrando, regista della lista “Per una sinistra italiana”, ha chiaro il programma da proporre alle elezioni del 4 marzo: “Bisogna mettere in discussione il sistema capitalistico”, dice a Giuseppe Alberto Falci del Corriere della Sera. Come? “Vogliamo realizzare il programma della Rivoluzione d’Ottobre”.

Ad esempio, con una ripartizione del lavoro tra tutti attraverso la riduzione progressiva dell’orario di lavoro a parità di paga

La soglia del 3% non è un problema “perché non abbiamo una percentuale obiettivo”, afferma il portavoce del partito dei comunisti dei lavoratori. “Il nostro obiettivo è sviluppare la coscienza dei lavoratori e dei giovani attorno alla necessità di una rivoluzione sociale e di un governo dei lavoratori”.

Le altre liste di sinistra sono testimonianza passiva della realtà del capitalismo cui si sono adattate e a cui hanno capitolato. […] Il Pd si offenderebbe se lo si chiamasse di sinistra[…] Liberi e Uguali e Potere al Popolo: sono queste sinistre che hanno distrutto la credibilità della sinistra italiana.

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SEMPRE PIU’ “DEMOCRATICHE” LE ZECCHE ROSSE !!!!

Vedrete merde rosse che bella sorpresa vi sarà riservata il 05 marzo……..

Patrick di Majan

da IL PRIMATO NAZIONALE

L’appello della Camusso a Minniti: “Sciogliere CasaPound e vietare ai fascisti di candidarsi”

Di Anna Pedri 19 gennaio 2018

Bari, 19 gen – Anche Susanna Camusso contro Casapound e “l’onda nera” che si sarebbe abbattuta sull’Italia. La Cgil, infatti, insieme ad altre 23 associazioni riconducibili a quel mondo che avrebbe dovuto tutelare i cittadini ma che invece ha preferito dedicarsi ad altro, ha lanciato un appello in vista del voto del prossimo 4 marzo per un Parlamento senza fascisti.

A Bari la Camusso ha rincarato la dose, spiegando un po’ più nel dettaglio cosa sia questo appello che vede il suo sindacato tra i promotori, insieme all’Anpi e alle altre realtà di militanza antifascista. “Siamo tra i promotori dell’appello ‘Mai più fascismi’, che non è un appello di memoria. Noi vogliamo che si sciolgano sulla base delle leggi che il nostro Paese ha, tutte le organizzazioni di ispirazione fascista e nazista. Noi non vogliamo rivedere una storia che abbiamo conosciuto. Noi non vogliamo che si possano presentare alle elezioni politiche organizzazioni di ispirazione fascista e nazista. Non è una affermazione casuale. Questo tema c’è, e chiediamo che il ministro degli Interni, il Parlamento della Repubblica, attuino le leggi che
esistono nelle disposizioni della Costituzione e nelle leggi che successivamente si sono fatte”.

Leggendo l’appello si scopre che in Italia “c’è una minaccia per la democrazia” e che spuntano come funghi realtà che “diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali”. Alla luce di tutto ciò gli antifascisti uniti, in nome della democrazia, chiedono al ministro Minniti di compiere un gesto non democratico e cioè sciogliere tutte quelle formazioni che si richiamano al fascismo e al nazismo. Escludendole dalla competizione elettorale il campo sarebbe sgombro da avversari. Viene da chiedersi quale forma di democrazia preveda la negazione del diritto di parola, espressione e pensiero, ma tant’è.

La Camusso specifica che l’appello per sciogliere i movimenti come CasaPound “è un impegno di militanza, di ricostruzione di una cultura. E a quelli che dicono che tanto è un vento che soffia ovunque, e quindi può soffiare anche nel nostro Paese, vorremo ricordare che il nostro Paese ha fatto la Resistenza, si è liberato e ha cambiato il corso della sua storia”. Per poi ridursi così, aggiungiamo noi.

Anna Pedri

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SEMPRE GRAZIE AL P D, IL FRIULI NON E’ DIVERSO DAL RESTO D’ ITALIA !!!!

Vanno applicate le leggi marziali perché anche se i politici corrotti e i pennivendoli imbratta carte di regime asserviti all’invasione a guida di Soros lo vogliono nascondere stiamo subendo un invasione islamica.
Pietro Paolo Morelli

ALLE PROSSIME ELEZIONI, SIA POLITICHE CHE REGIONALI, VOTATE LA DESTRA E RIPULIREMO L’ ITALIA DA TUTTA LA FECCIA COCCOLATA DALLA VERGOGNOSISSIMA SINISTRA ITALIANA!!!!

Patrick di Majan

da IL GAZZETTINO.IT Venerdì 19 Gennaio 2018, 13:23

Auto della Polizia accerchiata dai profughi: scattano gli arresti

di P.T.
PORDENONE – Alcuni richiedenti asilo di origine pachistana e afghana sono stati sottoposti nella notte di oggi, venerdì 19 gennaio, a fermo di polizia dagli agenti della squadra mobile di Pordenone. Il provvedimento è scattato dopo che, alcuni giorni fa, un gruppo di migranti era intervenuto a difesa di un altro richiedente bloccato da una macchina della volante della polizia di Stato. Secondo quanto si è appreso, gli agenti erano giunti sul posto perché quest’ultimo, evidentemente alterato da alcol o droghe, aveva dato in escandescenze, inveendo contro i passanti.

Quando i poliziotti lo avevano fermato, i connazionali avevano circondato la vettura, strattonato gli agenti e, minacciandoli, erano riusciti a liberare l’uomo. I poliziotti, in netta minoranza, avevano preferito desistere, ma è scattata subito un’indagine della mobile. Grazie alle testimonianze degli agenti aggrediti e alle telecamere della videosorveglianza del Comuna sono stati identificati alcuni richiedenti asilo, mentre un’altra ventina di persone è stata accompagnata in questura per accertamenti.