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E PENSARE CHE CREPANO TANTE BRAVE PERSONE……..!!!!

da IL GIORNALE.IT

Un altro golpe di Re Giorgio: la proposta va cambiata così

Napolitano si sente ancora al Quirinale e lancia il suo diktat: togliere subito l’indicazione del capo del partito

Roberto Scafuri – Mer, 11/10/2017 – 08:46

Ha tollerato i carri armati a Budapest. Poi a Praga. Il potere assoluto di Togliatti nel Pci.

Frotte di compagni «miglioristi» che si facevano strada passandogli avanti, calpestando la sua orgogliosa rivendicazione di erede prescelto da Giorgio Amendola. Nobiltà politica in nome della quale ha saputo sopportare anni e anni di oblio, ininfluenza, marginalità. Ha ingoiato rospi su rospi, rifugiandosi in un personale eremo fatto di cervellotiche parabole teoriche su una politica che sembrava andare sempre altrove, rispetto alle sue previsioni.

Però c’è un prima e un dopo, nella dilatata carriera politica di Giorgio Napolitano. E, nel dopo, unico presidente della storia a vantare doppio mandato, c’è tutto il contrario del prima. Compare la rivincita e la rivalsa, il crudo sapore di un’auto-investitura che soltanto il potere può concedere e l’autostima non manca di consolidare. Così King George è tornato, facendoci come sempre scoprire che in realtà non se n’è mai andato. Nel debutto in Aula di una legge elettorale a lungo perseguita – assieme a un lustro di trame politiche con un unico tratto comune: considerare superflua la volontà del popolo – Napolitano ha diramato ieri una nota che vorrebbe somigliare a un ukase del Cremlino. Quel che penso del Rosatellum-bis forse ve lo dirò poi, quando arriverà in Senato, proclama in sostanza il senatore a vita. Ma un punto proprio non va, e sarebbe meglio che la Camera lo depenni ora, senza indugiare. Questo punto è l’indicazione del capo politico: un «grande equivoco» che va «definitivamente eliminato» in quanto si tratta di «qualcosa che è incompatibile con i nostri equilibri costituzionali». E dio-non-voglia possa toccare a un Cav liberato dalla Corte di Strasburgo, nuovamente in sella e magari padrone del tavolo di gioco (ma questo non lo scrive). Napolitano perciò «confida» che i colleghi deputati possano procedere subito al gioco sporco, prima che l’incombenza tocchi all’Aula onorata della sua presenza. Un «equivoco» che non si produce neppure nel sistema francese, spiega l’ex capo dello Stato, e che potrebbe affacciarsi qualora il popolo ritenesse di eleggere, assieme alla coalizione e ai parlamentari di una forza politica, anche il suo «Capo» destinandolo a Palazzo Chigi. Arzigogolo che in filo di diritto costituzionale non farebbe una piega, se non fosse che era già contenuto nell’Italicum licenziato dallo stesso Napolitano e che negli anni del Mattarellum, invece, il nome del «capo politico» era bello e stampato nei loghi di partito: Prodi presidente, Berlusconi presidente, Mastella (persino) presidente… Dov’era Napolitano, in quell’epoca incostituzionale? Magari al Viminale, ministro dell’Interno. O poi all’Europarlamento. Fino al 2005, quando fu nominato senatore a vita, sottraendosi finalmente a questa volgarità assoluta dell’investitura popolare. La seccatura della ricerca del consenso. Ecco perché in fondo si può rintracciare almeno una coerenza, nel comunicato emesso ieri dal presidente emerito. Una coerenza che somiglia tanto all’ipocrisia di quando l’apparenza era salvata da un logo piuttosto che da un’evoluzione della cosiddetta «costituzione materiale» – che si può condividere oppure no – ma che se non altro (magra consolazione, se vogliamo) passa per un voto parlamentare. È un po’ come la parabola del nostro King, destinato alla panchina quando in campo scendevano certi forti giocatori scelti tramite elezioni, e assurto al trono quando la partita è finita. Nelle mani d’Eurolandia.

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CERTO E’ CHE NON SI PUO’ DIRE CHE I PRETI NON AMINO I CLANDESTINI…….!!!!

Se questo non è vero amore dimostrato, che cos’è……????

Patrick di Majan

da IL GIORNALE.IT

Immigrati ricattano prete. Poi lo pestano: arrestati

Il sacerdote denuncia l’estorsione. Le indagini dei carabinieri fanno scattare le manete ai polsi di un marocchino e un tunisino

Claudio Cartaldo – Mer, 11/10/2017 – 18:29

Avrebbero avuto alcuni rapporti sessuali. Il prete avrebbe voluto nasconderlo e loro due, giovani immigrati, hanno fatto leva su questa sua debolezza per spillargli migliaia di euro.

I due stranieri, un marocchino e un tunisino, ospiti nella casa del religioso a Saronno, sono stati arrestati con l’accusa di estorsione, rapina e lesioni personali.

Facciamo un salto indietro. L’inchiesta scatta quando nel maggio scorso il parroco si presenta in caserma per denunciare l’estorsione e le violenze dei due immigrati. Il religioso racconta ai militari di essere da tre anni vittima di un ricatto, nato quando i due stranieri che al tempo ospitava nella sua parrocchia sostenevano di rivelare presunti rapporti sessuali.

Secondo quanto riporta ilGiorno, “all’inizio il sacerdote avrebbe dato ai ragazzi denaro di sua volontà”. Ma ai due ragazzi non basta. Tanto che col tempo avrebbero iniziato a chiedere sempre più soldi, trascinando il religioso in un vortice senza fine. Il ricatto: se non paghi, riveliamo i dettagli intimi dei nostri incontri. In tre anni sarebbero così riusciti a sottrarre al parroco qualcosa come 11mila euro. Quando questi decide di chiudere i rubinetti, sono andati su tutte le furie. E hanno deciso di aggredirlo.

L’indagine dei carabinieri, fatta di pedinamenti, analisi della documentazione bancaria e controlli sui dispositivi mobili, ha portato ieri all’arresto dei due stranieri. Il resto l’ha fatto il gip, emettendo nei loro confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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HANNO DISTRUTTO L’ ITALIA E ANCORA PARLANO…….!!!!

La cloaca comunista, per arricchirsi a danno degli italiani, ci ha fatto invadere da cani e porci delinquenti e invece di vergognarsi come dei ladri, hanno il coraggio di attaccare chi la Patria la ama e vuole vederla dignitosa .
Chiamarli MERDE VIVENTI, non è un diritto bensì un dovere!!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE.IT

Alla prof anti-migranti augurano di essere sodomizzata

Le frasi choc durante una diretta Facebook: la prof razzista venga “sodomizzata da bidelli mascherati da pagliacci”. Poi il video scompare da Fb

Rachele Nenzi – Gio, 12/10/2017 – 10:41

Se sei “razzista”, puoi essere sodomizzata. Alla faccia del buonismo e del rispetto delle donne.

La prof Fiorenza Pontini, docente al liceo Marco Polo di Venezia, dovrebbe finire a processo per aver scritto alcuni insulti razzisti su Facebook due anni fa (aveva scritto: “Poi ho torto quando dico che bisogna eliminare i bambini dei mussulmani perché tanto sono tutti delinquenti”).

Il fatto è che lei stessa ieri è finita per essere vittima di insulti sul noto social network. Ad augurarle di essere “sodomizzata da bidelli mascherati da pagliacci”, secondo quanto riporta il Gazzettino, sarebbero stati i componenti del gruppo “Lo Schitto” durante una diretta su Fb. David Marchiori, Luca Corsato e Lorenzo Soccoli, insomma, avrebbero augurato alla prof di essere stuprata durante la lettura dei quotidiani. “Io spero che lo facciano, non è che ce l’ ho con le donne, ce l’ ho con lei – avrebbe detto Scoccoli – Quella prof ha vomitato tutta la sua cattiveria e avrà un processo. Bidelli che la… vestiti da pagliaccio… Ma guardi che non è un’ offesa, potrebbe essere anche piacevole, i pagliacci piacciono quasi a tutti”.

Il video subito dopo le polemiche scatenate dal Gazzettino è stato rimosso. E il gruppo si è giustificato così: “Lorenzo, in relazione ad un fatto di cronaca che trattava un’ accusa di frasi razziste, ha composto una risposta con toni di pari violenza con lo scopo di evidenziare l’ assurdità delle frasi incriminate e del tono”.

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“Allah akbar”, terrore nella discoteca: l’assalto con coltelli e spranghe

Paura terrorismo fuori da un locale di Firenze. L’aggressione armati di coltello e spranga. “Urlavano Allah akbar”. Fermati dagli addetti alla sicurezza

Claudio Cartaldo – Gio, 12/10/2017 – 09:45

Attimi di terrore a Firenze, in un locale di via Sassetti. Due stranieri hanno seminato il panico fuori da una discoteca del capoluogo toscano, facendo calare per qualche momento un velo di terrore sulla città.

Che ha assaggiato la paura di un attentato terroristico.

“Uno di loro mi ha puntato il coltello contro la gola, l’ho schivato per poco – ha raccontato alla Nazione uno degli addetti al controllo Secur&Secur – Subito dopo, sempre con l’arma, mi ha strappato la giacca e il pantalone. Urlava in arabo, non sono riuscito a capire cosa dicesse. Il suo amico, invece, aveva una spranga. Sono stati momenti terribili, le persone che in quel momento erano all’uscita del locale scappavano, chi a destra, chi a sinistra”.

Sono circa le due di notte quando un 31enne del Marocco e un 30enne dell’Albania arrivano all’ingresso del locale completamente ubriachi. Il buttafuori li ferma, loro si inalberano e fanno scattare le violenze. Il più basso dei due, con un cappello a coprirgli il volto, sferra un calcio contro il buttafuori. L’altro recupera un collo di bottiglia e comincia a lanciarle addosso ai dipendenti della discoteca. Come se non bastasse, distrugge quattro auto parcheggiate lì di fianco. Non contenti, i due tornano indietro. Stavolta armati di spranga. “Sono tornati all’improvviso alla carica urlando nella loro lingua, dirigendosi con un grosso coltello, legato al polso, e spranghe, verso la gente e gli uomini della sicurezza. I nostri si sono accorti del coltello vedendo la lama brillare alla luce. Visti i tempi abbiamo pensato al peggio”, ha raccontato alla Nazione Pierluigi Tarchi, amministratore della Secur&Secur. Secondo alcuni testimoni, i due violenti avrebbero urlato più volte “Allah akbar”.

Alla fine della colluttazione con gli addetti alla sicurezza, i due stranieri hanno subito ferite: l’albanese è stato curato in ospedale per la frattura dello zigomo, guaribile in 30 giorni, Mentre il marocchino ha riportato lesioni con 10 giorni di prognosi. All’arrivo delle forze dell’ordine sono stati infine arrestati e denunciati per i reati di minacce aggravate, possesso di oggetti atti a offendere e danneggiamento.

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Dopo il treno, il supermercato: africani terrorizzano il Veneto

Gli stessi nordafricani che hanno preso in ostaggio il convoglio hanno rubato in un market e minacciato la commessa

Luca Romano – Gio, 12/10/2017 – 09:43

Circolano a piede libero viaggiando nell’impunità. E senza alcuno scrupoli continuano a minacciare le persone e a compiere reati in giro per il Veneto.

La banda di nordafricani che per due volte ha preso in ostaggio il treno Venezia-Bassano del Grappa ha fatto razzia di bottiglie al supermercato Maxì di Borgo Padova, minacciando un’impiegata e rubando alcolici. Lo stesso supermercato che avevano rapinato prima di compiere il primo raid nel convoglio.

A riconoscerli, come racconta La Tribuna di Treviso, è stato il titolare del negozio che aveva visto le loro facce in televisione dopo le aggressioni in treno all’altezza della stazione di Godego.

“Erano visibilmente alterati, forse ubriachi o qualcos’altro, uno in particolare. Quando si sono trovati la commessa alle calcagna, le hanno intimato di andarsene e farsi i fatti suoi. Dopo che mi hanno segnalato la loro presenza, sono intervenuto io, facendo loro presente che non era proprio il caso di andare avanti, visto che le telecamere avrebbero ripreso tutto”, ha raccontato il titolare. Nonostante le telecamere di videosorveglianza abbiano ripreso tutti, i nordafricani sono ancora liberi.

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Solo in un Paese governato da delinquenti o idioti possono succedere certe cose…….. presto, questi “biondini” impareranno una nuova “musica” intitolata LA VIA DEL RITORNO A CASA !!!!!

Patrick di Majan

da SECOLO D’ ITALIA

I migranti alzano il tiro: «Non vogliamo il vostro cibo, vogliamo i soldi»

di Redazione
mercoledì 11 ottobre 2017 – 16:14

E’ scoppiata la protesta dei migranti all’ex Cottolengo di via San Jacopoa a Pisa. Una cinquantina dei 178 immigrati ospiti del centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa hanno sbarrato il cancello con i cassonetti, chiudendo fuori anche gli operatori. Rifiutano il pasto garantito dal catering e pretendono in cambio soldi contanti per acquistare cibo etnico da cucinarsi per sé. «E’ una richiesta irricevibile – ha replicato il presidente della Cri, Antonio Cerrai – perché questa soluzione la si può adottare in strutture più piccole e con altri numeri ma soprattutto ipotizzo che si tratti di una richiesta strumentale suggerita da persone ‘esterne’ al centro che così fanno male anche agli stessi ospiti». Lo apprendiamo dalla Nazione.

I migranti rifiutano il nostro cibo

La protesta è preseguita nel caos più totale, con i migranti «asserragliati» all’interno per tutto il giorno e solo in serata è tornala la calma quando i migranti hanno accettato di tornare sui propri passi. E’ stata la Croce Rossa a comunicare la pace (o la tregua) raggiunta, doo una delicata trattativa condotta direttamente dal presidente Antonio Cerrai. Le attività della struttura sono riprese. E’ stata distribuita acqua e frutta e riprenderà regolarmente la distribuzione dei pasti». Patti chiari. «Dare i soldi al posto dei pasti non è possibile» – spiegano al centro. La cosa assurda è che in altri casi la richiesta degli immigrati è stata accolta. «In altre strutture abbiamo sostituito il catering con una cucina più ‘personalizzata’, ma qui questa soluzione non è percorribile: ci sono 178 persone e non è possibile che ciascuno pretenda di cucinare per se stesso». Da parte nostra siamo disponibili a collocare un container certificato con 3-4 linee di cottura e di andare a reperire il cibo nei negozi etnici del territorio». Gli abitanti dela zona sono imbufaliti. «È incredibile dover assistere a queste scene», dice una residente che abita a ridosso dell’ex Cottolengo. «Io comprendo le loro ragioni – aggiunge – ma anche loro dovrebbero capire che sono a casa d’altri e dovrebbero comportarsi con più rispetto e invece non è così: basti pensare al baccano che fanno la notte con la musica a tutto volume fino all’alba».

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ECCO CHE COMINCIANO CON LE CATTIVE…………. ITALIANI, PREPARIAMO PALE E PICCONI !!!!

NOI NON STAREMO A GUARDARE PASSIVAMENTE……..NOI NON SIAMO INFAMI TRADITORI !!!!

Patrick di Majan

da VOX NEWS

CLANDESTINI OCCUPANO CATTEDRALE FOGGIA

ottobre 10, 2017

Oltre 200 clandestini, sobillati dalla figlia del ministro Padoan, la maggior parte dei quali nei mesi scorsi era accampata nel Gran Ghetto tra Rignano e San Severo, gestito dalla Mafia nigeriana, ha occupato la Cattedrale di Foggia: esigono una casa. Si tratta di braccianti occupati per gli inutili e ormai obsoleti lavori stagionali nelle campagne della capitanata.

Un accordo tra malavita locale e mafia nigeriana ha ormai destinato a questo lavoro ormai automatizzato in luoghi più civili, massa inutili di nigeriani.

I migranti hanno inizialmente esposto alcuni cartelli ma il parroco della Cattedrale li ha fatti abbassare e ha avviato in chiesa la recita del rosario alla presenza dei braccianti che esigono l’intervento del loro Bergoglio.

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NOI COMINCIAMO LA PROTESTA…….PRIMA PACIFICA, POI, VEDREMO IL DA FARSI !!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE D’ ITALIA

L’editoriale di Francesco Storace

10/10/2017 06:00

TANTISSIMI

Lavoro e immigrazione al centro del corteo. Presenti anche rappresentanze di altri partiti, da Forza Italia a Noi con Salvini


Presentata la manifestazione di sabato prossimo a Roma. Si prevede una grande partecipazione a nome dell’Italia che non sopporta più le chiacchiere di governo

C’è da scommettere, saremo tantissimi.

Sabato prossimo, in piazza della Repubblica – a partire dalle 15 – per poi raggiungere in corteo piazza San Silvestro, a due passi dal Parlamento, ci sarà una marea di gente. Persone. Famiglie. Popolo.

Il Movimento nazionale per la Sovranità radunerà tanti partecipanti, in misura molto maggiore alla manifestazione di marzo, quando sfilammo contro l’attuale assetto europeo, in un centro storico blindato.

Stavolta la piazza brulicherà di persone civili e arrabbiate per la mancanza di lavoro e stanche di un’immigrazione clandestina sempre più invadente.

Non siamo più soli io e Alemanno a raccontare un’Italia che vorremmo diversa da quella attuale; i nostri contenuti fanno breccia nel centrodestra, possono essere lievito di un polo sovranista, danno forza all’alternativa alla sinistra e ai cantastorie del grillismo.

Vengono fuori le cifre vere della disoccupazione; emerge l’altra faccia di un governo che ora punta a parcellizzare la presenza degli immigrati in tutti i centri; non si rendono conto, a palazzo Chigi, di quanto siamo stanchi di subire.

Ed è stato bello vedere ieri con noi, alla conferenza stampa in piazza – non a caso fuori dai luoghi istituzionali – personalità come Maurizio Gasparri e Gabriella Giammanco di Forza Italia, rappresentanti del movimento Patria come Alfredo Iorio, esponenti di categoria come Paolucci di Confinpresa, esponenti di associazioni politiche come Candida Pittoritto, di Futuro della Nazione. E ancora, l’annuncio dell’adesione al corteo, rivoltaci da Noi con Salvini: anche loro sfileranno con noi al corteo di sabato.

Ecco, se il centrodestra ritrova la bussola dei contenuti, sarà più facile partire bene per la campagna elettorale delle prossime politiche. Fuori da ogni personalismo, dobbiamo offrire al nostro popolo la coralità di un’azione programmatica capace di tirare l’Italia fuori dalle secche di una crisi che sembra interminabile.

Vergogna per chi pensa con i dati Istat di imbrogliare milioni di disoccupati.

Ed è scandaloso dover assistere alla fuga dei nostri figli all’estero mentre noi pensiamo a dare la cittadinanza facile e due soldi senza dignità a quelli che scendono dai barconi.

No, l’Italia deve pensare prima agli italiani, al loro lavoro, alla loro casa, al loro futuro, senza la pretesa di trasformarsi in madame accoglienza per i disperati che vengono da tutto il mondo.

Quando sabato marceremo con le nostre parole d’ordine lanceremo anche un formidabile segnale di riscossa a tutta la politica: non illudetevi di aver tramortito la nostra gente, che non è affatto rassegnata. Chi sfilerà con noi ha deciso di continuare a lottare nonostante voi, signori del Potere. E lo farà consapevole della sua identità di popolo con una storia e una tradizione da difendere, assieme al futuro d costruire.

Avvisiamo tutti gli incerti, la piazza di Roma ha bisogno di ospitare tutti quelli che non sopportano più questo modo di governare. Per qualche ora meno ticchettii sulla tastiera, più chilometri nelle strade del centro della Capitale. Il Potere teme più la protesta popolare dei tweet.

Francesco Storace

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SIA MALEDETTA LA SINISTRAGLIA CHE HA DISTRUTTO L’ ITALIA !!!!

da SECOLO D’ ITALIA

Genova come Rimini, marocchino minaccia e rapina un ragazzo. Poi stupra la fidanzata

di Martino Della Costa lunedì 9 ottobre 2017 – 10:40

Ore di terrore. Di violenza cieca. Di minacce, ricatti, percosse. Poi, al culmine, lo stupro. Una notte criminale, quella del marocchino 27enne in giro per le strade di Genova a seminare panico e orrore ovunque. Una notte che una coppia di fidanzati difficilmente potrà dimenticare. Presi in ostaggio e costretti a guidare fino un luogo isolato, i due fidanzati sono stati avvicinati, rapiti e costretti con la minaccia di un coltello piantato alla gola a cedere alle richieste criminali del clandestino che, mentre mandava il giovane a prelevare i soldi al bancomat, stuprava la fidanzata del ragazzo.

Marocchino minaccia una coppia: poi stupra la ragazza

«Vammi a prendere i soldi al bancomat o la ammazzo», aveva urlato come invasato e in preda a un furore cieco, sordo alle suppliche e a qualunque appello a un’umanità assente in quello sguardo ansioso solo di fare del male. Ancora e ancora. Non a caso la notte di violenza del marocchino 27enne, abbondantemente noto alle forze dell’ordine per aver messo a segno una serie di reati contro il patrimonio attraverso degli alias, per non parlare delle rapine e dei furti commessi in giro per l’Italia – capitale compresa –, nelle notte genovese tra sabato e domenica scorsi sembra non riuscire a darsi pace. E allora, dopo aver assalito due ventenni sul lungomare di Pegli , feriti al viso con i cocci di una bottiglia rotta e costretti sotto la minaccia di quell’arma improvvisata a consegnare al loro aguzzino cellulari e portafogli;l’immigrato ha preso di mira altri cinque giovani ai quali, fingendo di avere una pistola in tasca, ha strappato con la forza telefonini e denaro.

Una notte di terrore: minacce di morte e l’incubo dello stupro

Poi, non pago del bottino racimolato, ha adocchiato la coppia di fidanzatini 20enni: minacciandoli è salito a bordo della loro auto e sempre sotto il ricatto di reazioni violente improvvise, li ha costretti a raggiungere salita Cataldi, a Sestri Ponente, una zona periferica, poco frequentata. E qui, dopo aver costretto il ragazzo ad abbandonare l’auto e ad andare a ritirare i soldi a un bancomat con la minaccia che, se non lo avesse fatto, avrebbe ucciso la sua fidanzata, si è scagliato sulla donna, senza pietà. E la rapina si è trasformata nel più terrificante degli incubi per quella povera ragazza, costretta agli abusi del marocchino. per fortuna gli agenti, allertati dalle denunce delle prime vittime del clandestino a inizio serata, hanno rintracciato l’uomo e lo hanno arrestato. Ma purtroppo, per la ragazza era già troppo tardi…

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da IL GIORNALE.IT

Atti osceni davanti ai bambini: il parco di Milano in balìa dei migranti

Due bengalesi si masturbano davanti ai bimbi. Arrestati, erano ospiti del centro della Croce Rossa. De Corato accusa il presidente del parco: “Aveva manifestato per cheidere più migranti”

Giovanni Neve – Lun, 09/10/2017 – 18:11

Un nuovo orrore al Parco Nord. A poche settimane dallo stupro di un’ottantunenne, sono stati arrestati per atti osceni in luogo pubblico due richiedenti asilo bengalesi di 20 e 28 anni sorpresi a masturbarsi a pochi metri dalle aree giochi per bambini.

A chiamare i carabinieri sono state le Guardie ecologiche del parco. E ora esplode la polemica politica perché, come fanno notare dal centrodestra, i colpevoli di questo degrado sono proprio quei buonisti che da anni propagandano l’accoglienza dei migranti.

“Al Parco Nord ormai ne abbiamo viste di tutti colori”. Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d’Italia al Pirellone punta il dito contro il presidente Marco Cornelli, l’ex segretario provinciale del Pd che il giorno della marcia per chiedere di accogliere più immigrati a Milano aveva usato il sito del Parco Nord per promuovere l’evento: “Oggi cosa dirà visto che gli arrestati sono richiedenti asilo ospitati nella sede della Croce Rossa?”. I due giovani sono stati fermati ieri pomeriggio, a distanza di un’ora l’uno dall’altro, in due diversi punti del parco. Le Guardie ecologiche del parco li hanno sorpresi mentre si stavano masturbando a pochi metri dall’area giochi per bambini. Sono entrambi ospiti del centro di accoglienza della Croce Rossa e adesso dovranno rispondere dell’accusa di “atti osceni in luogo pubblico” aggravata dalla vicinanza di luoghi frequentati da minori.

Nelle prossime ore De Corato chiederà, con una interrogazione in Regione, che si provveda a mettere sotto video sorveglianza l’intera. “Il presidente del Parco pensa più ad organizzare festival della Biodiversità che a tutelare l’incolumità dei suoi frequentatori – tuona l’ex vice sindaco – forse oggi dovrebbe presentare come atto riparatore e provocatorio le sue dimissioni”. Ora la palla passa nelle mani del comune di Milano. I residenti si aspettano, infatti, che faccia qualcosa per metterlo in sicurezza. “Ma – continua De Corato – mi aspetto i comunicati che diranno che non bisogna generalizzare e fare di tutta un’erba un fascio. I fatti sono chiari – conclude – due richiedenti asilo bengalesi ospitati e accolti con i soldi dei contribuenti sono stati arrestati per atti osceni in un parco giochi riservato ai bambini, ogni replica della sinistra quindi oggi risulterebbe di cattivo gusto e inappropriata”.

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Ventimiglia, ora l’Anpi premia il re dei passeur dei migranti

Cedric Herrou ha ricevuto una pergamena della Resistenza. Ha portato in Francia centinaia di clandestini africani

Fabrizio Tenerelli – Dom, 08/10/2017 – 20:37

A volte la realtà supera così tanto la fantasia, che davvero viene da chiedersi, se quelle che leggiamo sono notizie vere, di satira o addirittura “fake news”.

Il confine, spesso, è molto labile, ma in questo caso vi assicuriamo che è tutto vero. Oggi, infatti, l’Anpi ha premiato con una pergamena della Resistenza un “fuorilegge”, inteso come chi infrange la legge. Un contadino di 37 anni, Cedric Herrou, abitante sul versante francese della val Roja, nell’entroterra di Ventimiglia, che è accusato di aver portato in Francia centinaia di clandestini africani. Nei suoi confronti sono scattati numerosi procedimenti giudiziari. Non a caso, stamani, nei locali dell’associazione Spes, nella città di confine, alla cerimonia erano presenti i genitori del trentasettenne, quest’ultimo impossibilitato a partecipare per motivi di restrizione della libertà. Herrou è stato anche uno dei primi passeur “solidali”, così chiamati perchè spinti da motivi umanitari nella loro attività di favoreggiamento dell’immigrazione, e non da ragioni di lucro. Una differenza non da poco, che, ad esempio, nel febbraio scorso a Nizza gli è valsa una condanna a tremila euro di ammenda (contro gli 8 mesi di carcere chiesti dall’accusa), per aver fatto espatriare oltre duecento clandestini. Ma come dicevamo, a volte la realtà supera la fantasia. E se già può risultare strano che l’Anpi, anziché premiare un partigiano, consegna un riconoscimento a chi (con tutte le buone ragioni e la buona fede) ha comunque infranto la giustizia, ancora più inusuale è il plauso, sulla propria pagina Facebook, della senatrice di Bordighera, Donatella Albano (Pd), il cui nome balzò agli onori della cronaca intorno al 2010, per essere stata minacciata dalla mafia e per la sua crociata contro la criminalità organizzata che si era ramificata in Riviera. “Con l’#Anpi a #Ventimiglia per il conferimento a Cedric Herrou, l’agricoltore francese che ha aiutato diversi #migranti a passare il confine italiano, della pergamena della #Resistenza – scrive in un post – Cedric Herrou, rappresentato oggi dai suoi genitori in quanto colpito da misure restrittive in Francia, ha fatto qualcosa di più rispetto ad atti umanitari nei confronti dei migranti che da qualche anno ormai raggiungono Ventimiglia per rimanervi spesso bloccati nel tentativo di raggiungere altri Paesi europei, Cedric Herrou ci ha dimostrato come sia necessario sognare un futuro migliore, un’Europa migliore, in cui la solidarietà non debba essere circoscritta nei confini politici, in cui tutte le persone e non solo gli europei possano essere aiutate da più Paesi”. E ancora: “E questo è un obiettivo imprescindibile per la tenuta dell’Unione, per questo continuerò a dire come già ho fatto due anni fa, che il regolamento di Dublino va cambiato, che non possiamo ergere muri tra le persone. Il sogno europeo era questo, unire nazioni che avevano passato centinaia di anni a combattersi, e questo sogno ci ha condotti al più grande periodo di pace mai conosciuto dal Vecchio Continente. E l’esempio di Cedric Herrou secondo me è proprio questo, di aiutarci tra popoli ad aiutare, per il bene comune”.

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Mentre una terremotata italiana di 95 anni deve uscire dal prefabbricato che ha comprato e montato a sue spese in un suo terreno edificabile e andare a vivere in un container perché il prefabbricato è considerato abusivo .

Invece chi abita in un campo abusivo sporco e degradato, costruito in un terreno non di proprietà, è in perfetta regola…..

Invece di pensare agli italiani, certi cialtroni governativi si inventano uno sciopero della fame a ore non per le disgrazie che loro hanno causato agli italiani, ma per regalare la cittadinanza italiana a chi stà distruggendo il paese .

E dal momento che gli italiani si sono arcistufati di tutti loro, per prendere qualche voto, vogliono far votare chi non ha il diritto di farlo!!!!

Voi non meritate nessuna preghiera!!!!

UN GOVERNO CHE PERMETTE TUTTO QUESTO, E’ DA CACCIARE VIA SUBITO…….. CON LE BUONE O CON LE CATTIVE !!!!!

Patrick di Majan

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NON TUTTI MAGDI CRISTIANO ALLAM………. NOI NON CI RASSEGNAMO !!!!

da IL GIORNALE.IT

Gli italiani rassegnati alla sottomissione

Magdi Cristiano Allam – Dom, 08/10/2017 – 08:42

Come mai gli italiani non si ribellano alle ingiustizie come fanno altri popoli? È una domanda che molti di noi si pongono.

Se gli stranieri sui mezzi di trasporto pubblici si rifiutano di pagare il biglietto e peggio ancora aggrediscono fisicamente il controllore, tutti noi denunciamo totalmente indignati, ma poi concretamente li si lascia fare e alla fine siamo solo noi italiani ad essere tenuti a pagare il biglietto. Se nelle nostre città talune vie, parchi, piazze o quartieri diventano pericolosi per la presenza di delinquenti comuni, spacciatori di droga, sfaccendati che molestano donne e bambini aspirando a violentarli sessualmente, noi denunciamo massimamente preoccupati ma poi concretamente finiamo per non frequentare più quegli spazi pubblici che, di fatto, diventano delle roccaforti della criminalità.

Nel novembre del 2011 con la regia di Giorgio Napolitano e l’avvento al potere di Mario Monti l’Italia è stata sottomessa a una dittatura finanziaria che, da allora, ha spogliato la democrazia del suo contenuto sostanziale e ha generato quattro governi non eletti dagli italiani. Nel 2013 la Corte Costituzionale ha sentenziato l’incostituzionalità della legge elettorale con cui sono stati eletti i parlamenti nel 2006, 2008 e 2013, ma a quattro anni di distanza il parlamento continua a legiferare, così come i governi e i capi di Stato designati da quei parlamenti continuano a operare come se non fosse successo nulla. Nel 2016 c’è stato il referendum sulla riforma della Costituzione. Il governo era per il Sì e ha vinto il No. Ma è stato riesumato un governo del Sì come se gli italiani non fossero andati a votare. Gli italiani hanno denunciato a viva voce, ma concretamente nessuno mette in discussione la legittimità del sistema politico o si sottrae all’osservanza delle decisioni assunte da questi governi.

A questo punto dobbiamo concludere che gli italiani che subiscono le ingiustizie limitandosi a denunciare ma senza ribellarsi concretamente, dimostrano di non essere un popolo unito. Massimo D’Azeglio all’indomani dell’unità d’Italia nel 1861 disse: «Pur troppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli italiani». Prendiamo atto che gli italiani sono un popolo che si sente appagato dalla denuncia fine a se stessa, che vuole accontentare tutti e non scontentare nessuno, che aggira le realtà che impongono delle scelte impegnative.

Se questo comportamento potesse tradursi nella salvaguardia della civiltà che da millenni ha comunque garantito la crescita demografica, lo sviluppo economico e la qualità della vita, dovremmo considerarlo saggio e lungimirante nel lungo periodo anche se spregiudicato e riprovevole nell’immediato. Purtroppo non è così. Noi oggi rischiamo di perdere ciò che resta della nostra sovranità nazionale, di essere fagocitati dal Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza, la sostituzione etnica e la sottomissione all’islam. O gli italiani insorgeranno uniti o moriremo senza avere la certezza e l’orgoglio di chi siamo.

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Il Sud con Salvini

ITALIANI DISOCCUPATI IN BASILICATA, MA AGLI IMMIGRATI IL PD TROVA LAVORO: “650 EXTRACOMUNITARI ASSUNTI REGOLARMENTE NEL BRADANO NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2017”

La Basilicata è la terza regione più povera d’Italia. Lo certifica l’Istat che, per il 2017, certifica un tasso di disoccupazione del 13,3%, in ascesa per le donne (15,3%) e del 40% per i giovani. Ma il PD esulta perché, per contro, la Regione (guidata dal piddino Marcello Pittella) agli immigrati il lavoro lo trova eccome.

“Alcuni dati sono positivi: 650 extracomunitari assunti regolarmente nel Bradano nei primi sette mesi del 2017 e settemila migranti nel Metapontino attraverso i centri per l’impiego”: sono i dati resi noti da Piero Simonetti, alla guida del Coordinamento politiche migranti e rifugiati della Regione Basilicata.

“Con l’attuazione delle misure previste nel protocollo anticaporalato e delle nuove norme di legge in vigore da pochi mesi”, ha spiegato, “emergono i primi risultati. In Basilicata è operativo il centro di accoglienza di Palazzo San Gervasio”.