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PRESTO VE NE ANDRETE TUTTI FUORI DALLE PALLE……… COMUNISTI TRADITORI DEL POPOLO ITALIANO !!!!

17 ottobre 2017

da IL GIORNALE.IT

Circolare segreta del prefetto: ​”Vietato fotografare i migranti”

Il documento (che doveva rimanere riservato) finisce sui giornali. Scoppia la polemica dei residenti nel Pesarese tra Borgo Santa Maria e Pozzo Alto

Claudio Cartaldo – Dom, 15/10/2017 – 18:02

Una circolare che fa scoppiare la polemica. Siamo a Borgo Santa Maria e Pozzo Alto, due piccoli comuni nel pesarese che da tempo sono alle prese con la presenza dei migranti.

Il prefetto Luigi Pizzi, di fronte alle tante proteste dei cittadini e alle continue denunce presentate dai residenti (anche corredate di foto), cosa ha fatto? Ha messo un freno all’arrivo dei migranti? No, ha emesso una circolare per prevenire “possibili confronti verbali e fisici fra residenti e migranti dei centri di accoglienza”, vietando ai residenti “privi di qualsiasi legittimazione” di fotografare gli immigrati o di chiedergli le generalità.

L’ordine del prefetto inviato ai vertici delle forze dell’ordine è chiaro: “Disponete servizi di vigilanza e di controllo del territorio, con impiego di tutte le forze di polizia, onde prevenire e reprimere con rigore qualunque condotta del tipo sopra segnalati”.

Il documento sarebbe dovuto rimanere ad uso interno, ma il Resto del Carlino lo ha pubblcato facendo scatenare le polemiche. “Io ho il dovere – ha spiegato il prefetto Pizzi all’Ansa – di tutelare l’ordine pubblico, dando disposizioni alle forze di polizia. Se il singolo cittadino nota persone o comportamenti che ritiene possano rappresentare un pericolo per la sicurezza è tenuto a chiamare il 112 o il 113, non a intervenire direttamente, perché non ha la legittimità a farlo”. La pensa diversamente Francesco Coli, legale espertissimo, già difensore di Lucia Annibali, intervistato sempre dal Resto del Carlino: “Uno può tranquillamente chiedere il nome a un’altra persona – dice – senza incorrere in nessuna violazione. E l’altra può rifiutarsi di dare le generalità, a meno, ovviamente, che a chiederle non sia un pubblico ufficiale. Sulla privacy, poi, non ci vedo estremi di violazione facendo una foto, se è in luogo pubblico. Chiaro, che se poi ne faccio un uso diffamatorio, il discorso cambia”.

Attualmente a Borgo Santa Maria sono presenti 95 migranti. Troppi per i residenti. Giusti per il prefetto, che per evitare problemi ha deciso di impedire ai cittadini di fare foto o chiedere le generalità ai richiedenti asilo. E a chi sostiene che non ci sia niente di illegale nel fotografare qualcuno in zona pubblica, risponde che sono “interpretazioni del diritto su cui valuterà eventualmente la magistratura”. “Siamo delusi – ribattono i residenti in una nota – Qui non vogliamo creare allarmismo, ma segnalare un disagio sentito da tutta la comunità del quartiere. La problematica dei migranti è reale, vogliamo creare un dialogo costruttivo con le Istituzioni per risolverla”. Critici anche i sindacati di polizia, che considerano una perdita di tempo impegnare le forze dell’ordine a controllare chi scatta fotografie invece di concentrare le forze sulla prevenzione dei veri crimini. Difficile dargli torto.

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Aumentano gli italiani in fuga all’estero: “Alcuni migranti del desiderio”

Nel 2016 sono più di 124mila persone sono espatriate all’estero, il 15,4% in più rispetto all’anno precedente

Aurora Vigne – Mar, 17/10/2017 – 11:54

Poco futuro, e così gli italiani continuano a emigrare all’estero. Nel 2016 più di 124mila persone sono espatriate all’estero, il 15,4% in più rispetto all’anno precedente.

Un dato in crescita negli ultimi anni – in Italia infatti la mobilità è aumentata del 60% dal 2006 – e che vede naturalmente protagonisti i giovani tra i 18 e i 34 anni.

“È evidente che il fattore principale della mobilità dei giovani italiani all’estero è la difficoltà che i nostri giovani – e anche tanti adulti -trovano nel progettare il loro futuro. A fronte di una situazione sociopolitica che ha sempre più difficoltà ad aprire varchi, i ragazzi, un pò perché si sentono portati a fare esperienze nuove un pò per necessità, evidentemente le risposte le trovano altrove”. Così il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, a margine della presentazione del rapporto Italiani nel mondo 2017.

La quota di giovani italiani iscritti all’Aire – Anagrafe italiani residenti all’estero – è dunque sensibilmente aumentata. Galantino, nel corso del discorso, ha poi parlato di due diversi tipi di migranti: quelli “economici, che partono per le situazioni sociali inaccettabili” e i migranti “del desiderio”, che lasciano l’Italia “fare esperienze, incontrare altra gente e progettare in maniera non tradizionale”.

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Se la gamba del paziente è appesa ad una tanica

La foto che fa discutere dall’ospedale napoletano. La gamba di un paziente appesa con una tanica. La direzione dell’ospedale preferisce non commentare ma avvia indagine interna

Rachele Nenzi – Mar, 17/10/2017 – 10:51

L’ennesima foto che sconvolge la sanità napoletana. Questa volta il paziente costretto a vedere la propria gamba mantenuta alzata con una tanica d’acqua.

Siamo al reparto di Ortopedia dell’ ospedale Cardarelli di Napoli e la foto è stata scattata sabato scorso, in orario di visite di metà giornata. A renderla pubblica è stato un aderente all’associazione “Figli delle ciancarelle” che sulla loro pagina Facebook hanno polemizzato con le scelte della sanità campana (e del presidente De Luca).

Interpellato dal Corriere, il primario del reparto, il dottor Gaetano Romano ha preferito evitare commenti. Anche per questo non è ancora chiaro il motivo per cui per tenere in trazione quella gamba fosse necessario appenderla ad una tanica piena (forse) di acqua. “Faremo i dovuti accertamenti e capiremo perché si è agito così”, ha detto invece il responsabile Ciro Verdoliva.

Un episodio simile era accaduto solo a giugno al San Giovanni Bosco ci Napoli. Alcune foto mostravano gli scarafaggi tra i medicinali, secondo la denuncia del consigliere dei Verdi Francesco Borrelli. Ma la malasanità campana era emersa anche qualche giorno prima con la foto di una paziente dell’ospedale San Paolo di Napoli a letto ricoperta di formiche.

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da TGCOM24.MEDIASET.IT

16 ottobre 201715:58
Milano, tentano di rapire 3 bimbi in oratorio: arrestati due kenioti

Le vittime stavano per essere portate ma lʼintervento dei genitori ha evitato il peggio

Due kenioti, fratello e sorella di 38 e 34 anni, sono stati arrestati dai carabinieri di Vimercate (Monza) per tentato sequestro di minori. Domenica la donna avrebbe afferrato tre bambini di 7, 10 e 11 anni nel bar di un oratorio di Carugate (Milano), cercando di portarli all’esterno dove l’attendeva il fratello. Il rapimento è stato vanificato dall’intervento dei genitori dei piccoli. Dopo una breve fuga, i due sono stati fermati dai carabinieri.

L’aggressione è avvenuta attorno alle 18 di domenica e sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Carugate (Milano). I fermati sono due cittadini di origine keniota (presunti fratello e sorella) con l’accusa di aver tentato di rapire tre bambini nell’oratorio di Carugate. La donna africana 38enne avrebbe afferrato per le braccia i bimbi di 7, 10 e 11 anni, tentando di portarli all’esterno ma sarebbe stata bloccata da alcuni genitori presenti che hanno poi chiamato il 112.

La donna, e il fratello 34enne che l’aspettava fuori, sarebbero però riusciti a fuggire a piedi ma sono stati rintracciati e bloccati poco distante dai militari. Entrambi sono accusati di tentato sequestro di persona e sono stati reclusi nel carcere di San Vittore a Milano a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per capire perché i due abbiano agito in questo modo. I due sono regolari sul territorio italiano, incensurati, e vivono nei pressi di Vimercate.

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E tutto per colpa dei cattocomunisti……… cancrena dell’Italia!!!!

Patrick di Majan

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