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HANNO DISTRUTTO L’ ITALIA E ANCORA PARLANO…….!!!!

12 ottobre 2017

La cloaca comunista, per arricchirsi a danno degli italiani, ci ha fatto invadere da cani e porci delinquenti e invece di vergognarsi come dei ladri, hanno il coraggio di attaccare chi la Patria la ama e vuole vederla dignitosa .
Chiamarli MERDE VIVENTI, non è un diritto bensì un dovere!!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE.IT

Alla prof anti-migranti augurano di essere sodomizzata

Le frasi choc durante una diretta Facebook: la prof razzista venga “sodomizzata da bidelli mascherati da pagliacci”. Poi il video scompare da Fb

Rachele Nenzi – Gio, 12/10/2017 – 10:41

Se sei “razzista”, puoi essere sodomizzata. Alla faccia del buonismo e del rispetto delle donne.

La prof Fiorenza Pontini, docente al liceo Marco Polo di Venezia, dovrebbe finire a processo per aver scritto alcuni insulti razzisti su Facebook due anni fa (aveva scritto: “Poi ho torto quando dico che bisogna eliminare i bambini dei mussulmani perché tanto sono tutti delinquenti”).

Il fatto è che lei stessa ieri è finita per essere vittima di insulti sul noto social network. Ad augurarle di essere “sodomizzata da bidelli mascherati da pagliacci”, secondo quanto riporta il Gazzettino, sarebbero stati i componenti del gruppo “Lo Schitto” durante una diretta su Fb. David Marchiori, Luca Corsato e Lorenzo Soccoli, insomma, avrebbero augurato alla prof di essere stuprata durante la lettura dei quotidiani. “Io spero che lo facciano, non è che ce l’ ho con le donne, ce l’ ho con lei – avrebbe detto Scoccoli – Quella prof ha vomitato tutta la sua cattiveria e avrà un processo. Bidelli che la… vestiti da pagliaccio… Ma guardi che non è un’ offesa, potrebbe essere anche piacevole, i pagliacci piacciono quasi a tutti”.

Il video subito dopo le polemiche scatenate dal Gazzettino è stato rimosso. E il gruppo si è giustificato così: “Lorenzo, in relazione ad un fatto di cronaca che trattava un’ accusa di frasi razziste, ha composto una risposta con toni di pari violenza con lo scopo di evidenziare l’ assurdità delle frasi incriminate e del tono”.

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“Allah akbar”, terrore nella discoteca: l’assalto con coltelli e spranghe

Paura terrorismo fuori da un locale di Firenze. L’aggressione armati di coltello e spranga. “Urlavano Allah akbar”. Fermati dagli addetti alla sicurezza

Claudio Cartaldo – Gio, 12/10/2017 – 09:45

Attimi di terrore a Firenze, in un locale di via Sassetti. Due stranieri hanno seminato il panico fuori da una discoteca del capoluogo toscano, facendo calare per qualche momento un velo di terrore sulla città.

Che ha assaggiato la paura di un attentato terroristico.

“Uno di loro mi ha puntato il coltello contro la gola, l’ho schivato per poco – ha raccontato alla Nazione uno degli addetti al controllo Secur&Secur – Subito dopo, sempre con l’arma, mi ha strappato la giacca e il pantalone. Urlava in arabo, non sono riuscito a capire cosa dicesse. Il suo amico, invece, aveva una spranga. Sono stati momenti terribili, le persone che in quel momento erano all’uscita del locale scappavano, chi a destra, chi a sinistra”.

Sono circa le due di notte quando un 31enne del Marocco e un 30enne dell’Albania arrivano all’ingresso del locale completamente ubriachi. Il buttafuori li ferma, loro si inalberano e fanno scattare le violenze. Il più basso dei due, con un cappello a coprirgli il volto, sferra un calcio contro il buttafuori. L’altro recupera un collo di bottiglia e comincia a lanciarle addosso ai dipendenti della discoteca. Come se non bastasse, distrugge quattro auto parcheggiate lì di fianco. Non contenti, i due tornano indietro. Stavolta armati di spranga. “Sono tornati all’improvviso alla carica urlando nella loro lingua, dirigendosi con un grosso coltello, legato al polso, e spranghe, verso la gente e gli uomini della sicurezza. I nostri si sono accorti del coltello vedendo la lama brillare alla luce. Visti i tempi abbiamo pensato al peggio”, ha raccontato alla Nazione Pierluigi Tarchi, amministratore della Secur&Secur. Secondo alcuni testimoni, i due violenti avrebbero urlato più volte “Allah akbar”.

Alla fine della colluttazione con gli addetti alla sicurezza, i due stranieri hanno subito ferite: l’albanese è stato curato in ospedale per la frattura dello zigomo, guaribile in 30 giorni, Mentre il marocchino ha riportato lesioni con 10 giorni di prognosi. All’arrivo delle forze dell’ordine sono stati infine arrestati e denunciati per i reati di minacce aggravate, possesso di oggetti atti a offendere e danneggiamento.

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Dopo il treno, il supermercato: africani terrorizzano il Veneto

Gli stessi nordafricani che hanno preso in ostaggio il convoglio hanno rubato in un market e minacciato la commessa

Luca Romano – Gio, 12/10/2017 – 09:43

Circolano a piede libero viaggiando nell’impunità. E senza alcuno scrupoli continuano a minacciare le persone e a compiere reati in giro per il Veneto.

La banda di nordafricani che per due volte ha preso in ostaggio il treno Venezia-Bassano del Grappa ha fatto razzia di bottiglie al supermercato Maxì di Borgo Padova, minacciando un’impiegata e rubando alcolici. Lo stesso supermercato che avevano rapinato prima di compiere il primo raid nel convoglio.

A riconoscerli, come racconta La Tribuna di Treviso, è stato il titolare del negozio che aveva visto le loro facce in televisione dopo le aggressioni in treno all’altezza della stazione di Godego.

“Erano visibilmente alterati, forse ubriachi o qualcos’altro, uno in particolare. Quando si sono trovati la commessa alle calcagna, le hanno intimato di andarsene e farsi i fatti suoi. Dopo che mi hanno segnalato la loro presenza, sono intervenuto io, facendo loro presente che non era proprio il caso di andare avanti, visto che le telecamere avrebbero ripreso tutto”, ha raccontato il titolare. Nonostante le telecamere di videosorveglianza abbiano ripreso tutti, i nordafricani sono ancora liberi.

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Solo in un Paese governato da delinquenti o idioti possono succedere certe cose…….. presto, questi “biondini” impareranno una nuova “musica” intitolata LA VIA DEL RITORNO A CASA !!!!!

Patrick di Majan

da SECOLO D’ ITALIA

I migranti alzano il tiro: «Non vogliamo il vostro cibo, vogliamo i soldi»

di Redazione
mercoledì 11 ottobre 2017 – 16:14

E’ scoppiata la protesta dei migranti all’ex Cottolengo di via San Jacopoa a Pisa. Una cinquantina dei 178 immigrati ospiti del centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa hanno sbarrato il cancello con i cassonetti, chiudendo fuori anche gli operatori. Rifiutano il pasto garantito dal catering e pretendono in cambio soldi contanti per acquistare cibo etnico da cucinarsi per sé. «E’ una richiesta irricevibile – ha replicato il presidente della Cri, Antonio Cerrai – perché questa soluzione la si può adottare in strutture più piccole e con altri numeri ma soprattutto ipotizzo che si tratti di una richiesta strumentale suggerita da persone ‘esterne’ al centro che così fanno male anche agli stessi ospiti». Lo apprendiamo dalla Nazione.

I migranti rifiutano il nostro cibo

La protesta è preseguita nel caos più totale, con i migranti «asserragliati» all’interno per tutto il giorno e solo in serata è tornala la calma quando i migranti hanno accettato di tornare sui propri passi. E’ stata la Croce Rossa a comunicare la pace (o la tregua) raggiunta, doo una delicata trattativa condotta direttamente dal presidente Antonio Cerrai. Le attività della struttura sono riprese. E’ stata distribuita acqua e frutta e riprenderà regolarmente la distribuzione dei pasti». Patti chiari. «Dare i soldi al posto dei pasti non è possibile» – spiegano al centro. La cosa assurda è che in altri casi la richiesta degli immigrati è stata accolta. «In altre strutture abbiamo sostituito il catering con una cucina più ‘personalizzata’, ma qui questa soluzione non è percorribile: ci sono 178 persone e non è possibile che ciascuno pretenda di cucinare per se stesso». Da parte nostra siamo disponibili a collocare un container certificato con 3-4 linee di cottura e di andare a reperire il cibo nei negozi etnici del territorio». Gli abitanti dela zona sono imbufaliti. «È incredibile dover assistere a queste scene», dice una residente che abita a ridosso dell’ex Cottolengo. «Io comprendo le loro ragioni – aggiunge – ma anche loro dovrebbero capire che sono a casa d’altri e dovrebbero comportarsi con più rispetto e invece non è così: basti pensare al baccano che fanno la notte con la musica a tutto volume fino all’alba».

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