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SI VIS PACEM PARA BELLUM !!!!

18 agosto 2017

Una cosa è certa : siamo in GUERRA !!!!

Non possiamo più sottovalutare il problema e neanche lasciarlo gestire a incapaci sinistrati che sono la vera colpa e complici di tutto questo!!!!

Non si può rispondere a chi ci ammazza come bestie con l’accoglienza e l’indifferenza, bisogna reagire subito, ma non con bandiere arcobaleno e gessetti colorati, bensì con tante ma tante raffiche di mitra…….e buttarli tutti fuori dall’Italia e dall’Europa .

I comunisti per ingrassare le loro cooperative rosse e i preti per ingrassare la loro caritas (tutti i minuscoli sono voluti e dovuti), sono moralmente colpevoli di tutto questo orrore assieme ai media di regime, che insistono a scrivere che si tratta di povera gente che scappa dalle guerre .
Che guerra è in Marocco? Questi non scappano dalla guerra, la guerra, vengono a farla in casa nostra!

Vogliamo continuare ad assistere al nostro annientamento senza neanche provare a difenderci? Io no, non ci sto!!!!

Questi sono gli unici “gessetti colorati” utili a risolvere il problema terrorismo islamico .

Qualcuno glielo spieghi al sindaco di Barcellona…….

E i media non sono da meno……. i media di regime rosso naturalmente!!!!

Due poveri bambini vittime della situazione mondiale attuale.
Ma con una differenza.
Il primo, trucidato dagli islamici, è sparito dal web.
Il secondo, che è diventato l’icona del mondialismo e dell’accoglienza “senza se e senza ma”, lui malgrado, imperversa dal quel tragico momento dappertutto.

Patrick di Majan

da IL GIORNALE D’ ITALIA

l’editoriale di Francesco Storace

18/08/2017 06:00

I PROSSIMI

Decine di morti e feriti in un attentato con il solito furgone sulla piazza: ormai è attacco evidente al cuore dell’Occidente e dell’Europa

Morte a Barcellona, il terrorismo impazza. I delinquenti islamici non hanno paura di morire, dovrebbero assaporare la tortura… la pubblica opinione ha sempre più paura

Chissà se ci sarà mai un’intelligence europea, occidentale, che saprà prevenire attentati barbari come quello di ieri pomeriggio a Barcellona: ieri si è diffusa la notizia che la Spagna fosse stata allertata dagli americani sui rischi che si profilavano. Non sappiamo ancora se è vero, ma quel che resta, ormai, e’ il triste rituale della conta dei morti: 13 sulle strade della città catalana e cinquanta feriti. Ma se fossero dodici o quattordici poco cambierebbe. Perché ciò che importa e’ quella che pare l’ineluttabilita’ di un destino di morte che sembra ordito da centrali del terrore che hanno deciso di seminare sangue ovunque.

Le immagini di Barcellona colpiscono anche per il periodo, a pochi giorni dal ferragosto, nel pieno della stagione estiva. Popolo in vacanza, in una delle località più rinomate per il turismo europeo e mondiale. Colpito dai carri armati di questo tempo, furgoni che procedono a zig zag tra la folla spaventata.

E’ terrorismo. Terrorismo contro il mondo occidentale. Mentre la pavidità sembra essere la bandiera di governo di un’Europa che piange ma subisce senza reagire. Nella pancia del continente prospera l’odio sociale contro i nostri valori; tolleriamo tutto e tutti e magari ci scansiamo sperando che tocchi al paese accanto. In fondo, e’ il destino che ci stiamo scegliendo da soli.

Loro fanno scorrere il nostro sangue, noi rispondiamo con le nostre parole vuote. Invece occorre finalmente reagire, mettendo a punto una strategia seria che metta questi delinquenti nella condizione di non nuocere. Dipendesse da me, visto che non temono di morire, farei assaporare loro il piacere della tortura, rendendo un po’ più dolorosa questa vita che sembrano tanto schifare.

Ma ci deve essere una modalità di intervento, di difesa contro autentici animali che si fanno scudo della religione per distruggere la nostra serenità. Certo, è difficile capire chi sarà il prossimo obiettivo del terrore, anche se fa persino capolino qualche terribile tesi sull’intoccabilità dell’Italia, che consente agli stranieri di poter scorrazzare come vogliono e dove vogliono. Speriamo che non ci siano patti scellerati da dover scoprire di qui a qualche anno…

Intanto, chiediamo con forza alle cosiddette autorità preposte di farci sapere tutto, di chiudere ogni tipo di relazione con quei mondi, di stroncare ogni atteggiamento permissivo nei confronti dei fanatismi religiosi. Davvero ci possiamo permettere di assistere, ad esempio, al proliferare di ogni tipo di moschea nelle sterminate periferie delle capitali europee?

L’Italia, in particolare, e’ ormai invasa. Costoro sono quelli che ormai impauriscono la pubblica opinione e non vorremmo tornare a vedere stragi dalle nostre parti. Si muova l’intelligence, si svegli il governo, perché tweet e post su Facebook non bastano certo a tranquillizzare il nostro popolo. Da chi ci governa chiediamo sicurezza e non solo solidarietà di facciata verso chi è colpito. Perché se dovesse toccare a noi, sai che ce ne fregherà della vicinanza altrui…

Francesco Storace

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E ADESSO PROVATE A DIRMI CHE I COMUNISTI NON SONO DEGLI STUPIDI VIGLIACCHI !!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE.IT

Barcellona, il web risponde al terrorismo con i gattini

L’appello del web e la risposta degli utenti: all’orrore di Barcellona sulle Ramblas rispondiamo con la tenerezza dei gattini

Giovanni Neve – Ven, 18/08/2017 – 09:46

Dopo i gessetti colorati, i gattini. La strage di Barcellona, dove un furgone ha travolto e ucciso 13 persone e ferite un centinaio, ha provocato – come sempre – la reazione del web.

Online ormai si possono trovare decine di video della mattanza, l’orrore dei terroristi, i corpi dilaniati a terra. Il dolore. Il sangue. I pianti. E così la Rete ha pensato di reagire in un altro modo, inscenando la “protesta dei gatti”. L’appello suona più o meno così: “Non pubblicate foto o video” dei fatti delle Ramblas, ma solo gattini.

Esatto: il web sommerso di foto di gatti come risposta alla strage di Barcellona. E così in breve tempo Twitter e gli altri social sono stati invasi da immagini di teneri animali, per rispondere – dicono gli utenti – alla violenza con la tenerezza. In breve tempo sono comparsi commenti di sostegno e di critica all’iniziativa. Da una parte chi la ritiene un’idea giusta, dall’altra chi la considera una risposta troppo debole contro chi schiaccia la vita di cittadini e turisti.

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Condivido pienamente il pensiero di Vittorio Feltri e quando sarà ora, sono convinto che sarà una festa grande!!!!

Patrick di Majan

VITTORIO FELTRI.

ADESSO BASTA.

“Adesso basta. È arrivato il momento di uscire dalla ipocrisia e di dire le cose che pensiamo davvero. Dei migranti non ce ne importa un fico secco. Vadano dove vogliono, ma la smettano di puntare all’Italia quale meta. Non ce ne frega nulla delle Ong (Organizzazioni non governative) né, tantomeno, dei loro scopi umanitari. Non crediamo alle fanfaluche dei piagnoni che sostengono la necessità di salvare in mare i migranti. I quali – è nostra convinzione – non scappano da zone di guerra e neppure di miseria, ma emigrano pagando prezzi salati agli scafisti per giungere qui e farsi mantenere da un Paese che si è costruito volontariamente la fama di grande sacrestia disposta a ricevere chiunque.

Chi salpa dalla Libia con l’intenzione di attraccare a Lampedusa, o posti del genere dove ci siano dei pirla pronti a spalancare le porte, non è un disperato ma un opportunista con la faccia di bronzo che intende sfruttare la greppia onde mangiare gratis. Se è vero che il cinismo è una succursale dell’intelligenza dobbiamo cessare di farci impietosire da gente che farebbe meglio a rimanere a casa propria, il luogo migliore per maturare lavorando, e rifiutarci di soccorrere gli accattoni destinati a pesare sulle nostre spalle.

In altri termini, sempre più crudi, ne abbiamo piena l’anima di recitare nel ruolo dei buoni samaritani al servizio di madame Boldrini e soci piagnucoloni: pretendiamo che nessuno ci infligga l’obbligo di pagare il conto salato dell’immigrazione. Coloro che si avventurano nel Mediterraneo per approdare nel Bengodi della Penisola si arrangino, rinunciamo a ripescare uomini e donne che poi ci restano in gobba per anni.

Ci siamo impoveriti a causa della crisi economica provocata da banche ladre e dalla moneta unica nonché da una Ue deficiente, e non abbiamo i mezzi per nutrire orde di neri ignoranti e desiderosi di vivere a sbafo, quindi blocchiamo gli sbarchi senza fare tante storie, a costo di irritare il Papa, i parroci, i curati e i progressisti che amano i popoli stranieri, magari islamici, e detestano il nostro.

Siamo stanchi di subire l’umanitarismo straccione di quelli che poi sfruttano gli extracomunitari per arricchirsi creando un nuovo schiavismo. Finiamola di prenderci in giro e di frignare su quelli che lasciano la loro terra e sanno già che, a poche miglia dalla costa africana, saranno issati su navi le quali li condurranno qui, gratis, e verranno affidati alla pubblica beneficenza, ovviamente finanziata da noi contribuenti straziati dal fisco.

Siamo oltre i limiti della sopportazione. Tra un po’ ci abbandoneremo alla protesta e poi alla ribellione. Diventeremo razzisti, altro che omofobi.
I partiti predicatori dell’accoglienza non prenderanno più un voto ma molti calci nel deretano. Sarà una festa.

Vittorio Feltri

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