Skip to content

DOVE GOVERNA LA SINISTRA REGNA IL DEGRADO LA MISERIA E LA DELINQUENZA……… E PURE I VIRUS !!!!

3 agosto 2017

Purtroppo tutti i friulani stanno subendo la “intelligente e bella” politica di Debora Serracchiani e Furio Honsell……. strupri, bivacchi, sporcizia e delinquenza varia . Non è raro a Udine trovare qualche “risorsa” che si fa toilette un mezzo alla strada……..compresi i bisogni fisiologici .
Intanto, le Aziende chiudono……!!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE DI UDINE .

Chiuse 1000 imprese in un solo anno in Friuli

 Economia 2 agosto 2017  Il Giornale di Udine

Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) accoglie Matteo Renzi (Presidente Consiglio dei Ministri) all’Aeroporto FVG – Ronchi dei Legionari 17/10/2015

Al 31 dicembre 2016 le imprese attive in Friuli Venezia Giulia erano 90.978, mille in meno rispetto ad un anno prima. Nel corso del 2016 si sono registrate 5264 iscrizioni e 6242 cessazioni ( Rapporto statistico annuale FVG). Tra le cause anche la difficoltà di accesso al credito. I prestiti alle imprese sono calati dell’1,4%.

—————————————————————–

Denunciati tre clandestini in Borgo Stazione. “Con i fogli di via ci puliamo il…..”

 Cronaca di Udine 1 agosto 2017  Il Giornale di Udine

Nel corso dei controlli di routine della Polizia di Stato in Borgo Stazione, sono stati denunciati tra stranieri che non avevano rispettato il “foglio di via” ricevuto in precedenza. E’ scattata quindi la denuncia di rito. Alcuni immigrati irregolari contattati dalla redazione ci hanno spiegato che la regola da loro seguita è quella che “con i fogli di via ci puliamo il…”. Più chiari di così…

——————————————————————-

da ImolaOggi

Gip Torino: “Non è violenza mastrurbarsi sul bus senza toccare una donna”, marocchino libero
CRONACA, NEWS martedì, 1, agosto, 2017

Masturbarsi in autobus, eiaculando sugli abiti della donna oggetto dei propri desideri, ma senza toccarla, è “un mero atto osceno”. E non si qualifica come violenza sessuale. Lo scrive il gip di Torino, una donna, Alessandra Cecchelli, che ha respinto la richiesta della custodia cautelare in carcere avanzata dal pm Andrea Padalino per un marocchino immortalato dalle telecamere di sicurezza di un autobus.

Nel filmato si vede l’uomo masturbarsi vicino ad una giovane passeggera, che seduta guarda fuori dal finestrino. La ragazza si accorge di avere gli abiti sporchi quando l’uomo è già sceso.
“Nel racconto della donna – si legge nell’ordinanza – non sono presenti elementi per confermare che lo sfregamento masturbatorio ipotizzato sia stato effettuato in appoggio alla gamba della donna”. Quindi, continua il giudice, “appare difficile qualificare il gesto come violenza sessuale e non piuttosto come mero atto osceno”. ANSA

http://www.ansa.it/piemonte/notizie/2017/08/01/non-e-violenza-eiaculare-su-abiti-donna_8dceba67-e84d-403a-9b87-00e4f0f98fec.html

—————————————————————–

Migranti e malattie infettive: il legame c’è eccome, ma non si puo’ dire
NEWS, Sanità e Salute domenica, 30, luglio, 2017

di Lorenza Formicola

Da un po’ di tempo, in Germania, è tornata la paura per tutte quelle malattie che si ritenevano debellate, o a scarsissima diffusione in Occidente. Da quando, per esempio, è emerso il caso di un richiedente asilo dello Yemen, affidato ad una chiesa a Bünsdorf, nella Germania settentrionale, per evitarne l’espulsione, e che avrebbe contagiato almeno 50 bambini di tubercolosi, la malattia infettiva ha scalato nuovamente la classifica delle malattie a più alto rischio di contagio. Ma non capeggia certo da sola.

Lo stato di cose nella Germania della cancelliera Merkel è visibilmente critico, pericoloso. Nonostante quel che i giornaloni diano in pasto ai lettori ignari. Il Robert Koch Institute (RKI), l’organizzazione responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive che fa parte del Ministero federale della salute tedesco, di anno in anno pubblica rapporti sempre più funesti e che non fanno che confermare l’aumento globale delle malattie soprattutto dal 2015 – l’anno in cui la Merkel “ha aperto le porte” ad un numero senza precedenti di migranti. L’ultima relazione è stata pubblicata il 12 luglio 2017 e fornisce dati sullo stato di oltre 50 malattie infettive in Germania nel 2016. Dal botulismo all’echinococcosi, dalla sifilide alla tubercolosi. Il quadro è terso, eppure tetro.

L’incidenza di epatite B è aumentata del 300% negli ultimi tre anni, tra il 2014 e il 2015 quella di morbillo ha superato il 450%, mentre dal 2015 i migranti hanno contribuito al 40% di nuovi casi di AIDS. Per quel che riguarda la tubercolosi, invece, nel 2016 sono stati riscontrati 5.915 casi a fronte del 4.488 del 2014. Un medico intervistato da Focus ha voluto evidenziare il fatto che le autorità tedesche hanno perso le tracce di centinaia di migliaia di ‘migranti’ che possono essere infetti. Ma, soprattutto, ha voluto enfatizzare quel 40% di tutti gli agenti patogeni della tubercolosi che si sta diffondendo e che risultano resistenti alle terapie. Dato comune per tutta l’Europa, Italia compresa: il micobatterio, in alcune situazioni, si è trasformato in modo da non essere sensibile agli antibiotici che cinquant’anni fa sembravano averlo debellato. Tra il 2013 e il 2016 il numero di persone a cui è stata diagnosticata la scabbia solo nella Renania Settentrionale-Vestfalia è aumentato di quasi il 3000%. Per non parlare, poi, del focolaio di morbillo diffuso in tutti i 16 stati federali tedeschi tranne uno – Mecklenburg-Vorpommern -, lo stato con la percentuale di immigrati più bassa.

Eppure i numeri forniti dal RKI rappresentano solo la punta dell’iceberg, e per qualcuno non coprono che una parte dei pericoli diffusi. Sono tanti i medici che ritengono che le percentuali reali dei casi di tubercolosi, per esempio, siano molto più elevate e accusano il RKI di ridimensionare la minaccia al fine controllare i sentimenti anti-immigrazione.

E se in Germania le cose stanno così, in Italia non suona una sinfonia troppo diversa. L’unica differenza sta nel fatto che, da noi, solo una piccola percentuale di immigrati si trattiene. Semplicemente la nostra penisola è zona di transito, e pertanto il confronto non reggerebbe. Eppure il politicamente corretto dei dati ha colpito anche il Bel Paese. Ovviamente. Non sono reperibili tabelle ben stilate, e i cocktail party organizzati dalle fondazioni filantropiche si tengono a debita distanza, pur di non denunciare il pericolo. Né dati, né statistiche, insomma, il binomio immigrati-malattie non esiste e non deve esistere. Soprattutto in un momento storico dove il colpo di frusta del suddetto binomio non è proprio previsto.

A rendere un tantino paradossale il contesto, però, ci pensano come sempre i fatti, come il moltiplicarsi di seminari in contesti medico ospedalieri che cercano di monitorare la situazione perché “i migranti pongono una questione di sanità pubblica ineludibile” (Francesco Blasi presidente della Società italiana di pneumologia). Di tanto in tanto salta fuori qualche numero, come gli oltre duemila casi di scabbia e i 38 di tubercolosi che rientrano nel bilancio 2016 dei centri di accoglienza di Milano. Ma per il resto c’è mancanza di una metodologia sistematica per la raccolta dei dati che, dove disponibili, risultano stravecchi. La questione della diffusione di malattie legate all’immigrazione è stata ormai liquidata dalla versione offerta dai vari pulpiti altisonanti e che coincide con un’unica sentenza: partono sani e se è vero che si ammalano, è colpa del clima insalubre italiano, o più in generale, occidentale, e delle condizioni di vita in cui si vengono a trovare.

Addirittura il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, ha dichiarato che gli immigrati che arrivano nel nostro Paese sono in generale “in buona salute” e sono “più vaccinati degli italiani”, sia perché in molti Paesi le coperture sono più elevate sia perché “li vacciniamo all’arrivo”. Se le cose stessero così, perché partono? E perché ogni migrante ospitato nei campi viene vaccinato contro la difterite, il tetano e la poliomielite se, come gli antivax da una vita ci raccontano, queste malattie in Italia sono praticamente estinte da tempo? E invece non vengono vaccinati contro l’epatite B, siccome in gran parte dei Paesi di provenienza dei migranti è endemica.

Ci sono, poi, i giornaloni, sempre made in Italy, che raccontano l’altra storiella per cui, più che malati, gli immigrati, sono traumatizzati. E via a ruota libera sulla xenofobia, il razzismo e i dati che sono solo allarmismo e niente più. E’ più facile con il buonismo eludere la questione piuttosto che fotografare il momento storico con onestà intellettuale e denunciare i danni di una scellerata politica immigrazionista.

Lorenza Formicola – – http://www.loccidentale.it

—————————————————————–

CAOS IMMIGRAZIONE

UN ESERCITO DI 54MILA CLANDESTINI IN GIRO PER L’ITALIA: LIBERI DI DELINQUERE SPACCIANDO, RUBANDO E AGGREDENDO GLI ITALIANI

 31 luglio 2017 wp_7993639

Fuorilegge e a piede libero: allo sbando 54mila stranieri

Non hanno diritto allo status di rifugiato e non hanno avuto decreto di espulsione. E fanno ricchi solo i legali

C’è il ragazzo bengalese che l’altro ieri vagava piangendo per il tribunale di Milano, abbandonato dal suo avvocato, alla ricerca della cancelleria dove si presentano i ricorsi.

E c’è l’ivoriano che a Siena accoltella l’autista del bus. O il senegalese che a Follonica aggredisce un altro autista. C’è di tutto, nel vasto mare degli stranieri che vagano per l’Italia dopo essersi visti respingere la richiesta di asilo. I buoni, i violenti, gli sbandati. L’unica certezza è che è un mondo che nessuno controlla, né per aiutarli né per cacciarli. Centinaia di migliaia di esseri umani, quasi tutti giovani uomini, vivono in un limbo a ridosso della clandestinità: a volte in attesa dell’esito dei ricorsi, a volte semplicemente abbandonati a se stessi.

I numeri sono impressionanti ed in continua ascesa. Le richieste di asilo presentate nel 2015 sono state 83.970; un anno dopo, nel 2016, erano già salite a 123.600, con un aumento del 47%; nei primi sei mesi del 2017 sono state 72.744, il che significa – se il flusso resterà costante nei prossimi sei mesi – un aumento su base annua di un altro 17 per cento. Il problema vero è che gli oltre 280mila stranieri che in questi due anni e mezzo hanno chiesto lo status di rifugiato se lo sono visti respingere nella grande maggioranze dei casi, ma sono rimasti sul territorio nazionale: in parte con loro diritto, avendo presentato ricorso in tribunale; in parte di fatto, visto che i numeri delle espulsioni sono sostanzialmente nulli.

Vengono cacciati fisicamente solo quelli che commettono reati, e spesso neppure loro. Gli altri vagano, si arrangiano, ingrassando il business dell’accoglienza, oppure vivendo di espedienti o di piccoli reati, oppure uscendo semplicemente di testa. Come Said Mamoud Diallo, il guineano che dopo essersi visto respingere dalla prefettura di Sondrio l’asilo per motivi umanitari, il 17 luglio alla stazione Centrale di Milano ha accoltellato senza motivo un poliziotto.

I dati del ministero degli Interni dicono che una parte consistente delle richieste di asilo non viene nemmeno esaminata: dei 123.600 che hanno fatto domanda nel 2016, oltre trentamila non si sono sentiti rispondere nè sì nè no. Dei 91mila casi esaminati, il 40 per cento ha ottenuto una qualche forma di accoglimento: dallo status di rifugiato, il più ambito perché garantisce cinque anni di soggiorno ma concesso con parsimonia, alla protezione sussidiaria (tre anni) o umanitaria (un anno). Il 60 per cento, oltre 54mila persone, si sono viste dire di no su tutta la linea. E sono andate ad ingrossare il limbo dei disperati che vagano per il Paese. Inevitabile, in questi numeri fuori controllo, che si sviluppino forme di aggressività e di devianza.

Fin quando presentano ricorsi, gli stranieri non possono essere espulsi. Così intorno a loro è fiorito un business di avvocati che si fanno pagare fino a mille euro per stendere ricorsi che vengono quasi tutti rigettati ma intanto ingolfano i tribunali e vanno a pesare sui bilanci della giustizia: la parcella dei legali viene infatti pagata dal ministero, perché i profughi sono ammessi al gratuito patrocinio a spese dello Stato. La escalation di queste spese è impressionante: per il gratuito patrocinio l’Italia spendeva nel 2008 trenta milioni l’anno, che nel 2013 erano diventati sessanta milioni e nel 2014 (ultimo dato disponibile) addirittura 88 milioni.

A beneficiarne sono state, nel 2014, 133mila persone, quasi tutte richiedenti asilo. Ma i veri beneficiari sono stati gli avvocati che si spartiscono l’affare. A volte si tratta di avvocati legati alle Onlus che accolgono i profughi, a volte appartengono a un sottobosco che campa producendo ricorsi-fotocopia e poi abbandonando il cliente: spesso già dopo il «no» del tribunale, senza seguirlo neanche nel ricorso in appello. Un malcostume ben conosciuto nelle cancellerie per la Protezione internazionale create in tutti i tribunali italiani, ma contro il quale apparentemente non c’è rimedio: altro lato oscuro dell’immigrazione di massa, dramma per molti e affare per altri.

Fonte: articolo de Il Giornale a cura di Luca Fazzo

Annunci

From → Uncategorized

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: