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STUDIA GIUDEO CHE TU NON SEI DEGNO NEANCHE DI PULIRE LE SCARPE A MUSSOLINI !!!!

14 luglio 2017

ECCO COME HANNO RIDOTTO L ‘ ITALIA QUESTI SINISTRATI INCAPACI, E ADESSO, VOGLIONO RINCORRERE I FANTASMI E ABBATTERE LE COSTRUZIONI E I MONUMENTI FATTI DURANTE IL VENTENNIO FASCISTA……… MA COSA VOLETE ABBATTERE CHE NON SIETE NEANCHE CAPACI DI RIMUOVERE LE MACERIE DEL TERREMOTO, RIDICOLI, BUFFONI !!!!

Patrick di Majan

da IL GIORNALE D’ ITALIA

Storia

26/07/2016 23:01

L’Italia di Mussolini e l’A.O.I.

La storia attraverso i documenti

Cinque nuove grandi strade in un anno, per la costruzione delle quali vennero stanziate 819.735.000 Lire

“Le opere pubbliche – Estratto da ‘Gli Annali dell’Africa Italiana”: è la pubblicazione che abbiamo tra le mani in questi giorni e sulla quale torniamo oggi per proseguire l’analisi iniziata qualche giorno fa e lasciata in sospeso sabato scorso. Un appuntamento quotidiano, quello con la Storia, sul nostro Giornale d’Italia. Un lavoro necessario, dal momento che le informazioni che circolano sull’epoca storica su cui focalizziamo il nostro interesse ogni giorno, sono spesso fuorvianti e inesatte, nonché incomplete e superficiali, quando non sono affette da demagogia, il che accade nella maggior parte dei casi. E questo dipende dalla incapacità di valutare quel periodo come storia del nostro Paese, non ci stancheremo mai di dirlo. Quindi eccoci di nuovo qui, e proseguiamo ricollegandoci alle informazioni di cui abbiamo riferito ai nostri lettori relativamente alle opere pubbliche realizzate all’indomani della guerra d’Africa. Si parlava di strade, come ricorderete. “Ma, se le prime tappe sono state puntualmente raggiunte, altre debbono ancora percorrersi prima di arrivare al traguardo finale – dice ancora la nostra fonte -: la capillarità stradale in tutte le regioni dell’A.O.I.; e pertanto un nuovo programma di lavori è stato tracciato”. Un programma che era stato approvato nell’aprile del 1939 e si sarebbe dovuto attuare in quattro anni, a cominciare dall’ottobre di quello stesso 1939. “Esso comprende – si legge nel documento – cinque nuove grandi strade, per la costruzione delle quali sono state stanziate L. 819.735.000, e che presenteranno le seguenti caratteristiche comuni: larghezza, m. 7,50, di cui m. 6 di massicciata; pendenza massima 8%, solo per alcuni brevi tratti; raggio minimo delle curve, m. 25; opere d’arte in pietra, per eliminare il consumo del ferro necessario per il cemento armato; bitumatura su tutte le strade, eccettuata per ora la Debra Tabor-Dessié”. Segue la lista delle strade, eccola: Debra Tabor-Dessié, di km 100, costo previsto L. 57.637.000. Questa, mentre la rivista viene pubblicata, è stata già costruita per un terzo. Poi c’è la strada dal km 18 della Addis Abeba-Gimma al km 7 dal fiume Billate della Gogetti-Hoseina-Soddu: costo 271.964.000, che proseguirà poi per Uondo-Neghelli-Mogadiscio. Ancora, la Gimma-Sceui Ghimira (e poi per Magi), di 234 km: costo 187.890mila lire, utilizzando il tracciato della pista costruita dal Genio Militare di Gimma al km 85. E poi la Gimma-Sirè-Lechenti, di 225 km, costo 190.000.000 di lire. Infine la Lechenti-Ghimbi (e poi fino a Gambela): 117 km, 112.244.000 lire. “Inoltre, utilizzando alcuni tratti delle piste camionabili Piccolo Ghibiè-Omo Bottego e Omo Bottego Soddu, già esistenti, come più oltre si vedrà, verrà creata una strada che collegherà, con un percorso di km 210 – per il quale è prevista una spesa di L. 70.000.000 – Gimma con Suddu e quindi con Uondo, Neghelli e Mogadiscio. Anche queste strade – ci dice ancora la pubblicazione – sono state affidate all’A.A.S.S., che condurrà i lavori con la consueta celerità. Già, infatti, vari appalti sono stati aggiudicati e le imprese si apprestano ad organizzare i cantieri e tutti i servizi tecnici e logistici necessari”.

Non c’era niente, in quelle terre: tutto dovette essere importato dall’Italia, dai mezzi agli operai, dagli appaltatori alle attrezzature

L’opera della A.A.S.S.

“In complesso nei primi 6 mesi si erano ultimati 1526 chilometri di nuove strade, raggiungendo in pieno e puntualmente la prima tappa fissata dal Duce”

“L’opera della A.A.S.S. [Azienda Autonoma Statale della Strada, NdR] in A.O.I. ebbe origine dalla consegna dettata dal Duce il 19 maggio 1936 ed ebbe inizio mentre non era ancora chiusa la fase militare della conquista etiopica. Nel piano fondamentale delle grandi arterie il Duce fissava in un primo tempo la costruzione delle seguenti strade: Om Ager-Gondar-Dessiè, Debra Tabor-Addis Abeba, Adigrat-Dessiè-Addis Abeba, Assab-Dessiè, Addis Abeba-Gimma. Due giorni dopo l’A.A.S.S. aveva già risposto presentando il piano organizzativo dei servizi e disponendo il personale, tutto volontario, da inviare sui luoghi. Presto gli uffici amministrativi e tecnici si trovarono davanti ai gravi problemi di impianto, che erano di politica oltre che di tecnica”.

Non c’era nulla, in quelle terre. Si dovette importare tutto dall’Italia, a cominciare dagli appaltatori fino ad arrivare alle attrezzature, agli operai, ai mezzi. E tutto si doveva fare presto e bene: per la fine di giugno del 1937 c’era la necessità di rendere la zona transitabile anche nella stagione delle piogge. “Dopo studi ed esplorazioni accurate, si era definito un piano di lavoro per 9 arterie con un totale di km 2912; si erano impostati i cantieri base, distribuiti i tronchi fra 50 imprese costruttrici e dovunque impresso un ritmo fervido di lavoro. Nei primi sei mesi dall’inizio la promessa era già mantenuta. Sulle direttrici fondamentali da Asmara ad Addis Abeba e da Asmara a Gondar il transito non era più affidato alle piste e ai guadi, ma dovunque i tronchi costruiti e le opere compiute permettevano il traffico ininterrotto. Lo spettro delle grandi piogge e dell’isolamento dei grandi centri era svanito. Sulla prima strada, che è stata battezzata ‘della Vittoria’ il traffico si svolgeva su 835 chilometri di piano artificiale e 242 di pista e da Asmara a Gondar (km 555) i trasporti si giovavano di 412 chilometri di nuova strada. L’apertura di queste comunicazioni permetteva un transito di merci verso la capitale 7 volte maggiore di quello della ferrovia di Gibuti. Anche verso ovest la capitale aveva uno sfogo immediato con l’apertura di tratti della strada di Lechenti (km. 90 di cui 60 su fondo artificiale) e di quella di Gimma (km. 50). In complesso nei primi 6 mesi si erano ultimati 1526 chilometri di nuove strade, raggiungendo in pieno e puntualmente la prima tappa fissata dal Duce”.

Riferisce ancora la pubblicazione che nel periodo successivo il ritmo si mantenne intenso: si proseguiva la costruzione della strada tra Assab e Dessiè e da qui ad Addis Abeba, nonostante le avversità climatiche e il terreno estremamente arido. Al 30 giugno del 1938 un’altra tappa era raggiunta: “Sulla strada della Vittoria, lunga 1077 chilometri, ne rimanevano soltanto 50 di pista. La strada della Dancalia (Assab-Dessiè) era transitabile parte su ultimata strada (km 350) e parte su buona pista (km. 135). Altre strade minori erano aperte al transito. In complesso erano 2741 chilometri di strada definitiva, di cui due terzi bitumati”.

Ancora qualcosa dobbiamo riferire in merito, ma la trattazione è rimandata a domani. Preferiamo infatti lasciare maggiore spazio possibile alle immagini, estremamente eloquenti, che il lettore che ci legge sul portale potrà meglio visionare sul nostro quotidiano sfogliabile.

emoriconi@ilgiornaleditalia.org

Emma Moriconi

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