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ECCO PERCHE’ NON ABBIAMO MAI VISTO CARTELLI CON SCRITTO “VERITA’ PER I MARO’ “………. LA SAPEVANO GIA’ LA VERITA’ !!!!

10 luglio 2017

Prego ogni giorno perché veniate processati per alto tradimento e giustiziati subito dopo!!!!

Quello che mi fa ridere e bestemmiare, è che il cazzaro fiorentino si prende il merito della loro liberazione………. IDIOTA !!!!

Naturalmente, i masochisti e i malati di mente possono acquistare e leggere il suo libro…… ci troveranno tutte verita’ . Ahahahahahahahah .

Patrick di Majan

da LIBEROQUOTIDIANO.IT

Lo sfregio dell’ex premier

Matteo Renzi nel suo libro Avanti: “Mario Monti ha tradito i nostri marò”

9 Luglio 2017

Per gentile concessione dell’autore e della casa editrice Feltrinelli, pubblichiamo uno stralcio del volume di Matteo Renzi Avanti, perché l’Italia non si ferma, in libreria a partire dal prossimo 12 luglio.

Quando qualcosa finisce ti viene spontaneo pensare al primo e all’ultimo momento. Mentre a Palazzo Chigi attendiamo l’arrivo di Gentiloni che ha appena giurato al Quirinale, faccio l’ultima telefonata dall’ufficio: è ad Agnese, per chiederle se mi lascia le chiavi di casa nel solito vaso di fiori, come facevamo sempre. E allora ripenso alla prima telefonata, la prima telefonata in assoluto fatta nel momento in cui mi sono seduto dietro la scrivania di capo del governo. Quella prima telefonata io l’avevo fatta a due cittadini pugliesi, bloccati in modo per noi illegittimo in India da anni e al centro di un affaire internazionale molto difficile da risolvere. Quei due connazionali, quei due marò, erano fermi a Nuova Delhi, nell’ambasciata italiana, da troppo tempo. E simbolicamente ho pensato – insediandomi – che sarebbe stato un mio dovere almeno provarci.

In tanti mi dicono che io sono uno che pensa soprattutto alla comunicazione. Che le mie scelte sono dettate dall’esigenza di apparire. Che penso soprattutto a come confezionare un racconto, più che alla sostanza. Io invece credo di aver pensato troppo poco alla comunicazione, di aver raccontato quello che abbiamo fatto peggio di come abbiamo governato. Sui due marò rivendico la differenza, direi quasi ontologica, con chi mi ha preceduto. Perché la loro vicenda è stata a lungo un tema caldo: chi li citava prendeva l’applauso. I commentatori si sgolavano perché l’Italia si facesse rispettare. Le opposizioni, incuranti delle vere responsabilità di questa vicenda, organizzavano manifestazioni di grande impatto mediatico, a cominciare dalla protesta-sceneggiata in aula quando il parlamento accoglieva Ban Ki-moon.

Il governo Monti – sotto il cui operato era avvenuto il fattaccio – aveva ottenuto dall’India che i due marò potessero ritornare in Italia per un periodo. Quando i due arrivano, vengono ricevuti a Palazzo Chigi, esposti alla stampa e alle tv, perché la visibilità e la comunicazione appassionano i governi tecnici molto più di quanto si voglia far credere. La sovraesposizione mediatica pare il preludio alla risoluzione del problema. E invece i militari sono costretti a sorpresa a rientrare in India, con ennesimo scorno della nostra credibilità internazionale.

Noi non abbiamo fatto una sola foto con quei marò. Li ho sentiti per telefono, in più di una circostanza, ovviamente. Ma non li ho esposti come trofei davanti alle telecamere. Però, con la nostra squadra di elevatissima professionalità, li abbiamo riportati a casa. Abbiamo posto la questione dei marò su tutti i tavoli internazionali e abbiamo lavorato bene con il governo dell’India – guidato da una personalità di rilievo come il primo ministro Modi. Perché per me la politica è questo: raggiungere risultati che restano nel tempo, non occupare le agenzie di stampa per promuovere un’immagine.

È ora di rimettersi in marcia, di prendere il trolley e non più i voli di stato. Di uscire senza cerimoniali e picchetti d’onore a incontrare di nuovo le persone. Fare politica è innanzitutto andare incontro alle donne e agli uomini del nostro tempo, senza rabbia ma provando insieme a cambiare le cose. Con umiltà, certo, ma anche con coraggio, tenacia, determinazione. Sapendo che stavolta non si parte da zero.

di Matteo Renzi

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