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LE RIFORME DELLA SERRACCHIANI…….. DELLE AUTENTICHE SCHIFEZZE !!!!

13 maggio 2017

In soli 4 anni, il governatore (minuscolo voluto e dovuto) del FVG, Debora Serracchiani, ha massacrato la sanità chiudendo ospedali e molti punti nascita, ha abolito 4 Province (come se avesse vinto il referendum del 4 dicembre scorso) per creare altre 17 miniprovince chiamandole UTI (Unioni Territoriali Intercomunali) che non funzionano e non sono altro che dei stipendifici destinati agli amici e agli amici degli amici (per non chiamarli “compagni”) .

Si può dire che è una emerita incapace?

Poi, per una volta che dice una cosa sacrosanta e giusta, come il commento sullo stupro di Trieste, dichiarando che è vergognoso che la feccia umana di tutto il mondo che il suo partito, il PD, ci obbliga a mantenere negli alberghi italiani come ringraziamento si permettano di stuprare le nostre donne, tutti i sinistrati italiani, giù a darle contro .

Per quel che può valere, in questo caso, ha tutta la mia incondizionata solidarietà .

Comunque, potrebbe fare molto di più, per esempio, dando al sottoscritto carta bianca………. senza disturbare nessuno, assieme a una trentina di cacciatori e a un centinaio di bravi ragazzi volontari, riuscirei a ripulire il Friuli Venezia Giulia di tutti i straccioni pezzenti che bighellonano sulle nostre piazze e strade!!!!

Per il trasporto non ci sarebbero grosse difficoltà, con gli autotreni bestiame accuratamente disinfettati, ne potremmo trasportare 300 alla volta .

Nessuno si permetta di dire che non è una buona idea, se i camion bestiame sono idonei per i maiali lo sono anche per quella feccia!!!!

Patrick di Majan

 

da  UDINETODAY

 

“Ritardo fatale” del nuovo 112, muore mentre aspetta i soccorsi

Il decesso è avvenuto lunedì scorso a Trieste, in piazza Vittorio Veneto. La persona che ha chiamato al 112 per chiedere aiuto racconta di essere stato oggetto di molteplici domande, anche ripetitive come: “Le pare che sia ubriaco? Ha battuto la testa? A Trieste piove?” tanto che la telefonata si è protratta per 3 minuti. L’ex direttore del Pronto soccorso di Cattinara: «La richiesta di soccorso sembra essere rimasta inevasa dalla Centrale di Palmanova per almeno 10 minuti»

TriestePrima è tornana sulla drammatica vicenda della morte di P.R., il 56enne deceduto lo scorso lunedì in piazza Vittorio Veneto, in seguito a un arresto cardiaco. Ad intervenire sul caso è l’ex direttore del Pronto soccorso di Trieste, Walter Zalukar, che denuncia il colpevole ritardo, poi diventato fatale, del Nue 112. 

«La persona che ha immediatamente telefonato al 112 racconta di essere stato oggetto di molteplici domande, anche ripetitive, ad esempio:

“Le pare che sia ubriaco?  Ha battuto la testa? A Trieste piove?” Tanto che la telefonata si è protratta per 3 minuti – spiega l’ex direttore –. Dopo 7 minuti, poiché i soccorsi non arrivavano, è stato richiamato il 112.

Secondo la persona che ha chiamato ci sarebbero voluti ulteriori 10 minuti per l’arrivo del mezzo di soccorso, ma questo tempo non pare oggettivamente verificabile, non essendo registrato, come invece i tempi rilevati sul telefono cellulare. Risulta che certamente l’autoambulanza, una volta allertata, abbia raggiunto il posto in 3 minuti e che nonostante i tentativi di rianimazione cardiopolmonare il cuore non si è ripreso, quindi si è constatato il decesso».

CONSIDERAZIONI – «La richiesta di soccorso sembra essere rimasta inevasa dalla Centrale di Palmanova per almeno 10 minuti, quindi che l’autoambulanza sia giunta in 3 o in 10 minuti, diventa ininfluente, in quanto nelle situazioni di arresto cardiaco per poter avere una buona prognosi bisogna agire nei primi minuti, e comunque passati i 10 minuti è scontato l’esito infausto – sottolinea Zalukar -. Da precisare che ogni minuto che passa dopo che il cuore si è fermato significa il 10% di probabilità in meno di essere salvato. Il problema va dunque ricercato nella “organizzazione” del modello NUE 112 e Centrale 118 centralizzata a Palmanova, perché da quando è attivo sono pervenute molteplici segnalazioni della lunghezza dei tempi telefonici, nonché sul numero e tipologia, definita a dir poco improbabile, delle domande poste dagli operatori. Come in questo caso, in cui la durata della telefonata è stata di 3 minuti, un tempo enorme in una situazione di arresto, ma poi ci sono voluti ulteriori 10 minuti per allertare l’autoambulanza del 118 di Trieste, la cui tempestività d’intervento era ormai inutile».

«Avendo guidato la Centrale Operativa di 118 di Trieste per 15 anni, ho diretta esperienza di come questi casi venivano gestiti prima di Palmanova:

C (chiamante): “Pronto, c’è una persona che ha appena perso conoscenza..”
O (Operatore 118): “E’ in strada o in casa?”
C: “In strada.”
O: “Dove si trova, in che via?”
C: “Piazza Vittorio Veneto.”
O: “Riesce a vedere se respira?”
C: “Mi pare di no.”
A questo punto l’operatore sempre mantenendo il chiamante in linea si rivolge al collega del posto operatore gestione mezzi: manda in rosso piazza Vittorio Veneto.
O: “Da che lato di Piazza Vittorio Veneto?”
C: “Via Galatti.”
O: “Mi dà il numero di telefono da cui sta chiamando?”
C fornisce il numero
O: “Può dirmi se è ancora incosciente e se respira o no?”
C: “E’ sempre privo di coscienza, è immobile.”
O: “Stiamo arrivando, massimo 3 minuti.”.

Quindi l’operatore fornisce gli ulteriori dati via radio all’autoambulanza già partita. Questa telefonata si completa in meno di 1 minuto – spiega l’ex direttore del Pronto soccorso di Cattinara -: a Trieste in centro città l’autoambulanza arriva di solito in 3, massimo 4 minuti. In questo caso con la gestione della Centrale operativa 118 di Trieste i soccorsi sarebbero verosimilmente arrivati dopo circa 4 minuti dall’allarme, il che significa il 60% di chance di sopravvivenza».

«Esemplificativo quanto accaduto poco più di 2 mesi fa, prima dell’attivazione del 112, al Caffè degli Specchi in Piazza Unità: una giovane madre con il bimbo in braccio si accasciò a terra in arresto cardiaco; allora i mezzi del 118 arrivarono in meno di 3 minuti e dopo la rianimazione il cuore tornò a battere. Questo solo 2 mesi fa, ma per il soccorso a Trieste un’altra epoca – conclude sarcastico Zalukar -, ormai tramontata con l’avvento del 112 a Palmanova».


Serracchiani risponde agli attacchi dopo la vicenda profugo Trieste

Bufera su Serracchiani: «Ho detto una cosa di buon senso»

La presidente respinge al mittente le critiche piovute dopo le sue affermazioni sulla violenza sessuale di Trieste: «Credo di aver detto una cosa evidente alla stragrande maggioranza dei nostri concittadini. Non rendersene conto significa fare il gioco di quelli che razzisti lo sono veramente»

 

Serracchiani risponde agi attacchi dopo la vicenda profugo Trieste

Debora Serracchiani
«La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese  ».
Serracchiani risponde agi attacchi dopo la vicenda profugo Trieste
Serracchiani risponde agi attacchi dopo la vicenda profugo Trieste
Queste le parole con cui Debora Serracchiani ha commentato la vicenda di una 17enne triestina, presa a morsi e poi picchiata e rapinata con l’inganno nella stazione dei treni giuliana da un iracheno richiedente asilo.Apriti cielo. La presidente del Friuli Venezia Giulia è finita al centro di diverse accuse, tra le quali quelle di Roberto Saviano, che la invita alla candidatura nella Lega Nord, per mano sua o di Matteo Salvini. A quel punto non è mancata la risposta di Serracchiani, arrivata oggi tramite il suo profilo Facebook.

I razzisti vogliono respingere i richiedenti asilo, io voglio accogliere chi scappa dalla guerra. I razzisti pensano che una violenza fatta da uno straniero sia peggiore di quella fatta da un italiano, per me la violenza è sempre e comunque da condannare, senza colore e senza graduatorie. Se occorre lo ripeto.

Un richiedente asilo chiede un atto di solidarietà e la comunità che lo accoglie instaura con lui un rapporto di fiducia. Solidarietà e fiducia tengono insieme le famiglie. Per questo una violenza su un minore è odiosa, ma se viene compiuta in famiglia è ancora più odiosa. A renderla tale è il fatto che a commetterla è stata una persona “di fiducia”.

Oltre alla vittima, della quale ci si dimentica sempre quando scoppiano polemiche ideologiche e pretestuose, vengono infatti traditi gli altri richiedenti asilo e tutti quelli che si battono per l’accoglienza dei migranti.

Al di là del caso specifico, in cui le responsabilità saranno accertate dalle autorità, io ho sentito il dovere di dire una cosa che credo di buon senso, anche se scomoda.

E credo di aver detto una cosa evidente alla stragrande maggioranza dei nostri concittadini. Non rendersene conto significa fare il gioco di quelli che razzisti lo sono veramente.


ECCO  LA  PROVA  CHE  LE  U T I  NON  SOLO  ALTRO  CHE  STIPENDIFICI  PER  AMICI………!!!!

Patrick di Majan

 

da  IL  PERBENISTA

 

5/13/2017 5:21:30 AM

SERRACCHIANI ARRICCHISCE PAOLO VIOLA E ALTRI REGIONALI

    SCARICA PDF

Con delibera di Giunta regionale n. 2601 del 23 dicembre 2016 (vedi allegato Pdf) Debora Serracchiani ha nominato il dott. Paolo Viola (vedi foto), attuale Ragioniere generale della Regione, Commissario liquidatore per le Province di Trieste, Gorizia e Pordenone e i dott. Gianluca Dominutti, dott.ssa Annamaria Pecile e dott. Pierpaolo Martina, dirigenti presso la Regione Vice commissari (la Provincia di Udine non è ancora commissariata). Con la medesima deliberazione è stato ritenuto congruo riconoscere al Commissario liquidatore un’indennità di carica pari a quella prevista per il Presidente di Provincia (euro 5.052,00) e ai Vicecommissari un’ indennità pari al 30% di quella spettante al Commissario liquidatore (euro 1.515,60), prevedendo altresì che gli oneri relativi a tali indennità siano suddivisi e sostenuti, in parti uguali, dalle Province commissariate di Gorizia, Pordenone e Trieste. Questi personaggi sono, però, tutti dirigenti regionali e già percepiscono un lauto stipendio annuale, comprensivo di indennità di posizione e di risultato. Il dott. Paolo Viola oltre a quanto già percepisce mensilmente da Regione Fvg, da gennaio 2017 percepisce la retribuzione mensile aggiuntiva di  5.052,00 euro, per l’incarico che svolge nelle medesime ore di lavoro presso Regione. Altrettanto i vice commissari. Quindi tutti e quattro se svolgono questi incarichi come dirigenti regionali non avrebbero diritto a ulteriori indennità. Non si capisce sulla base di quali parametri siano state ritenute congrue le loro retribuzioni aggiuntive. Ancora, non risulta, nell’atto di nomina, che i quattro superfortunati debbano fare dei report sulle loro attività, per cui non è chiara la mole di lavoro e di responsabilità che devono sostenere ma è chiara la loro retribuzione mensile. Nelle Province sono rimasti ancora alcuni dirigenti e molte molte posizioni organizzative, per fare un esempio, nella Provincia di Trieste, su un totale di 33 dipendenti, ci sono attualmente ancora in servizio: un Commissario liquidatore, un vice commissario, un dirigente, otto posizioni organizzative. Ora ci si chiede dove sta il risparmio sulle soppresse province, considerato che nel frattempo paghiamo a peso d’oro con i soldi pubblici le 18 U.T.I., con tanto di Direttori Generali. 

 

 

 

 

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