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FORZA DOTT. ZUCCARO………..!!!!

6 maggio 2017

SOROS……….. spero che tu vada presto al cospetto di SATANA !!!!

Patrick di Majan

 

da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

L’emergenza

06/05/2017 10:40

‘I gommoni appartengono alle Ong’

Dopo le dichiarazioni di Zuccaro, arriva l’accusa del capo della Guardia Costiera libica per la regione centrale

'I gommoni appartengono alle Ong'
Rida Aysa: ‘Si fermano in una zona visibile dalla costa, le loro luci notturne segnalano ai trafficanti che possono iniziare a imbarcare i migranti e questa è una delle cause delle ondate migratorie cui si assiste periodicamente’

 

Le Ong  continuano a difendersi dopo le accuse del Procuratore di Catania che ha parlato di alcuni contatti con i trafficanti. Ma a puntare il dito contro le organizzazioni non governative è stato anche dal capo della Guardia Costiera libica per la regione centrale, Rida Aysa. “Le organizzazioni non governative fanno credere ai migranti in Libia che verranno comunque soccorsi e questo li spinge a imbarcarsi aggravando la crisi” spiega nel corso di un’intervista esclusiva ad Aki-AdnKronos International aggiungendo come ciò aumenta “il numero di migranti” in partenza.
L’impennata del flusso di immigrati diretti verso l’Europa insomma sarebbe causata delle modalità di azione delle navi. Un atteggiamento, spiega il funzionario libico che “abbiamo comunicato sia all’Ue, sia ai comandanti dell’Operazione Sophia, che hanno manifestato irritazione verso queste organizzazioni, ma finora non hanno preso alcuna misura al riguardo”.
Sui numeri Rida Aysa parla di “centinaia di migliaia di migranti clandestini” pronti a imbarcarsi, anche se “non esistono cifre precise. La maggior parte di questi migranti proviene dai Paesi dell’Africa orientale e occidentale, come Eritrea e Somalia”. Non solo: se la Guardia costiera libica agisce si ‘scontra’ con le organizzazioni. Il militare ha infatti aggiunto che “la Guardia Costiera libica ha fermato alcuni gommoni all’interno delle acque territoriali libiche, per poi imbattersi in alcune organizzazioni umanitarie che si sono lamentate del fatto che quei gommoni appartenevano a loro, benché non l’avessero comunicato alla Guardia Costiera, violando così le acque territoriali libiche”.
Aysa poi ricorda, in particolare, l’episodio di un “gommone tedesco fermato a nord di al-Zawiyah (30 chilometri a ovest di Tripoli, ndr) che poi si è rivelato di proprietà di un’organizzazione umanitaria chiamata ‘Sea Watch’”, oppure del caso di “una nave allontanata con alcuni colpi di avvertimento per aver violato le acque territoriali libiche. Dopo essere saliti a bordo e averla ispezionata – prosegue Aysa – è emerso che apparteneva a ‘Medici senza Frontiere’”.
Quanto alle accuse rivolte alla Guardia Costiera libica di aver attaccato le navi delle Ong, Aysa risponde che “tali imbarcazioni entrano in acque territoriali libiche senza avvisare la Guardia Costiera, che è l’organo preposto ad autorizzare questo e di conseguenza è logico rispondere per proteggere le nostre acque e le nostre coste”. “Quando le navi delle organizzazioni si fermano a 12 miglia dalla costa libica, in una zona visibile dalla costa, le loro luci notturne segnalano ai trafficanti che possono iniziare a imbarcare i migranti e questa è una delle cause delle ondate migratorie cui si assiste periodicamente”, conclude Aysa.
Accuse che gettano ancora più ombre sull’operato di alcune organizzazioni, dopo la polemica sui presunti collegamenti con i trafficanti di esseri umani sollevati dal procuratore Zuccaro, che ha parlato anche di un’azione che potrebbe essere improntata a “destabilizzare l’Italia economicamente”.

Le Ong  continuano a difendersi dopo le accuse del Procuratore di Catania che ha parlato di alcuni contatti con i trafficanti. Ma a puntare il dito contro le organizzazioni non governative è stato anche dal capo della Guardia Costiera libica per la regione centrale, Rida Aysa. “Le organizzazioni non governative fanno credere ai migranti in Libia che verranno comunque soccorsi e questo li spinge a imbarcarsi aggravando la crisi” spiega nel corso di un’intervista esclusiva ad Aki-AdnKronos International aggiungendo come ciò aumenta “il numero di migranti” in partenza. 

L’impennata del flusso di immigrati diretti verso l’Europa insomma sarebbe causata delle modalità di azione delle navi. Un atteggiamento, spiega il funzionario libico che “abbiamo comunicato sia all’Ue, sia ai comandanti dell’Operazione Sophia, che hanno manifestato irritazione verso queste organizzazioni, ma finora non hanno preso alcuna misura al riguardo”.

Sui numeri Rida Aysa parla di “centinaia di migliaia di migranti clandestini” pronti a imbarcarsi, anche se “non esistono cifre precise. La maggior parte di questi migranti proviene dai Paesi dell’Africa orientale e occidentale, come Eritrea e Somalia”.

Non solo: se la Guardia costiera libica agisce si ‘scontra’ con le organizzazioni. Il militare ha infatti aggiunto che “la Guardia Costiera libica ha fermato alcuni gommoni all’interno delle acque territoriali libiche, per poi imbattersi in alcune organizzazioni umanitarie che si sono lamentate del fatto che quei gommoni appartenevano a loro, benché non l’avessero comunicato alla Guardia Costiera, violando così le acque territoriali libiche”.

Aysa poi ricorda, in particolare, l’episodio di un “gommone tedesco fermato a nord di al-Zawiyah (30 chilometri a ovest di Tripoli, ndr) che poi si è rivelato di proprietà di un’organizzazione umanitaria chiamata ‘Sea Watch’”, oppure del caso di “una nave allontanata con alcuni colpi di avvertimento per aver violato le acque territoriali libiche. Dopo essere saliti a bordo e averla ispezionata – prosegue Aysa – è emerso che apparteneva a ‘Medici senza Frontiere’”.

Quanto alle accuse rivolte alla Guardia Costiera libica di aver attaccato le navi delle Ong, Aysa risponde che “tali imbarcazioni entrano in acque territoriali libiche senza avvisare la Guardia Costiera, che è l’organo preposto ad autorizzare questo e di conseguenza è logico rispondere per proteggere le nostre acque e le nostre coste”. “Quando le navi delle organizzazioni si fermano a 12 miglia dalla costa libica, in una zona visibile dalla costa, le loro luci notturne segnalano ai trafficanti che possono iniziare a imbarcare i migranti e questa è una delle cause delle ondate migratorie cui si assiste periodicamente”, conclude Aysa.

Accuse che gettano ancora più ombre sull’operato di alcune organizzazioni, dopo la polemica sui presunti collegamenti con i trafficanti di esseri umani sollevati dal procuratore Zuccaro, che ha parlato anche di un’azione che potrebbe essere improntata a “destabilizzare l’Italia economicamente”.

bf

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