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PURTROPPO E’ UNA SACROSANTA VERITA’…….. GRAZIE COMUNISTI, CANCRENA DELL’ UMANITA’ !!!!

10 aprile 2017

L’ultimo è un Eroe

Pubblicato su 10 Aprile 2017 da Marco Vannucci

Il nostro è un Belpaese dove un umile servitore dello Stato come Giuseppe Costanza, l’autista del Giudice Giovanni Falcone ed unico scampato alla strage di Capaci, scarica anni di ingiustizie subite rilasciando un’intervista al vetriolo contro lo Stato stesso. Uno stato da esse minuscola, incapace di proteggere i servitori degni regalando agli immeritevoli onori difficili da giustificare. Un’altra ingiustizia consumata nello Stivale dai calzini bucati, Giuseppe Costanza non è il primo e non sarà l’ultimo. Il senso dello stato e del dovere, in Italia, è un malessere da ricordare con una medaglietta e via, il tempo della commemorazione e poi non ci pensi più lasciando ai malcapitati eroi il senso della solitudine. O del cimitero, quando sono stati lasciati soli come se il loro fosse stato un dovere che non riguarda. E’ successo con Carlo Alberto dalla Chiesa, così come con Giovanni Falcone e Giuseppe Borsellino solo per citare i più noti, seguiti da tanti eroi silenziosi ai quali nessuno pensa nemmeno più. E’ una mamma matrigna, l’Italia. Prodiga verso i figli compagni, Grimilde con tutti gli altri lasciando che l’oblio mistifichi le loro gesta. Dal “vi dimostro come muore un italiano”, di Fabrizio Quattrocchi, s’è preferito “come s’uccide un carabiniere” di Carlo Giuliani. Il primo dimenticato, il secondo celebrato con tanto di targa e sala intestata a Montecitorio. Dite voi con quale animo, un cittadino, potrebbe ergersi a paladino della giustizia denunciando un mafioso, oppure un malvivente qualsiasi. E’ un Italia che naviga al contrario, mentre Schettino comunica alla Sapienza di Roma di De Falco, quello di salga a bordo, cazzo! S’è perso le tracce dimenticandone perfino il nome. In Italia l’unico ente autorizzato a scrivere la storia pare sia solo l’ANPI: nessuno s’azzardi a ricordare le Foibe, l’ANPI dichiara che non sono mai esistite ma frutto di una propaganda faziosa. Così è, se vi pare. Giorgio Perlasca è esistito. Nessuno cancellerà la sua storia. Salvò oltre 5 mila ebrei dalla shoah nazista. Giusto tra le Nazioni per Israele con tanto di giardino nella Giubilea dedicato, viceversa nemmeno una targhetta a Montecitorio. Giorgio Perlasca non aveva la tessera giusta, nemmeno il sottoscritto se è per quello. Mi sono battuto affinché qui dove vivo e dove il Lago di Como si fa bello, incanalandosi con semplicità nel letto del grande fiume che s’affaccia colorando sulle case, Giorgio Perlasca abbia gli onori che merita con un giardino dedicato. Un Eroe italiano che sia d’esempio, un Eroe senza morti ammazzati dietro il suo cammino, un Eroe vero da non dimenticare. Mai.

Marco Vannucci


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