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LE REGOLE SONO REGOLE…… MA VALGONO SOLO PER QUELLI DI DESTRA !!!!

7 marzo 2017

da  IL  GIORNALE.IT

 

“L’assessore del Pd deciderà sui fondi al teatro del marito direttore”

Scoppia la polemica a Bologna per un possibile conflitto di interessi. Marco Lisei (Forza Italia): “I comunisti credono ancora di poter fare quello che vogliono”

La situazione è quantomeno imbarazzante e potrebbe essere sintetizzata così: l’assessore Pd lascia al marito la guida di una associazione e dovrà decidere se e quanti fondi pubblici garantirgli.

La fontana del Nettuno a Bologna (da Wikipedia)

Brutta storia.

Siamo a Bologna, dove nel giugno dell’anno scorso il sindaco Virginio Merola ha chiamato all’assessorato per la cultura Bruna Gambarelli. La signora prima di dedicarsi alla giunta comunale era vice-presidente dalla compagnia teatrale “Laminarie” guidata fino a luglio scorso dal marito, Fabio del Zozzo. La Luminarie tra le altre cose gestisce lo “spazio culturale DOM” alla periferia della città di cui l’assessore è fondatrice e il marito attuale direttore.

Bene. O forse no. Il consigliere comunale di Forza Italia, Marco Lisei, si è infatti accorto che Laminarie nel 2014 ha intascato circa 39mila euro per il DOM, 4mila euro per la gestione del progetto speciale Pasolini e altri 15mila euro per la “realizzazione del progetto speciale Pilastro 2016”. Una bella somma. Il fatto è che adesso il marito della Gambarelli dovrà andare a bussare alla porta dell’ufficio della moglie per chiedere ulteriori finanziamenti.

Conflitto di interessi?

Ieri Marco Lisei aveva fatto pure notare che l’associazione “risulta essere in corte Galluzzi, che è anche il luogo di residenza dell’assessora e di suo marito“. Un intreccio anomalo. La Luminarie ha smentito, affermando che “è situata in un appartamento sito nello stesso stabile ma a un diverso piano, affittato da un privato con regolare contratto di locazione intestato all’associazione. Va da sè che tutte le spese connesse alla sede legale dell’associazione nulla hanno a che fare con la residenza di Bruna Gambarelli“. In realtà a guardare le foto dei campanelli della casa, qualche dubbio sorge. Come può mostrare il Giornale (guarda qui), infatti, il nome dell’Ass.Laminarie appare sullo stesso campanello di Gambarelli e Del Zozzo. Solo in un secondo momento, e con un adesivo di carta scritto a penna, è stato aggiunto un bottone per la “nuova” sede della Laminarie (coprendo malamente il precedente).

Niente di illecito, ci mancherebbe. È una questione di opportunità politica. E infatti il centrodestra chiede che i finanziamenti vengano sospesi “finchè non sarà risolto il conflitto di interessi macroscopico“. E pensare che Lisei aveva denunciato il tutto già a giugno. “Siamo nell’epoca della trasparenza da un bel pezzo – dice a ilGiornale – ma pare che qualcuno ancora non l’abbia capito. Qui a Bologna i comunisti credono ancora di poter fare quello che vogliono, ma io credo che certi comportamenti non siano più ammissibili. Negare un conflitto d’interessi è negare l’evidenza ed anche le giustificazioni del Comune fanno sorridere. Sono come quell’adesivo sul campanello…un rattoppo che non risolve il problema”.


Ingroia indagato per peculato

L’ex pm è indagato per i rimborsi sulle trasferte come amministratore della Sicilia e servizi. Ombre pure sul bonus per i risultati

Antonio Ingroia è indagato per peculato. L’ex pm di Palermo, attualmente amministratore della società della Regione, Sicilia e servizi, è stato ascoltato questa mattina dai pm in procura.

Come riporta Repubblica Palermo, avrebbe percepito una serie di rimborsi per trasferte in modo indebito proprio per il suo incarico di amministratore della società. E a finire nel mirino degli inquirenti sarebbe anche quell’indennità di risultato che lo stesso Ingroia ha assegnato a se stesso.

Per il momento dalla Procura c’è il massimo riserbo sulla vicenda. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto, Dino Petralia e dai pm Piero Padova ed Enrico Bologna. A finire sotto inchiesta è il periodo che va dal 2014 al 2016. Ingroia avrebbe intascato in modo indebito i rimborsi per trasferte che ammontano a 30 mila euro in cui vengono incluse le spese di vitto, alloggio nonostante fossero previsti soltanto rimborsi per i viaggi. L’ex pm si è difeso, come riporta il suo legale, Mario Serio, sostenendo che la nroma includa nei rimborsi anche le spese di vitto e di alloggio. Per quanto riguarda il bonus sui risultati, secondo l’accusa con un utile di 33mila euro, Ingroia si sarebbe “premiato” con una indennità di 117mila euro. E questa somma avrebbe procurato anche un deficit nel bilancio.

“Oggi sono stato convocato in Procura a Palermo per dare spiegazioni – racconta Ingroia- e ho fatto presente ai magistrati il mio stupore perché la contestazione nei miei confronti si basa su una legge del 2006 abrogata nel 2008 dalla legge 133 (art. 61, comma 12)”. Per quanto riguarda in particolare il cosiddetto premio di indennità da risultato, spiega ancora l’ex pm “si tratta di un riconoscimento previsto dalla legge in caso di raggiungimento di determinati obiettivi e serve a integrare una indennità certamente non commisurata alle grandi responsabilità in capo all’amministratore di una società come Sicilia e-Servizi, che gestisce svariate decine di milioni di euro ogni anno. Inoltre, va puntualizzato che il diritto all’indennità non me lo sono certamente attribuito io ma mi è stata riconosciuta dall’assemblea dei soci e segnatamente dalla Regione Sicilia”. Per quanto riguarda invece il capitolo relativo alle spese di viaggio Ingroia ricorda che all’atto della sua nomina ad amministratore unico della partecipata era già residente a Roma da tempo. “La legge prevede, in caso di nomina di professionisti residenti fuori sede -dice-, il rimborso delle spese di viaggio, ossia trasporto, vitto e alloggio, così confermato da più pronunce della Corte dei Conti. Spese tra l’altro contenute, come ho avuto modo di dimostrare alla Procura, sulla base di un regolamento dei rimborsi spese che io per la prima volta ho introdotto a Sicilia e-Servizi”.

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