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MAI CONFONDERE LA DESTRA CON UNA POVERA DONNA……..!!!!

26 febbraio 2017

da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

l’editoriale di Francesco Storace

26/02/2017 06:00

QUELLA SEDIA VUOTA

Non servono silenzi e incomunicabilità a destra. Cercare a tutti i costi il dialogo

QUELLA SEDIA VUOTA
Ragionamento sul rifiuto di Giorgia Meloni a partecipare al nostro congresso: ma per vincere bisognerà riunirsi per forza

Siamo felici, da una settimana a questa parte. Abbiamo ritrovato un mondo che ha ancora voglia di fare battaglia politica, nel nome di una parola d’ordine – sovranità – che simboleggia la voglia di restituire agli italiani le chiavi di casa, lo scettro della decisione.

Ma c’è anche amarezza, per un atteggiamento che non riusciamo a comprendere. Mi riferisco a Giorgia Meloni, a cui dedichiamo queste righe domenicali.

Quella sedia vuota al congresso di fondazione del Movimento nazionale per la Sovranità ci ha provocato dispiacere. Perché non uno solo degli invitati alle assise ha dato forfait, e chi non è potuto venire ci ha mandato un messaggio. Persino il Capo dello Stato ha risposto al nostro saluto istituzionale.

Giorgia Meloni no, accampa con i suoi motivi di concorrenza. Eppure, quando Fratelli d’Italia nacque scindendosi dal Pdl salvo poi allearcisi cinque minuti dopo, nessuno tra noi disse di non parlarci nemmeno. Quando nascemmo noi, la Meloni fu tra le più accanite detrattrici de La Destra, voleva farci causa per il simbolo, e la fondazione An di cui fa parte ci aveva intimato lo sfratto da via Paisiello. Ma siamo persone pazienti e con la fondazione abbiamo sottoscritto un contratto per cui paghiamo un affitto mensile – le altre sedi non lo pagano, invece – e abbiamo spesso parlato bene di lei.

Poi, ha deciso di farci una guerra personale e ha rifiutato i nostri voti alle elezioni comunali di Roma, esattamente come aveva fatto alle europee del 2014. Perché è lei a voler decidere chi può fare politica e chi no. Risultato: alle europee non raggiunse il quorum e alle comunali non arrivo’ al ballottaggio di Roma (mai successo prima).

Nel Msi e in An convivevano le personalità politiche più disparate, diverse, a tratti alternative; ma nessuno si permetteva di dire all’altro no tu no. Magari, la sfida avveniva sul consenso elettorale nella stessa lista.

Ma la Meloni faccia attenzione. Il Movimento nato domenica scorsa è presente in tutta Italia. Con il casino in atto nel Pd rischia di vincere Grillo, se l’alternativa di destra non è unita. E non se lo può permettere nemmeno lei di sabotare ogni ipotesi di vittoria in elezioni a turno unico.

Questo giornale è a disposizione della stessa Meloni, se vorrà scrivere il suo pensiero e farci capire che cosa pretende da noi. Credo che il silenzio e l’incomunicabilità fra i nostri mondi non abbiano molto senso. Non lo capirebbero neppure quegli italiani di destra che ci vorrebbero tutti uniti. Ma è chiaro ai più che non siamo noi a voler dividere, come testimoniano quei social nei quali scorre un veleno assolutamente immotivato.

Renzi è riuscito ad impedire il ritorno di D’Alema in Parlamento, ma ha perso palazzo Chigi e se non sta attento lo cucinano pure in casa Pd. Perché in politica il rispetto per l’altro è essenziale: si sono trovati su sponde opposte al referendum, ora stanno in due schieramenti diversi, ma se la sinistra vorrà vincere dovrà per forza riunirsi. E vale anche per questa parte del campo.

Francesco Storace

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