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HA LE IDEE CHIARE L’ AMICO CAMERATISSIMO E SIMPATICISSIMO MARCO VANNUCCI !!!!

22 febbraio 2017

da

Politichiamo di Marco Vannucci

 

La sentinella del cuore e dei Valori.

Pubblicato su 21 Febbraio 2017 da Marco Vannucci

La sentinella del cuore e dei Valori.

Anzitutto desidero ringraziare gli amici, e sono tanti, che mi stanno inviando messaggi chiedendomi di non mollare. La lettura di alcuni mi ha commosso fino alle lacrime, grazie di cuore a tutti. Vorrei precisare che non so ancora quel che farò, quindi niente illazioni per favore. Certo mi viene difficile pensare ad un cammino comune in un imbuto già provato e comunque lontano dal mio sentire. Se Francesco Storace, amichevolmente s’intende, mi ha definito il radicale di destra, con altrettanta amicizia ho risposto che non sono andato a Roma per sfilare la mia maglietta indossando una camicia verde, tantomeno ad esultare per un nuovo predellino. Mi ritengo un’ umile espressione della destra popolare, di quel popolo che quando piove si bagna perché non cerca ombrelli accomodanti, è il mio popolo, è il popolo fermo nella fierezza dei Valori e degli ideali. E’ più forte di me: non posso essere un paladino della classe media -che comunque rimane borghese- quando il popolo è alla fame. Nessuno me ne voglia, eppoi sono solo un camerata, ho ancora Giorgio Almirante nel cuore.

Forse la mia idea, il mio sentire, è finito insieme al Novecento. Terminato tra i libri di storia, chiuso con una sconfitta che ancora brucia nel cuore. Il terzo millennio, con la nouvelle vogue politica, nemmeno lo rassomiglia. I contrasti con i valori fondanti sono e saranno fin troppo netti per chi vorrà scalare la piramide repubblicana ed europea, obbligati, come sono e lo saranno, a dover fare i conti con una realtà azzerante delle virtù a favore di una causa più complessa fatta di dinamiche e di intrecci necessari nel percorso politico. E’ il prezzo da pagare, bellezza! Lo so, ma è un prezzo che mi rifiuto di pagare. Capisco, ma non comprendo. Sinceramente non ho nemmeno tanta voglia di capire. Sono nato nel 1956 in una casa popolare, nella periferia di Pisa, da genitori del ceto definito meno abbiente. Quindi proletari. Una famiglia toscana e proletaria, per il comune dire, equivarrebbe ad una famiglia comunista. No, i miei genitori erano fascisti. Loro avevano studiato, ma soprattutto hanno vissuto l’epoca dell’Uomo di Predappio e sapevano, eccome se lo sapevano, che la difesa della classe operaia è il valore fondante della nostra storia! Una difesa ed una classe che ci siamo visti sfilare da addosso da chi, negli anni del dopoguerra ed al di là delle chiacchiere e delle pistole, non ha mai fatto un cazzo per il sociale. Ma noi, negli anni successivi allo scioglimento del MSI, abbiamo fatto ancor meno e di peggio, altro che balle, lasciando al solo Teodoro Buontempo –ma anche a Storace- la difesa di una lotta impari. Mio padre chiuse gli occhi proprio in quegli anni. Lui, nato fascista e poi missino ma puoi cambiare mille nomi e mille simboli che per tutti sarai definito fascista per sempre. Smacchia pure ogni emblema ma quel tatuaggio rimarrà indelebile, tuo malgrado. Sarà anche per questo che stare a destra è difficile. Mio padre aveva studiato, era laureato, ma subì i lavori più umili per il suo status, ed anche perché non chiese mai niente ed a nessuno. Mio padre era un buono e la mia casa era aperta per chiunque avesse bisogno, al di là del colore politico, chiunque poteva trovare un piatto caldo od un semplice consiglio. Mio padre era una persona per bene. Mio padre era un fascista. L’unica eredità che mi ha lasciato è determinata in un attaccapanni di ferro battuto, che mi porto appresso nel mio girovagare, poiché altro non possedeva. Ma è stata l’eredità delle sue parole, dei suoi valori e della sua storia, il più bel dono che qualunque notaio non potrà mai trascrivere. Eredità  –ammetto- che mi ha condizionato negli anni successivi col mio non voler comprendere, il non voler accettare, il non voler scendere a compromessi alcuni.

Ho partecipato al congresso per la nascita del Movimento Nazionale, la nuova entità di destra nata dalla fusione de La Destra di Storace ed Azione Nazionale di Alemanno. Baci, abbracci e strette di mano. Ho pure parlato dal palco, ma questo non è importante. Si, va beh, ho ricevuto l’onore della standing ovation forse perché in sala c’erano solo i Camerati, costringendo Alemanno ad alzarmi il braccio in segno di giubilo. Gli altri, tutti gli altri, erano nella grande hall dell’albergo a tessere la tela degli accordi. Inconcepibile, per me. Ho sperato, eccome se speravo, che Storace uscisse fuori per prenderli a calci in culo. La meritocrazia e la militanza non s’accorda, s’individua. Non è successo, forse è stato in quel frangente che ho avvertito ancor più l’assenza di Teodoro Buontempo, ma tant’è… Poi, via, via, altri interventi compresi quelli di cortesia da ospiti di diverse entità, normale per un congresso, quindi la lettura del messaggio di Silvio Berlusconi ha dato il Fa maggiore alla sala. Un lampo di riflessione maligna: sono venuto per cercare casa, o per entrare in un altro casino? Tremendamente ho iniziato ad aprire gli occhi accorgendomi che la stragrande maggioranza dei convenuti era presente per assicurarsi un posto, nel solito posto dove votarono Ruby in Parlamento. Sinceramente non so cosa farò. Sicuramente continuerò nella militanza anonima aiutando coloro che chiederanno la mia consulenza gratuita, come a Palazzolo di Brescia, per esempio, dove Alessandro Mingardi –uno dei nostri- dovrà lottare contro i pseudo alleati per le prossime amministrative, ovvero il candidato della Lega Nord e quello di Forza Italia. Alla faccia di chi ti saluta con la mano nell’avambraccio per poi voltarti le spalle.

Ti aiuterò, Alessandro, perché per me il Saluto del Gladiatore vale. Come valeva per mio padre, un uomo che non ebbe mai ritorni, ma rimase fino all’ultimo giorno della sua vita una sentinella indomita dei Valori. Ma i nostri Valori!

E così farò io. Sentinella solitaria a difesa dei nostri Valori.

(Dedicato a tutti i Camerati. Quelli veri, quelli puri)

Marco Vannucci


Io e Simone con Marco Vannucci fuori dall’Hotel Marriot Park a Roma in occasione del terzo e ultimo congresso de La Destra e il congresso di fondazione del Movimento Nazionale Per la Sovranità .

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