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QUESTE COSE NON SONO MAI SUCCESSE PRIMA IN F V G !!!!!

1 febbraio 2017

LO  DICO  LO  GRIDO  E  LO  CANTO : DEBORA  SERRACCHIANI  E’  IL  PEGGIOR  GOVERNATORE  DELLA  STORIA  DEL  FRIULI-VENEZIA  GIULIA !!!!

Patrick di Majan

 

da  Messaggero  Veneto       01 febbraio 2017

 

Pensionato scrive alla Regione per un rimborso e attende la risposta per un anno

Fagagna, la domanda riguardava il riconoscimento delle spese sostenute per curare la moglie L’uomo ha chiesto anche l’intervento del presidente Mattarella, che ha sollecitato l’amministrazione

di Antonio Fracas

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FAGAGNA. C’è voluto l’intervento del presidente della Repubblica affinché un pensionato di Fagagna ricevesse una risposta dalla Regione dopo una richiesta di informazioni, legata alla concessione di un rimborso per le spese sostenute per curare la moglie, malata di Alzheimer.

Ma quando la risposta è arrivata, dopo quasi un anno, è risultata del tutto incomprensibile per via del linguaggio giuridico, chiaro solo a chi è avvocato.

La storia inizia a febbraio 2016, quando il pensionato legge un articolo su “Panorama” e apprende che, per effetto della sentenza 4558 del 22 marzo 2012 della Cassazione, «nel caso in cui oltre alle prestazioni socio-assistenziali siano erogate prestazioni sanitarie, l’attività va considerata comunque di rilievo sanitario e, pertanto, di competenza del Servizio sanitario nazionale».

Il caso era del tutto identico alla situazione vissuta dalla moglie, per dieci anni in casa di riposo tra Spilimbergo e San Daniele del Friuli, malata di Alzheimer e classificata dai medici come «persona affetta da handicap in situazione di gravità».

Il pensionato si affida a Federconsumatori e il 18 febbraio 2016 invia una raccomandata con ricevuta di ritorno alla Regione Fvg (Direzione centrale Salute) e una seconda busta all’Azienda sanitaria di Gemona. Il tutto per far presente la sentenza della Cassazione e chiedere il rimborso delle spese sostenute per mantenere la moglie in casa di riposo (oltre 100 mila euro in 10 anni.

«Mi basta la metà» ci ha precisato). Il 22 febbraio il postino consegna al pensionato il contrassegno di avvenuta ricezione della raccomandata da parte degli uffici della Regione. Passano settimane e mesi: nessuna risposta. Telefona a Trieste ma gli rispondono che non hanno alcuna raccomandata.

A inizio settembre l’ufficio di Gabinetto glielo conferma in forma scritta: «La Presidente ha ricevuto la Sua gentile nota nella quale lamenta il mancato riscontro ad una precedente lettera inviata alla Direzione Centrale Salute il 22 febbraio c.a. Dopo opportuni accertamenti, Le comunico che tale nota non risulta pervenuta presso la citata Direzione».

Così prende carta e penna e scrive al Presidente della Repubblica (7 agosto) mettendo in copia la Regione per chiedere che quest’ultima fornisca una risposta. Il Quirinale risponde il mese dopo: «Si ringrazia e si chiede di voler fornire un diretto riscontro all’interessato e a questo Servizio per conoscenza, circa l’esito della trattazione».

Poche settimane fa, il 18 gennaio, la Direzione centrale ha fatto pervenire al pensionato un documento di due pagine contenenti riferimenti normativi (l.r. 17/2014 sul riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale).

Ma lo scritto è incomprensibile per il pensionato che è stato costretto a rivolgersi ancora una volta a Federconsumatori. L’associazione ha replicato nero su bianco alla Regione facendole notare il ritardo con cui la Direzione ha informato il suo associato.

Non solo: «La risposta – si legge – non prende in esame alcuno dei punti della richiesta (in particolare non fa alcun riferimento alla decisione della Cassazione) ma si limita ad elencare una serie di circostanze che di per se stesse mettono in luce il ritardo e la scarsa attenzione al problema da parte della Direzione regionale».

«Si comunica – è la conclusione della missiva – che il nostro associato si ritiene libero di mettere in atto tutti i mezzi legittimi a sua disposizione per vedere tutelati i propri diritti».

In attesa di valutare se adire le vie legali, il pensionato (che ha speso tutti i risparmi per curare la moglie) ha una sola domanda: «Ma da chi siamo governati in Regione se per avere una risposta bisogna aspettare 12 mesi e poi nella stessa non si dice nulla?».

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