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SOLO CON LA DESTRA RISOLVEREMO QUESTI PROBLEMI !!!!

9 gennaio 2017

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Tu straccione clandestino maltratti e picchi un’ italiana?

NOI ti prendiamo e ti sbattiamo in galera per un anno intero e per un anno intero ogni giorno ti riempiamo di botte, poi, ti carichiamo su un cargo a calci in culo e ti rispediamo nel tuo Paese d’origine!!!!

Patrick di Majan

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da  ImolaOggi

Boldrini: i migranti sono l’avanguardia di uno stile di vita che presto sarà quello di moltissimi di noi
(sì, per difenderci)

Modena, 27enne rapinata e sfregiata al volto da un ghanese

 

Una ragazza italiana di 27 anni è stato medicata al volto al pronto soccorso dopo essere stata sfregiata da un  ghanese 25enne, senza fissa dimora, che è stato arrestato dai carabinieri di Modena con le accuse di rapina e lesioni.

Domenica intorno alle 2.30 – scrive la gazzetta di Modena – la ragazza e il fidanzato, entrambi in bici, sono arrivati in stazione e si sono fermati per bere un caffé al distributore automatico. Hanno così appoggiato i loro mezzi al muro e, mentre attendevano l’erogazione della bevanda, hanno notato il ladro che stava cercando rubargliele.

I due sono usciti di corsa, ma il ghanese è salito in sella e ha tentato di fuggire. Ne è nato un breve inseguimento con rapinatore che, ormai raggiunto e bloccato, ha impugnato una bottiglia di vetro, l’ha spaccata a terra e per guadagnarsi la fuga ha sferrato un fendente al viso della 27enne. Poi si è dileguato, ma una testimone ha lanciato l’allarme ai carabinieri.

La pattuglia del Radiomobile si è subito portata sul posto e in pochi minuti ha rintracciato lo straniero arrestandolo. La donna ferita è invece stata trasportata in ospedale: se la caverà con qualche giorno di prognosi.

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da  IL  GIORNALE.IT

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Violentata e picchiata dal fidanzato musulmano: l’uomo pubblicava le foto su Fb

La ragazza è riuscita a raccontare quello che ha subito solo dopo l’arresto del suo compagno

Halil Cetinkayali, un 30enne musulmano, diceva di amarla e invece la picchiava brutalmente pubblicando poi le foto dei lividi su Facebook.

Atlanta Hammond, una 21enne di Braintree, in Inghilterra, ha vissuto un incubo quando aveva solo 18 anni. Come riporta il Daily Mail, era il 2013 quando si innamorò di Halil. “All’inizio mi faceva sentire una principessa – ha raccontato Atlanta – Poi, in breve tempo, ho capito di essere finita in un incubo. Lui aveva il totale controllo su di me. Mi ha fatto lasciare il lavoro per rispetto verso la sua religione e mi impediva di vedere i miei amici e la mia famiglia. Poi la situazione è precipitata: quando, cercando online, ho scoperto che stava usando un alias e che era ricercato dalla polizia, l’ho affrontato chiedendo chiarimenti, ma lui mi ha picchiata ferocemente. Da quel momento la mia vita si è trasformata in un inferno. Non potevo dire una sola cosa sbagliata, replicare, parlare con nessuno se non volevo finire per essere picchiata”.

E ancora: “In più ho scoperto che pubblicava online le foto delle ferite e degli ematomi corredandole con una didascalia: Ecco la donna che ho tradito e picchiato per due anni. Una notte ho tentato di fuggire, ma lui mi ha raggiunta mentre cercavo di salire su un taxi: per questo mio tentativo di abbandonarlo, sono stata punita con una coltellata a un fianco. L’ho denunciato, ma ormai lui aveva il controllo totale della mia mente e alla fine ho ritrattato”.

Ad Atlanta, però, basta poco per capire che il ritiro della denuncia è stato un errore. La sera stessa in cui è stato rilasciato, Halil le ha mostrato un video in cui la violentava mentre dormiva. E poi il ricatto: se avesse nuovamente provato a fuggire o a chiamare la polizia quelle immagini sarebbero state pubblicare in rete.

A quel punto Atlanta è scappata, interrompendo ogni contatto con Halil. Fino al giorno in cui il suo aguzzino si è fatto trovare steso sul divano della sua nuova casa. Atlanta tenta di fuggire, ma l’uomo l’ha raggiunge picchiandola brutalmente per strada. I vicini, che hanno assistito alla scena, chiamano la polizia e finalmente Halil viene arrestato.

Una volta certa della detenzione dell’uomo, Atlanta è riuscita a raccontare tutto quello che aveva dovuto subire. Ad aprile Halil è stato condannato a 19 anni e otto mesi di carcere.


Così il centro di Ferrara è diventato una casbah

Spaccio e prostituzione controllati dai migranti. Edifici occupati dove regna il degrado

Ferrara – «Ciao, hai roba?» gli chiediamo mentre passa lento accanto a noi in bicicletta. «Insomma, hai coca?», insistiamo. Il nigeriano si ferma, ci scruta guardingo, poi si volta per capire se siamo della polizia.

Sembriamo una normale coppia in cerca di una dose per sballarsi un po’. Il giovane africano annuisce e ci chiede di aspettarlo lì, poi se ne va e ci lascia nel parco di viale 4 Novembre, circondati da anziani che passeggiano col cane, mamme con bambini e ciclisti della domenica. Siamo in zona Gad, un’area residenziale nel cuore di Ferrara. Passano cinque minuti e l’uomo torna. «Sono 20 euro», ci dice. Glieli allunghiamo e mentre li prende ci passa nella mano una pallina. «Se ne volete altra chiamatemi», ci dice. Inizia a dettarci il numero, poi per far prima ci prende il cellulare e lo segna lui direttamente. «E se volessimo eroina?», domandiamo. «Ho tutto», risponde. «Anche in diverse dosi?», diciamo poi. «Sì, quanta ne vuoi», dice quasi soddisfatto. «E l’eroina quanto costa?», gli chiediamo ancora. «Dipende, un grammo 100 euro», ci informa. E poi prosegue assicurandoci che è roba buona, che è «sua», che non arriva dal grattacielo vicino alla stazione. «Chiamatemi», ripete prima di andarsene. Insomma, lo spaccio a domicilio. Tu chiami il contatto e lui viene a casa a portarti cocaina, fumo, eroina, come ti portasse una pizza.

È l’altra faccia della città degli Estensi, quella del degrado che non è che la derivazione di un’immigrazione incontrollata che sta diventando la piaga dell’Italia. Al grattacielo di viale Costituzione, a due passi dalla stazione, vivono più di 300 persone. Tutte africane, per lo più nigeriani. Tutti si lamentano di quel viavai di migranti che si pagano anche l’affitto, ma che hanno reso off limits un edificio che è ormai simbolo di delinquenza e irregolarità. Neanche la polizia, ci dicono, entra più a vedere che vi succede. All’interno prostituzione, spaccio, liti continue sono all’ordine del giorno.

Ieri a Ferrara, per rendersi conto di quella che è stata una segnalazione della Lega Nord locale, è arrivato anche il segretario generale del Sap (sindacato autonomo di polizia), Gianni Tonelli, per il quale è «irresponsabile consentire che si possano creare queste sacche di criminalità e zone franche in città come Ferrara. Anche perché si parla tanto di rischio terrorismo e poi non si possono controllare situazioni del genere. Noi ci mettiamo la vita, voi ci dovete sostenere».

E sull’argomento è intervenuto anche il responsabile del settore immigrazione del partito del Carroccio di Ferrara, Nicola Lodi, che ci ha accompagnati ad acquistare la dose di cocaina che poi abbiamo disperso nel prato, dopo aver aperto con la fiamma di un accendino la plastica che la conteneva.

«Ferrara ormai è allo sbando – spiega – si va dalle occupazioni abusive allo spaccio in pieno giorno. Troppi attacchi alle forze dell’ordine, troppa violenza. La Lega ha sempre protestato, ma serve un segnale importante. L’amministrazione continua a lasciare allo sbando questa zona, nonostante le numerose segnalazioni».

 

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