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MA CHI ABBIAMO AL GOVERNO ????

4 gennaio 2017

Siamo invasi da clandestini che sputano il nostro cibo, che pretendono, odiano la nostra religione, non vogliono vedere le nostre donne in spiaggia in bikini, distruggono i nostri Presepi, protestano più che possono, sequestrano 25 operatori sociali e invece di essere riempiti di botte e sbattuti in galera vengono trasferiti in hotel………..!!!!

Se erano italiani, avrebbero avuto lo stesso trattamento?

Cosa aspettiamo a fare una rivoluzione e a prendere a calci in culo tutti i TRADITORI del popolo italiano e a dimostrare a questi straccioni parassiti clandestini chi comanda in casa nostra rispedendoli nei loro paesi d’origine????

Aspettiamo forse che ci scannino o ci schiavizzino????

Patrick di Majan

 

da  AFFARITALIANI.IT

 

Rivolta migranti, in 100 trasferiti dal Veneto all’Emilia<!– –>

Muore una ragazza, rivolta nel centro accoglienza di Cona in provincia di Venezia: i profughi assediano per ore 25 operatori

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È tornata la calma nel centro di prima accoglienza di Cona, nel Veneziano, teatro di una protesta dei migranti che la scorsa notte si sono barricati in alcuni container e hanno bloccato all’interno 25 volontari, poi liberati. I disordini erano scoppiati a causa della morte improvvisa di una giovane donna della Costa d’Avorio, Sandrine Bakayoko, 25 anni, in attesa di una risposta alla domanda di asilo politico. L’autopsia ha in seguito rivelato che la donna è morta per una trombo-embolia polmonare. Del tutto escluse ipotesi legate a fatti violenti o a malattie virali contagiose. In giornata il ministro dell’Interno Marco Minniti ha disposto il trasferimento di circa cento migranti, attualmente ospitati nel centro, in strutture presenti in Emilia Romagna. Il trasferimento avverrà domani mattina.

La protesta è esplosa dopo che i migranti avevano denunciato un ritardo nei soccorsi che avrebbero dovuto aiutare la donna. Colta da malore intorno alle 8 del mattino, i soccorsi sarebbero arrivati solo alle 14. Dall’ospedale di Piove di Sacco fonti sanitarie affermano che l’automedica è partita non appena è giunto l’allarme. All’arrivo i sanitari hanno trovata la giovane ivoriana riversa in bagno, priva di conoscenza. Subito sono iniziate le manovre rianimatorie e la paziente è stata portata al Pronto Soccorso piovese, dove però è arrivata priva di vita.

La situazione è poi degenerata: la protesta è diventata rivolta, con mobili e oggetti dati alle fiamme. Uno scenario che ha costretto gli operatori del centro a cercare rifugio nei locali della struttura, dove sono rimasti poi bloccati per ore e liberati solo nella notte, poco prima delle 2. Tra loro anche due medici e un’infermiera. Si sono allontanati in auto, alcune colpite dai manifestanti. Secondo le prime dichiarazioni tutti stanno bene anche se hanno trascorso momenti di paura quando all’esterno dei loro rifugi molti migranti avevano iniziato a colpire le pareti con bastoni e spranghe. Allo scoppio della protesta si erano chiusi e barricati in alcuni container e negli uffici amministrativi della struttura.

Terza rivolta in un anno. All’interno del cpa di Cona, una ex base missilistica, trovano rifugio circa un migliaio di migranti. Le proteste di ieri non sono le prime andate in scena nell’hub, anche se sono state le prime con un accento violento con l’utilizzo di fuochi e di minacce. Il 30 agosto scorso una cinquantina di migranti avevano manifestato in strada per protestare contro i lunghi tempi di evasione delle pratiche per le richieste di asilo. In quella occasione tuttavia si era trattato di un sit in pacifico controllato dalle forze dell’ordine.

In precedenza, il 27 gennaio dello scorso anno un centinaio di migranti, su un totale in quel momento di 600 contro i 900 di oggi, era sceso in strada per protestare contro il livello di assistenza loro offerto nella struttura. Senza creare particolari tensioni, avevano occupato parte della strada cercando di richiamare l’attenzione sui problemi soprattutto igienico sanitari della struttura, sottolineando il fatto di essere in troppi rispetto alla capacità di accoglienza della ex base.

Le parole del prefetto. Proprio ieri il prefetto di Venezia, da poco insediato, Carlo Boffi, aveva parlato della situazione dei migranti. “La zona deve sostenere un peso rilevante di migranti, per cui spero di riuscire ad alleggerirne la presenza in questa zona, vedendo se è possibile una distribuzione diversa”.

“In generale – ha affermato Boffi – il problema delle migrazioni è il problema dei problemi, per l’Italia e l’Unione europea, un fenomeno biblico estremamente complesso, anche perché il nostro Paese ha il problema di essere una piattaforma sul mare e quindi non si possono tecnicamente chiudere le nostre frontiere. E il problema vero è quello legato al rimpatrio delle persone irregolarmente presenti sul territorio, essendo necessari degli accordi internazionali specifici”.

Tornano a parlare della situazione veneta, Boffi ha sottolineato che il suo predecessore, Cuttaia, “mi ha spiegato come la soluzione-Conetta – ha osservato – sia stato il male minore, una scelta necessitata dalla situazione contingente, visto che sarebbe stato molto più pericoloso lasciare circolare indiscriminatamente i migranti sul territorio”.

Momenti di tensione a Verona per una protesta di un gruppo di richiedenti asilo scesi in strada per denunciare le cattive condizioni dell’ostello in cui sono ospitati e la qualità scadente del cibo. I manifestanti hanno rovesciato alcuni cassonetti e hanno bloccato la circolazione. La polizia ha deviato il traffico, mezzi pubblici compresi, fino a quando la situazione non è tornata alla normalità.


da  BLOG IL GIORNALE.IT

 

Rimandiamoli a casa loro!

 

Mercoledì 4 gennaio 2017 – Santa Angela da Foligno – a casa, in Calabria

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“Sei la voce di Colui che grida nel deserto”, mi dice la mia anziana insegnante, incontrata per caso davanti alla porta del “giornalaio”. “Però, stai attento, figghjiu, ché quelli non scherzano: non vedi come ci stanno ammazzando? E qui siamo pieni di questi Caini…” Allunga la mano un po’ incerta verso il mio viso e mi accarezza come una mamma. Come se non fossero passati quei quasi cinquant’anni, da quando mi interrogava alla lavagna… Commosso, la bacio di slancio sulle guance. E Le auguro lunga vita. Perché mi ha regalato un paragone, che non merito, con Il Battista. Il Santo che amo sopra tutti. Il Messaggero. “L’Altro” del giorno del Magnificat. Di quell’incontro di due Donne chiamate a segnare la Storia dell’Umanità. Prima e dopo del Loro divino abbraccio parentale.

No, non credo di essere LA voce di chi grida nel deserto, ma UNA delle tante voci che cercano di rompere questo silenzio soffocante come un gel che si insinui nella gola. Sono uno dei TANTI NOI, che non vogliamo arrenderci a questa vigliaccata del tentato imbastardimento, se non sostituzione, della nostra Civiltà. Occidentale e Cristiana.

Sono uno, misero umano e carico di errori, dell’esercito di Gesù, pronto a combattere fino a sporcarmi, pur di mantenere immacolato l’Altare. Il Messaggio. Il Comandamento messo in pericolo dalla stupidità, dalla menzogna, dall’avidità, dal tradimento, dalla miscredenza. Dagli infedeli.

Migliaia di giuda fra noi, travestiti da buoni discepoli, sì!, stanno svendendo la nostra VITA agli invasori senza nome e senza carte. E centinaia di migliaia di pirati, finti profughi e consapevoli di cosa fare fin dall’arrivo, arroganti e con schiave finte sante e finte mamme al seguito,  grassi come quaglie e forti come querce centenarie, invitati da malfattori col nostro sangue loro complici e nostri nemici, sbarcano sulle nostre spiagge, nei nostri porti, senza farsi riconoscere, con un solo intento: ammazzare la nostra Storia, crocifiggere ancora il nostro Dio, sventrare le nostre madri, sorelle e figlie. Odiandoci senza che ci siamo mai macchiati di alcuna colpa nei confronti loro o delle sette generazioni antecedenti alla loro. Odiandoci e basta.

Odiano il nostro pane. Che pretendono. La nostra carne. Che sputano. La nostra Libertà. Che incatenano.

Pisciano e cacano lungo le nostre strade. Ci strappano le case. Distruggono le nostre Opere d’Arte. Annichiliscono le nostre lotte sociali. Seminano droga, prostituzione, violenza, terrore e morte ovunque.

Sono i CLANDESTINI scansafatiche e  senzadio e i TERRORISTI ISLAMICI a piede libero, imposti alla povera gente dall’Unione Europea. Dai burocrati corrotti e dai massomafiogovernanti venduti, ciechi e sordi alle nostre tragedie per lurido interesse personale e di porca casta. Plotoni, falangi di nullafacenti, che mentono sui veri motivi delle loro fughe, sbarcano con, in tasca, gli smartphone  e i numeri di telefono dei complici già attivi in Italia, dopo essere stati caricati dalle navi della nostra Marina a due onde dalla battigia africana.

Cacciamoli via dalle nostre vite, ‘sti bugiardi!  Dimentichiamo le inutili ed inefficaci buone maniere e sbarriamo le porte delle nostre case. Disobbediamo alle assurde pretese di integrazione (nostra a loro)!  Evitiamo i loro banchi al mercato. Non entriamo nei loro bazar fuorilegge. Non li imitiamo a tavola. Non sostituiamo coi loro colori e i loro vestiti il nostro vestire. Nettiamoci la mente dalle contaminazioni, come le chiamano loro. Non vergogniamoci di Ciò che siamo. Anzi! Difendiamo la nostra Identità e rigettiamo il tentativo di meticciarla. Oggi, o mai più!

E’ cronaca continua, e in questi giorni sempre più violenta, di quotidiani atti di violenza commessi da clandestini senza identità a danno di “volontari e cooperanti” dei centri d’accoglienza. Dall’estremo Nord della piangente Serracchiani fino alla deludente Sicilia del dichiarato Crocetta, è tutta una rivolta, una presa in ostaggio, un pestaggio. Per non parlare dei mille e mille orrendi reati commessi, senza pietà, da migliaia di “risorse boldriniane” in giro per le strade, dal Comune più piccolo in cima alle Alpi fino alla Metropoli più popolosa nella valle più ampia, su tutto il territorio nazionale.

Inattesi e flebili segnali di risveglio, sembra, arrivano finalmente dal “Palazzo”: in queste ultime ore si comincia a parlare di rimpatri di massa. Beh, Dio lo voglia! Anche se, ormai deluso da tutto e tutti, temo si possa trattare dell’ennesima bufala istituzionale in vista delle prossime elezioni politiche, nell’attesa che a rompere gli indugi sia proprio il Popolo Italiano esasperato…

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