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SOLIDARIETA’ A CHI LA MERITA E UN VAFFANCULO A CERTI PENNIVENDOLI PREZZOLATI !!!!

3 gennaio 2017

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Se avessero messo una bomba in un qualsiasi circolo di sinistra, certi media, oggi più che mai asserviti al regime, avrebbero scatenato il finimondo.
La nostra SOLIDARIETA’ va anche all’artificiere della Polizia di Stato, il quale, nell’adempimento del proprio dovere, ha perso una mano e un occhio.

Un caloroso CREPA, va a tutte le zecche straccione e drogate dei centri sociali, che sono convinti che ammazzare uno di destra non sia un reato e a tutti i media che li coccolano tanto!!!!

Patrick di Majan

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ecco un piccolo esempio di come la pensano le teste di zecca sociale :

 

da  Il Gazzettino

 

Insulti su Facebook all’artificiere che ha perso mano e occhio: denunciato

 

PADOVA – Il sindacato di polizia Ugl presenterà a Padova, nella prossime ore, una denuncia contro un padovano che in Facebook ha usato parole ingiuriose contro l’artificiere della polizia di Stato rimasto ferito dallo scoppio di un ordigno ieri mattina a Firenze. «Abbiamo dato mandato al nostro avvocato – ha detto il segretario generale Valter Mazzetti – di procedere legalmente in ogni sede per ridare la giusta dignità umana e professionale al collega che ha portato serie lesioni permanenti». La decisione è stata presa dopo che sul profilo Fb dell’utente, del quale l’Ugl dice di conoscere l’identità, sostenendo che costui era stato candidato in passato alle elezioni comunali a Sant’Elena d’Este, sono apparsi vari post offensivi contro l’agente e la polizia. Si leggeva, tra l’altro, “Solo uno?, peccato che non sia morto”, “ovviamente è una bufala; se li fanno da soli questi finti attentati per far presa sulla popolazione demente e poi fare leggi anti libertà”.

Centinaia di poliziotti (420 solo in un’ora) hanno fatto segnalazioni agli amministratori di Fb, che ha poi rimosso il post. «Sembra assurdo e ci lascia veramente esterrefatti, oltre che profondamente indignati – dice Mazzetti – vedere come ci siano persone così miopi o condizionate culturalmente e ideologicamente da non vedere il grande e difficile lavoro che quotidianamente svolgono le forze dell’ordine al servizio della democrazia per mantenere la convivenza sociale più sicura e rispettosa possibile. Un lavoro che, troppo spesso, purtroppo, è costato sacrifici immani, anche estremi, per i poliziotti e per i loro genitori, mogli, mariti, figli. Un lavoro complesso, il nostro, per cui la dignità umana e professionale del poliziotto, come nel caso di specie, viene brutalmente violentata da quella che considero solo una miseria dell’animo umano».

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