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DIPENDE SOLO DA NOI !!!!

3 gennaio 2017

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Con questi incapaci e disonesti governanti, il nostro destino è uno solo : marcire sotto terra!!!!

Se invece vogliamo avere e dare un futuro migliore alle giovani generazioni italiane (non negre), dobbiamo “rimboccarci le maniche”……… SUBITO !!!!

Patrick di Majan

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da  VOX  NEWS

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MINNITI RIDICOLO, SBARCANO ISLAMICI: NESSUNO SE NE ACCORGE

 

Minniti ha millantato un “giro di vite” contro i clandestini. Puttanate. Siamo al secondo giorno dell’anno e già abbiamo passato i mille clandestini sbarcati.

Primo sbarco del 2017 lungo le coste del sud Sardegna. Oggi pomeriggio un barchino con a bordo 15 algerini è approdato a Capo Sperone, nel comune di Sant’Antioco. E nessuno se ne è accorto: potevano avere mitra e bombe e assaltare il paese. I clandestini si sono allontanati a piedi dalla costa raggiungendo la strada, dove sono stati notati da alcuni passanti che hanno chiamato il 113. Sul posto sono arrivati gli agenti del Commissariato di Carbonia.

Gli algerini, tutti uomini giovani, sono stati trasferiti nelle strutture ricettive dell’isola. Il barchino utilizzato per la traversata non è stato trovato, gli islamici sbarcati potrebbero essere stati centinaia.


da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

L’editoriale di Francesco Storace

03/01/2017 05:50

2018…

Guai a far decidere dal popolo chi deve governarci. Anticipazione semiseria del pensiero quirinalizio

2018...
Ecco che cosa dirà Mattarella nel messaggio agli italiani del prossimo anno: ‘Si vota solo se vinciamo noi’

 

Il Giornale d’Italia è riuscito ad avere in anticipo rispetto a tutti gli altri media nazionali il discorso che Sergio Mattarella pronuncerà il 31 dicembre 2017.

“Care italiane e cari italiani, lo scorso anno sono riuscito a non farvi votare perché sapevo che non eravate in grado di farlo. E poi dovevo compiere una missione: anche se Renzi e’ ancora convinto di essere un superuomo, se vi avessi mandato al voto oggi sarebbe Beppe Grillo il capo del governo da un anno. E forse nemmeno io sarei qui, perché mandato in esilio.

Ho fatto bene ad ascoltare i buoni consigli di Giorgio Napolitano, anche se continua a pensare di stare ancora al Quirinale. Ha vent’anni piu’ di me, ma crede di essere più giovane. Per il mio predecessore, il popolo italiano non deve votare mai, e nemmeno ritenere che con con il voto si possa cambiare. E poi, diciamolo, perché bisogna cambiare?

Lo so bene che dall’ultimo mio messaggio agli italiani si sperava nella data delle elezioni anticipate, magari fissando un termine entro il quale si sarebbe dovuta approvare la nuova legge elettorale, e svolgendo anche le primarie.

Ma Renzi era senza partito; Berlusconi era senza voti; Grillo era senza testa. E siccome con Salvini non vado d’accordo, ecco perché non vi ho fatto scomodare ai seggi per far decidere a gente come voi da chi essere governati.

Ora stiamo studiando la Costituzione e le sue possibili interpretazioni. È vero che la legislatura procede verso il termine naturale, ma non credo di poter fare a meno con naturalezza di un gentiluomo come Paolo Gentiloni – nomen omen – che mi fa fare quello che voglio nel risiko del potere.

Abbiate pazienza, dunque, e vi porteremo alle urne non appena saremo certi del risultato che tributerete a chi lo merita, cioè a noi e a nessun altro.

Non vogliamo assolutamente rischiare che le nostre parole vuote sulla disoccupazione si trasformino realmente in fatti veri che possano contraddire i diktat di Angela Merkel sulle politiche sociali. Lei stessa, d’altronde, ha provato sulla sua pelle che cosa significa democrazia e anche sul suo esempio dobbiamo rinsaldare i valori alla base della nomenklatura.

Quando sentiamo mettere in discussione la risorsa chiamata immigrazione clandestina, il nostro pensiero e’ sconvolto dall’orrore di una politica che possa dire basta all’invasione: l’Italia ha il dovere di accogliere sempre più stranieri, anche per aiutare quelle povere cooperative che non saprebbero più, altrimenti, come ricavare quattrini a iosa.

Andremo alle urne quando saremo certi che nessuno vorrà proporre l’uscita dell’Italia dall’euro, una moneta a cui siamo affezionatissimi visto che nelle nostre tasche ce ne sono moltissimi esemplari e non capiamo perché gli italiani se ne siano disfatti. Siamo certi di trovare così il consenso del nostro popolo. E se non ci fosse, in fondo ne saremmo comunque contenti: l’importante è che nessuno sieda al posto nostro. L’Italia ha troppo bisogno di noi e noi non saremo mai così egoisti dal privare gli italiani della nostra raffinata intelligenza. Bye, popolo bue”.

Francesco Storace

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