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ASCOLTAMI O SIGNORE !!!!

27 dicembre 2016

Io non ho mai pregato tanto nella vita e sinceramente non so se ne sono ancora capace, in compenso, non Ti ho mai chiesto niente . Dal momento che chiedere è lecito e rispondere è cortesia, Ti prego : liberaci dalle teste di cazzo e dai comunisti, lasciami la salute per poterli combattere sempre e vedi di scegliere meglio i Tuoi rappresentanti in terra……..!!!!

Patrick di Majan

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da  IL  GIORNALE.IT

 

“I poliziotti? Solo due fascisti. E sono buoni solo se morti”

Un ex consigliere di sinistra a Marzabotto pubblica un post contro gli agenti che hanno ucciso il terrorista Anis Amri

“Non esistono fascisti buoni vivi”. Il ritornello, ormai scontato, è sempre lo stesso. In molti a destra c’avranno pure fatto il callo, sentendoselo ripetere più o meno ogni qual volta sorge il sole.

La novità è che ora a finire nel mirino degli “antifascisti militanti” ci sono i due poliziotti che hanno ucciso il jihadista di Berlino, Anis Amri.

Le famiglie di Cristian e Luca sono da giorni sotto scorta. Si tema che l’Isis o qualche lupo solitario possa decidere di vendicare il “fratello musulmano” freddato da un colpo di pistola nella notte del 22 dicembre. L’Italia si è stretta attorno ai suoi poliziotti, bravi nel tenere il sangue freddo durante un normale controllo di routine. Per gli italiani sono “eroi”, o qualcosa di simile. Ma non per tutti.

Gli antifascisti infatti non perdonano a Cristian e Luca le foto pubblicate su Facebook con le effigi del Duce, il saluto romano e le frasi contro l’immigrazione. Dante Franchi, ad esempio, li vorrebbe morti. Perché fascisti. Ex consigliere comunale di Rifondazione a Marzabotto (Bologna) e almeno fino al 2015 impegnato a vario titolo nella lista “L’Altra Emilia Romagna” (con un eletto in consiglio regionale), Franchi ha espresso il suo pensiero sulla pagina Facebook pubblica “Bar Diavolo”. Tre punti, sintetici e diretti: Uno: “Un fascista resta un fascista anche se ammazza un terrorista”; due: “Una Repubblica democratica con un Costituzione Antifascista non dovrebbe affidare la propria sicurezza a fascisti, neppure se sparano bene”; Tre: “Non esistono fascisti buoni vivi”.

Risolvere l’equazione non sembra poi così difficile: i due agenti di Sesto San Giovanni sono fascisti, un fascista buono è un fascista morto, quindi è bene che i due agenti muoiano. O sbaglio?


“Fabrizia morta perché emigrata”. Vescovo non nomina mai l’islam

Monsignor Angelo Spina, vescovo di Sulmona, dà colpa alla disocuppazione per la morte di Fabrizia Di Lorenzo. Non ai jihadisti

Nessuno ha osato citare l’islam. Mai. Nemmeno quando si riferiscono a Anis Amri vicino alla parola “terrorista” osano apporre il giusto aggettivo “islamico”.

Non lo hanno fatto il Vescovo di Sulmona, il sindaco né il presidente Pd della Regione Abruzzo durante i funerali di Fabrizia Di Lorenzo, l’unica italiana rimasta uccisa dalla furia islamica a Berlino.

Sì, perché è di questo che si parla. Di islam. Non di altro. Secondo il Vescovo Angelo Spina, invece, ad uccidere Fabrizia sarebbe stata la disoccupazione, o meglio il dover avuto “lasciare questa terra che non riesce a dare speranza a questi giovani per il lavoro”. L’emigrazione, capito? Mica l’islam e i jihadisti. A proposito, piccola parentesi: com’è che per i nostri giovani sarebbe giusto permettergli di trovare un’occupazione nel loro Paese, mentre per i migranti che vengono dall’Africa bisogna accoglierli e non “aiutarli a casa loro”?

Chiusa parentesi. Il 19 dicembre ad ammazzare Fabrizia non è stato un tir impazzito, una fatalità, un incidente stradale. Ma un soldato di Allah. Mettiamocelo in testa. Sergio Mattarella ha parlato di “una nostra giovane connazionale rimane, all’estero, vittima della insensata ed esecrabile violenza del terrorismo”, senza mai però specificare che oggi l’unico terrorismo internazionale ad uccidere è quello islamico. Il presidente della Regione Abruzzio, Luciano D’Alfonso, di “una terribile e insopportabile vicenda di sangue”, come se fosse capitato quasi a caso. Per errore o casualità.

 

 

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