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19 dicembre 2016

da  IL  GIORNALE.IT

 

Poletti contro i cervelli in fuga: “È meglio non averli tra i piedi”

Poletti contro i giovani che lasciano l’Italia per cercare lavoro all’estero: “Non è che qui sono rimasti 60 milioni di ‘pistola’”. Scoppia la polemica

Giuliano Poletti non li vuole tra i piedi. È stato sin troppo chiaro. A colloquio con i giornalisti a Fano, come riporta l’Ansa, ha attaccato a testa bassa i 100mila giovani che se ne sono andati dall’Italia perché non sono riusciti a trovare un buon lavoro.

“Non è che qui sono rimasti 60 milioni di ‘pistola’”, ha detto il ministro del Lavoro innescando una polemica durissima. “Visto che i giovani hanno votato in massa No al referendum costituzionale – ha tuonato Pippo Civati – la linea di Poletti è quella di fargliela pagare con dichiarazioni insulse e rancorose”.

Poletti difende a spada tratta il Jobs Act del governo. Lo fa nel giorno in cui l’Inps ha certificato il fallimento della riforma del lavoro voluta da Matteo Renzi. Se, infatti, da una parte sale l’uso dei voucher per le prestazioni occasionali, dall’altra diminuiscono le assunzioni stabili. Tanto che il ministro si è visto costretto ad aprire alla possibilità di rivedere le norme sui voucher. Un’apertura che, però, gli ha dato l’occasione per attaccare a testa bassa i giovani. “Intanto – ha sostenuto – bisogna correggere un’opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei ‘pistola’. Permettetemi di contestare questa tesi”. Quindi la stoccata: “Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”. Detto questo, ha concluso il ministro del Lavoro, “è bene che i nostri giovani abbiano l’opportunità di andare in giro per l’Europa e per il mondo. È un’opportunità di fare la loro esperienza, ma debbono anche avere la possibilità di tornare nel nostro Paese. Dobbiamo offrire loro l’opportunità di esprimere qui capacità, competenza, saper fare”.

Già un paio di mesi fa, durante un intervento in Toscana, Renzi aveva criticato “la retorica della fuga dei cervelli. Parlando dalla scuola superiore “Sant’Anna”, poco prima di partire per la cena negli Stati Uniti con il presidente Barack Obama, l’allora prtemier aveva attaccato: “Non continuiamo con la retorica della fuga dei cervelli. Il punto centrale è che bisogna trovare il modo di essere attrattivi”. E aveva, infine, concluso: “Bisogna aprirsi alla competizione internazionale, trovare il modo di essere attrattivi”. Oggi come allora in molti si sono schierati a difesa dei giovani che non trovano uno spazio nel mondo del lavoro in Italia. “Penso che andrebbe bene se ci togliessimo dai piedi Poletti”, ha commentato lapidario Nichi Vendola. La selva di proteste ha, quindi, spinto Poletti a correggere il tiro: “Mi sono espresso male…”.

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