Skip to content

BISOGNA BUTTARE FUORI LE PORCHERIE ROSSE DALLE ISTITUZIONI E DALLE SCUOLE !!!!

19 dicembre 2016

15541153_624277814422985_7959562548343569442_n

12219323_1510217015972709_7887103058856593684_n

 

da  IL  GIORNALE.IT

 

Brescia, a Natale la scuola proibisce di pronunciare il nome “Gesù”

Fa discutere la scelta di una dirigente scolastica che ha censurato la parola “Gesù” dal testo di un canto natalizio per bambini. Proteste del sindaco

Che senso ha far eseguire i canti natalizi se poi dai testi viene censurato il nome di Gesù? Se qualcuno ha una buona risposta, lo segnali perché noi non ne troviamo.

Eppure è quello che è successo a Pontevico, in provincia di Brescia, dove la dirigente scolastica delle scuole elementari ha riscritto il testo della canzone “Canta perché è nato Gesù”. La nuova versione rivista e corretta recita ora “Canta perché è festa per te”.

Naturalmente un omaggio al politically correct imperante. Una decisione motivata dalla volontà di “non offendere i bimbi delle altre religioni”.

“Gli spettacoli – spiega la dirigente scolastica Paola Bellini – sono stati organizzati all’interno di un progetto di propedeutica in collaborazione con il Corpo bandistico Alessandro Vattrini. Non saranno eventi di Natale, ma manifestazioni musicali nelle quali i bambini canteranno dei brani che richiamano temi universali come quelli di pace e solidarietà.”

Una scelta controversa, che vede contrario anche il sindaco del paese Roberto Bozzoni: “In virtù di un non ben precisato pluralismo e di una accoglienza generalizzata – chiosa il primo cittadino – si finisce per cancellare le nostre tradizioni e i valori nei quali la nostra comunità crede da sempre. Non mi sembra una strada percorribile e, soprattutto, accettabile.”


Alunni a scuola senza merenda. “Così capiscono cos’è la fame”

Il preside di una scuola elementare di Thiene difende l’iniziativa: “Fa parte di un progetto educativo”. Ma scoppia la polemica

“Così capirete anche voi cosa significa provare i morsi della fame.

Una scuola elementare di Thiene, nel vicentino, ha lanciato il Il “No merenda day”. A quindici bambini, come ha raccontato nei giorni scorsi il Gazzettino di Vicenza, è stato vietato di mangiare la merenda per sentire sulla propria pella cosa provano i coetanei che ogni giorno non possono mangiare a sufficienza. Un’iniziativa che ha trovato numerosi voci contrarie e ha portato a sollevare una vivace polemica.

Il preside della “Zanella” dio Lampertico ha chiesto a tutti i 140 alunni di portare da casa soltanto una bottiglietta d’acqua e 50 centesimi. Tutti i soldi sono stati, poi, raccolti in un unico salvadanaio e il ricavato verrà destinato a una scuola in Libano dove studiano i bambini scappati dalla guerra civile in Siria. “Questa iniziativa fa parte del progetto ‘Uno sguardo verso l’altro’ inserita nel piano dell’offerta formativa”, ha spiegato al Corriere della Sera il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo, Francesco Crivellaro. “Chi ha voluto comunque mettere la merenda nello zaino del proprio figlio è stato libero di farlo – ha poi spiegato – nessuno ha posto obblighi”.

Non tutti i genitori hanno condiviso l’iniziativa a sostegno dei bambini siriani. Alcuni genitori si sono lamentati. Non certo perché i soldi sono stati devoluti ai piccoli scappati dalla guerra civile in Siria ma perché, a loro dire “non è con queste iniziative che si può comprendere la fame”.

Annunci

From → Uncategorized

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: