Skip to content

BISOGNA SMETTERLA DI PARLARE E COMINCIARE AD AGIRE…….!!!!

11 dicembre 2016

15355671_1371215092923308_4870259858957043383_n

Mattarella ha fatto vincere il si’ una settimana dopo

 

da  IL  GIORNALE.IT

 

Mattarella non ci fa votare Il governo sarà senza scadenze

Il capo dello Stato: prima delle urne legge elettorale e ricostruzione post sisma. Gentiloni verso l’incarico

I l Colle ha carta bianca, giura Luigi Zanda. «Deciderà il presidente. Noi gli abbiamo assicurato il nostro sostegno alla valutazione che riterrà più opportuna».

Il Pd non fa nomi e del resto non ce n’è bisogno perché il nome è già sul tavolo da un paio di giorni. Ma per l’incarico a Paolo Gentiloni manca l’ultimo metro. «Nelle prossime ore valuterò e prenderò le iniziative necessarie per la soluzione della crisi», annuncia il capo dello Stato al termine delle consultazioni. Il presidente oggi farà un estremo tentativo per convincere Matteo Renzi ad accettare di restare a Palazzo Chigi, poi convocherà il ministro degli Esteri e chiuderà la partita. C’è fretta, spiega, l’Italia «ha bisogno in tempi brevi di un governo nella pienezza delle sue funzioni».

Sotto dunque con l’Avatar, come lo ha chiamato Grillo? Non ha scelta Sergio Mattarella, nel senso che il Pd non gliene ha data un’altra. Irremovibile, pare, Renzi sul passo indietro, impraticabile il governo istituzionale, impossibile andare subito al voto se prima non si «armonizzano i sistemi elettorali», ecco che Gentiloni diventa il punto di caduta, la mediazione possibile per risolvere il rebus senza far deflagrare i contrasti e le nette divergenze di visione tra Quirinale e Nazareno.

Certo tutto può ancora succedere perché non tutto è stato chiarito. Il primo giro di consultazioni ha chiarito che il governo «di responsabilità» non ha il sostegno necessario, né si possono indire elezioni immediate. Però con il Pd non c’è accordo sulla durata. Il premier uscente vorrebbe un gabinetto leggero e a tempo, non più di sei mesi per votare quanto prima. Il presidente però non vuol sentir parlare di governi a scadenza come il latte. E infatti lo precisa in maniera molto chiara quando, tirando un bilancio di questi due giorni, dà un po’ i «compiti» al nuovo esecutivo, elencando i problemi e gli impegni da risolvere. «Il nostro Paese ha bisogno in tempi brevi di un governo nella pienezza delle sue funzioni. Vi sono di fronte a noi adempimenti che vanno affrontati e rispettati. Si tratta di impegni, scadenze di carattere interno, europeo e internazionale».

La sofferenza delle banche, il pozzo nero dove è caduto Monte Paschi che non riesce a ricapitalizzare, i conti pubblici sempre sotto il microscopio della Ue, il turno di presidenza italiano del G7, che culminerà nel vertice di Taormina a luglio. E poi c’è «il sostegno ai nostri concittadini colpiti dal terremoto e l’avvio della ricostruzione dei loro paesi». È molta la carne messa sul fuoco da Mattarella, troppa per un governicchio sciistico che secondo Renzi deve durare fino alla sentenza della Corte sull’Italicum in 24 gennaio. Ma, come raccontavano i vecchi dc, quando una nave parte, non si sa quando rientra in porto, tanto più se c’è un equipaggio che non vuole sbarcare. Sia Alfano che Verdini, i principali alleati di Matteo, si dichiarano contrari a un esecutivo a tempo. La legislatura decade nella primavera del 2018, ma il presidente non si illude di farla durare tanto. Però nemmeno i tre-quattro mesi, massimo sei che chiede Renzi. Vedremo come andrà a finire.

Intanto c’è la Corte Costituzionale e, dal punto di vista del Colle, è da quella decisione che occorrerà ripartire. «Ho ascoltato tutte le voci in Parlamento e registrato con attenzione e rispetto. Nei miei incontri – racconta il presidente – è emersa come prioritaria un’esigenza generale di armonizzazione delle due leggi per l’elezione della Camera e del Senato, condizione questa indispensabile per procedere allo svolgimento di elezioni». Il secondo obbiettivo del capo dello Stato è quello di riuscire a ricucire un Paese avvelenato. «Mi auguro che il clima politico possa articolarsi e svolgersi con un rapporto dialettico, com’è necessario per la nostra democrazia, ma sereno e costruttivo».


da  BLOG  IL  GIORNALE.IT         11dic 16

Avete rotto le palle di giocare con le sorti degli italiani

senza-titolo-3Italia 0 – Prima Repubblica 1.

Tutto cambia perché nulla cambi. Da Renzi alla pedina Gentiloni. Ecco la cronaca.

Parapiglia in area, il pallone rimane fermo per alcuni interminabili minuti, Gentiloni spunta da dietro e la butta dentro a porta vuota su assist di Renzi.

Assessore al Giubileo e al turismo nel 2000 con Rutelli, deputato dal 2001, nel 2005 presidente della Commissione di vigilanza Rai; tra i fondatori del Partito Democratico, poi Ministro delle Comunicazioni del Governo mortadellato Prodi. Gentiloni, nessuno c’avrebbe scommesso, forse. Dopo decine di partite scialbe e sottotono, nessuno avrebbe pensato addirittura al goal. Il nuovo presidente del Consiglio entra in campo dopo Monti, Letta e Renzi per formare il nuovo governo tecnico. Un traghetto fino al 2018.

Che schifo…ci sarà da rantolare nel fango, cari connazionali, fino al 2018.

Paolo Gentiloni, un altro assonnato – da qui si evince l’evidente sintonia col presidente Mattarella -, rutellian/renziano, senza arte né parte, in cerca d’autore nell’ennesimo governo nominato. Non oscillare la barca è la parola d’ordine del nuovo Governo. Non dondolare la barca. Limitarsi a mantenere, a riformare l’essenziale. Gentiloni che pure non è un fesso. Scrive sapientemente, biografando con incredibile arguzia, Luca Telese: “Gentiloni non è un fesso, anzi. Ha gestito è amministrato per anni il Potere, prima all’ombra di Francesco Rutelli come sua Eminenza Grigia in Campidoglio, poi come sua Eminenza Grigia nella Margherita, quindi come dispensatore di potere dentro il Pd, curando l’orticello cruciale della Comunicazione e dell’Emittenza, e la scienza sofisticata della spartizione dei poteri nella sontuosa accademia lottizzatoria della Rai dei partiti. La carriera di Gentiloni ha qualcosa di unico e di fenomenale: procede per salti di qualità asimmetrici: più perde, più viene promosso. Moderato fini quasi alla sonnolenza, del tutto incapace di discorsi politici meno che soporiferi…
Un altro governo nominato in quota PD. E pensare che gli italiani, quella strana razza mitologica – metà cittadini, metà kamikaze – avevano bocciato, quantomeno nelle intenzioni, simbolicamente un governo abusivo PD, gestito dal sindaco-parolaio Matteo Renzi, e ora ecco cicciarne un altro, sempre PD, sempre tecnico, sempre di passaggio. Ora siate Gentiloni, c’è da portare a casa il nuovo Nazareno, da trovare uno stipendio a Renzi, c’è da masturbare l’Europa – chi può dimenticare l’epico tweet del nuovo presidente del Consiglio? “dobbiamo cedere sovranità a un’Europa unita e democratica”, da garantire la stabilità politica, della maggioranza, e sti cavolii delle urne fino al 2018, con 17 milioni di poveri italiani, pressione fiscale da soffocamento, mondo del lavoro impantanato, iva al 145mila %, politica estera che versa in condizioni delicatissime, crescente insoddisfazione, ricostruzione delle zone terremotate, immigrazione incontrollata, coscienza nazionale al minimo storico, natalità, al minimo storico.

Moriremo di sovranità. Affogheremo democristiani, maledizione. Ma sarebbe ora che si iniziasse a rispettare gli italiani. Sì, sarebbe giunto il momento. Con una nuova legge elettorale o con l’attuale, modificata al Senato, sarebbe da avvicinare la data del voto, renderla accessibile, come visione nel deserto. E invece ecco un governo con pieni poteri. Basta! Non se ne può più. Non se ne può più di questo rigurgito di democristianeria, di questo viscidume da Prima Repubblica, di gobbi Andreotti che calpestano la residua dignità di questo Paese, che assecondano il progresso come forma di marcescenza: il nuovo che avanza e, a forza di avanzare, andrà a male, scadrà, sarà da buttare. Un’evoluzione che sa di immobilismo continuo, che puzza di burocratizzazione delle libertà popolari. Un’oligarchia di polistirolo, intercambiabile, inguardabile, senza neanche la virtù dei tiranni.

Non potevamo certamente saperlo, ma potevamo immaginarlo: è anche l’ora dell’autocritica, delle ferite che bruciano forte; è anche un po’ colpa nostra se il tumore di questa giovane democrazia non smette di crescere e rischia di uccidere l’Italia da dentro.

Gentiloni chieda la fiducia e dica chiaramente alle Camere quando andare al voto. Presto, possibilmente. Sia chiaro, si faccia la legge elettorale, con i suoi tempi tecnici, una volta fatta, si dimetta e porti il Paese al voto. Questo il traghetto giusto, politicamente accettabile. Per onestà…

Italiani! Attaccatevi alla sovranità in questo nuovo regno di centrosinistra che, a quanto pare, oltre a scaldare minestre per ancora un anno buono, ha una missione chiara: Parassitare (la) Democrazia. Non è demagogia, è paura.


da  ImolaOggi

 

Gentiloni al Quirinale, Meloni: “Tutto cambia perché nulla cambi”

 

meloniROMA, 11 DIC – “Gentiloni convocato da Mattarella per ricevere il mandato a formare il nuovo Governo. Tutto cambia perché nulla cambi. Siamo passati dal Governo del burattino delle lobby al Governo del burattino del burattino delle lobby.
Se il Pd pensa si trascinarci a fine legislatura con il quarto esecutivo non scelto dagli elettori, sappia che il 22 gennaio ci troverà in piazza con tutti gli italiani che ancora credono che la sovranità appartiene al popolo e rivendicano il loro diritto a votare e decidere”.

Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

gentiloni-sovranita2

Annunci

From → Uncategorized

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: