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REGIME………. VOTIAMO TUTTI N O E LIBERIAMOCI DEI PDIOTI E DEGLI INETTI PATENTATI !!!!

22 novembre 2016

Chi sostiene che il PD è il cancro dell’Italia dice solo una sacrosanta verità……. in 3 anni, il PD, ha trasformato l’Italia da una repubblica democratica in una dittatura da far impallidire la Corea del Nord……. oltre che a un letamaio!!!!

Avranno preso spunto dall’ex Germania dell’Est??? …….. anche quella si chiamava DDR (repubblica democratica tedesca)!!!!

Patrick di Majan

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da  IL  POPULISTA

 

regime di Renzi

Il sindaco respinge gli immigrati portati furtivamente. La Prefettura: “Comandiamo noi”

Dal Zilio, primo cittadino di Quinto, allontana un pulmino che stava portando 15 immigrati alla Caritas. Il prefetto non gradisce il gesto e…

Fabio Montoli

di Fabio Montoli

– 22 Novembre 2016 alle 10:13

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Succede tutto nella notte tra venerdì e sabato, poco dopo l’una. Un pulmino carico di immigrati clandestini arriva davanti ai cancelli della Domus Nostra, a Quinto di Treviso. Una dimora storica, che ospitò la famiglia Ciardi, dinastia di artisti veneziani, dalla fine dell’Ottocento fino al 1952, gestita ora dalle suore come “struttura d’accoglienza”, sotto il coordinamento di prefettura e Caritas.

Verso l’una, dunque, arriva il pulmino con i 15 immigrati a bordo. L’autista trova il cancello chiuso, e si mette ad attendere in strada, che le suore vengano ad aprire, sotto la pioggia, con le quattro frecce accese. Proprio lì, davanti alla sede della Lega di via Ciardi.

Ed è esattamente nel momento in cui l’autista stava cercando di far scendere i 15 immigrati, che passano davanti al cancello della struttura il sindaco del paese Mauro Dal Zilio e Fulvio Pettenà, ex presidente del consiglio della Provincia di Treviso, entrambi di ritorno da piazza dei Signori, in città, dove, poco prima, avevano partecipato alla pacifica marcia contro l’immigrazione incontrollata e imposta.

Accortosi di quello che stava succedendo, il Sindaco chiede delucidazioni all’autista che, si giustifica, dicendo di aver avuto ordine dal questore di lasciare i profughi davanti al centro di accoglienza di Quinto. Il rifiuto del primo cittadino è categorico, e così, il conducente del mezzo, dopo un acceso e violento diverbio, rimette in moto e riparte alla volta di un centro di accoglienza a Fontanelle.

“Ieri notte abbiamo allontanato un pulmino che stava per scaricare a Quinto un gruppo di immigrati economici. Venire qui a fare le cose di nascosto è un comportamento intollerabile. La Prefettura non ci può prendere in giro”, dichiara Dal Zilio, “l’autista mi ha detto che doveva lasciare giù altri profughi che aveva caricato a Mestre e io gli ho subito risposto che non lo si fa di notte, come i ladri, perché nessuno veda. Sono contrariato di fronte all’atteggiamento della prefettura con questo tentativo di scaricare, in maniera furtiva, degli esseri umani”.

Ma la risposta dalla prefettura di Treviso è netta: “Nessun sotterfugio, quindi le frasi di Dal Zilio sono inaccettabili. Non basta: da oggi in poi non saranno più accettate simili prese di posizione, che possono creare allarme nell’opinione pubblica e atteggiamenti contrari all’operato della prefettura”. Dichiarazioni pesanti, che evocano autoritarismi che, perlomeno in Italia, non eravamo più abituati a sentire.


SPERO  SOLO  CHE  QUESTA  SIA  LA  GOCCIA  CHE  FA  TRABOCCARE  IL  VASO……… E  SCATENARE  L’ INFERNO !!!!

Patrick di Majan

 

da  IL  GIORNALE.IT

 

Migranti, il ricatto di Alfano: carcere per chi si oppone alle requisizioni

Secondo fonti del ministero dell’Interno il piano del Viminale prevede agenti e “misure detentive” per chi si oppone alle requisizioni di immobili per i migranti

Il ministero dell’Interno nella figura di Angelino Alfano si prepara a requisire gli immobili degli italiani per metterci i migranti.

Lo farà, come spiegato su ilGiornale, solo a partire dal 4 dicembre, ovvero dopo la consultazione referendaria per evitare che le proteste dei cittadini possano influire sull’esito del voto.

Perché sono proprio le rivolte a preoccupare Alfano. Le barricate di Goro e Gorino contro la requisizione di un hotel per metterci 15 profughe ha occupato per giorni le prime pagine dei giornali e messo in imbarazzo il governo. I servizi segreti avrebbero già realizzato una schedatura delle città dove è possibile che i cittadini si organizzino in comitati per ribellarsi ai profughi. Le requisizioni insomma andranno avanti, e secondo l’Opinione, che cita fonti del ministero dell’Interno, l’esecutivo sarebbe pronto a prendere misure drastiche contro quei cittadini che si opporranno alla consegna degli immobili privati ai migranti.

Carcere per chi si oppone ai migranti

“I servizi segreti – scrive il quotidiano – pare abbiano già allertato il Governo circa eventuali proteste violente da parte di italiani non disposti a farsi requisire l’immobile”. Cosa significa? Secondo l’Opinione, il piano “vista l’eccezionalità dell’evento e la poca disponibilità degli italiani a collaborare all’accoglienza” sarebbe quello di inviare almeno 2mila poliziotti, carabinieri, finanzieri e soldati. Non solo: il ministero di Giustizia sarebbe pronto addirittura a garantire “processi rapidi e disponibilità detentiva” per chi si oppone al piano del Viminale. In sostanza: carcere per chi non è d’accordo.

A quanto pare le requisizioni non sarebbero retribuite. E questo perché l’Interno non ha i fondi per pagare i proprietari delle case, visto che i soldi sono già impegnati per l’accoglienza dei migranti nei centri gestiti da coop e onlus. Inoltre il proprietario dovrebbe anche continuare a pagare Imu e Tasi. In teoria si potrebbe ricorrere in giudizio per ottenere un risarcimento, ma in questo caso i tempi della giustizia sarebbero lunghissimi e dall’esito non scontato. Sempre secondo la fonte del ministero citata da l’Opinione, il provvedimento di Alfano sarebbe “temporaneo”, ma potrebbe “diverrebbe definitivo, e configurabile in esproprio, se nei riguardi del proprietario dell’immobile si configurassero reati eversivi in danno dello Stato”. Ovvero: chi si oppone rischia di perdere per sempre la casa.

Secondo indiscrezioni di dipendenti del Viminale il piano di requisizioni inizierebbe da Pescara, città che diventerebbe una sorta di banco di prova per tutto il resto d’Italia. L’obiettivo è quello di ridurre il ricorso ai centri di accoglienza delle coop, perché più dispendiosi e meno trasparenti rispetto al sistema degli Sprar. Ad essere interessate dovrebbero essere le seconde case sfitte.


ECCO  COME  RAGIONANO  LE  TESTE  DI  CAZZO  DELLE  ZECCHE  ROSSE :

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