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MA CHE POPOLO SIAMO DIVENTATI……?????

18 novembre 2016

I nostri nonni e padri hanno imbracciato le armi per difendere la sovranità dell’Italia e il benessere della propria Patria e Famiglia, e NOI………. cosa facciamo NOI oltre a stare a guardare e farci prendere a calci sui testicoli????

Negri, arabi e pezzenti clandestini di tutto il mondo commettono ogni tipo di reato sul suolo italiano e l’Italia come risponde?

Polizia, Carabinieri e tutte le Forze dell’Ordine si danno un gran daffare per arrestarli e l’indomani un Magistrato  li rilascia immediatamente!!!!

Pluripregiudicati clandestini senza alcun diritto di rimanere sul suolo italiano che continuano tranquillamente a delinquere eppure nessuno li caccia via……….

La politica, la miserabile politica attuale, adotta ogni tipo di razzismo contro il popolo italiano, infatti, gli italiani indigenti per strada, i terremotati nelle tende e i negri in albergo, negri, che protestano anche per un qualsiasi motivo!!!!

Adesso, si è cominciato anche a requisire le proprietà private per ospitare straccioni e delinquenti provenienti da tutto il mondo!!!!

COMUNISTI,  ANDATE  A  FARE  IN  CULO !!!!

Cosa dobbiamo sopportare ancora per imitare i nostri nonni e padri……?????

IO  SONO  PRONTO !!!!

Patrick di Majan

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da  RN

 

Monza: marocchino con la spranga devasta la stazione, violenta una donna e picchia gli agenti

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Martedì sera, verso le 19, un marocchino, avendo abbondantemente superato il limite massimo di alcool nel proprio corpo, armato di una spranga si è recato presso la stazione ferroviaria di Monza rompendo le vetrate presenti, picchiando i passanti che incontrava e aggredendo una ragazza, palpeggiandola. La giovane è stata salvata dal pronto intervento degli agenti della Polizia Locale e della Polizia di Stato, contattati telefonicamente da un passante, scongiurando il peggio.

L’immigrato è stato arrestato ma era già noto alle Forze dell’Ordine: ha molti precedenti per resistenza a pubblico ufficiale e violenza sessuale, oltre ad un obbligo di firma tre volte alla settimana presso la stazione dei militari dell’Arma di Cremella e il divieto di allontanarsi dal territorio di Lecco.
Ora pendono su di lui le accuse di danneggiamento di edifici pubblici, tentate lesioni e lesioni aggravate, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.


da  ALTERVISTA

 

Arrestati dopo folle inseguimento, il giudice li libera: l’ira dei militari

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Nemmeno un giorno di arresto. Dopo la folle fuga di tre ladri albanesi subito liberi. E in caserma scatta la rabbia dei carabinieri.

La caccia all’uomo era durata per ore, con l’incubo dell’Audi Gialla che tornava nella mente dei poliziotti di Treviso e Pordenone.

Questa volta l’auto era sempre un’Audi A6, ma nera. Al suo interno tre banditi che l’avevano appena rubata e con la quale i tre albanesi avevano messo a segno diversi furti tra Friuli e Veneto. Lo spiegamento di forze era riuscito a mettere le manette ai polsi di Lorenc (39) ed Enis Shafloqi (22) ed Elton Alia (incensurato). Ma il giudice li ha liberati subito. Graziandoli con la sola “denuncia a piede libero”.

La decisione della procura ha fatto scattare la comprensibile ira delle forze dell’ordine. Secondo il Gazzettino, infatti, i comandanti dei carabinieri avrebbero mostrato il loro disappunto riguardo la scelta del procuratore di Treviso di considerare “insufficienti” gli elementi raccolti dai militari durante la caccia all’Audi nera. In sostanza, sebbene l’auto l’avessero rubata il 10 ottobre a Pordenone, nonostante i carabinieri fossero certi avessero messo a segno dei furti, nonostante i posti di blocco forzati e gli inseguimenti, secondo il procuratore non c’erano “elementi sufficienti” per trattenere in carcere i tre albanesi. Tutti liberi, quindi. In barba al lavoro degli uomini in divisa.

I ladri si erano anche gettati in un fiume per sfuggire alla cattura. Quando sono stati portati in caserma si sono asciugati. E poi il giudice li ha liberati.


Ed ecco la risposta degli attuali governanti, inetti, incapaci, intellettualmente disonesti e non solo intellettualmente………. gentaglia da cacciare via con le buone o con le cattive!!!!!

Patrick di Majan

da  RN

Gad Lerner torna in Rai per fare propaganda islamista e pro invasione: tutto a spese degli italiani .

Conoscere e capire l’Islam per comprendere come cambia l’Italia con l’afflusso – costante – di migranti da Africa e Medio Oriente. È l’obiettivo di Gad Lerner che lascia i talk show e torna all’informazione pura con “Islam, Italia“, da domenica prossima su Rai3.

Sei puntate in seconda serata per capire come l’Islam sia entrato a far parte della nostra vita quotidiana, dall’abbigliamento alle paure per gli attacchi terroristici, fino “all’apporto degli immigrati alla nostra economia”, spiegano dalla trasmissione.

“Dopo vent’anni per me era ora di uscire dal talk show”, ha spiegato oggi il giornalista, “Nel 2013 ho capito che il tempo era maturo per cambiare, ringrazio chi mi ha incoraggiato e dato l’opportunità di percorrere una strada diversa da quelle che avevo battuto. Per me è stato un lusso straordinario fare questa esperienza. Il nostro itinerario vorticoso non è ancora finito, presto tornerò in Nigeria, un Paese fondamentale, dove oggi vivono 180 milioni di persone, e proprio da lì arriva il più alto numero di migranti. E allora quella, proprio come altre realtà legate all’islam, dobbiamo conoscerla di più”.

Una trasmissione improntata a favorire l’integrazione e l’inclusione, come dimostra il fatto che alla presentazione ci fosse anche Carlotta Sami, portavoce in Italia dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). “Finalmente in Italia si ricomincia a fare informazione che va a fondo e va anche lontano e questo per noi fa da sprone in un lavoro ogni giorno molto difficile”, ha detto la Sami, “Bisogna lavorare sull’integrazione, trovare anche elementi culturali in comune. L’integrazione non è semplice, è un problema grosso che non si risolve in tempi brevi ne tanto meno semplicemente parlandone. Bisogna trovare strategie legali per far arrivare queste persone dove devono, senza che debbano affidarsi all’illegalità”.

Il Giornale

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