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CI VAI SI’ A CASA ……………. A CALCI IN CULO CI VAI !!!!

17 novembre 2016

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da  IL  GIORNALE.IT

 

Referendum, Renzi si incolla alla poltrona: “Se perdo, niente governi tecnici”

Renzi sfida Berlusconi e Grillo: “Facciamo un confronto in tv”. Ma mette in chiaro che in caso di sconfitta al referendum non andrà a casa

“Il 5 dicembre non ci sarà l’invasione delle cavallette se al referendum dovesse vincere il No, ma rimarrà tutto come adesso”.

Dai microfoni di Rtl 102.5Matteo Renzi torna a lanciare le ragioni del Sì al referendum. “Gli italiani non si facciano fregare dai partiti. Gli elettori leggano il quesito e poi votino secondo coscienza”. I somndaggi lo danno già sconfitto. E lui tenta il tutto per tutto pur di evitare il flop. Sulle riforme costituzionali, fatte approvare al parlmento a suon di fiducie, si è giocato la faccia. Ma gli italiani non sono con lui. “Io non sono disponibile a stare dentro i giochini della vecchia politica – mette in chiaro – o si cambia o non servo io”.

Il 4 dicembre gli italiani saranno chiamati a promuovere o ad affossare il ddl Boschi. Aldilà degli slogan, Renzi ha già messo in chiaro che in caso di sconfitta non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro e lasciare Palazzo Chigi. Resterà, insomma, ben ancorato alla poltrona. Di sicuro, la sua posizione sarà ben ridimensionata. Sono lontani i tempi delle europee quando, fonte del 40,2% dei consensi, il premier faceva il bello e il cattivo tempo. Adesso è un’altra stagione (politica). “Mi piacerebbe fare un confronto civile con Silvio Berlusconi e con Beppe Grillo – dice dai microfoni di Rtl 102.5 – scelgano loro dove, sono i capi dei due partiti principali. In tv o in radio”. Poi replica al Cavaliere, che ieri lo aveva definito “l’unico vero leader in politica”: “Con il rispetto che si deve a Berlusconi, una volta mi definisce un pericoloso dittatore o quasi, una volta un leader. L’importante è che c’è una riforma della Costituzione che chi in passato ha votato per Berlusconi non può non votare”.

Le parole di Renzi nascondono, però, tutti i suoi timori. Perché qualunque sondaggio venga pubblicato, il responso è sempre lo stesso. Il No è nettamente avanti. Ed è per questo che in qualsiasi incontro pubblico il premier ripete che il governo andrà avanti anche in caso di sconfitta. Io non posso essere quello che si mette d’accordo con gli altri partiti per fare un governo di scopo”, mette in chiaro accantonando così qualsiasi ipotesi di governo tecnico e confermando che “sia che vinca il Sì sia che vinca il No la legge elettorale verrà cambiata” comunque.


Non basterà votare No alla riforma!!!
di Ugo Genovesi.

NON BASTERA’ VOTARE NO. CI VUOLE LA RIVOLUZIONEHo alcune osservazioni da fare sul referendum costituzionale:1) La prima osservazione è di critica. Io avevo sempre pensato che la Costituzione fosse stata scritta per “difendere” me e noi cittadini, uniti in società, in quanto titolari legittimi e naturali della sovranità, cioè del Potere con la P maiuscola. Ero convinto che essa contenesse già in sé stessa gli strumenti e i meccanismi di autotutela e di garanzia. Ma se siamo arrivati a questo punto, se adesso noi cittadini veniamo chiamati a difenderla e a difenderci, è evidente che mi ero sbagliato. Forse la Costituzione è stata violata, forse è rimasta inapplicata, forse è ambigua e inadeguata o probabilmente aveva ragione Emilio Betti, uno dei massimi giuristi italiani, quando diceva che la norma costituzionale è una volontà depsicologizzata.2) La seconda osservazione è diretta a capire DA CHI dobbiamo difenderla e difenderci. Nel 1971, l’ideatore e co-fondatore della Trilaterale, Brzezinski, nel suo libro “Tra due età: il ruolo degli Stati Uniti nell’era tecnotronica” scriveva così: “La Nazione-Stato, come unità fondamentale della vita dell’uomo organizzata, ha cessato di essere la principale forza creativa: le banche internazionali e le corporazioni transnazionali sono ‘ora’ attori e pianificatori nei termini in cui un tempo erano attribuiti i concetti politici di stato-nazione”.

Se si va a leggere la relazione presentata al Senato dal governo Renzi col titolo “Le ragioni della riforma”, è palese che essa va proprio in questa direzione, è ivi dichiarato senza mezzi termini che la proposta riforma è diretta ad assicurare la “governance” ad organismi sovranazionali, assolutamente privi di qualsivoglia rappresentatività democratica e popolare e quindi privi di qualsiasi responsabilità politica (figuriamoci morale!). Se questi organismi non rispondono al popolo, a chi rispondono? Alla nuova forza creativa di cui parlava Brzezinski, cioè alle banche internazionali e corporazioni transnazionali. Dobbiamo dunque difenderci da un mostro, il capitalismo finanziario internazionale, che di fatto detiene il Potere (oggi  si chiama governance) e domina il mondo attraverso la creazione, il controllo e la gestione del denaro, di tutto il denaro (lo ha evidenziato anche il Papa). Domina su qualsiasi livello: l’economia, la politica, lo scopo sociale, i valori culturali, l’informazione, l’istruzione, ci domina nel pensiero, viziando il processo di formazione della volontà. Ma noi abbiamo scoperto che il denaro è un’idea, è un momento spirituale, e questo mostro ci domina appropriandosi dell’idea, trasformandola in debito. Pensate quindi a quanto sia schiacciante la sua superiorità culturale. Questo mostro ha dunque una forza impressionante, quasi disumana, è capace di ribaltare qualsiasi governo, di distruggere qualsiasi nazione e ridurre in miseria qualunque popolo, nel giro di pochi giorni. Qualcuno lo ha addirittura identificato con la bestia profetizzata dall’evangelista Giovanni nelle pagine dell’Apocalisse. Non sappiamo se questo mostro sia proprio quella bestia, ma sicuramente le somiglia.3) E qui veniamo alla terza riflessione. Pensiamo veramente che questo mostro si possa sconfiggere e abbattere semplicemente votando NO al referendum? Opporsi alla riforma costituzionale ha senso soltanto se rappresenta l’inizio, il primo round del match. E’ soltanto un montante (ancora da vedersi se e quanto ben assestato), ma ci sbagliamo di grosso se pensiamo che il mostro batterà in ritirata con la coda tra le gambe. Invece ci afferrerà con le sue grinfie e ci stritolerà, ci farà mancare il respiro e la terra da sotto ai piedi, ci causerà tanto di quel dolore che rinnegheremo di esistere.

E non basterà la Costituzione a proteggerci. Lo abbiamo visto che da sola non basta. Cosa faremo allora? Faremo come i Greci, un referendum farsa? Quanti sono pronti ad affrontare questa guerra per intero, dall’inizio alla fine, e quanto siamo disposti a rischiare e a perdere? Perché, come insegnava Auriti, “la dignità gratuita non esiste”.

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