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NON POSSIAMO ASPETTARE OLTRE…… IL 4 DICEMBRE PRENDIAMOLI A CALCI IN CULO VOTANDO NO !!!!

ottobre 12, 2016

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da  IL  GIORNALE.IT

 

Così il governo Renzi regala la cittadinanza agli immigrati

Bastano tre mesi in un centro di accoglienza per ottenere l’iscrizione anagrafica e la residenza. Fdi: “Così gli immigrati accedono a una valanga di benefici”. E il Pd accelera: “Cittadinanza entro l’anno”

Bastano tre mesi in un centro di accoglienza perché gli immigrati ottengano l’iscrizione anagrafica e la residenza.

Con una circolare emanata del 17 agosto, il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha indicato ai Comuni concedere la residenza “in caso di documentata ospitalità per più di tre mesi”. Una regalia per le migliaia di stranieri, che il governo Renzi ha deciso di ospitare nei centri di prima accoglienza che ha mandato su tutte le furie il centrodestra. Anche perché il Pd è al lavoro per sbloccare la norma che prevede la cittadinanza italiana ai ragazzi di origine straniera cresciuti nel nostro Paese.

A lanciare l’allarme sono stati il capogruppo e il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale di Arezzo, Giovanna Carlettini e Domenico Chizoniti, che in queste ore hanno presentato un’interrogazione per far luce sulla circolare del Viminale. “Chiediamo chiarezza su questo provvedimento del governo e su quali siano le ripercussioni sulle regioni e sui servizi socio-assistenziali – ha commentato il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Giovanni Donzelli – l’Italia nel 2016 spenderà 4 miliardi di euro nel business dell’accoglienza, vogliamo sapere se questo significherà un ulteriore aggravio di costi per il sistema del welfare”. Agli immigrati che sbarcano, richiedono protezione internazionale o asilo e, pur avendo uno straccio di documento, vengono accolti, tramite le cooperative, negli hotel e nei centri di accoglienza, il governo Renzi apre così le porte per una sua richiesta di iscrizione anagrafica. E tale richiesta, per la quale basta una semplice ricevuta, spesso neanche viene avanzata dagli immigrati ma, in maniera anomala, dai responsabili delle cooperative stesse.

“I Comuni – denunciano gli esponenti di Fratelli d’Italia – si trovano dinanzi a una situazione di forzatura giuridica che li costringe a considerare queste persone alla stregua di cittadini italiani o comunitari. Anzi, di più – continuano – visto che un cittadino italiano che vuole ad esempio trasferirsi da un comune a un altro è costretto a fornire una documentazione molto corposa”. Le conseguenze si traducono in un accesso degli immigrati all’assistenza sociale, alla concessione di sussidi, alle case popolari e all’iscrizione nel servizio sanitario nazionale. Se gli enti locali sono stati negli anni sottoposti a una stretta finanziaria dalla normativa nazionale giustificata sempre con la scusa delle necessarie coperture finanziarie che devono accompagnare qualsiasi politica di spesa, adesso la stessa normativa rischia di far saltare il banco. Con i Comuni costretti a gestire decine di richieste del genere e a concedere anche agli immigrati una valanga di benefici. Anche perché, se fino a oggi è stato il Viminale a sostenere le spese di sussistenza per gli immigrati, negli ultimi mesi lo Stato ha smesso di pagare gli operatori dell’accoglienza. “Il sistema sta saltando – concludono Carlettini e Chizoniti – e il governo gioca a scaricabarile”.


DISTRUGGONO  L’ ITALIA  E  GLI  ITALIANI  DEVONO  ANCHE  PAGARE  LA  LORO  ASSICURAZIONE……….!!!!!

Patrick di Majan

 

da  ImolaOggi

 

350mila euro l’anno per assicurare i deputati contro colpi di sole e ubriachezza

 

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ROMA (WSI) – I cittadini italiani pagheranno di tasca loro nel caso in cui a un deputato capiti un incidente in montagna, o di essere punto accidentalmente da un animale, di essersi fatto male mentre era ubriaco, oppure ancora di essersi preso un colpo di sole. Sono solo alcuni dei casi davvero strambi per cui è prevista una copertura assicurativa previsti nel piano del budget della Camera.

Al capitolo 1130 della legge di bilancio della Camera dei deputati per l’esercizio del prossimo anno si parla di una spesa di 350 mila euro l’anno di soldi pubblici, e quindi a carico dei cittadini, per coprire l’assicurazione vita, l’invalidità e gli infortuni dei deputati.

Altri 860 mila euro sono stanziati per gli stipendi dei parlamentari della Camera. Come spiega la giornalista del Wall Street Journal a Roma Giada Zampano sulla sua pagina Facebook “si tratta quindi di risorse collettive utilizzate per assicurare i deputati, per una lista di casi interessanti”, come ad esempio:

infortuni in stato di ebbrezza,
punture e morsi di animali
malattie tropicali
affogamento
ernie addominali
escursioni in montagna
colpi di sole
calamità naturali (terremoto, inondazioni, alluvioni, eruzioni vulcaniche)
sommosse, insurrezioni o tumulti popolari

“Se continuano così, l’ultimo dei casi non sarà poi così improbabile”, è il commento ironico della giornalista.

Daniele Chicca

 

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