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ottobre 9, 2016

da  IL  GIORNALE.IT

 

Forze dell’ordine sotto attacco. “Ci vogliono morti o in galera”

Nella prima settimana di ottobre oltre 10 attacchi a agenti e carabinieri. E quando si difendono finiscono in tribunale

“La radio gracchia, ti informano che c’è una richiesta di aiuto. Quante volte hai corso. Quante volte hai rischiato la vita per aiutare gli altri. Quante volte hai protratto l’orario di servizio per emergenti e improrogabili esigenze istituzionali.

Tante volte. Ciao Nicola”. Questa lettera è stata dedicata a Nicola Scafidi, 28 anni, agente morto durante il servizio, schiacciato da un furgone impazzito sulla A4. Uno dei tanti, troppi, poliziotti, carabinieri, militari aggrediti e uccisi dai banditi. È evidente: vestire una divisa in Italia è difficile e pericoloso. E nemmeno conveniente, visti gli stipendi e l’abbandono da parte di Stato e governo che non si degnano nemmeno di assicurare luoghi di lavoro decenti (GUARDA IL VIDEO DELLE AGGRESSIONI ALLA POLIZIA).

Forze dell’ordine abbandonate

Le cronache recenti dimostrano quanto detto. Ad agosto, nel campo profughi di Rosarno, un migrante ha tirato fuori il coltello e accoltellato un carabiniere. Per difendersi dall’immigrato, il militare non ha potuto fa altro che estrarre la pistola e sparare. Ammazzando Sekine Traore sul colpo. Apriti cielo. Subito scattano lamentele e proteste contro l’uso delle armi da parte delle Forze dell’ordine. Eppure non è certo una novità che la polizia finisca sotto attacco. Il caso più grave viene da Ventimiglia, quando il 6 agosto il sovrintendente capo della Polizia, Diego Turra, è stato stroncato da un infarto durante i tafferugli provocati da No Border e anarchici. Ucciso dallo stress, dalla pressione, dalla fatica di reggere l’ordine pubblico contro chi lo vuole sovvertire.

A pensarci bene Ventimiglia può raccontare anche altro. Può raccontare una tragedia pienamente italiana. Il commissariato al confine con la Francia, infatti, è una sorta di accampamento nomade al cui interno bivaccano i profughi. Un orrore. “Bagni rotti, lavandini sudici e pieni di sporco, muri scrostati, pavimenti in stato pietoso, mattonelle lerce e locali in abbandono”, raccontava Serenella Bettin su ilGiornale. E le foto sono una testimonianza straziante. Situazione simile la vivono i commissiarati di Roma, che con l’emergenza migranti si sono trasformati in centri profughi improvvisati. A Viminale ci sono 14 minorenni costretti a dormire nelle sale d’attesa del commissariato, lo stesso succede a Trevi e Collegio Romano.

Ottobre di assalti alle Forze dell’Ordine

Ma se vogliamo concentrarci sui pericoli che ogni giorno un agente corre per difendere la nostra sicurezza, basta guardare a quanto successo nella sola prima settimana di ottobre. A Mariano Comense uno spacciatore albanese, Amine Soufiane, 21 anni, per sfuggire alla cattura ha investito e quasi ucciso un agente della squadra antidroga di Lecco. Sebastiano, 33 anni, è in rianimazione costretto al coma farmacologico. Il giorno successivo, a Cremona un secondino della polizia penitenziaria è stato aggredito da un detenuto. A San Salvi (Firenze) un poliziotto è stato circondato nella notte da 6 nordafricani che gli lanciavano addosso sassi e bottiglie. Per evitare il peggio è stato costretto ad estrarre l’arma e sparare.. Lo stesso giorno, a Palermo, due agenti sono stati presi a calci e pugni da un 40enne dopo una lite con la moglie. A Roma invece un cubano armato di machete ha fatto irruzione in una casa di riposo, ha preso in ostaggio una suora e poi ha colpito un poliziotto rubandogli la pistola. Non contento ha aperto il fuoco contro l’agente, ferendolo di striscio. Bollettino finale: due feriti. Infine, a Napoli militari e poliziotti sono stati circondati da 100 immigrati inferociti, rischiando grosso.

L’odio dei magistrati

Il problema è che le forze dell’ordine non possono nemmeno difendersi, perché a disarmarli c’è la magistratura. Per due evidenti motivi: il primo, perché grazia i malviventi catturati con fatica dalle volanti; il secondo, perché sembra godere nel mettere alla gogna un carabiniere che spara (e magari uccide) un bandito durante un’azione di ordine pubblico. Volete due esempi recenti? A Ferrara il 5 ottobre il giudice ha rimesso in libertà il parcheggiatore abusivo nigeriano che aveva strattonato e sbattuto a terra una poliziotta. Ad Ancona, invece, il pm ha chiesto un anno e otto mesi di carcere per un carabiniere che un anno fa sparò (e uccise accidentalmente) un ladro albanese in fuga che con la sua auto stava per investire due colleghi dell’Arma.

Un episodio che ha fatto esplodere la rabbia dei sindacati. A ragione. “I poliziotti sono la categoria con le indennità più basse di tutto il publico impiego – dice Giuseppe Crupi, drigente nazionale Siap – e manca pure la copertura legale per i fatti inerenti al servizio”. “L’unica opzione disponibile per le Forze dell’ordine che si trovano ad affrontare un criminale è uccidere o andare in carcere”, ribatte il Coisp. In effetti non c’è alternativa. Perché si sa: in Italia gli unici poliziotti buoni sono quelli morti.


Giovane rumena accoltella il carabiniere che l’aveva soccorsa

Militari intervenuti dopo essere stati attirati dalle urla della giovane che litigava col compagno. Ma la ragazza ha estratto una lama e ha colpito un carabiniere

Giovane rumena accoltella il carabiniere che era intervenuta a soccorrerla durante la lite con il fidanzato.

È accaduto nella mattinata di ieri, a Napoli, nella zona di Porta Capuana dove la ragazza ha ferito il militare di pattuglia che con un collega s’era fermato per capire cosa stesse accadendo tra lei e l’uomo, temendo che si stesse verificando un’aggressione vera e propria ai danni della donna.

Per cause davvero futili, la giovane donna e il compagno, suo connazionale, stavano rumorosamente litigando in strada. Le grida della donna hanno allarmato una pattuglia di carabinieri che si trovava a compiere il suo servizio di pattuglia e monitoraggio del territorio proprio in quella zona e proprio in quel momento. La gazzella s’è fermata, i militari – temendo un’aggressione dell’uomo contro la ragazza – si sono fiondati tra i due, dividendoli. Ma la donna, come racconta Il Mattino, aveva con sè un coltello e prima di venir disarmata dai tutori dell’ordine, accecata dalla rabbia accumulata contro il connazionale, s’è sfogata contro i militari che avevano avuto l’ardire di intromettersi nella discussione e ha sferrato un fendente contro uno dei due carabinieri.

Per fortuna il colpo non ha raggiunto al bersaglio grosso il militare che, però, ha rimediato una profonda ferita alla mano. Dopo aver disarmato la donna, il carabiniere è stato trasferito in ospedale per farsi medicare. Sono stati necessari alcuni punti di sutura, ne avrà – secondo la prognosi dei medici napoletani – per almeno quattro-cinque giorni.

L’episodio ha turbato una delle zone più popolate del capoluogo partenopeo. In pieno giorno, alle undici del mattino di sabato, praticamente tra decine di cittadini che in quel momento stavano compiendo commissioni per il fine settimana.

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