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GRAZIE AI COMUNISTI…… STRAMALEDETTI IDIOTI !!!!!

7 ottobre 2016

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107.000 giovani italiani e molti dei quali laureati se ne sono andati dall’ Italia…….135.000 straccioni e islamici di cui molti di loro delinquenti sono arrivati in Italia!!!! Secondo le menti marce dei sinistrati, siamo in attivo .

Anch’io ho un nipote che vedo solo due volte all’anno……. e ho solo quel nipote .

COMUNISTI  MALEDETTI, SE POTESSI,  IO,  VI  AMMAZZEREI TUTTI……. e sono sicuro che non avrei nessun rimorso di coscienza!!!!!

Patrick di Majan

 

da  ANSA.IT     Redazione ANSA   ROMA

07 ottobre 201611:36

Boom di italiani che vanno all’estero, in 107mila nel 2015: + 6,2%

Sono in maggioranza giovani provenienti. La metà preferita è la Germania. Le regioni con maggiore emigrazione Lombardia e Veneto

Sono 107.529 i connazionali espatriati nel 2015. I dati del rapporto della Fondazione Migrantes sugli italiani all'estero (134mm x 90mm)

Sono 107.529 i connazionali espatriati nel 2015. I dati del rapporto della Fondazione Migrantes sugli italiani all’estero (134mm x 90mm)

 

Sono 107.529 i connazionali espatriati nel 2015. Rispetto all’anno precedente a iscriversi all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) sono state 6.232 persone in più, per un incremento del 6,2%. Hanno fatto le valige soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni (39.410, il 36,7%); la meta preferita è stata la Germania (16.568), mentre Lombardia (20.088) e Veneto (10.374) sono le principali regioni di emigrazione. Lo rileva il rapporto “Italiani nel mondo 2016” presentato oggi a Roma dalla Fondazione Migrantes. “I giovani devono poter tornare“, è il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nel 2015 le iscrizioni all’Aire sono state in tutto 189.699. Più della metà, 107.529, per espatrio. Il 69,2% di coloro che hanno fatto le valige (quasi 75 mila persone) si è trasferito in Europa.

In calo le partenze per l’America meridionale (-14,9% in un anno), mentre rimangono stabili quelle per l’America centro-settentrionale; 352 connazionali hanno scelto le altre aree continentali. I maschi espatriati sono oltre 60 mila (56,1%), i celibi e le nubili il 60,2%. La fascia 18-34 anni, quella dei Millennianls, è la più rappresentativa (36,7%).

I giovani hanno una mobilità “in itinere”, che – osserva il rapporto – “può modificarsi continuamente perché non si basa su un progetto migratorio già determinato ma su continue e sempre nuove opportunità incontrate”. Seguono i 35-49enni (25,8%). I minori sono il 20,7% (di cui 13.807 mila hanno meno di 10 anni) mentre il 6,2% ha più di 65 anni (di questi 637 hanno più di 85 anni e 1.999 sono tra i 75 e gli 84 anni). Tutte le classi di età hanno registrato un aumento delle partenze rispetto al 2014 tranne gli over 65 anni (da 7.205 a 6.572). “Pur restando indiscutibilmente primaria l’origine meridionale dei flussi – si legge nel rapporto – si sta progressivamente assistendo a un abbassamento dei valori percentuali del Sud a favore di quelli del Nord del Paese”.

La Lombardia, con 20.088 partenze, è la prima regione in valore assoluto per partenze, seguita dal Veneto (10.374) che fa scendere la Sicilia (9.823) alla terza posizione (era seconda nel 2014). Al quarto posto il Lazio (8.436) e ancora Piemonte (8.199) ed Emilia Romagna (7.644). Nel 2015 la Germania (16.568) è la meta preferita dagli italiani andati oltreconfine, a seguire, con una minima differenza, il Regno Unito (16.503) e poi, più distaccate, la Svizzera (11.441) e la Francia (10.728).

Mattarella, italiani all’estero talvolta segno di impoverimento – “Oggi il fenomeno degli italiani migranti ha caratteristiche e motivazioni diverse rispetto al passato. Riguarda fasce d’età e categorie sociali differenti. I flussi tuttavia non si sono fermati e, talvolta, rappresentano un segno di impoverimento piuttosto che una libera scelta ispirata alla circolazione dei saperi e delle esperienze”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio a monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes. “La mobilità dei giovani italiani verso altri Paesi dell’Europa e del mondo – ha detto Mattarella – è una grande opportunità, che dobbiamo favorire, e anzi rendere sempre più proficua. Che le porte siano aperte è condizione di sviluppo, di cooperazione, di pace, di giustizia. Dobbiamo fare in modo che ci sia equilibrio e circolarità. I nostri giovani devono poter andare liberamente all’estero, così come devono poter tornare a lavorare in Italia, se lo desiderano, e riportare nella nostra società le conoscenze e le professionalità maturate”.

Renzi, creiamo clima per farli tornare – “La notizia mi ha fatto male ed è per questo che dobbiamo rendere il Paese più semplice. I ragazzi che vogliono andarsene hanno tutto il diritto di farlo, noi dobbiamo creare un clima che permetta loro di tornare”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta così il rapporto della Fondazione Migrantes sugli Italiani nel mondo. “Lo scambio europeo è fisiologico – aggiunge intervistato da Gramellini – ma siamo ancora poco attrattivi. Bisogna creare occasioni d’innovazione, ricchezza. Mi fanno paura la rassegnazione, la mancanza di entusiasmo, di grinta”.


CAPITO  PERCHE’  LI  AMMAZZEREI  TUTTI……??????

Patrick di Majan

 

da  IL  GIORNALE.IT

 

Profughi, ultimo affare delle Coop: “Lavorino da noi pagati dallo Stato”

Le cooperative non si accontentano dei 35 euro per la gestione degli immigrati. Ora chiedono che svolgano il Servizio Civile a 500 euro al mese

Gli affari sono affari, si sa. E i soldi sono come le noccioline: una tira l’altra. Da oggi infatti le cooperative non si accontentano più del pagamento dei 35 euro al giorno garantito per la gestione dei migranti: vogliono pure che i profughi lavorino per loro.

Ieri il responsabile di Legacoopsociali Emilia-Romagna, Alberto Alberani, ha messo sul piatto una nuova proposta: la possibilità di iscrivere i migranti al Servizio Civile Nazionale, farli lavorare nelle cooperative (rosse) e assicurargli uno stipendio mensile pagato dai cittadini.

Già in passato le associazioni caritatevoli e alcuni sindaci avevano provato a impegnare i richiedenti asilo in attività di volontariato gratuito: pulire le strade, dipingere i muri, raccogliere la spazzatura e via dicendo. Stavolta però le coop si sono spinte oltre. «Fare il servizio civile in una cooperativa sociale, cioè in un’azienda vera, può produrre nuova economia» e «dare ai profughi prospettive di lavoro», ha detto Alberani al direttivo regionale di Legacoop. Poi ha concluso: «Dobbiamo pensare che i profughi non sono un problema ma una risorsa».

Nessuno mette in dubbio che i migranti siano una risorsa per le cooperative. Anzi, sono una vera Eldorado e i numeri lo dimostrano: per rimanere in Emilia-Romagna, nel 2015 il fatturato delle sole associazioni sociali iscritte a Legacoop ha superato per il secondo anno consecutivo il miliardo di euro. Un miliardo. Mica bruscolini. Tanto che la redditività è al 3% e gli utili sono aumentati dell’11%. In totale parliamo di 200 aziende, 25mila dipendenti e un giro di affari miliardario che va dalla gestione di servizi per disabili a quelli per anziani, bambini, tossicodipendenti e richiedenti asilo.

Nel dettaglio, secondo la proposta di Alberani, i profughi verrebbero ammessi al Servizio Civile Nazionale e potrebbero iniziare a lavorare in una cooperativa sociale, impiegati in progetti di assistenza alle persone, di protezione civile, in settori ambientali, del patrimonio artistico ed educativo. Il contratto sarebbe di 12 mesi con un impegno settimanale dalle 24 alle 36 ore. Lo stipendio mensile dovrebbe ammontare a 14,46 euro netti al giorno, che al mese fanno 433,80 euro. Mica male. A questi bisogna aggiungere anche il pocket money giornaliero da 2,5 euro riservato ai profughi ospitati nei centri di accoglienza. Alberani, infatti, intende ammettere al servizio civile non solo chi ha già ricevuto lo status di profugo, ma anche richiedenti asilo e possibili clandestini. A conti fatti quindi un immigrato arriverebbe a incassare 500 euro al mese per l’intero anno di durata del servizio. Paga dignitosa, soprattutto se si considera quanti giovani italiani vivono oggi il dramma della disoccupazione.

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini (Pd), non ci ha pensato due volte a raccogliere la proposta di Legacoop. «Per i migranti avevamo previsto l’opportunità di lavori socialmente utili per non lasciarli bighellonare – ha detto – Aprire al servizio civile è una proposta che merita di essere discussa». Ovviamente dovrebbe essere d’accordo anche il governo, chiamato a investire parecchi soldi. Ma è un dettaglio. Le coop intanto hanno lanciato il sasso, nella speranza che prima o poi i profughi possano lavorare per loro a spese dello Stato. Sommando così ai 35 euro al giorno (che già incassano) anche l’impiego gratuito degli immigrati. Una pacchia.

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