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UN’ INFAMIA !!!!

settembre 29, 2016

Certi politici, oltre ad essere completamente inutili sono anche dannosi……. creano malumore per la loro deficienza e ci fanno deridere dal mondo intero, anche il terzo!!!!

Patrick di Majan

14463226_609262542580622_6838465662804222292_n Condivido in toto .

da  IL  GIORNALE.IT

 

Se quando arriva la Boldrini la polizia deve nascondersi

Il Siulp dell’Aquila sul piede di guerra: “Perché siamo costretti a nasconderci?”. Il portavoce della Boldrini minimizza: “Non possiamo dire cosa è accaduto nello specifico”

Arriva Laura Boldrini, la polizia si nasconda. La presidente della Camera non deve vedere uomini (e donne) in divisa.

La polemica è nata in Abruzzo, in occasione del meeting nazionale di Centro Democratico dello scorso 24 settembre organizzato nel Comune aquilano di Pescina. Dove, secondo il segretario provinciale del Siulp Fabio Lauri, agli uomini delle forze dell’ordine e dei carabinieri presenti per il servizio è stato dato uno strano ordine: in presenza della terza carica dello Stato era bene non farsi vedere. Anzi, nascondersi proprio.

E così è stato fatto, con risultati tragicomici: “Poliziotti e carabinieri con relativi mezzi di trasporto – denuncia Lauri in una lettera di protesta alla questura aquilana – sono stati costretti con grande imbarazzo a nascondersi nei meandri più remoti del paese: una volante dietro un fienile, la gazzella dei carabinieri sotto un ponte…” Una scena umiliante per la professionalità e per la divisa delle forze dell’ordine, tanto che per il pomeriggio il responsabile avrebbe mantenuto in servizio solo il personale in abiti civili.

Ma non è tutto. Lauri suggerisce anche che al momento del pasto “un’accompagnatrice del presidente della Camera, presumibilmente un funzionario di polizia, ‘suggeriva’ al dirigente in servizio di non far avvicinare i poliziotti al ristorante in quanto tale presenza avrebbe potuto urtare la suscettibilità.”

Da parte della presidenza della Camera, però è arrivato un frettoloso no comment: “Non è la presidente della Camera che dà disposizioni e non possiamo affermare cosa sia accaduto nello specifico spiega il portavoce Roberto Natale – In linea generale quando va nei luoghi auspica che vi sia minore impatto sulla comunità.”

L’accaduto però non è sfuggito al vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri che, intervistato da Tiscali Notizie, ha parlato di “mortificazione della polizia” chiedendo “misura e decenza”.


Pure i migranti ci sbeffeggiano: “In Italia facile ottenere asilo”

Un’inchiesta della Bbc mette a nudo le scelte dei migranti in tema di immigrazione: “Veniamo qui in Italia perché ci danno i documenti”

Anche sui canali internazionali di livello come la Bbc i migranti ammettono che l’Italia è una sorta di Eldorado per chi decida di chiedere il diritto d’asilo.

Mentre gli altri Paesi respingono chi non si merita protezione internazionale, il Belpaese sembra regalarli. O almeno ne sono convinti i migranti che, dopo aver incassato il ‘no’ di Austria, Germania e via dicendo si dirigono a Udine. Per ottenere un asilo “facile”.

I migranti vogliono l’Italia

A rivelarlo è un’inchiesta della Bbc che ha seguito alcuni migranti da Villach sino a Tarvisio e Udine. Il titolo è evocativo: “La truce odissea dei migranti termina nella città italiana di Udine”. Il gornalista che si è messo in cammino con i richiedenti asilo ha scritto che “mentre la maggior parte dei migranti che arriva in Europa cerca di dirigersi a nord verso Paesi come la Germania o la Svezia, in questa regione dell’Italia settentrionale il flusso viaggia nella direzione opposta“. Ovvero cerca di rimanere in Italia: parliamo di 5 mila persone da gennaio. Ma perché scelgono il Friuli? A spiegarlo è Salaam, un afghano di 25 anni che nel 2009 ha vissuto in Gran Bretagna, prima di essere rimandato in Afghanistan, riportato dal Messaggero Veneto. “Non ho chiesto asilo in Austria o altrove perché in Italia ti danno i documenti”. La stessa motivazione di Hassan, un pakistano: “Nonostante lo standard di vita non sia molto buono” – dice – l’Italia è l’unico Paese dell’Ue che “può garantirti un futuro, perché dopo 2 o 3 anni ti danno i documenti“.

Insomma, a quanto pare l’Italia è ormai diventata nell’immaginario di chi si mette in cammino la meta da raggiungere per coloro i quali avrebbero difficoltà in altri Stati di vedersi riconosciuti i diritti e lo status di rifugiato.


Istat: 3,9 milioni di extracomunitari in Italia, +49,5% numero dfi chi chiede asilo

Il report sulla presenza di extracomunitari in Italia è stato diffuso dall’Istat. Continua a ritmi sostenuti la crescita della richiesta di permessi per asilo e protezione umanitaria

I dati del ministero dell’Interno al primo gennaio 2016, diffusi in un report dell’Istat, evidenziano che in Italia sono presenti 3.931.133 cittadini non comunitari.

Un altro dato interessante: continua a ritmi sostenuti la crescita dei permessi per asilo e protezione umanitaria (+19.398 ingressi, pari a +40,5%) che nel 2015 arrivano a rappresentare il 28,2% dei nuovi ingressi (19,3% nel 2014, 7,5% nel 2013). Le persone in cerca di asilo e protezione internazionale sono in prevalenza cittadini di Nigeria, Pakistan e Gambia, Paesi che insieme coprono il 43,8% dei flussi in ingresso per questa motivazione.

Paesi di provenienza

Ma torniamo ai dati sull’immigrazione in Italia. I Paesi di provenienza più rappresentati nel belpaese sono Marocco (510.450), Albania (482.959), Cina (333.986), Ucraina (240.141) e India (169.394). Secondo l’analisi dell’Istat “la presenza non comunitaria risulta sempre più stabile sul territorio. Continuano infatti a crescere i soggiornanti di lungo periodo, che passano da 2.248.747 (56,3% sul totale) nel 2015 a 2.338.435 nel 2016 e rappresentano il 59,5% dei cittadini non comunitari regolarmente presenti”. La progressiva acquisizione della cittadinanza italiana per alcune comunità “storiche”, come quelle marocchina e albanese, porta ad una diminuzione del numero di permessi di soggiorno validi: al primo gennaio 2016 i cittadini albanesi sono 15.460 in meno rispetto allo scorso anno, quelli marocchini 7.907 in meno.

Diminuiscono le donne

I dati sulla dinamica della presenza mettono in luce intensi cambiamenti: per la prima volta dall’inizio degli anni ’90 si verifica una riduzione della presenza femminile (-6.742 permessi rispetto al 2015) dovuta in gran parte al calo dei nuovi ingressi. Prosegue la flessione del numero di nuovi permessi di soggiorno concessi. Durante il 2015 ne sono stati rilasciati 238.936, il 3,9% in meno rispetto al 2014. Tale diminuzione ha interessato in misura maggiore le donne (-4,8% contro il -3% degli uomini). La contrazione riguarda in particolare gli ingressi per motivi di lavoro (-35.312, pari al -62%). Se nel 2014 rappresentavano il 23% dei nuovi ingressi, nel 2015 sono scesi al 9%.

Cresce il numero di chi diventa italiano

Sono sempre più numerosi i cittadini non comunitari che ogni anno diventano italiani: da meno di 50 mila nel 2011 a quasi 159 mila nel 2015. Tra il 2014 e il 2015 sono diminuite le acquisizioni per matrimonio, dal 14% al 9%. Per le donne si passa dal 25% al 16%. Il 42% di coloro che sono diventati cittadini italiani nel 2015 ha meno di venti anni. Cresce il numero di chi acquisisce la cittadinanza per trasmissione dai genitori o perché, nato in Italia, al compimento del diciottesimo anno di età sceglie la cittadinanza italiana: da circa 10 mila nel 2011 a oltre 66 mila nel 2015.

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