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RINGRAZIAMO I PIDIOTI !!!!

20 settembre 2016

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da  IL  GIORNALE.IT

 

Avvocato gratis ai migranti: i ricorsi ci costano 600 milioni di euro

Chi si vede negata la domanda d’asilo si rivolge al giudice. E l’Italia gli assicura legale e accoglienza fino a fine processo

Non tutti i migranti che entrano in Italia sono profughi. Anzi. Le statistiche parlano chiaro: il 50% non ha alcun diritto ad avere accoglienza. A molti di loro, infatti, la Commissione che ne valuta la richiesta d’asilo riserva un netto diniego.

Tuttavia, la legge italiana permette di far ricorso in Tribunale entro 30 giorni. Facendo così schizzare in alto i costi dell’accoglienza: ai 35 euro al giorno, si aggiungono le spese per i processi e – soprattutto – l’avvocato gratis. Che gli paghiamo noi.

Dei 170mila sbarcati sulle coste della Sicilia nel 2014, secondo i dati del ministero dell’Interno, 67.128 sono ospitati nelle varie strutture di accoglienza. Sono ovviamente tutte persone che hanno fatto domanda di asilo. Lo scorso anno le Commissioni Territoriali sono riuscite a vagliarne solo 36mila. E nel 37% dei casi sono state rigettate.

Quali costi producono i ricorsi in Tribunale? Enormi. E vanno tutti a finire sulle spalle degli italiani. Nonostante la legge obblighi formalmente i giudici ad emettere sentenza entro 3 mesi, i processi durano più a lungo. Se la decisione del magistrato non piace, poi, si può ricorrere in Appello e anche in Cassazione.

Nel frattempo l’Italia paga agli immigrati sia l’avvocato che il vitto e l’alloggio. E’ il cosiddetto “patrocinio a spese dello Stato”. Stimarne i costi non è semplice. Ma il conto finale è una follia. Quando nei prossimi anni si accumuleranno i ricorsi dei profughi approdati tra il 2014 e il 2015, dovremo sborsare almeno 600 milioni di euro. Sono stime al ribasso che non tengono conto degli sbarchi negli anni a venire.

A decidere la parcella sui processi di immigrazione è di volta in volta il giudice. Alcuni Tribunali però hanno emesso delle linee guida per il patrocinio a spese dello Stato. Il Palazzo di giustizia di Milano, per esempio, prevede una spesa per l’erario di 900 euro per il primo grado. Per l’appello, secondo le testimonianze che abbiamo raccolto da alcuni avvocati e tenendo presente i tabellari emessi dal ministero della Giustizia, si può stimare un onere tra gli 800 e i 1.200 euro. Per la Cassazione, nel caso ci si arrivi, i costi lievitano un po’. Gli avvocati cassazionisti potrebbero richiedere fino a 3.018 euro, anche se difficilmente gli verranno accordati. Ecco dunque che il totale si aggira intorno ai 2.000/3.000 euro per ogni ricorso.

Tutti coloro che ottengono esito negativo della Commissione si presentano davanti al giudice. A confermarlo informalmente sono alcune Prefetture. Così i 18.000 dinieghi del 2014 produrranno un macigno per il patrocinio gratuito che si aggira tra i 36 e i 54 milioni di euro.

Bisogna inoltre considerare i costi dell’accoglienza: i 35 euro a migrante escono dalle casse del governo anche in attesa delle dicisioni dei magistrati. Le indicazioni di Alfano alle prefetture, infatti, sono di far rimanere gli immigrati nei centri di accoglienza fino alla conclusione dell’iter giudiziario.

Se il processo di primo grado durasse davvero 3 mesi, allora l’Italia dovrebbe sborsare “solo” 3.150 euro a migrante. Che moltiplicato per i 18.000 che nel 2014 hanno ricevuto il diniego, significano altri 56,7 milioni. Se invece – come probabile – il processo dovesse prolungarsi, i costi si moltiplicheranno.

In più, se ri ricorre in appello, il giudice può disporre la sospensione dell’allontanamento dalle strutture e permettere dunque al migrante di godersi il vitto e l’alloggio. Secondo gli operatori del settore, tutto il percorso giudiziario può durare più di un 1 anno. Ovvero 13mila euro a migrante. Che diventano 234 milioni per le domande d’asilo del 2014.

La somma tra avvocati ed accoglienza (solo per il 2014) è la “modica” cifra che oscilla tra i 270 e i 288 milioni di euro. Cioè 25 milioni al mese. Senza considerare i costi di cancelleria e di personale che l’accumulo di pratiche produrrà nel Palazzi di giustizia.

Nel 2015 le statistiche emesse dal Viminale parlano inoltre di un aumento della percentuale dei dinieghi. Che sono saliti al 50% delle domande valutate. A presentare richiesta d’asilo ogni mese sono circa 6.000 persone. Fino ad ora se ne stimano dunque 54mila. Di questi, secondo le proiezioni, 27mila avranno esito negativo. I loro ricorsi ci costeranno dunque tra i 54 e gli 81 milioni all’anno di patrocinio gratuito. Più altri 351 milioni per ospitarli 12 mesi nei centri d’accoglienza.

Tanti, troppi soldi per persone che alcuni funzionari statali imparziali hanno già appurato non essere in fuga da guerre e persecuzioni. Ma migranti economici. Per gli ultimi due anni di sbarchi, il 2014 e il 2015, spenderemo per i processi tra i 675 e i 720 milioni di euro. Consideriamo se volete che qualcuno non presenti ricorso e scendiamo pure a 600 milioni. Rimangono un’enormità.

Non sarebbe forse il caso di considerare la Commissione Territoriale un giudice ultimo e vietare i ricorsi?

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