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PROVATE AD IMMAGINARE IL DESTINO DI UNA AZIENDA CON DEI DEFICIENTI NEI POSTI DI RESPONSABILITA’ E COMANDO……….!!!!!

settembre 15, 2016

da  IL  GIORNALE.IT

 

Alfano, questo è troppo

Il commissariato di Ventimiglia allo sbando tra profughi e degrado

 Caro ministro Alfano,

i rapporti tra lei e questo quotidiano non sono mai stati troppo cordiali, ma, per una volta, ci ascolti.

Questa lettera non è un tentativo di fare polemica. È un invito o, se vuole, una preghiera. Non sappiamo da quanto tempo non le capita di andare a Ventimiglia, città di confine, città di frontiera, ormai in tutti i sensi, non solo geografico. Ventimiglia è una delle porte girevoli dell’Italia. È flusso, è immigrazione, è gente che fugge e che arriva con la speranza di trovare qualcosa che probabilmente non c’è. Ventimiglia è il fronte dell’emergenza, fronte nord-occidentale. Qui c’è la stazione di polizia che è una sorta di avamposto in mezzo al caos (leggi qui). Vada a visitarla. Veda in che condizioni sono costretti a lavorare i nostri poliziotti.

Le foto che pubblichiamo sono una vergogna, non per perbenismo, ma per dignità. Gli immigrati vengono ospitati, per umanità, in un commissariato che assomiglia a una casa abbandonata, con lavandini vecchi e malandati e un senso di precarietà. Non è certo colpa dei poliziotti. Fanno quello che possono e di sicuro non sono contenti e orgogliosi delle condizioni in cui si ritrovano a lavorare. Questa stazione è l’immagine dello Stato. È il suo volto e dice molto della situazione sociale e politica che stiamo vivendo. È un volto in disfacimento. È la fotografia di un’Italia che si sta lasciando andare e che non ce la fa neppure ad aiutare gli altri. Il ruolo della polizia è quello di dare sicurezza, ma come può farlo se la sua casa sembra un alloggio di fortuna?

Lo Stato straccione e spendaccione finisce per tradire, in questo modo, definitivamente il patto con i cittadini. Noi paghiamo le tasse in cambio di sicurezza, di servizi, di strade, di una politica in grado di pensare e vedere un futuro. In queste foto non c’è nulla di tutto questo, tranne il riflesso di un futuro sempre più triste e ramingo. Questo davvero è il simbolo della debolezza di un intero Paese, che stenta a riconoscersi. Quello che però ci sentiamo di chiederle è di prendere il treno per Ventimiglia ed entrare nella stazione di polizia. Se anche lei, come noi, proverà sgomento, siamo sicuri che, in qualità di ministro degli Interni, farà subito qualcosa. Non un palliativo. Non una semplice mano di vernice, ma qualcosa di concreto che dimostri che lo Stato, oltre agli immigrati, sa rispettare anche i propri cittadini e i propri poliziotti. Perché Ventimiglia, caro ministro, è il nostro volto. È quello che siamo diventati.


Indebitati di altri 80 miliardi: con Renzi il debito sale sempre

Il debito pubblico segna l’ennesimo aumento: a luglio si attesta a 2.252,22 miliardi di euro. Una nuova tegola per Renzi

Sempre più indebitati, sempre più nei guai. Lo stato di salute del Belpaese è sempre più malandato.

A luglio il debito pubblico si è attestato a 2.252,22 miliardi di euro segnando così l’ennesimo aumento. Questa volta il balzo in avanti è stato di ben 3,4 miliardi di euro rispetto al mese precedente. Si tratta del nuovo record storico che batte il dato di giugno di 2.248,831 miliardi.

Nel supplemento al bollettino statistico Finanza pubblica, fabbisogno e debito, la Banca d’Italia riporta che soltanto un anno fa il debito era pari a 2.200,553 miliardi di euro, mentre nei primi sette mesi del 2016 il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di ben 80,5 miliardi di euro. Una cifra monstre che il premier Matteo Renzi non può nascondere sotto il tappeto perché più aumenta il debito più aumentano gli interessi da pagare. Si tratta di un circolo vizioso in cui i contribuenti rischiano di trovarsi pericolosamente invischiati. Anche perché, aldilà dei proclami quotidiani, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan non sembra preoccuparsene.

“L’incremento registrato a luglio è inferiore a quello delle disponibilità liquide del Tesoro (8,5 miliardi, a 101,0 miliardi) – spiega l’istituto di via Nazionale – e riflette l’avanzo di cassa (5,4 miliardi)”. L’effetto complessivo degli scarti e dei premi di emissione, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio dell’euro hanno aumentato il debito per 0,2 miliardi. Con riferimento ai sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 3,5 miliardi, quello delle amministrazioni locali è diminuito di 0,2 miliardi. L’incremento riflette il fabbisogno (19,4 miliardi) e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (65,3 miliardi). Complessivamente gli effetti dell’emissione di titoli sopra la pari, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio dell’euro hanno ridotto il debito per 4,1 miliardi.


INCAPACI  SI’,  MA  NON  SI  FANNO  MANCARE  NIENTE……….. SEMPRE  A  SPESE  DEGLI  ITALIANI !!!!!

Patrick di Majan

da  IL  GIORNALE.IT

 

Un altro regalino ai deputati: ora il commercialista è gratis

Prevista un’assistenza fiscale a onorevoli in carica e anche a ex. Costo: 63mila e 400 euro

Dall’elenco delle consulenze per il 2016 della Camera dei Deputati ne spunta una da 63.400 euro che durerà circa un anno, ovvero dal prossimo 2 dicembre al 1 dicembre del 2017.

Quale servizio viene appaltato all’esterno? Un’attività di «assistenza fiscale e tributaria ai deputati in carica e cessati dal mandato». Tradotto: gli onorevoli contribuenti – e pure gli ex – verranno aiutati nella compilazione della loro dichiarazione dei redditi, saranno esonerati dal compilare moduli, registri e bollettini vari, e avranno un supporto tecnico anche nel caso di eventuali contenziosi col fisco. Gratis. Tanto paga Pantalone, ovvero noi. Che per lo stesso servizio dobbiamo rivolgerci a un commercialista, saldando a fine anno laute parcelle, o metterci in fila agli sportelli dei Caf (Centri di assistenza fiscale) che comunque vanno pagati. I deputati possono invece comodamente rivolgersi ai professionisti dello Studio Puoti, Longobardi, Bianchi cui è stata affidata la consulenza. Si tratta di un avviato studio capitolino con sede ai Parioli e uffici a Milano e a Istanbul che tra le prestazioni offerte, oltre all’advisory fiscale, garantisce anche l’assistenza e la rappresentanza davanti alle giurisdizioni superiori (Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti) e alla Corte Costituzionale.

Ma alla Camera, fra chi beneficerebbe di questo servizio, c’è anche chi non ci sta: «È profondamente immorale che mentre il Paese continua ad arrancare la Camera regali questi privilegi ai deputati, a spese dei cittadini. Pagare le consulenze fiscali persino agli ex parlamentari rende il tutto ancora più folle. Dovremmo concentrarci su come rendere migliore la vita dei cittadini italiani invece di continuare erogare odiosi privilegi che aumentano il distacco tra le istituzioni e le tante persone che con difficoltà riescono a tirare a campare», commentano i deputati di Alternativa Libera, Massimo Artini, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis, Samuele Segoni e Tancredi Turco.

Fra l’altro, il benefit dei consulenti fiscali arriva a poco più di un anno dall’introduzione del nuovo modello 730 precompilato messo in pista dall’Agenzia delle Entrate a giugno 2015. Ma subito diventato un boomerang: a migliaia di contribuenti sono infatti arrivati nei mesi scorsi «avvisi bonari» per anomalie da sanare, pena sanzione. Dimostrando che il «fai da te», insomma, è rischioso. Anche perché il modulo spesso va integrato in quanto i modelli proposti non contengono ancora molti degli oneri deducibili più comuni.

Come dimostra l’aumento del numero di contribuenti che si affidano ai Caf, per la propria dichiarazione dei redditi: dai dati dell’ultima campagna di assistenza fiscale conclusasi lo scorso 22 luglio, sono oltre 17,6 milioni i lavoratori dipendenti e pensionati che nel 2016 hanno scelto i centri di assistenza fiscale per l’elaborazione e l’invio del proprio modello 730, con un incremento di oltre 300mila dichiarazioni rispetto all’anno precedente.

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