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QUESTA E’ L’ ORA DI TACERE ? SI’, E’ L’ORA DEL VOSTRO SILENZIO E DELLA VOSTRA VERGOGNA !!!!

25 agosto 2016

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Voi radical chic sinistrati avete il coraggio di dire a NOI di tacere quando voi vi dovreste seppellire dalla vergogna????

No, non ci tacciamo neanche se ci fosse il reale rischio che voi doveste crepare di rabbia!!!!

Lo diremo sempre che mantenere i negri clandestini in albergo e tenere gli italiani terremotati in tenda è una INFAMIA !!!!

Voi, traditori del popolo italiano, lo sapete come si vive in tenda? Io sì, ci ho vissuto dai primi di maggio del 1976 alla fine di settembre dello stesso anno….. poi, in baracca .

Vi garantisco sinistronzi che in tenda non si vive bene….. neanche se si è in vacanza, figuriamoci con lo stato d’animo di chi di punto in bianco si è ritrovato senza più niente , con la casa distrutta e magari con qualche morto in famiglia .

Ecco perchè insistiamo di metterci i clandestini in tenda e gli italiani negli alberghi!!!!

Perchè non dovremmo denunciare il fatto che siete dei traditori del popolo italiano e degli inetti, disonesti intellettualmente e non solo intellettualmente ……….avete costruito una scuola antisismica solo quattro anni fa (non c’era Berlusconi quattro anni fa) che si è disintegrata con il terremoto, avete costruito gallerie e viadotti con le vostre imprese cooperative che sono crollate subito dopo, ecc…. ecc….!!!!

VOI avete solo una grande fortuna, la fortuna che il popolo italiano è molto paziente e buono, altrimenti sareste già stati appesi per il collo e attaccati ai pali della luce!!!!

Patrick di Majan

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E  CHIEDONO  A  NOI  DI  TACERE……… PAGLIACCI !!!!

Patrick di Majan

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Era stata inaugurata nel 2012, completamente ristrutturata con norme antisismiche. Ora la scuola  elementare di Amatrice “Romolo Capranica” è ridotta a un cumulo di macerie (agf)


 da  TODAY

Terremoto, la denuncia degli operatori della Croce Rossa: “Fateci aiutare le vittime”

Terremoto, la denuncia degli operatori della Croce Rossa: “Fateci aiutare le vittime”

Dalla Lombardia esplode la rabbia di circa duecento soccorritori: “Ci usano per pattugliare a piedi le strade di Milano, è umiliante”. Colpa dei tagli e della riforma che ha privatizzato la CRI: “Qui non serviamo a niente, fateci partire”

Terremoto, la denuncia degli operatori della Croce Rossa: “Fateci aiutare le vittime”

MILANO –Vogliamo partire per le zone terremotate e svolgere il nostro lavoro, vogliamo rispondere agli appelli dei Sindaci di Amatrice, di Accumoli, di Posta, di Arquata del Tronto e di Pescara del Tronto. Noi soccorritori della Croce Rossa siamo pronti a partire, ma non ce lo permettono“.

E’ una denuncia forte quella che viene da Mirco Jurinovic, dirigente sindacale dell’Unione sindacale di base (Usb) e soccorritore qualificato della Croce Rossa Italiana della Lombardia.

Da Marzo 2015, cioè dalla riforma che ha privatizzato la CRI,  mi ritrovo,  insieme ad altri 200 soccorritori, a pattugliare a piedi le strade di Milano, svolgendo un servizio di pochissima utilità per i cittadini e dispendioso, sia in termini economici sia, soprattutto, di professionalità che viene dispersa.

In tutta Italia, spiega Mirco Jurinovic, sono circa 900 i soccorritori dell’Ente – altamente qualificati e non – utilizzati per operazioni di soccorso che dal prossimo 1 settembre verranno messi in mobilità e utilizzati in diversi uffici della Pubblica Amministrazione dove ci sono carenze d’organico.

TERREMOTO NEL CENTRO ITALIA: FOTO E VIDEO

“Domani – prosegue Jurinovic – sottoporremo la questione al Prefetto di Milano, perché questa situazione è inaccettabile. Bisogna ridare funzione e dignità a personale altamente qualificato che per colpa del decreto 178/2012 non presta più servizio sulle ambulanze e che da settembre rischia di finire la carriera dietro la scrivania di un qualsiasi ente pubblico”.

Terremoto, la denuncia degli operatori della Croce Rossa: “Fateci aiutare le vittime”

Tutto questo accade in un paese ad alto rischio sismico e idrogeologico, che da un lato taglia risorse e privatizza servizi quali la Croce rossa e i vigili del fuoco, mentre dall’altro finanzia missioni di guerra in tutto il mondo.

Metteteci in condizione di partire e di essere coordinati nelle operazioni di soccorso. Vogliamo essere utili, poter far fronte alle richieste di aiuto che dalle zone terremotate rimbombano nelle nostre orecchie. Siamo pagati e vogliamo svolgere la nostra professione per quello che è sempre stata – conclude il sindacalista USB – cioè una missione di aiuto verso chi ne ha bisogno”.

 

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