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O LI PRENDIAMO A CALCI IN CULO ADESSO O DOVREMO TACERE PER SEMPRE !!!!

agosto 17, 2016

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da  IL  GIORNALE.IT

 

Il premier compra gli statali con i soldi dei pensionati

Il governo vuole l’appoggio dei sindacati in vista del referendum e apre sul rinnovo dei contratti della Pa

Roma Tra i pensionati (o meglio i pensionandi) e gli statali, il governo potrebbe decidere di buttare giù dalla torre i primi, premiando i dipendenti pubblici con il regalo più atteso: lo sblocco dei contratti, quindi degli aumenti, fermi al 2009.

L’idea ha preso forma nei giorni a cavallo di Ferragosto. Mentre tutte le analisi e i retroscena si concentravano sulla previdenza, a Palazzo Chigi si pensava a come accontentare i 3,5 milioni di lavoratori dello stato e degli enti pubblici.

La scorsa legge di Stabilità ha già stanziato 300 milioni per il rinnovo. Misura «simbolica» per stessa ammissione del premier Matteo Renzi. Ma anche il segno che è finita l’era degli stipendi pubblici bloccati, iniziata nel 2010 dal governo Berlusconi.

Con i margini della spesa ridotti all’osso se non azzerati dalla crescita del Pil sotto le aspettative e con un ministero dell’Economia pronto a fare le barricate per evitare una «finanziaria» elettorale, nessuno pensava che la sessione di bilancio ripartisse da una delle promesse del governo meno realizzabili e invece ieri il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, peraltro un rappresentante dell’ala liberale del governo, ha spiegato che il rinnovo dei contratti nella pubblica amministrazione «è una priorità» che viene prima «del tema delle pensioni». La pubblica amministrazione «ha avuto un blocco comprensibile» dei contratti, che «si è protratto troppo a lungo».

Pesa chiaramente la sentenza della Corte costituzionale del 2015 che ha dichiarato illegittimo il blocco. Ma anche le pressioni dei sindacati che ieri si sono fatti sentire chiedendo un rinnovo pieno dei contratti. Il segretario generale della Uilpa Nicola Turco ha fatto una cifra precisa: «Il costo di un rinnovo triennale dei contratti si attesta, a regime, intorno ai 7 miliardi di euro ed è quindi questa la cifra che il governo deve mettere sul piatto». Il mancato incremento in busta paga degli statali è pesato «almeno 212 euro lordi al mese», ha spiegato Michele Gentile, coordinatore del dipartimento del pubblico impiego della Cgil.

I dipendenti pubblici hanno perso in 7 anni di blocco contrattuale da 3 a 5 mila euro medi. La richiesta dei sindacati è di un aumento di 150 euro e «il minimo che serve per rinnovare i contratti è una cifra compresa tra i 7 e gli 11 miliardi» nel triennio, ha concluso il segretario generale della Cisl-Fp Giovanni Faverin.

Pressioni che fino a poco tempo fa il governo avrebbe semplicemente ignorato. Non oggi, con il referendum costituzionale alle porte. Gli statali sono un elettorato di sinistra e il governo Renzi vuole recuperarli. Conti pubblici permettendo. Il rinnovo dei contratti degli statali andrà interamente finanziato con tagli alle spese o con nuove tasse, che ieri lo stesso Zanetti ha escluso. Esattamente come il pacchetto pensioni. Le misure annunciate dal governo costeranno più del previsto, circa 3 o 4 miliardi e così il pacchetto potrebbe essere ridimensionato, se non stralciato, a favore dei contratti pubblici.

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