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E ADESSO, STUPIDE ZECCHE ROSSE, COSA FARETE……. UNA FIACCOLATA ????

luglio 15, 2016

QUESTA,  E’  L’UNICA  FIACCOLA  DA  ACCENDERE !!!!

Patrick di Majan

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Adesso diranno che era un depresso, si stava separando dalla moglie, aveva problemi economici. Balle! Fossero questi, i motivi, noi italiani dovremmo fare una strage al giorno. Diranno pure che l’Isis non ha rivendicato…. Me ne frego, potrebbe essere una strategia per allentare la sicurezza. Diranno anche…. me ne sbatto i coglioni, oramai è guerra: o noi, o loro!

Siamo in guerra e ci stanno massacrando senza pietà; mai come in questa guerra il nostro avversario si accanisce su innocenti, donne e bambini indifesi!!!

Patrick di Majan

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Questo è l’attentato che mi fa più paura. Hanno usato un camion, non un camion gigante, un mezzo di media grandezza, di quelli che riforniscono di alimentari i supermercati e, in zone turistiche come Nizza, gli alberghi. Non è così strano vedere un mezzo del genere circolare, anche di notte, perché alcuni rifornimenti vengono appunto effettuati in orari meno trafficati.
Sono stati furbi i bastardi, hanno usato un cavallo di Troia, sapendo che anche scoperti, una volta lanciato a velocità un mezzo del genere, che vuoto pesa intorno alle 8/9 tonnellate, non è più arrestabile.
Non hanno scelto una grande città, perché non si può controllare tutto, non si può militarizzare ogni cittadina. È come se qui in Italia avessero scelto Viareggio o Alassio o Jesolo: piccoli centri che nel periodo estivo si popolano.
No questa volta non si poteva prevedere, non puoi contrastare la pazzia. Non hanno attraversato controlli aeroportuali, non avevano chili di esplosivo, non hanno dirottato aerei, hanno preso un camion, un veicolo che ogni giorno transita accanto a noi.
Questo fa più paura, sapere che ad uccidere possa essere la quotidianità
[Anna Fiastra]
Quella bambina è nostra figlia!!! Siamo in guerra lo volete capire?!?!??!
Legge del taglione per difenderci!!!

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da  IL  GIORNALE.IT

 

Nizza, la strage dei bambini che guardavano i fuochi d’artificio

Tra le vittime dell’attentato di Nizza, anche alcuni bambini. Su Facebook la ricerca dei piccoli perduti tra la folla: ritrovato in bimbo sul passeggino

Una bambola stesa sull’asfalto. Il vestito rosa che si sposa tragicamente al rosso del sangue versato dalla sua bambina.

Quella bambina che l’ha coccolata, curata, vestita e svestita per chissà quante volte. La strage di Nizza, 84 morti e centinaia di feriti, se avesse mai bisogno di un simbolo lo troverebbe proprio nell’innocenza spezzata dei pargoli. Hollande ha detto che tra le vittime ci sono “diversi bambini” e sono 54 quelli feriti. La loro gioia asfaltata dalla barbarie terroristica.

Eccola la speranza dell’Europa uccisa mentre guardava i fuochi d’artificio. Mentre festeggiava. Chissà se quella bimba ha chiesto con insistenza ai suoi genitori di portarla sulla Promenade des Anglais, sul lungomare, a vedere la festa di colori e botti. Botti, poi trasformatisi in spari. In morte. In dolore.

Il 14 luglio è la festa nazionale della Francia. Per molti non lo sarà più come prima. Di sicuro per gli adolescenti e neonati morti nell’attentato non ci sarà più una presa della Bastiglia da commemorare. Quel camion che è piombato sulla folla, gli spari. La fuga. L’orrore. I corpi dilaniati a terra, il sangue ovunque. I bambini. I bambini uccisi, i piccoli cadaveri a terra e le scarpette sparse lungo la via. Come è possibile sopportare il dolore di un’infanzia che non ci sarà più? Che senso ha questa barbarie?

Promenade des Anglais era piena di mamme con il passeggino, famiglie. Famiglie che hanno perso i loro bambini, la mamma che ha lanciato su Facebook la ricerca disperata del passeggino su cui trasportavano suo figlio e che è riuscita a ritrovare.

Ecco allora, i due simboli di Nizza. Il sorriso ignaro del neonato tornato tra le braccia della mamma. E quella bambola con la sua padroncina, il sacrificio ingiusto del futuro dell’Europa spezzato da un tunisino. Un sacrificio che non si può accettare.


menti  illustri………

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da  IL  GIORNALE.IT

 

“Tir suicida sul formicaio”. La rete sommerge Lerner

Il giornalista pubblica un commento sulla strage a Nizza che scatena la reazione del web. Su Twitter e Facebook numerosi commenti contro Lerner

Un articolo di Gad Lerner sulla strage a Nizza fa infuriare il web. Sul profilo Twitter del giornalista, infatti, è apparso il lancio di un articolo a commento delll’attentato in cui si legge: “Il sangue innocente di Nizza, basta un tir suicida che si abbatte sul nostro formicaio umano”.

La frase non è piaciuta a molti utenti della rete, che hanno accusato Lerner. “Ma vergognati! – scrive Jimmy – Un tir suicida? Chi era alla guida? Forse meglio dire un terrorista islamico ma vi brucia dire cosi”. “C’è del disprezzo nell’espressione “formicaio umano” – ribatte Stefano – credo fuori luogo”.

Sono due, infatti, i dettagli del lancio Twitter di Lerner che non sono piaciuti. Il primo, l’uso della parola “formicaio”, il secondo l’aver detto che sarebbe stato un “tir suicida” a provocare i morti e non un chi lo guidava.

“La freddezza con cui ha guidato il Tir sulla folla per diversi minuti e lungo due chilometri della Promenade des Anglais, lasciano intuire che si trattasse di militante addestrato – scrive Lerner – Del resto nei giorni scorsi erano state pubblicate informative su autobombe pronte a entrare in azione in Europa. Come e peggio di un’autobomba, il massacro di Nizza. Se la matrice jihadista si delinea con chiarezza, senza bisogno di attendere la rivendicazione postuma dell’Isis, a turbarci è innanzitutto la nostra vulnerabilità. Chiunque di noi avrebbe potuto essere lì, fra gli schiacciati. Ma soprattutto: quanto è facile perpetrare un massacro di gente inerme che non se lo aspetta. Basta un camion. Ce ne sono migliaia dappertutto, ma basta un solo camion che si abbatta sul nostro formicaio umano. L’altro requisito imprescindibile è la disponibilità al suicidio del conducente di quel camion. Si sa che c’è solo l’imbarazzo della scelta, per gli strateghi contemporanei del terrore la manodopera pronta a “immolarsi” non manca”.


Nizza, ieri la polizia a Hollande: “Serve un piano d’emergenza”

Il governatore locale di Nizza, il giorno prima della strage, aveva inviato a Francois Hollande una lettera per spiegare le condizioni assurde nelle quali lavora la polizia

Le forze dell’ordine sono ridotte al lumicino. I poliziotti sono stanchi – inizia così la lettera che il presidente del consiglio regionale, Christian Estrosi, ha inviato al capo dell’Eliseo – . Alla vigilia del 14 luglio e dopo Euro2016, approfitto di questo momento di unione nazionale per allertarvi sulla necessità di mettere in piedi un grande piano d’emergenza per i nostri agenti”.

24 ore dopo che la missiva era stata spedita, Nizza si trasforma in un campo di battaglia. Le Figaro ha reso nota la lettera per documentare lo stato di regressione in cui si trova la polizia francese. Come riporta l’Huffingtonpost, da loro si pretende sempre l’impegno massimo, ma gli strumenti che hanno per lavorare sono scadenti. Il personale è ridotto e la situazione è davvero drammatica. “Il nostro Paese si trova continuamente in una situazione di pericolo permanente che mobilita quotidianamente le nostre forze dell’ordine – ricorda Estrosi a Holland -. Il morale dei poliziotti è a terra. Sento la disperazione di una categoria che percepisce con amarezza che il tempo della comunione con l’intera nazione dopo gli attentati di Charlie Hebdo è scomparso”.

Parole dure quelle del governatore locale, ma fanno riflettere, soprattutto all’indomani della tragedia di Nizza. La lettera di Estrosi si conclude con una richiesta a Fracois Hollande: “Bisogna rinnovare il materiale in dotazione agli agenti. Ciascun poliziotto deve avere giubbotto antiproiettili. Anche le vetture vanno rinnovate. E le paghe vanno migliorate visto che con l’allerta terrorismo si stanno accumulando molte ore di straordinario”.

La lettera del governatore locale deve far riflettere i presidenti d’Europa perché tutti questi uomini che ci salvano ogni giorno la vita meritano di più. Di certo non meritano di non aver i giubbotti antiproiettili o di averli scaduti.

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