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LA N° 2 DEL PARTITO DEMOCRATICO……….. PURTROPPO GOVERNA IL F V G !!!!

luglio 14, 2016

SE  QUALCUNO  HA  MEMORIA  DI  GOVERNATORE  DEL   FRIULI  VENEZIA  GIULIA  PIU’  INIQUO  E  INETTO  DI  QUELLO  ATTUALE,  E’  PREGATO  DI  FARMELO  SAPERE……. GRAZIE !!!!!

Patrick di Majan

 

da  ilLiberale

 

“Per la licenza da tabaccaio devi essere profugo”. Il bando del Pd in Friuli Venezia Giulia

Sta destando non poco scalpore l’ultima iniziativa dell’ufficio monopoli della Regione Friuli Venezia Giulia, la regione mal guidata da Debora Serracchiani: un bando per aprire una rivendita di tabacchi riservato ai soli profughi. No non è un macabro scherzo. Un bando discriminatorio del genere non si era mai visto. Ma è stato fatto e scadrà il 10 agosto. “Il concorso” come riporta il Messaggero Veneto “è riservato alle seguenti categorie di persone, che possono disporre del locale, riconosciuto idoneo a discrezionale giudizio dell’ufficio delle dogane: profughi già intestatari di rivendita di generi di monopolio nel territorio di provenienza, oppure, nel caso di decesso del profugo, coniuge o figli».

Dopodichè ci aggiungono che in seconda battuta possono partecipare i profughi che non hanno mai avuto un tabacchino e in terza e ultima battuta anche gli italiani purché (udite! Udite!) siano: “invalidi di guerra, vedove di guerra e categorie equiparate per legge ed ai decorati al valor militare”. Quindi non è discriminatorio verso gli italiani: infatti il novantacinquenne invalido di guerra o il ragazzo del 99 (di 117 anni) decorato al valor militare possono partecipare. Però, tanto per essere sicuri, aggiungono che verranno preferiti quelli della categoria A, ovvero i profughi. Anche davanti a un ragazzo del ’99 che in un sussulto di vitalità decidesse di aprire un tabacchino ad Aprilia Marittima. Sembra una barzelletta degna del circo piddino che governa la regione Fvg ma la questione è molto più seria. Come poteva infatti l’Agenzia delle Dogane e monopoli fare un bando riservato ai soli profughi?

La fantasia sinistra non ha limiti e quindi hanno ben pensato di rispolverare la legge 1293/57 all’articolo 21 che appunto permette, in via sperimentale (nel 1957) di fare dei bandi riservati a “invalidi di guerra, vedove di guerra e categorie equiparate per legge ed ai decorati al valor militare”. Ma cosa potrebbero mai c’entrare i nostri eroi di guerra con i profughi afghani? Li hanno fatti entrare con un inquietante sillogismo: dato che nella prassi legislativa di quegli anni, viste le miserande condizioni dei profughi (quelli sì profughi veri!) istriani, si era deciso di rendere “equiparati per legge” anche gli istriani che avevano perso tutto, dalla casa al lavoro, oggi la perversione interpretativa dei legislatori sinistri ha equiparato i nostri italianissimi e sfortunati istriani alle migliaia di sedicenti rifugiati che ogni giorno giungono sulle nostre coste e premono sul nostro confine orientale. Cosa non si inventano i piddini pur di fare delle discriminazioni. Sempre e solo nei confronti degli italiani.


da  CAFE’TV24

 

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ORETI: A GORIZIA VERGOGNOSO VEDERE DEL CIBO ANCORA CONFEZIONATO GETTATO NEI CASSONETTI

A dirlo è Fabrizio Oreti, capogruppo della lista civica “Per Gorizia” e coordinatore provinciale di Autonomia Responsabile.

Considerato che a Gorizia circa 2400 cittadini goriziani vivono sotto la soglia della povertà (tra questi purtroppo ci sono diverse famiglie con minori a carico) che per la nostra città vuol dire avere redditi al di sotto dei 10.500 euro annui, diventa veramente vergognoso apprendere che dei pasti completi, ancora chiusi e sigillati, vengono gettati in questo modo.

Penso – sottolinea Oreti – che questi pasti potrebbero essere di aiuto a tutti coloro che vivono un momento di difficoltà invece di finire nei cestini delle immondizie.

Per dare un senso a cosa mi riferisco è stata mia premura scattare delle fotografie che ho girato al Sindaco Romoli e agli uffici tecnici comunali competenti per informarli dello spreco che ha preso forma in città e per approfondire le verifiche del caso.

Non vorrei mai – stigmatizza Oreti – che questi casi fossero molti di più di quelli che penso, per questo sarà importante chiedere all’ente che si occupa del ritiro dei rifiuti se hanno segnalazioni di questo tipo da altri cittadini o dagli operatori per comprendere quanti sono questi casi e successivamente trovare un modo per evitare che questo scempio continui ad esistere.

Per ora, non ci sono prove che si tratta dei pasti consegnati ai migranti economici presenti a Gorizia, anche se nel merito un pensiero l’ho fatto e per questo – termina Oreti – rivolgo un appello alle associazioni e a tutte le istituzioni a stretto contatto con gli ospiti in città per sensibilizzarli a non ritirare del cibo se non di loro gradimento che può essere benissimo consumato da chi ne ha bisogno.


ECCO  COSA  SONO  STATI  CAPACI  DI  CREARE…… GLI  IDIOTI,  LADRI  E  MALEDETTI  COMUNISTI !!!!

Patrick di Majan

 

da  Messaggero  Veneto   14 luglio 2016

 

Istat, in povertà assoluta 4,6 milioni di italiani

L’incidenza della povertà assoluta si mantiene stabile negli ultimi tre anni per le famiglie; cresce invece se misurata in termini di persone. Questo perchè riguarda le famiglie più numerose

ROMA. Nel 2015 l’Istat stima che le famiglie in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 mln e 582 mila e le persone a 4 mln e 598 mila (il numero più alto dal 2005). L’incidenza della povertà assoluta si mantiene stabile negli ultimi tre anni per le famiglie; cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Questo perché‚ riguarda le famiglie più numerose. In aumento al Nord, in particolare per gli stranieri, la povertà colpisce chi vive in città, gli anziani e i bassi redditi.

L’incidenza della povertà assoluta, spiega l’Istat, si mantiene sostanzialmente stabile sui livelli stimati negli ultimi tre anni per le famiglie, con variazioni annuali statisticamente non significative (6,1% delle famiglie residenti nel 2015, 5,7% nel 2014, 6,3% nel 2013); cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013).

Questo andamento nel corso dell’ultimo anno si deve principalmente all’aumento della condizione di povertà assoluta tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5%), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6%) e tra le famiglie di soli stranieri (da 23,4 a 28,3%), in media più numerose. L’incidenza della povertà assoluta aumenta al Nord sia in termini di famiglie (da 4,2 del 2014 a 5,0%) sia di persone (da 5,7 a 6,7%) soprattutto per l’ampliarsi del fenomeno tra le famiglie di soli stranieri (da 24,0 a 32,1%).

Segnali di peggioramento si registrano anche tra le famiglie che risiedono nei comuni centro di area metropolitana (l’incidenza aumenta da 5,3 del 2014 a 7,2%) e tra quelle con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni di età (da 6,0 a 7,5%). L’incidenza di povertà assoluta diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento (il valore minimo, 4,0%, tra le famiglie con persona di riferimento ultrasessantaquattrenne) e del suo titolo di studio (se è almeno diplomata l’incidenza è poco più di un terzo di quella rilevata per chi ha al massimo la licenza elementare).

Si amplia l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con persona di riferimento occupata (da 5,2 del 2014 a 6,1%), in particolare se operaio (da 9,7 a 11,7%). Rimane contenuta tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,9%) e ritirata dal lavoro (3,%). Anche la povertà relativa risulta stabile nel 2015 in termini di famiglie (2 milioni 678 mila, pari al 10,4% delle famiglie residenti dal 10,3% del 2014) mentre aumenta in termini di persone (8 milioni 307 mila, pari al 13,7% delle persone residenti dal 12,9% del 2014).

Analogamente a quanto accaduto per la povertà assoluta, nel 2015 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie numerose, in particolare tra quelle con 4 componenti (da 14,9 del 2014 a 16,6%,) o 5 e più (da 28,0 a 31,1%). L’incidenza di povertà relativa aumenta tra le famiglie con persona di riferimento operaio (18,1% da 15,5% del 2014) o di età compresa fra i 45 e i 54 anni (11,9% da 10,2% del 2014).

Peggiorano anche le condizioni delle famiglie con membri aggregati (23,4% del 2015 da 19,2% del 2014) e di quelle con persona di riferimento in cerca di occupazione (29,0% da 23,9% del 2014), soprattutto nel Mezzogiorno (38,2% da 29,5% del 2014) dove risultano relativamente povere quasi quattro famiglie su dieci.

Per quanto riguarda la povertà relativa, i dati del 2015 rivelano una incidenza in Italia del 10,4%.

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In questo grafico, ecco la percentuale di incidenza, regione per regione (con esclusione del Trentino Alto Adige e delle Marche per mancanza di dati)


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