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MALEDETTI DEMENTI FIGLI DI PUTTANA !!!!

10 luglio 2016

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da  IL  GIORNALE.IT

 

Migranti, Fassino lancia l’allarme: “Rischiamo di essere travolti”

Fassino: “In termini di numeri stiamo arrivando al superamento della soglia che è governabile. Se non lo vediamo per tempo, questo problema rischia di travolgerci”

“Finora in Italia l’immigrazione è stata governata tutto sommato bene, ma in termini di numeri stiamo arrivando al superamento della soglia che è governabile.

Se non lo vediamo per tempo, questo problema rischia di travolgerci”. A dirlo non è Matteo Salvini, bensì l’ex sindaco di Torino, Piero Fassino, durante il suo intervento alla direzione regionale piemontese.

“Da sindaco e in campagna elettorale – ha spiegato Fassino – non mi sono risparmiato e ho incontrato moltissime persone. L’immigrazione è il tema che sempre e ovunque mi sono trovato davanti. È il più sentito nella aree a maggiore sofferenza sociale, dove gli immigrati sono visti in competizione per la casa, il lavoro, il welfare. Si tratta delle stesse aree nelle quali abbiamo avuto i risultati peggiori”.

E ancora: “Per esempio nell’assegnazione delle case popolari, il criterio basato sulla composizione dei nuclei familiari premia sempre più spesso le famiglie immigrate, che fanno più figli. Bisogna domandarsi fino a quando la graduatoria unica è sostenibile. Questo per non alimentare conflitti tra chi quel diritto lo esige”.


da  ImolaOggi

“Se gli italiani sono razzisti, sono ancora più razzisti i profughi che commettono a nostro danno reati d’ogni tipo: stupri, omicidi, rapine, furti e quant’altro. Volendo discettare sul piano statistico, per ogni delinquente di casa nostra ce ne sono almeno tre di importazione”

 

Italia razzista? Feltri alla Kyenge: “I profughi commettono a nostro danno reati d’ogni tipo”

 

I soliti campioni della sinistra, profittando di uno squallido episodio di cronaca (un italiano che ha stecchito con un pugno un nero durante una rissa) hanno dato fuoco alla miccia di una vecchia polemica stolta e priva di fondamento: gli italiani stanno diventando o sono già diventati razzisti. Il che, pur essendo falso, viene spacciato per verità allo scopo di far sentire in colpa tutti noi, costringendoci moralmente ad accettare di buon grado le incessanti invasioni barbariche, che hanno ridotto parecchie nostre città ad accampamenti di stranieri più o meno sbandati.

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Non vedo per quale altro motivo si tenda ad accusare senza lo straccio di una prova il popolo di xenofobia e intolleranza. È vero che stando alle statistiche ogni anno si registrano una cinquantina di aggressioni ad opera di nostri connazionali nei confronti di poveracci immigrati, ma è altrettanto vero che si tratta di una cifra trascurabile se si considera che gli abitanti della penisola sono oltre 60 milioni.

Non solo. I reati compiuti dagli extracomunitari dalle nostre parti sono numericamente impressionanti, tanto che un terzo e oltre della popolazione nelle patrie galere è costituita da extracomunitari. Significa che se gli italiani sono razzisti perché (per fortuna raramente) picchiano e uccidono i profughi, sono ancora più razzisti gli stessi profughi che commettono a nostro danno reati d’ogni tipo: stupri, omicidi, rapine, furti e quant’altro. Volendo discettare sul piano statistico, per ogni delinquente di casa nostra ce ne sono almeno tre di importazione. Questi scarni e approssimativi dati dovrebbero bastare a zittire coloro che ci diffamano dandoci dei razzisti. Evidentemente non sanno fare di conto o parlano a vanvera ispirati da una sorta di ideologia buonista che in realtà è soltanto cialtroneria.

La vicenda di Fermo è paradigmatica in questo senso. Un imbecille dà della scimmia alla moglie di un nero. Questi perde il lume degli occhi e reagisce menando le mani di brutto, cioè massacrando a legnate colui che ne ha oltraggiato la consorte. Nel bel mezzo della zuffa – stando alle testimonianze – il cafone italiano, ormai sopraffatto, ha sferrato un cazzotto terrificante al nero, abbattendolo. Morto. Non è di sicuro una storia edificante e non tale da giustificare l’assassino. Ci mancherebbe. Ma non si può nemmeno affermare che l’omicida vada condannato subito, ancor prima che sia stato accertato come si siano svolti i fatti. Né si può altresì concludere che il delitto in questione, per quanto esecrabile, sia il frutto marcio di un clima di assoluta ostilità italiana verso il “diverso” ossia il nero.

Prima di cianciare di razzismo strisciante serve attendere i risultati dell’inchiesta giudiziaria che, invece, non è neppure iniziata. Giovedì sera, quando ancora poco o nulla si sapeva di come si fosse svolta la tragica lite, sono stato ospite di In onda, programma televisivo de La7, condotto da Parenzo e Labate, insieme con Gennaro Migliore (ex Sel e ora Pd) e Montanari che non avevo il piacere di conoscere. Tema della conversazione, il razzismo. Migliore ha improvvisato una arringa contro gli italiani xenofobi, tra i quali ha inserito anche noi di Libero, rei di aver definito Bastardi islamici gli stragisti del Bataclan. E come dovevamo chiamarli? Boy-scout? Egli ha aggiunto nella sua filippica che i giornali fomentano l’odio con un linguaggio scriteriato. E ha citato un esempio ancora riguardante Libero, che in occasione di un femminicidio a Roma scrisse che la ragazza era stata arrostita. Come dire che se la fanciulla è morta bruciata la colpa non è dell’assassino, ma nostra che abbiamo usato un vocabolo sgradevole a giudizio di Migliore.

Il problema, insomma non è che una signorina sia stata ammazzata col fuoco, ma la parola da noi usata per stigmatizzare l’atrocità del fatto. Ecco come ragionano le briscole della sinistra: non si interessano dei concetti, ma processano il lessico con cui vengono espressi, e va da sé che il dibattito seguente è stato penoso ancorché istruttivo. Io tentavo di argomentare e lui, Migliore (smentendo il luogo comune: nomen omen) anziché ascoltarmi onde replicare con cognizione di causa, sovrapponeva la propria voce alla mia, secondo una forma di maleducazione assai diffusa non solamente fra i progressisti. Niente di grave, ma me ne sono andato via perché discutere con un villano comporta un rischio: quello di assomigliargli. In questo mi vanto di essere razzista. Una tantum.

di Vittorio Feltri – – LIBERO


13614931_1002779596501995_5172114898965944954_nParma :  senza casco, senza targa, sicuramente senza assicurazione. Ma noi siamo razzisti……… Ma vaffanculo va!!!!

ITALIANI,  MANDIAMOLI  TUTTI  A  FARSI  FOTTERE…….. CON  LE  CATTIVE !!!!

Patrick di Majan

 

da  IL  GIORNALE.IT

 

L’Onu vuole tassare la bistecca

Ancora una volta la bistecca nel mirino. Dopo l’inutile allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che aveva bollato la carne rossa come cancerogena, adesso tocca all’Onu disincentivare il consumo della bistecca

 Ancora una volta la bistecca nel mirino.

Dopo l’inutile allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che aveva bollato la carne rossa come cancerogena, adesso tocca all’Onu disincentivare il consumo della bistecca. E il metodo è curioso: aumentare il prezzo di vendita con una nuova tassa. Come sottolinea uno studio delle Nazioni Unite, commissionato all’International Resource Panel, nei prossimi dieci anni il consumo di carne nel mondo dovrebbe lievitare del 20 per cento per quella di pollo e del 14 per quanto riguarda la carne suina e bovina.

Secondo gli esperti, come ricorda Libero, questo incremento del consumo porterà anche ad un incremento della produzione che a loro dire provocherebbe un disastro ambientale. Da qui l’esigenza di frenare il consumo: “Le conseguenze negative per l’ambiente e la salute devono essere incorporate nei prezzi dei prodotti alimentari”, ha affermato Maarten Hajer, il capo degli scienziati dell’Onu che hanno redatto il rapporto. Il rimedio a questo problema è uno solo: aumentare il prezzo della carne per ridurre i consumi. Le opzioni sono due: una prevede un aumento del prezzo diretto sul consumatore, un’altra un aumento invece a monte della catena in fase di produzione. “Pensiamo che sia meglio aumentare i prezzi a un livello precedente della catena, è più facile”, ha aggiunto il professor Hajer. “È più allettante tassare la carne al livello del consumatore, ma è meno efficace”. Insomma a quanto pare presto per godersi una bistecca bisognerà spendere di più.


Euro, l’ex ministro tedesco: “L’uscita penalizza solo Berlino”

Dopo il Brexit, la tenuta dell’Europa è messa a dura prova. Di fatto altri Stati pensano ad un’uscita dall’Unione e c’è anche chi considera l’ipotesi di abbandonare la moneta unica

 Dopo il Brexit, la tenuta dell’Europa è messa a dura prova. Di fatto altri Stati pensano ad un’uscita dall’Unione e c’è anche chi considera l’ipotesi di abbandonare la moneta unica.

Ma in un’Europa a trazione tedesca a chi converrebbe la rottura del patto basato sull’Euro? Prova a dare una risposta l’ex ministro delle finanze tedesco Theo Waigel in un’intervista a T-Online: “Al grado di sviluppo della globalizzazione e dei mercati aperti cui siamo arrivati – che non è più reversibile -, ci sono forze che si oppongono, sostenendo la necessità di ritornare ai confini e alle regolamentazioni nazionali, che prima funzionavano bene, per tornare ad appropriarsi delle proprie capacità decisionali“.

Poi l’ex ministro spiega in modo chiaro lo scenario: “Se la Germania oggi uscisse dall’unione monetaria, allora avremmo immediatamente, il giorno dopo, un apprezzamento tra il 20% e il 30% del marco tedesco – che tornerebbe nuovamente in circolazione -. Chiunque si può immaginare che cosa significherebbe per il nostro export, per il nostro mercato del lavoro, o per il nostro bilancio federale“. Una tesi quella di Waigel che già qualche anno fa era stata esposta dallo Spiegel: “Con un’uscita dall’Euro e un taglio netto dei debiti la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra invece inizierebbe proprio allora. Una gran parte del settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente”.

 

 

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