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I COMUNISTI, STUPIDI, NON SI FERMANO NEANCHE DAVANTI ALLA MORTE DI NOVE CONNAZIONALI MUTILATI E TORTURATE !!!!

luglio 6, 2016

da  IL  GIORNALE.IT

 

“Non conosco il Vangelo”. Così la sinistra scorda i morti di Dacca ma difende i “bengalesi pestati”

Una petizione in favore dei bengalesi picchiati perché “non sapevano il Vangelo”. Silenzio, invece, sulle vittime di Dacca. Rete degli studenti nella bufera

Silenzio per gli italiani morti a Dacca “perché non sapevano il Corano”. Nessuna petizione, nessuna foto, nessuna solidarietà.

Ma quando ad essere colpiti sono degli stranieri, gli studenti si mobilitano in loro soccorso contro il razzismo. Questa la sintesi, ora passiamo ai fatti. I protagonisti della storia sono dei ragazzi, radunati attorno ad una associazione studentesca chiamata “Rete degli studenti medi”.

Come noto, a Dacca, la capitale del Bangladesh, 9 italiani sono stati uccisi dai terroristi islamici. Pochi giorni dopo, a San Benedetto del Tronto, si diffonde la notizia che alcuni bengalesi venditori di rose sarebbero stati picchiati “perché non sapevano il Vangelo”. Notizia peraltro falsa, come conferma la questura di Ascoli Piceno.

Niente solidarietà ai morti di Dacca

Dopo la macelleria islamica, i ragazzi della Rete degli Studenti Medi hanno taciuto. Silenzio. Il profilo Facebook risuona come una valle con l’eco. Subito dopo il (fasullo) fattaccio di San Benedetto, invece, si sono idignati per il pestaggio dei bengalesi. “Ieri è avvenuto un fatto orripilante – scrivevano -: dei venditori di rose sono stati picchiati e derubati da un gruppetto di giovani ‘perché non sapevano il vangelo’. Questo è un avvenimento gravissimo per la città di San Benedetto. Il razzismo ed il fascismo non fanno parte della nostra comunità! Per questo l’Associazione Studentesca Robin Hood ha lanciato una foto-petizione per esprimere solidarietà alle persone offese e per dimostrare che San Benedetto non condivide e non tollera questi atti”. A seguire un diluvio di foto con cartelli dove campeggia la frase: “Nemmeno io conosco il Vangelo”.

Sarebbe stato bello vedere lo stesso attivismo di selfie, corredati di cartelli con cinque semplici parole: “Nemmeno io conosco il Corano”. Invece niente. La Rete degli Studenti Medi è stata sommersa dalle critiche, tanto che è stata “costretta” a spiegare che l’hanno fatto solo in favore dei bengalesi “perché il fatto è successo nella nostra città”. “Non vogliamo ‘proteggere’ i bengalesi per il fatto che siano stranieri – continuano – Per noi non esistono differenze di nazionalità. Non vengono prima gli italiani. Per noi vengono prima gli esseri umani. Ovviamente siamo rammaricati per ciò che è successo a Dhaka, come lo siamo per ciò che è successo a Baghdad, dove il giorno dopo i fatti del Bangladesh sono morte 250 persone causando il secondo attentato più grave della storia dell’Iraq. Lo siamo per Istanbul, Parigi, Bruxelles. Riteniamo però che ciò (come invece qualche commento sostiene) non giustifichi il fatto successo nella nostra città. Quelle persone non hanno mai ucciso nessuno. Non è colpa loro se 9 italiani sono morti”.


da  ImolaOggi

 

“Non sapevano il Vangelo, bengalesi picchiati”, l’ultima bufala dei buonisti ottusi

 

Da un paio di giorni circola in rete la BUFALA montata ad arte, ripresa da tutti i maggiori quotidiani e i Tg nazionali, che a S. Benedetto del Tronto due venditori di rose bengalesi fossero stati picchiati da un gruppo di ragazzi italiani perché non conoscevano il Vangelo. Poteva forse essere interpretata come un moto di rabbia all’indomani dei tragici fatti di Dacca, una sorta di contrappasso. Personalmente, avendo subdorato la possibile bufala fatta circolare in rete dai soliti buonisti che hanno interesse a fomentare, ho chiamato la Questura di Ascoli Piceno che mi ha confermato il sospetto: NOTIZIA DEL TUTTO INFONDATA.

Nonostante questo, dal 4 luglio appare sulla pagina Facebook https://m.facebook.com/robinhoodrsm/ dell’associazione studentesca La Rete degli Studenti Medi (nota con il nome di Robin Hood a San Benedetto del Tronto) e sul loro sito
http://www.retedeglistudenti.it/ un collage fotografico che ritrae gli stessi studenti con in mano il cartello “NEANCHE IO SO IL VANGELO”.

cgil

cgil

Studente-vangelo

Colpisce davvero che nessuno di loro abbia pensato bene di farsi fotografare con un cartello con su scritto “NEANCHE IO SO IL CORANO” quando gli italiani sono stati sgozzati da terroristi islamici bengalesi. Fa riflettere il fatto che ci si mostri indignati per due ipotetiche spinte e non per un massacro. Stupisce che questi ragazzi sulla loro pagina social si proclamino apartitici quando in realtà alcune foto sono state scattate nella sede della locale CGIL (anche un rappresentate del sindacato ha aderito alla protesta) e comunque in altre sono ben evidenti simboli quali Falce e Martello e poster del Che Guevara. E, soprattutto, possibile che nessuno di loro prima di montare un caso mediatico abbia chiamato il commissariato di San Benedetto o la Questura per appurare che la notizia fosse vera?

dal blog di Laura Tecce – – il giornale

 

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