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SOLO DEI VIGLIACCHI GOVERNATI DA DEFICIENTI POSSONO SOPPORTARE TUTTO QUESTO……. E’ ORA DI SISTEMARE LE COSE !!!!!

3 luglio 2016

LA  NORVEGIA  HA  DICHIARATO  CHE  BUTTERA’  FUORI  TUTTI,  ANCHE  QUELLI  CHE  PROVENGONO  DALLE  ZONE  DI  GUERRA,  MENTRE  L’ ITALIA  SI  PREOCCUPA  DI  NON  FAR  SENTIRE  IN  COLPA  I  MUSSULMANI…….. FACENDO  FINTA  DI  NON  CAPIRE  CHE  NON  ESISTE  L’ ISLAM  MODERATO !!!!

Straccioni merdosi, voi non conoscete gli italiani, quelli veri……. voi pensate che gli italiani siano tutti come il “lanzichenecco ignorante” (così è stato definito Matteo Renzi da un giornalista a passaparola), ma non è così e ve ne accorgerete molto presto…… MAIALI !!!!

Patrick di Majan

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da  VOX  NEWS

LORO CI SGOZZANO, NOI LI OSPITIAMO: 10MILA BENGALESI IN HOTEL ITALIA

A Dacca islamici bangladesi – o bengalesi – hanno scannato dieci italiani insieme ad altri cittadini europei. Erano a caccia di bianchi cristiani.

Intanto, noi, ad oggi, secondo i dati del Ministero, stiamo ospitando oltre 10mila cittadini del Bangladesh in hotel: perché c’è la guerra in Siria. Ospitiamo chi ci sgozza, in nome di una guerra all’altro capo del continente. Stiamo mantenendo i nostri carnefici. Un popolo che permette al suo governo di fare una cosa del genere, non merita di sopravvivere. O ci rivoltiamo, o è giusto finire nel cimitero della Storia.

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da  IL  GIORNALE.IT

Nel centro di accoglienza lo scontro di civiltà diventa rissa tra rifugiati

Maxi rissa con bastoni e coltelli tra cristiani e musulmani ospiti. In 6 finiscono in ospedale

Venezia – Lo scontro tra etnie e religioni, qui in casa nostra. Sangue, persone a terra moribonde, teste fracassate, tagli sulle mani e sul collo e ancora sangue, sangue ovunque.

 

Siamo nell’ex base militare di Conetta, frazione di Cona, un comune del veneziano. Conetta è una distesa infinita di campi, in tutto ha 197 abitanti, 197 ai quali si aggiungono i quasi 700 richiedenti asilo che, da otto mesi, sono ospitati nell’ex base. Attorno a questa struttura non c’è una casa, non c’è una strada asfaltata, non c’è anima viva. I cancelli del campo si aprono e si chiudono, facendo vibrare quei fasci di filo spinato che ancora lo racchiudono. Il tempo da fuori sembra essersi fermato, in una sorta di bomba a orologeria pronta a esplodere. E, infatti, l’altra sera il tempo ha scandito il suo game over, le lancette dell’orologio segnavano le 19.30 quando giovedì è scoppiata una brutale maxirissa. Fonti vicine a Il Giornale dicono che i nigeriani cristiani se la sono presa con i pachistani e gli afghani musulmani e che si sono colpiti come bestie, usando coltelli, asce, bastoni di legno, spranghe e tubi di ferro. Insomma tutto quello che capitava loro sotto mano. Una sorta di mini-jihad, trasportata qui nelle nostre terre, e dovuta al fatto che i cristiani in Nigeria vengono massacrati dai musulmani, così una volta qui si vendicano. Giovedì se le sono date di santa ragione. Stando ai racconti e alle testimonianze di chi era sul posto, i musulmani erano in fila per ricevere il pocket money, che viene dato loro ogni quindici giorni. I nigeriani a quel punto si sono avvicinati, hanno detto loro qualcosa e qui hanno cominciato a colpire. Hanno tirato fuori coltelli, qualcuno parla anche di asce, tubi di ferro e bastoni di legno. Una vera e propria guerriglia, un vero e proprio scontro violento tra etnie e religioni diverse. La stessa eterna lotta tra cristiani e musulmani, aggravata dal sovraffollamento del centro di accoglienza. «All’interno del campo, in una tenda sono più di un centinaio ci spiega il nostro contatto – e tutte le persone provengono da Paesi differenti, hanno lingue e religioni diverse. Different religions continua a dirci different religions, così è naturale che inizi un combattimento. I nigeriani hanno anche i coltelli». Stando ai racconti delle nostre fonti, sembrerebbe che i nigeriani si siano procurati le lame al di fuori del campo, nei negozi del piccolo centro. I richiedenti asilo, infatti, durante il giorno possono uscire, percorrendo quell’immenso viale sterrato, in bicicletta, che li conduce in Paese. E ora questo preoccupante episodio sta provocando allarmismi in molti residenti. E non mancano i casi di chi di notte si è ricavato una scappatoia, per uscire non visto dalla ex base. Sul retro del campo, fino a qualche settimana fa, era infatti ben visibile un buco nella recinzione a grandezza uomo. Quello che fa preoccupare e allarmare sarebbe soprattutto la presenza di queste armi bianche all’interno del campo. «We are afraid ci dicono i profughi noi abbiamo paura». Gli scontri infatti sono stati molto violenti. A finire in ospedale, pieni di sangue, alcuni con le teste rotte, sono stati almeno sei richiedenti asilo. Sul posto si è subito reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine, rimaste a lungo per evitare che la situazione degenerasse ancora, oltre che tre ambulanze giunte a sirene spiegate per soccorrere i feriti. I tumulti sono durati a lungo. E il giorno dopo la notizia è trapelata, confermando la violenta rissa, con calci, pugni e diversi colpi proibiti. Alcuni residenti, preoccupati dal via vai di volanti e ambulanze sono andati alla ex base, giovedì sera, ma dall’esterno, raccontano ora, non si vedeva nulla. E, infatti, l’inferno era all’interno. Un inferno che rischia ancora più di bruciare e alzare le fiamme.


Dacca, l’ira di Mentana: “Sono cani rabbiosi”

Il direttore del Tg di La7 tuona contro le bestie islamiche che hanno compiuto la strage a Dacca

Enrico Mentana è uno che non le manda a dire. Dopo poche ore dalla strage di Dacca in Bangladesh, che ha causato la morte di venti persone di cui nove italiani, il direttore del tgLa7 ha scritto un commento caustico su Facebook.

Un post contro “i cani rabbiosi che li hanno ammazzati”. Poi punta il dito contro gli islamici moderati: “Una sola cosa è più inspiegabile delle scelte dei kamikaze islamisti: la mancata sollevazione di massa contro le loro nefandezze da parte delle comunità musulmane nel mondo. In ogni civiltà si creano gli anticorpi contro le degenerazioni ideologiche o culturali o sociali. Invece il terrorismo jihadista strage dopo strage sta schiacciando l’Islam moderato, che esiste ma è senza voce, per timore di ritrovarsi la bestia in casa. Il risultato è quello peggiore, e rischia di tagliare il mondo in due aprendo sterminate praterie ai tagliagole di Al Baghdadi”.

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