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ECCO LE PRIORITA’ PER I COMUNISTI……. RAZZA INFAME STRAMALEDETTA !!!!

giugno 30, 2016

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da  IL  GIORNALE.IT

 

L’urgenza estiva della sinistra: lo spinello va legalizzato

Rissa nel governo per la liberalizzazione della marijuana. Il 25 luglio approda in Aula a Montecitorio la proposta di legge

Roma – Rissa nel governo per la liberalizzazione della marijuana. Il 25 luglio approda in Aula a Montecitorio la proposta di legge che prevede la legalizzazione del consumo di cannabis.

In commissione Giustizia alla Camera, dove sono state convogliate le diverse proposte in materia, sono al momento in corso audizioni con esperti sul tema.

Ieri non appena la conferenza dei capigruppo ha reso noto di aver fissato la data per l’inizio della discussione in Aula si sono scatenate reazioni opposte all’interno della maggioranza culminate in un botta e risposta tra il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, e il ministro per gli Affari Regionali, Enrico Costa, ovviamente schierati su fronti opposti pur rappresentando lo stesso governo.

Della Vedova che è promotore dell’intergruppo per la legalizzazione della cannabis prevede «una bellissima battaglia parlamentare» e auspica che l’Italia segni «un primato: essere il primo grande parlamento tra le liberaldemocrazie che vota sulla legalizzazione della cannabis». Auspicio che ha mandato su tutte le furie Costa, Ncd, che accusa di «incoerenza» il governo perché «con una mano combatte le ludopatie, i tumori e le tossicodipendenze e con l’altra mano invece usufruisce «delle risorse derivanti dal gioco dal fumo e magari domani dalla legalizzazione della cannabis». Costa critica in particolare l’ipotesi di una «regolamentazione simile a quella dei tabacchi» quindi con un incasso per lo Stato. Quindi il ministro alfaniano accusa il governo di voler «legittimare la tossicodipendenza per poi recuperare le risorse per combatterla e prevenirla» scelte che rappresentano per Costa «acrobazie che non sono altro che contraddizioni». La proposta dunque va respinta e «il governo non potrà avere tentennamenti», conclude Costa. Pronta la controreplica di Della Vedova. Prima di tutto precisa che la proposta di legge è partita da un’iniziativa parlamentare e non dal governo e che non c’è contraddizione tra «la scelta di combattere l’uso delle droghe e prevenire la tossicodipendenza e allo stesso tempo regolamentare giuridicamente il mercato di hashish e marijuana» perché il proibizionismo ha fallito da tempo. Si prepara un nuovo scontro all’interno del governo come quello sulle unioni civili.


Vendola fa la festa al figlio in Puglia. E spunta l’idea di una sorellina

Vendola e il compagno Ed Testa in Puglia. Festicciola per i quattro mesi del figlio. Poi la rivelazione: “Ora ci vuole una sorellina”

Nichi Vendola e il compagno Ed Testa hanno organizzato una festicciola per il figlio Tobia Antonio.

Nato il 27 febbraio a Sacramento, in California, grazie alla tecnica della maternità surrogata, ha compiuto i quattro mesi. Come racconta il Corriere della Sera, si sono ritirati insieme ai parenti in Puglia, in un residence nella Murgia. E adesso rivela: “Per Tobia ci vorrebbe una sorellina…”.

Quello che ci racconta il Corriere della Sera è una sorta di romanzo rosa della vita privata dell’ex governatore della Puglia, toni zuccherosi e particolari volutamente solcinati per raccontare al lettore la vita di una “famiglia” gay mentre in Italia i giudici strappano in continuazione sulle adozioni per le coppie omosessuali. “Qui sono tutti pazzi per Tobia Antonio – racconta il quotidiano di via Solferino – la zia Rosaria martedì gli ha grattugiato la prima fettina di mela, e mentre papà Nichi lo imboccava col cucchiaino, lo zio Vincenzo, il marito di Rosaria, l’oculista di Ruvo di Puglia, fratello dell’ex governatore, scattava foto a ripetizione col suo smartphone. E adesso, nel suo studio, ecco che se le guarda e riguarda. Tobia Antonio pesa già otto chili e l’inviato del Corsera ci raconta che Vendola e i suoi famigliari lo teniamo in braccio a turno “perché ci vuole forza”. “È un bambino alto e ha una fame da lupo – raccontano – è un vero americano, chissà quanti hamburger mangerà da grande”.

Lunedì scorso hanno organizzato una festicciola per i quattro mesi di Tobia Antonio. Si sono ritrovati tutti quanti in casa dello zio oculista. “Ora – ha detto Vendola – per Tobia ci vorrebbe una sorellina”. Un secondo figlio, dunque. Sempre con l’utero in affitto. Alla politica, per il momento, Vendola non pensa più. “Adesso voglio stare defilato – racconta a chi gli è vicino – la mia vita è cambiata, non m’interessano ruoli di responsabilità, quelli oggi spettano a Fratoianni, a Scotto…”. E in Italia la coppia non vuole vivere dal momento che, come il fratello Vincenzo, Ed vorrebbe lasciare al più presto il Paese e “certi suoi primitivismi”. Tanto che l’ex leader di Sel vorrebber vendere la dimora del centro storico: “È una specie di torre. Non è adatta a un bambino piccolo. A Roma invece abbiamo ristrutturato la casa a due passi da Campo de’ Fiori, ora c’è anche la stanza per Tobia, per ora vivremo là”.

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