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SE SONO UNA RICCHEZZA, PERCHE’ NESSUNO LI VUOLE ????

giugno 20, 2016

AVREMO  MAI  UN  PRESIDENTE  DELLA  REPUBBLICA  CHE  AMA  IL  POPOLO  ITALIANO…..????

Patrick di Majan

 

da  IL  GIORNALE.IT

 

Mattarella: “Sempre meno italiani, sono i migranti la ricchezza per l’Italia”

Il presidente della Repubblica, in visita al Centro Astalli di Roma, ha parlato davanti a 200 migranti, in occasione della giornata mondiale del Rifugiato

Un’immigrazione “ben regolata” e sostenuta da “politiche intelligenti” rappresenta un’opportunità di sviluppo per il popolo italiano.

A dirlo è il capo dello Stato, che oggi, in occasione della giornata mondiale del Rifugiato, ha visitato il Centro Astalli di Roma, il primo centro di accoglienza per i migranti aperto nella Capitale.

Durante la visita al centro di accoglienza gestito dai Gesuiti, Mattarella ha parlato dinanzi ad una platea di duecento rifugiati, accompagnati dai loro operatori. I migranti, ha detto il presidente della Repubblica, sono sempre più una risorsa ed un’opportunità per un’Italia che è sempre più “vecchia” e che per la prima volta dopo 90 anni, non cresce più in termini demografici. L’immigrazione “ben regolata e sostenuta da una politica intelligente” diventa quindi “un’opportunità di sviluppo” in questo senso. Per la prima volta dalla prima guerra mondiale, infatti, come avevano evidenziato qualche giorno fa i numeri pubblicati dall’Istat, i cittadini italiani sono diminuiti rispetto all’anno precedente. L’Italia soffre “di un tasso demografico basso”, ha spiegato Mattarella ai volontari del Centro Astalli, “l’arrivo di giovani di talento e di capacità, se ben governato, arricchisce il nostro Paese”, ha affermato. E per arricchimento non si intende solo quello economico, ma anche quello culturale.

L’immigrazione, ha poi detto il capo dello Stato, è un “fenomeno epocale”. Per affrontarlo ci sono due strade: quella di “far finta che non esista, illudendosi che per fermarlo basti qualche barriera ai confini tra gli Stati”, e quella di “affrontarlo e governarlo con senso di responsabilità, con politiche serie, concrete e lungimiranti, che garantiscano sicurezza”. L’Italia, ha affermato il presidente, ha scelto la seconda strada, perché la civiltà europea “è “segnata dal rispetto della persona umana” e perché “la solidarietà e il senso di rispetto della dignità della persona” sono “alla base della nostra Costituzione”. L’Europa, ha quindi aggiunto il presidente della Repubblica, deve seguire l’esempio del nostro Paese nell’affrontare le sfide poste dall’immigrazione, “le cui proposte sono in direzione di un governo congiunto del fenomeno e della collaborazione con i Paesi di origine”. C’è solo da “sperare che l’Europa voglia assumersi le proprie responsabilità”, ha concluso Mattarella.
“Nessuno lascerebbe il proprio Paese se potesse vivere in pace”, ha commentato infine il presidente, dopo aver ascoltato le testimonianze di tre rifugiati: Felix, del Burkina Faso, Parvin, afghano e Aweis, un rifugiato somalo, fuggito in Italia dopo essere stato perseguitato dal gruppo jihadista somalo, Al Shabaab.

“Il drammatico flusso di bambini, donne e uomini forzati a viaggi guidati dalla disperazione richiede infatti un impegno consapevole”, ha scritto, infine, il presidente nel messaggio inviato, in occasione della giornata mondiale del Rifugiato al Delegato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Stephane Jaquemet. Un impegno che, secondo il Quirinale, deve essere di tre tipi: “umanitario”, “economico per disporre di risorse adeguate ad affrontare l’emergenza”, e “politico”, “per attenuare le ragioni dei conflitti e del sottosviluppo”. “L’Italia ha ben presenti queste priorità, ed è da tempo impegnata in prima linea, determinata a continuare a fornire un contributo convinto e costruttivo, su molteplici fronti, richiedendo con forza un impegno autenticamente corale da parte della comunità internazionale, a partire dalla Unione Europea”, ha concluso il presidente.


TOC  TOC…….. MATTARELLA,  CI  SEI  O  CI  FAI ?????

Patrick di Majan

da  IL  GIORNALE.IT

 

 

Austria, chiudere le frontiere conviene: lo dice l’Europarlamento

Seocndo dati del centro studi per la commissione Mercato interno, i risparmi fiscali derivanti dalla chiusura delle frontiere sarebbero minori dei costi per la reintroduzione dei controlli

Chiudere le frontiere ai migranti si può rivelare una scelta vincente dal punto di vista economico.

A dirlo è uno studio del Parlamento Europeo, che ha preso in esame il caso dell’Austria, provando a calcolare i costi derivanti dall’accoglienza indiscriminata posti a paragone con quelli connessi alla reintroduzione dei controlli ai confini.

Secondo un’analisi del centro studi dell’Europarlamento per la commissione Mercato interno, stando ai dati forniti dalla Banca nazionale austriaca, Vienna dovrebbe spendere 2,7 miliardi di euro per accogliere ed assistere i rifugiati che si prevede entrino nel Paese fra il 2015 e il 2017. Ogni rifugiato, si calcola, comporterebbe una spesa pubblica in media di 11mila euro all’annno.

Se invece il Paese alpino si decidesse a reintrodurre i controlli alle frontiere, il numero dei migranti calerebbe di 22mila unità, consentendo fra l’altro “risparmi sui conti fiscali superiori ai costi economici dei controlli.”

L’Austria al centro della bufera migranti

Nel 2015 l’Austria è stato uno dei Paesi Ue più duramente investiti dalla crisi dei migranti, interessata sia dal flusso proveniente dalla rotta balcanica, con i profughi che entravano dal confine sloveno per dirigersi in Germania, sia da quello della rotta libica, con i flussi di disperati che sbarcano in Italia, attraversano lo Stivale e provano ad entrare in Austria passando dal Brennero.

Il governo socialdemocratico non ha esitato a ricorrere a misure muscolari, come la reintroduzione dei controlli al Brennero e ad altri passi di confine, ma ciò non ha impedito che ai recenti ballottaggi per le presidenziali il nazionalista Hofer abbia sfiorato di un soffio una storica vittoria. La manifestazione tangibile di come il vento nazionalista sia tornato a spirare forte dalle parti di Vienna.

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