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IO MEIN KAMPF L’ HO COMPRATO ANCORA 30 ANNI FA !!!!

giugno 12, 2016

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da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

La polemica continua

12/06/2016 18:19

Boschi a Parisi: ‘C’è chi condivide il Mein Kampf’. Lui: ‘Mia moglie è ebrea’

Si infiamma la campagna elettorale a una settimana dal ballottaggio. La strumentalizzazione del Pd contro il candidato del centrodestra a Milano. Anche gli alfaniani attaccano il ministro

Boschi a Parisi: 'C'è chi condivide il Mein Kampf'. Lui: 'Mia moglie è ebrea'

 

E nel calderone della campagna elettorale verso i ballottaggi è finito anche Adolf Hitler. A cogliere la palla al balzo è stato il Partito democratico, per voce della ministra delle Riforme Maria Elena Boschi. Così la fedelissima del premier Renzi ha addirittura accostato gli elettori di Stefano Parisi, candidato a sindaco del centrodestra a Milano che sfida Beppe Sala (centrosinistra).
“L’unico obiettivo è vincere i ballottaggi, perché sono molto preoccupata che a Milano, per esempio, vinca una coalizione, dove ci sono degli esponenti che sostengono che vada bene regalare il ‘Mein Kampf’, affermando che si tratti di un’iniziativa culturale”, ha spiegato il ministro su Skytg24.
Com’è noto il libro scritto dal dittatore è stato rivenduto ieri dal Giornale, con le conseguenti polemiche alle quali aveva risposto il direttore Alessandro Sallusti, rimarcando: “Su una tragedia simile non si gioca – ha spiegato – semmai è il contrario. Con certi venticelli che soffiano qua e là in Europa e in Medio Oriente, serve capire dove si annida il male per non ripetere un errore fatale”.
Ma la replica non è bastata. Anzi, la Boschi ha polemizzato ancora: “Questo giornale, sappiamo bene, sostiene Parisi, ma al di là di Parisi in sé, noi sappiamo che se vince il centrodestra a Milano, entreranno dei consiglieri comunali che hanno quelle idee, che si rapportano a una destra lepenista. Pensiamo a Salvini… Ai ballottaggi ci saranno da fare scelte fondamentali. Su questo i cittadini dovranno interrogarsi”.
E la risposta di Parisi, che ha preso le distanze dall’iniziativa, è arrivata a stretto giro di posta: “Questa strumentalizzazione è grave. E il Pd e in particolare il ministro Boschi hanno accostato la mia faccia a quest’iniziativa – ha chiarito – dicendo che stavamo cercando i voti dei nazisti”. E ancora: “A Milano e in Europa esiste un problema di antisemitismo serio, che va affrontato, non ci si può scherzare”.

E nel calderone della campagna elettorale verso i ballottaggi è finito anche Adolf Hitler. A cogliere la palla al balzo è stato il Partito democratico, per voce della ministra delle Riforme Maria Elena Boschi. Così la fedelissima del premier Renzi ha azzardato un terribile accostamento con gli elettori di Stefano Parisi, candidato a sindaco del centrodestra a Milano che sfida Beppe Sala (centrosinistra).

“L’unico obiettivo è vincere i ballottaggi, perché sono molto preoccupata che a Milano, per esempio, vinca una coalizione, dove ci sono degli esponenti che sostengono che vada bene regalare il ‘Mein Kampf’, affermando che si tratti di un’iniziativa culturale”, ha spiegato il ministro su Skytg24.

Com’è noto il libro del dittatore è stato rivenduto ieri dal Giornale, con le conseguenti polemiche alle quali aveva risposto il direttore Alessandro Sallusti, dicendo: “Su una tragedia simile non si gioca semmai è il contrario. Con certi venticelli che soffiano qua e là in Europa e in Medio Oriente, serve capire dove si annida il male per non ripetere un errore fatale”.

Ma la replica non è bastata. Anzi, la Boschi ha polemizzato ancora: “Questo giornale, sappiamo bene, sostiene Parisi, ma al di là di Parisi in sé, noi sappiamo che se vince il centrodestra a Milano, entreranno dei consiglieri comunali che hanno quelle idee, che si rapportano a una destra lepenista. Pensiamo a Salvini… Ai ballottaggi ci saranno da fare scelte fondamentali. Su questo i cittadini dovranno interrogarsi”.

E la risposta di Parisi, che l’ha condannata e ha preso le distanze dall’iniziativa, è arrivata a stretto giro di posta: “Questa strumentalizzazione è grave. E il Pd e in particolare il ministro Boschi hanno accostato la mia faccia a quest’iniziativa – ha lamentato – dicendo che stavamo cercando i voti dei nazisti, che poi non ci sono”. E ancora: “A Milano e in Europa esiste un problema di antisemitismo serio, che va affrontato, non ci si può scherzare”.

Poi Parisi ha chiarito alcuni aspetti tornando ad attaccare la Boschi: “Dovrebbe stare un po’ più attenta a quel che dice e occuparsi meno delle campagne elettorali e fare di più il ministro della Repubblica”. D’altronde, ha sottolineato, “mia moglie è ebrea, i miei figli sono ebrei“. E infine: “E’ un attacco volgare in una campagna elettorale che abbiamo cercato di tenere a un livello di qualità civile”.

Persino Maurizio Lupi, ex collega della Boschi e presidente di Area popolare a Montecitorio, ha attaccato il ministro: “Ha proprio sbagliato strada: sappi che tra chi sostiene te e Sala ci sono quelli che hanno impedito alla Brigata ebraica di sfilare il 25 aprile. Che senso ha accusare i 5 Stelle di demagogia e populismo, se poi si scende così in basso?”.


da  IL  GIORNALE.IT

Veri ipocriti e falsi moralisti

Trovo preoccupante che Renzi non sappia che il Mein Kampf si può acquistare da tempo in libreria

Matteo Renzi ha definito «squallida» l’iniziativa de Il Giornale di allegare, all’interno di una collana storica, una edizione commentata del Mein Kampf, atto fondativo di quella tragedia che fu il nazismo.

Evidentemente il presidente del Consiglio in vita ha letto tanti fumetti – e questo lo si capisce -, ma pochi libri. Certamente non ha letto Se questo è un uomo di Primo Levi, nel quale, a proposito dell’Olocausto, si legge: «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre». Trovo poi preoccupante che Renzi non sappia una cosa nota a tutti, cioè che il Mein Kampf lo si può acquistare già da tempo in molte librerie, quelle della Feltrinelli comprese, e con un clic su Amazon. I negazionisti rimuovono la storia scomoda, gli uomini liberi la affrontano, la studiano, la giudicano con la severità che merita.

Potremmo ricordare a Renzi che squallido è non pagare i debiti che lo Stato ha con le imprese o illudere i pensionati che presto avranno 80 euro in più. Ma mischieremmo il sacro con il profano. Non possiamo però tacere, a proposito di storia, su quanto sia stato squallido, oltre che pericoloso, ricevere a Roma pochi mesi fa con tutti gli onori (e oscuramento delle statue marmoree dei Musei Capitolini per non offenderlo) Hassan Rouhani, presidente dell’Iran, cioè di un Paese che nega il diritto all’esistenza di Israele e che sul popolo ebraico getterebbe volentieri una bomba atomica per arrivare alla soluzione finale alla pari di Hitler.

Alla stupidità di Renzi preferisco la coerenza di Stefano Fassina, uno degli ultimi comunisti ancora in circolazione. Dice Fassina: voglio vedere se Il Giornale avrà il coraggio di pubblicare i diari di Anna Frank. Per noi non si tratta di coraggio, questo giornale è dalla parte di Anna nella storia e anche oggi, ma accetto volentieri il suggerimento e, compatibilmente con i problemi di diritti d’autore, farò il possibile perché ciò accada. Dal Mein Kampf al Diario di Anna Frank, dal male assoluto al sogno di libertà. Ma se mi permettono Renzi e Fassina, punterei alla trilogia. Un’ultima uscita con un libro che rivendichi il diritto di Israele a esistere senza essere quotidianamente minacciato e ferito dal terrorismo palestinese e dall’ostile e complice indifferenza di buona parte della sinistra occidentale. Perché altrimenti tutta questa levata di scudi è soltanto l’ennesima presa per i fondelli.

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