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giugno 12, 2016

da  IL  GIORNALE.IT

 

Razzismo, la Ue bacchetta l’Italia: “Più moschee e subito lo ius soli”

La Commissione anti-razzismo del Consiglio d’Europa punta il dito contro Roma: l’Italia deve affrettarsi per la naturalizzazione degli stranieri e aprire più luoghi di culto islamici

Un Paese che ha ancora molto cammino da fare sulla strada della lotta al razzismo e all’intolleranza: è questo il quadro che dà dell’Italia la Commissione contro il razzismo e la discriminazione del Consiglio d’Europa nel suo rapporto periodico.

L’Ecri (questo è il nome dell’organismo europeo in questione) ha elencato i punti su cui il nostro Paese non ha fatto abbastanza e su cui deve ancora lavorare per tenere il passo degli altri Stati membri.

Lo ius soli

Il primo tema caldo è quello della naturalizzazione dei cittadini di origine straniera: l’Italia deve “completare l’iter legislativo per la modifica della legislazione sull’acquisto della cittadinanza al più presto possibile, al fine di facilitare la naturalizzazione di minori stranieri nati o che hanno frequentato la scuola in Italia”. In parole povere, Roma deve dotarsi di una legge per lo ius soli. E deve farlo in fretta. Allineandosi per l’appunto alle disposizioni della Convenzione Europea sulla nazionalità.

Da Bruxelles arriva inoltre un monito a che “le autorità italiane approvino una nuova legge o riformino la legge sull’accesso alla cittadinanza in modo tale che nessun bambino nato in Italia sia apolide.”

Le moschee

Un altro capitolo importante è relativo alle moschee. Che in Italia, tema caldissimo in tempi di campagna elettorale, secondo l’Ecri sarebbero decisamente troppo poche.

Nel nostro Paese ci sarebbero infatti almeno 1 milione e 700mila musulmani, a cui va garantita “particolare attenzione nella rimozione di ostacoli giuridici o amministrativi non necessari alla costruzione di un numero sufficiente di luoghi di culto islamici.”

Il razzismo in Europa

Secondo il rapporto Ecri, nel 2015 in Europa il sentimento anti-immigrati e l’islamofobia sono stati fra i fattori più influenti nel dibattito pubblico e nelle agende politiche. “Gli Stati devono combattere le violenze a sfondo razzista e implementare le politiche d’integrazione per migranti, richiedenti asilo e rifugiati – spiega il presidente di Ecri Christian Ahlund – Il principio dell’equa distribuzione dei migranti è un fattore chiave per lo sviluppo di politiche efficaci su questo tema delicato

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