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E PORTA PURE LA CROCE AL COLLO……..!!!!!

8 giugno 2016

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E se usassimo questa “bella invenzione”, dove la metteresti la croce…..????

A meno che non sia al servizio delle  CARITAS……..

Patrick di Majan

 

da  REPUBBLICA.IT

 

In manette il boss della tratta, estradato in Italia dal Sudan

In manette il boss della tratta, estradato in Italia dal SudanMered Medhanie

 

L’eritreo Mered Medhanie accusato dai pm di Palermo di aver organizzato decine di viaggi dalla Libia. Al telefono rideva dei morti: “Ne faccio salire sempre troppi sui barconi”

di SALVO PALAZZOLO e CLEMENTE PISTILLI

Si vantava: “Io ho lo stile di Gheddafi, non potrà esserci mai nessuno più forte di me”. L’eritreo Mered Medhanie, ritenuto dalla procura di Palermo uno dei più grossi trafficanti di uomini, si nascondeva in Sudan. Il 24 maggio, la polizia locale l’aveva fermato su indicazione delle autorità italiane ed inglesi. Medhanie è stato estradato a tempo record, ieri sera è giunto a Roma, scortato dai poliziotti del Servizio centrale operativo e delle squadre mobili di Palermo e Agrigento. Un risultato senza precedenti, mai il Sudan aveva concesso un’estradizione all’Italia. Mered Medhanie è il primo grande trafficante di uomini a finire in una prigione europea: è accusato dal sostituto procuratore Geri Ferrara, dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia e dal procuratore capo Francesco Lo Voi di aver organizzato decine di viaggi dalla Libia verso la Sicilia, alcuni conclusi con diverse vittime.

L’anno scorso, era stato intercettato mentre diceva al telefono: “Ho lavorato bene, ho fatto partire 7.000, 8.000 persone”. La sua unica preoccupazione era mettere al sicuro il tesoro accumulato: “Meglio investire in America o in Canada – diceva – lì non ti chiedono la provenienza dei soldi”.

In manette il boss della tratta, estradato in Italia dal Sudan

Mered Medhanie al suo arrivo a Roma, ieri sera

In Sudan, Mered Medhanie andava in giro con un blindato. E si lamentava con i suoi complici rimasti in Libia: “Sono davvero stressato, tutta colpa del lavoro”. Poi, rideva: “Dicono di me che ne faccio salire sempre troppi sui barconi… ma sono loro che vogliono partire subito”. Le intercettazioni della polizia descrivono un uomo cinico e spregiudicato quando parla dei migranti, gentile e premuroso quando si occupa dei figli che si trovano in Svezia con la moglie. Adesso, gli inquirenti sperano in una sua collaborazione, per cercare di individuare la rete di trafficanti che continua a gestire l’ondata di sbarchi dalla Libia verso la Sicilia. Il Servizio centrale operativo della polizia, diretto da Renato Cortese, e le squadre mobili di Palermo e Agrigento, guidate da Rodolfo Ruperti e Giovanni Minardi, hanno già individuato altri trafficanti di uomini che operano a Tripoli;

l’ultimo nome emerso dai racconti dei migranti arrivati in Italia è quello di “Osama”,

figura al momento misteriosa a capo di un’organizzazione con base operativa sulla spiaggia di Sabratha.

In manette il boss della tratta, estradato in Italia dal Sudan

Medhanie all’aeroporto di Roma

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