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COMUNISTI ERANO SONO E SARANNO SEMPRE DELLE PORCHERIE !!!!

1 giugno 2016

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da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

(In)Giustizia

01/06/2016 10:59

‘Una giornata vissuta con dolore, ma non si molla mai’

Storace chiude così la diretta Facebook che anticipa la sentenza del processo di Appello per vilipendio al presidente emerito Napolitano

'Una giornata vissuta con dolore, ma non si molla mai'

“Chiesi scusa a Napolitano, gli scrissi anche una lettera. Mi ricevette al Quirinale e ci lasciammo con una stretta di mano. Purtroppo ho l’impressione che sono stato preso in giro da un vecchio comunista”. E’ uno degli aneddoti raccontati da Francesco Storace durante la diretta Facebook, nel corso della quale ha lamentato l’assenza di una solidarietà da destra: a partire da Matteo Salvini (Lega Nord), ma “anche da altri. Evidentemente sono impegnati per la campagna elettorale”. A differenza di Roberto Giachetti e Nicola Zingaretti, entrambi del Pd, ma anche da Massimiliano Smeriglio (Sel-Sinistra Italiana). In passato si schierarono invece Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Gianfranco Fini: “Si muovano i parlamentari del centrodestra per abrogare il reato”, è l’invito.

“Mai c’era stato un processo contro un uomo politico, e ce ne sono state di polemiche in questi anni, in primis dalla prima Repubblica”, sottolinea il leader de La Destra, che rispetterà “qualsiasi sentenza perché i magistrati si rispettano. Questa battaglia la andiamo a condurre con grande dignità nella Corte di Appello”.

“E’ una giornata intesa, vissuta con un pezzo di dolore”, rivela Storace, che ha posto una questione: “Perché il suo ‘indegno’ è visto come un complimento mentre il mio ‘indegno’ come un’offesa? Continua ad essere il paladino della faziosità. Forse si vilipende il popolo italiano”.

Storace chiude la diretta Facebook leggendo un tweet di un utente: “E’ ignobile anche il comportamento del ministro della Giustizia”. E replica: “Era Mastella, uno dei peggio che ci sono stati. Mi raccomando non si molla mai”.


Politica

01/06/2016 10:46

‘In campo la dignità di un uomo di destra’

Storace, in attesa del processo per vilipendio, dialoga sulla rete con una diretta Facebook: ‘La legge di modifica giace ancora alla Camera, vergogna’

'In campo la dignità di un uomo di destra'

“Nel processo si mette in campo la dignità di un uomo di destra. A testa alta senza avvalersi della prescrizione!”. E’ un altro affondo di Francesco Storace, imputato nel processo per vilipendio all’allora capo dello Stato Napolitano, durante la diretta Facebook.

Storace annuncia che per i grillini è stata chiesta l’archiviazione quando puntarono il dito nei confronti di Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica.

“E’ il più fazioso dei presidenti”, tuona Storace leggendo i tantissimi messaggi di solidarietà e di sostegno. “Oggi sembra una conquista parlare liberamente”, aggiunge amaramente il leader de La Destra, che attacca: “La cosa buffa è che il processo non è stato intentato da Napolitano, ma addirittura dallo Stato”.

E ricorda che ha declinato il banchetto di oggi al Quirinale: “Ci saranno tanti inquisiti, molti dei quali rubano a piene mani!”. E lancia l’ennesimo appello al capo dello Stato Mattarella: “Inviti i parlamentari a modificare la legge che giace alla Camera dei deputati. E’ una vergogna”.

Storace denuncia il mancato rispetto della volontà popolare: “Questo modo è indegno”. Riguardo il processo, attacca ancora: “Una giustizia un po’ strada. Proseguirà il suo corso o cambierà opinione a seconda dell’imputato? E’ questo il mio dubbio”.

Ha anche ringraziato Maurizio Gasparri, attuale vicepresidente del Senato, che ha tentato di riformare la legge nonostate chiedesse l’abrogazione. Mentre la presidente della Camera Boldrini “si guarda bene da metterla agli ordini dei lavori”.

In migliaia sulla Rete si stanno unendo al fianco dell’ex ministro della Salute. “Sei stato assolto in tutti i processi, purtroppo gli italiani non hannoa avuto modo di leggere le sentenze”, fa notare un utente.

Storace la ringrazia e le risponde così: “C’ho dovuto scrivere un libro: ‘La prossima A destra’”, ricordando tutti processi dai quali è stato assolto con la formula piena, con “un’agonia di sette anni” come avvenuto per “la bufala” del Laziogate.

 

Giuseppe Sarra

 

 

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