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UN GRANDE UOMO……. PER NON DIMENTICARE !!!!

maggio 22, 2016

da  IL  GIORNALE  D’ ITALIA

 

la ricorrenza

22/05/2016 09:30

28 anni senza l’uomo della fiamma

Il 22 maggio del 1988 Giorgio Almirante lasciava orfano il Msi

28 anni senza l'uomo della fiamma
Il ricordo del padre dello sdoganamento e la necessità di una destra migliore

Riempiva le piazze ma non le urne? Forse anche questa è narrativa che andrebbe rivista. Occasione per farlo, il ventottesimo anniversario di quando riempì l’ultima. Giusto partire dalla fine, infatti, da quel 22 maggio del 1988, quando passò oltre. Poco dopo la notizia del decesso la salma fu visitata dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga e dal sindaco di Roma Nicola Signorello. Essendo deceduto anche Pino Romualdi il giorno prima di Almirante, per i due leader missini si decise di svolgere esequie comuni a Roma, nella chiesa di Sant’Agnese in Agone. Si scelse la data del 24 maggio, un martedì, in piazza Navona. C’era la destra. Di più: c’era l’Italia e c’era la destra europea, ma c’era tutto il mondo politico nazionale. Alle esequie parteciparono migliaia di persone, tra cui anche gli esponenti del Pci Nilde Jotti, all’epoca presidente della Camera, e Giancarlo Pajetta. Dopo decenni di discriminanti antifasciste consumate in Parlamento e nelle scuole, nei cortei e nei luoghi di lavoro, lo “sdoganamento” avveniva con quel feretro salutato da migliaia di braccia tese sotto il cielo romano, in diretta su Raiuno. Quattro anni prima aveva piantato la prima coraggiosa pietra di quello sdoganamento con un atto che fece molto discutere: si mise in fila tra la gente comune, e moltissimi comunisti, per rendere omaggio alla salma di Enrico Berlinguer. Gesto coraggioso? Gesto giusto. Qualcosa che, guardando alla stretta attualità, rimette molto in ordine quanto a eredità politiche, impronta lasciata nella storia della nazione e via dicendo dagli illustri trapassati della Repubblica italiana.

Questo basta a dare l’idea di una parabola di vita che ha condotto dal fascismo repubblicano alla destra di governo, ai primi passi della quale Almirante ha potuto assistere soltanto in spirito. Nato a Salsomaggiore Terme nel 1914, Giorgio Almirante è stato uno dei fondatori del Movimento sociale italiano nel dicembre 1946 insieme ad altri reduci della Repubblica sociale italiana. È stato segretario del Msi dal 1947 al 1950 e dal 1969 al 1987, nonché presidente dal gennaio del 1988.

Almirante fu sepolto nel Cimitero del Verano in un sepolcro donato dal Comune di Roma, città nella quale è a lungo vissuto, dove è morto e che soprattutto ha amato. Ma, appunto, non solo romana fu la dimensione della sua azione politica. Che non fu soltanto volta ad attraversare il buio del Dopoguerra con quella fiamma accesa in mano, ma anche a seminare un futuro radioso. E non gli fa certo giustizia quella narrativa che dipinge un Msi isolato nell’arco costituzionale. D’altronde, riuscì anche a portare quel partito oltre il 7%, nel 1983. Erano altri tempi? Sì, ma più difficili. Soprattutto rispetto a quelli d’oggi, dove la destra italiana ha un diritto di cittadinanza ormai riconosciuto da (quasi) tutti. E a volte sembra proprio non sapere che farsene…

Robert Vignola

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