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PENSATE CHE CON LA DESTRA AL GOVERNO SUCCEDEREBBERO QUESTE COSE ????

16 maggio 2016

da  ImolaOggi

 

Così è ridotta la POLIZIA DI STATO
«Quando fermiamo uno straniero, subito veniamo circondati da suoi connazionali. Ci danno dei razzisti, ci minacciano. Il problema è enorme»
«Sanno che in Italia, se querelano un poliziotto, una volta su cinque la vincono. Così su due operatori, uno esce dalla macchina e filma ogni cosa per tutelarsi»

 

“Gli spacciatori stranieri sono aggressivi. Ci circondano e ci minacciano”

 

polizia_spaccio«Quando fermiamo uno straniero, subito veniamo circondati da suoi connazionali. Ci danno dei razzisti, ci minacciano e noi siamo costretti a scappare». Siamo in Gad, l’ex fiore all’occhiello di Ferrara, e chi parla questa volta non è un residente esasperato, una donna picchiata, un giovane scippato. No, questa volta a parlare è chi, ogni santo giorno, al Gad è costretto ad intervenire per lavoro, a sedare risse, a rincorrere il pusher di turno: un poliziotto delle Volanti, che ci ha chiesto di mantenere l’anonimato.

La situazione oggi in Gad è…

«Sotto gli occhi di tutti, inutile negare il problema, minimizzare, nascondere la testa sotto la sabbia. Il problema è enorme. La situazione è così da tanti anni, troppi anni, non solo ora perché si torna a parlarne. L’unica differenza, rispetto al passato, è che oggi ci sono molte più segnalazioni. Mentre prima chi subiva stava zitto».

Le risse

«Tunisini e marocchini contro nigeriani per il territorio. Il problema è che queste persone oggi hanno capito la nostra impotenza».

Ovvero?

«Sanno che in Italia, se querelano un poliziotto, una volta su cinque la vincono. Così su due operatori, uno esce dalla macchina e filma ogni cosa per tutelarsi». […]

Leggi il seguito su Resto del Carlino

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La donna è stata sorpresa 38 volte in flagranza di furti e rapine, nel corso delle quali aveva fornito generalità diverse, oltre ad indicare falsi luoghi di dimora.

 

38 identità diverse per compiere furti e rapine, arrestata bosniaca

 

Gli investigatori della Polizia di Stato del commissariato “Tuscolano”, diretto dal dott. Giovanni Di Sabato, sono riusciti ad individuare e arrestare P.S., 41enne di origini bosniache, ricercata dalle Forze dell’ordine di tutta Italia in quanto colpita da un ordine di carcerazione dovendo scontare oltre un anno e mezzo di reclusione per furto in abitazione.

gioielli_refurtiva

L’attività investigativa che ha portato al suo rintraccio è scaturita da una lunga e complicata attività d’indagine svolta in relazione ad una serie di furti in appartamento avvenuti nella zona del Tuscolano. Nel corso delle investigazioni, alcuni elementi hanno indirizzato i poliziotti verso la donna, che è risultata essere stata sorpresa 38 volte in flagranza di furti e rapine, nel corso delle quali aveva fornito generalità diverse, oltre ad indicare falsi luoghi di dimora, dove poi era risultata essere sempre irreperibile.

L’attenzione dei poliziotti per riuscire a rintracciarla si è concentrata quindi sul compagno, non potendo escludere che la donna ricercata potesse coabitare con l’uomo, un cittadino di origine peruviana il quale, da accertamenti, risultava essere domiciliato nella zona. Gli agenti hanno così predisposto un servizio di appostamento nei pressi dell’abitazione, sorprendendoli alla fine mentre i due stavano rincasando. Nella circostanza la donna, che non sapeva di essere ricercata, ha fornito per l’ennesima volta documenti con generalità false.

E’ stata effettuata una perquisizione presso l’abitazione, che ha consentito di rinvenire numerosi gioielli, svariati documenti relativi a richieste di residenza, nonché fotocopie di documenti intestati ad altre persone, contratti di locazione, foto-tessere. Materiale che conferma l’attitudine della donna a cambiare continuamente identità e dimora, chiaramente allo scopo di rendersi irreperibile, e poter continuare indisturbata la sua “attività”.

Avuta conferma della sua vera identità dai riscontri effettuati presso il Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica, per lei si sono aperte le porte del carcere. Oltre a dover scontare la pena prevista, la donna dovrà rispondere anche di ricettazione, false attestazioni sulla identità personale e possesso di documento falso. Le successive indagini dovranno chiarire se, per la sua attività illecita, si sia servita di compro–oro o laboratori orafi compiacenti. adnkronos


In villeggiatura da due anni per ingrassare il business dell’immigrazione, dicono di sentirsi progionieri .

 

Presunti profughi ospiti da 2 anni anni in una struttura. Proteste

 

protesta-immigrCUNEO, 16 MAG – Decine di profughi ospitati a Entracque, nel Cuneese, hanno manifestato questa mattina davanti alla Prefettura di Cuneo. Si lamentano delle condizioni in cui sono stati alloggiati: portavano uno striscione con la scritta “Siamo immigrati o prigionieri?”.

“Mi stupisco che sia successo solo adesso – commenta Gian Pietro Pepino, sindaco di Entracque – E’ assurdo che 50 ragazzi siano ospitati in un paese di soli 800 abitanti. Ho già segnalato più volte il problema alla Prefettura. Sono alloggiati da due anni in una struttura ricettiva gestita da privati e finora non abbiamo avuto problemi di ordine pubblico, ma sono troppi per un paese così piccolo”. (ANSA)


E tutti i finti profughi che rischiano il rimpatrio si fingono gay .

 

Nasce lo ”sportello arcobaleno” per migranti Lgbt

 

profughi-gaySi chiama ‘Sportello Arcobaleno’ la nuova frontiera dell’accoglienza e verrà aperto a Taranto dal Centro Interculturale Nelson Mandela e sarà rivolto ai migranti Lgbt.

L’iniziativa è coordinata dall’Arcigay di Taranto e nasce perché “tra i richiedenti asilo presenti a Taranto e Provincia – spiegano in una nota i responsabili del Centro Interculturale – vi sono infatti anche coloro che sono stati costretti nel loro Paese d’origine a reprimere la propria sessualità in virtù di retaggi religiosi e a fuggire per paura di essere perseguitati, proprio perché omosessuali”.

Si dichiarano gay per ottenere lo status di Profughi >>>

Psicologi, sessuologi, legali e mediatori presidieranno il centro tutti i lunedì mattina dalle 10 alle 12 e la Cooperativa ‘Al Fallah’ si occuperà della mediazione culturale. Sarà possibile usufruire del servizio anche in orari o sedi differenti con una semplice prenotazione telefonica. il giornale

Germania, Norimberga: centro di accoglienza per rifugiati omosessuali

Corte Ue: sì a diritto di asilo ai perseguitati per omosessualità


da  IL  GIORNALE.IT

 

Chiama due imbianchini immigrati: la picchiano e le occupano casa

Una donna malata di Thiene è stata caccitata dalla sua casa da due immigrati cui aveva chiesto di imbiancare le pareti. E la polizia non può cacciarli

 Televisore, cucina, camere da letto. Tutto compreso e gratis, anzi: abusivo. Due immigrati nordafricani hanno occupato la casa di una donna malata, dopo aver ricevuto l’incarico di imbiancarle la casa.

Una occupazione a tutti gli effetti, che nessuno può bloccare. Non la donna, che è anche stata picchiata quando ha provato a rientrare nella sua dimora. Né la polizia, che non può intervenire.

Questa, assurda, vicenda viene da Thiene. La giovane donna, Tiziana, ha ereditato la casa e, sperando di poterla rinnovare con una imbiancata, ha chimato due uomini per stendere la vernice. Peccato che, una volta entrati in casa, non ne sono più usciti. Hanno occupato l’appartamento, senza più lasciarlo da oltre un anno.

I due, peraltro, sono pregiudicati per detenzione e spaccio di droga. Conosciuti alle forze dell’ordine che non possono nemmeno intervenire. La cosa ancora più assurda, è che Tiziana è anche costretta a pagare le utenze di luce e gas, per paura di ritorsioni e minacce. “Mi ha aperto un tizio che ha detto di chiamarsi Adil o qualcosa di simile – racconta davanti al picchetto radunato di fronte alla sua casa – sul divano c’era un altro tipo di colore di nome Mohamed. Ho chiesto loro di lasciarmi entrare in casa, ma mi hanno spintonata e scaraventata per terra. Sono finita al pronto soccorso. Ho chiamato i carabinieri. Sono venuti, ma mi hanno detto che non possono fare niente, che la legge impedisce loro di entrare e buttarli fuori. Mi hanno detto che non posso nemmeno cambiare la serratura. Sono due pregiudicati, sono sottoposti all’obbligo di dimora in casa mia. E’ pazzesco“.

E così ieri il “comitato Prima Noi” è andato in aiuto di Tiziana “per capire chi abita la casa occupata della signora che ci ha segnalato l’abuso”. “Questa casa va liberata al più presto – commenta Alex Cioni, responsabile del comitato – e riconsegnata alla legittima proprietaria. Diamo una settimana di tempo alle Autorità competenti per fare il loro lavoro, altrimenti chiameremo a raccolta le persone per bene al fine di ripristinare la legalità. L’ultimatum scade sabato prossimo“.

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