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BISOGNA INCOMINCIARE A MASSACRARLI DI BOTTE !!!!

maggio 9, 2016

da  ImolaOggi

 

Una decina di detenuti stranieri ha rotto di tutto; televisori, letti, rubinetti e termosifoni sono stati devastati. I danni ammontano ad almeno ventimila euro.

 

Carcere Piacenza: detenuti in rivolta inneggiano all’Isis, danni ingenti

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Novate, detenuti in rivolta inneggiando all’Isis. Danni ingenti. Rivolta questo pomeriggio in una sezione del carcere di Piacenza, quella dove sono ospitati i detenuti più facinorosi. Una decina di stranieri ha rotto di tutto, protestando contro la situazione del sistema carcerario: televisori, letti, rubinetti, termosifoni sono stati devastati. I danni ammontano ad almeno ventimila euro.

Il personale è intervenuto in assetto anti sommossa e grazie alla professionalità della polizia penitenziaria non è stato necessario utilizzare la forza, ma al termine di una serrata trattativa la situazione è tornata alla normalità. Pare che alcuni dei rivoltosi inneggiassero ad Allah e all’Isis. Saranno tutti denunciati per i disordini creati. “La vigilanza dinamica, il cosiddetto regime aperto, è un sistema fallimentare e oggi ne abbiamo avuto la riprova”, denunciano i sindacati della polizia penitenziaria Osapp, Sappe e Uspp.


Raggiunti livelli di criminalità incredibile.
Prima rapinano un giovane di Mirano, poi tengono in ostaggio un autobus con 50 passeggeri. Vogliono dirottarlo verso Marghera. Nel frattempo derubano alcuni ragazzi.
Uno dei marocchini aveva alle spalle 3 arresti per altrettante rapine aggravate e una condanna a due anni e due mesi per lesioni personali gravi. ++ DENUNCIATI A PIEDE LIBERO ++

 

Jesolo: rapina, rissa e bus dirottato, tre marocchini denunciati

 

Prima rapinano un giovane di Mirano nel parcheggio del Muretto a Jesolo, poi tengono in ostaggio il suo autobus con una cinquantina di giovani. Vogliono dirottarlo verso Marghera al posto di Piove di Sacco. Nel frattempo derubano alcuni ragazzi e con altri si picchiano a sangue.

rissa-bus

Una vicenda incredibile quella di cui si sono resi protagonisti un 20enne e un 26enne di nazionalità marocchina ma residenti a Mogliano Veneto. Assieme alla fidanzata del primo, una ventenne sempre di Mogliano. Alla fine il trio è stato arrestato alla stazione Atvo di Jesolo e poi denunciato a piede libero, dopo una lunga serie di eventi violenti. Aiutati forse da qualche sostanza proibita che ha fatto perdere loro il controllo.

LA RAPINA. Nella notte del 1 maggio verso le 3.40 un 18enne miranese che si trova con una comitiva di amici al Muretto decide di uscire dalla discoteca. Non si sente bene. Forse ha bevuto troppo. A quel punto gli si avvicina il terzetto, che all’inizio finge di volerlo aiutare. Lo accompagnano in una zona piuttosto isolata del locale e a quel punto scatta l’aggressione: “Non urlare”, gli intimano. “Non chiedere aiuto o ti picchiamo e ti buttiamo nel fosso“, aggiungono. Alla fine il ragazzo viene rapinato del suo Samsung Galaxy S4 e di 30 euro in contanti. Il malcapitato cerca di pedinare i malviventi fino quasi all’Aqualandia, ma poi deve desistere e torna indietro dopo un’assenza durata circa un’ora. Agli amici racconta l’accaduto, ma le disavventure per lui (e per gli amici) non sono finite.

IL DIROTTAMENTO. Al momento di tornare a casa sul pullman noleggiato, verso le 6, inizia un nuovo capitolo di una notte di follia. Nella comitiva si imbucano anche i tre aggressori di prima, subito riconosciuti dal 18enne rapinato. Vogliono derubare i passeggeri e riuscire a tornare a Marghera. Ma quello non è certo un autobus di linea e l’autista non manca di intimare loro di scendere. I tre balordi non desistono e alzano la voce, estraggono dalle tasche due bottiglie di birra in vetro, vuote. Fanno cenno all’autista di essere pronti ad usarle. A quel punto, alcuni ragazzi intervengono in difesa dell’autista e invitano i tre ad andarsene.

Dalle grida si passa subito ai fatti. I rapinatori, sotto l’effetto forse di stupefacenti, non se lo fanno dire due volte e iniziano a picchiare i passeggeri più determinati. Calci e pugni. Urla e minacce. Uno dei ragazzi viene colpito al volto con una bottiglia e rimane sul sedile, stordito. Capita la situazione tutto il gruppo decide di sottostare alle volontà dei violenti, con l’uomo al volante che ingrana la prima e finge all’inizio di voler accompagnare il trio a destinazione. Alla rotonda Picchi, invece, svolta a destra e punta verso il commissariato locale. Nasce un nuovo diverbio, visto che i malviventi (con precedenti a loro carico) non hanno alcuna intenzione di farsi ingannare. Il loro interlocutore allora spiega loro che era meglio prendessero un autobus di linea Atvo, la cui stazione era poco distante. In modo da chiudere la serata qui. I giovani capiscono, scendono. Si trovano nel parcheggio del McDonald’s. Non prima di una nuova colluttazione con i passeggeri più “focosi”.

L’ARRESTO. L’autista trattiene i giovani che vogliono inseguirli, chiude le porte e torna al Muretto a riprendere il resto della comitiva. Ma nel frattempo i giovani si accorgono del furto di felpe, portafogli, bancomat e giubbotti. Una razzia in piena regola. Per questo motivo l’autobus torna al parcheggio del McDonald’s chiedendo aiuto alla polizia. Il terzetto è ancora lì, e viene inseguito dai giovani più determinati. I quali riescono ad avere la meglio e a recuperare parte della refurtiva che si trovava negli zaini dei tre balordi, che, vista la malparata, nel frattempo fuggono verso la stazione Atvo. Lì, però, vengono bloccati poco più tardi da una volante del commissariato. La ragazza cerca di disfarsi in extremis di un telefonino, di una tessera bancomat e di un foglio che riporta il codice pin. La mossa non sfugge al capopattuglia, che la immobilizza e recupera la refurtiva. Il resto viene trovato addosso ai due uomini e nei loro zaini, che poi vengono riconosciuti dalla comitiva sul pullman. Anche dal 18enne di Mirano rapinato qualche ora prima.

In commissariato si scopre che il 26enne marocchino aveva alle sue spalle ben tre arresti per altrettante rapine aggravate commesse negli ultimi cinque anni e una condanna a due anni e due mesi per lesioni personali gravi. I tre, visto che sono stati bloccati non in flagranza di reato, sono stati denunciati a piede libero per sequestro di persona e rapina aggravata, oltre che di furto aggravato in concorso e porto d’armi e oggetti atti a offendere. La loro posizione ora è al vaglio della Procura e potrebbe cambiare molto presto. In peggio.

padovaoggi.it


Cento ville e appartamenti svaligiati in tutto il nord Italia, dal Piemonte al Veneto e fino alla Toscana.
SCARCERATI

 

Gemelli albanesi compiono 100 furti, giudice: non si possono incriminare

 

I “gemelli Lupin” sono stati assolti a Pordenone. I due fratelli albanesi erano stati arrestati nel 2014 per una serie di furti in diverse abitazioni nel nord Italia.

Cento ville e appartamenti svaligiati: arrestati gemelli albanesi

gemelli-albanesi

Ad incastrarli sarebbe dovuto essere il Dna rilevato su una vettura rubata, ma i due sono monozigoti e hanno lo stesso codice genetico, pertanto risulta impossibile attribuire la responsabilità specificamente all’uno o all’altro.

Il Dna era stato ritrovato nel 2014 su una Mercedes rubata con cui Edmond e Eduard Trushi avevano tentato la fuga dalle forze dell’ordine. Le analisi del Ris hanno trovato una corrispondenza con il codice genetico di Eduard, era già presente nella banca dati. Il problema è sorto quando si è scoperto che anche Edmond possiede le stesse informazioni genetiche, portando all’impossibilità di stabilire la colpevolezza di uno dei due, e quindi alla scarcerazione di entrambi.

Carcere di Verona: boss albanese fa festa in cella e posta foto su facebook

I “gemelli Lupin”, come erano stati ribattezzati, rubavano in tutto il nord Italia, dal Piemonte al Veneto e fino alla Toscana, svaligiando ville e appartamenti. I due, trentenni, si sono guadagnati il loro soprannome per via dell’attività, la stessa praticata dal famoso personaggio dei cartoni animati, e dell’incredibile somiglianza tra loro: i gemelli sono infatti riconoscibili solo grazie ai loro tatuaggi. tgcom24

 


Questi, secondo Bergoglio, dovrebbero inseminare l’Europa sterile?

 

Bolzano: tunisino già espulso aggredisce carabinire con la mannaia

 

mannaiaNella notte tra giovedì e venerdì, i carabinieri del nucleo radiomobile di Bolzano si trovavano nei pressi dei giardini di via Parma, per un giro di perlustrazione quando hanno sentito delle urla. Un uomo stava minacciando una persona, impugnando una mannaia con la quale cercava di colpirlo, gridando e pretendendo dei soldi.

I carabinieri sono intervenuti tempestivamente per evitare che la situazione precipitasse, ma vistosi scoperto, l’aggressore ha tentato la fuga a piedi ed è caduto, quindi ha tentato di colpire il militare che gli era vicino. Fortunatamente il colpo è andato a vuoto e il criminale, ormai inerme, è stato immobilizzato ed arrestato.

Si tratta di un tunisino di 36 anni già noto alle forze dell’ordine e destinatario di un ordine di espulsione dal territorio nazionale
che è stato condotto in carcere in via Dante a Bolzano: ora si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria.


Le Coop rosse li chiamano “minori non accompagnati”.
Uno di loro era stato già arrestato il 29 luglio del 2014 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed espulso. Puntualmente è tornato.

 

Messina: fermati 9 scafisti, hanno tra i 17 e i 19 anni

 

messina-arrestati-scafisti

Gli uomini della Squadra mobile di Messina hanno individuato e fermato 9 scafisti  tra i 249 migranti arrivati lo scorso primo maggio nella città dello Stretto, a bordo della nave della Guardia Costiera Dattilo CP 940. Hanno età compresa tra i 17 e i 19 anni.

Tutti giovanissimi e di nazionalità egiziana gli arresati: Mohammed Mohammed Said, MERHI Merhi Saad, Marai Mohammed Atet, Shabani Mohammed, Said Mohammed, Hani Mohammed e tre minorenni.

Le indagini effettuate dalla Squadra Mobile della Questura di Messina, insieme agli operatori della Guardia Costiera, coordinate dalla Procura peloritana, hanno permesso di individuare i responsabili del trasferimento dalle coste africane in acque internazionali dei migranti a bordo di un peschereccio, già in avaria all’arrivo della nave Dattilo. I 9 scafisti hanno provato a nascondersi tra gli altri, a cambiarsi d’abito. Inutilmente. Il lavoro di Squadra Mobile e Guardia Costiera ha tracciato le singole responsabilità e anche i singoli compiti che ciascuno aveva a bordo del peschereccio.

Una struttura gerarchica ben organizzata con un leader a capo incaricato di guidare il natante e di dare gli ordini agli altri otto, tra cui gli addetti alla sala macchine, gli incaricati della distribuzioni di viveri e di tutte le altre operazioni gestionali di bordo durante la navigazione durata circa sei /sette giorni. Tra i nove c’era poi chi doveva far stare fermi i migranti utilizzando il bastone se necessario. Si è inoltre accertato, che uno di loro era stato già arrestato il 29 luglio del 2014 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed espulso.

I sei maggiorenni sono stati trasferiti nella casa circondariale di Gazzi. I tre minorenni sono stati trasferiti presso il centro di prima accoglienza per minori di Catania. askanews


ED  ECCO  LA  RISPOSTA  DELLA  VERGOGNOSA  SINISTRA  ITALIANA………!!!!!

Patrick di Majan

 

da  ImolaOggi

 

Partono i cantieri: riqualificazione edifici per ospitare altri 30 mila immigrati

 

immigr-hotel

Usare per l’accoglienza le strutture dismesse della Difesa o del Demanio. Come scrive il Gazzettino, il progetto è stato valutato più volte, ma ora entra nella fase operativa, con l’obiettivo di recuperare il più rapidamente possibile trentamila posti per ospitare i nuovi arrivati e raggiungere la quota centocinquantamila fissata come obiettivo del 2016 (anche se, ovviamente, non tutti i trentamila posti arriveranno dalla riqualificazione delle strutture della Difesa).

Ad una prima scrematura, le strutture che potrebbero essere riqualificate per l’accoglienza sono circa cinquanta. Un primo elenco era stato stilato tempo fa. In alcuni spazi sono stati già avviati gli studi di riqualificazione e tra poco partiranno i cantieri, per un totale di 23 spazi. Un mese fa, però, il prefetto Mario Morcone, titolare del Dipartimento Libertà civili, ha avviato un secondo screening che ha portato ad identificare altre 24 strutture, in tutta Italia.

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One Comment
  1. e una vera schifezza…..

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