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FRIULANE, NON DATE CONFIDENZA A CERTI ANIMALI !!!!

20 aprile 2016

da  Messaggero  Veneto     19 aprile 2016

 

Perseguitata dal fidanzatino musulmano

Una diciassettenne minacciata e insultata dal suo ex, un coetaneo che abita a Udine: ora lui ha l’obbligo di dimora, una sorta di “domiciliari”

di Paola Mauro

MORTEGLIANO. Quella che doveva essere un’innocente cotta, di quelle che si vivono da adolescenti, si è trasformata in un incubo per una 17enne del Medio Friuli, per settimane perseguitata da un coetaneo di religione musulmana che non accettava la fine del loro legame.

Tanto che a mettere uno stop agli episodi di minacce e ingiurie subite dalla ragazzina sono dovuti intervenire i carabinieri della stazione di Mortegliano, che ieri mattina hanno raggiunto un 17enne residente a Udine, ma di origini straniere, per notificargli un obbligo di permanenza a casa. Si tratta di una misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale dei minori di Trieste – qualcosa che assomiglia agli arresti domiciliari – che gli consente di uscire solo per andare a scuola.

La vicenda inizia la scorsa estate quando i due si conoscono e iniziano a frequentarsi. Quel fidanzatino piano piano cambia agli occhi di lei e la prima infatuazione lascia spazio alla realtà: lui è geloso, possessivo e la ragazzina comincia a prenderne le distanze. Alla base delle incomprensioni il diverso modo di intendere il ruolo della donna imposto da una rigida interpretazione della religione islamica.

La minorenne ne parla anche a casa, perché alcuni sguardi, alcuni atteggiamento di lui l’hanno inquietata. È come se presagisse quanto le sta per accadere. Lui infatti non si arrende e comincia ad assumere nei confronti della 17enne, quello che gli inquirenti definiscono un vero e proprio atteggiamento persecutorio.

Nonostante la giovane età si trasforma in un vero e proprio stalker: la minaccia, la molesta, la ingiuria. Per lui è facile incontrarla, i luoghi frequentati dai due adolescenti sono più o meno gli stessi e a ogni occasione lui le si para davanti e inizia a inveire contro, tanto da determinare nella 17enne – come riferiscono gli investigatori al Tribunale dei minori – un grave stato di ansia e paura.

Sostenuta dai familiari, la giovane trova il coraggio di raccontare tutto ai carabinieri della Stazione di Mortegliano, che non perdono di vista la 17enne e allo stesso tempo possono verificare il comportamento del ragazzino udinese che, inconsapevole del fatto che i carabinieri adesso controllano ogni sua mossa, continua a commettere atti persecutori, così come stabiliti dall’articolo 612 bis del codice penale che spiega come, con condotte reiterate, di minacce o molestie, si configura il reato di stalking, il cui comportamento provoca nella vittima un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ingenera un fondato timore per l’incolumità propria, tale da costringere la persona che subisce questo genere di attenzioni ad alterare le proprie abitudini di vita.

Quando i carabinieri hanno raccolto elementi sufficienti presentano tutto al giudice per le indagini preliminari del Tribunale dei minori di Trieste che ha disposto l’obbligo di dimora.

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