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AHAHAHAHAHAH…….. NON HO MEMORIA DI PEGGIOR POLITICO !!!!

aprile 16, 2016

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da  SECOLO  D’ ITALIA

 

Il brindisi della Castaldini: «Siamo noi dell’Ncd a rendere l’Italia più forte»

Il brindisi della Castaldini: «Siamo noi dell’Ncd a rendere l’Italia più forte»

venerdì 15 aprile 2016 – 09:10

E’ di nuovo lei, Valentina Castaldini, a prendersi il difficile compito di “giustificare” per l’ennesima volta la scelta dell’Ncd di dare aiuto al governo Renzi. Stavolta è davvero una missione quasi impossibile, perché si tratta di spiegare il motivo per cui il partito di Alfano ha votato a favore delle pseudo-riforme costituzionali volute dal Pd e piegate agli interessi del premier. Ecco che la Castaldini pronuncia la fatidica frase: «Le riforme costituzionali rappresentano un punto di svolta per l’Italia». Quale sia il punto di svolta è tutto da vedere, specie ora che è certificato il fallimento anche sul piano economico dell’azione di Palazzo Chigi. Poi la Castaldini aggiunge: «Noi siamo per il cambiamento e non per la conservazione. Noi siamo per migliorare l’Italia e renderla più forte».

La Castaldini difende Renzi che “deve” restare in sella

Non spiega come l’Italia diventerà più forte grazie alla contestata riforma di Renzi. Ma la Castaldini non si ferma qui e annuncia anche l’impegno per il referendum sulla riforma, quello che potrebbe rispedire il Matteo ridens a casa. Sì, perché lei, a nome dell’Ncd, non vuole che Renzi torni a casa. A dirlo è Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra. «Le riforme», si avventura a dire, «sono il frutto di un lungo lavoro parlamentare durato 30 mesi e dunque di un ampio confronto; si perché sono più di 30 anni che l’Italia attende la riforma della Costituzione e noi siamo quelli che vogliono cambiare l’Italia con i fatti e non con le chiacchiere; si perché questa riforma oltre che essere approvata dal Parlamento sarà approvata dagli stessi italiani». E conclude con un’altra frase “storica”: «La presenza dei consiglieri regionali in Senato è un valido contrappeso alla ri-centralizzazione di alcune competenze; non c’è alcun rischio di deriva autoritaria, realizzeremo il modello Westminster».

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